
ACCADEMIA SYMPOSIUM: ARRIVA ANCHE IN ITALIA LA SCUOLA “LEARNING BY DOING” - Comunicato stampa - 28 Maggio
A Rodengo Saiano, nel cuore della Franciacorta, esiste una realtà formativa nata per costruire un ponte concreto tra scuola e impresa: Fondazione ITS Symposium, ente gestore dei corsi di specializzazione ITS di Accademia Symposium. La sua finalità è formare giovani capaci di entrare nel mondo del lavoro con competenze tecniche solide, pensiero critico e capacità relazionali: professionisti pronti a operare nei settori agroalimentare, vitivinicolo e turistico, ma anche a crescere come futuri manager. A confermarlo è un dato particolarmente significativo: il 95% dei diplomati trova lavoro nell’ambito di studio entro un mese dal termine del biennio formativo. Accademia Symposium ha sede in un antico convento francescano del 1500, restaurato e trasformato in campus, a Rodengo Saiano (BS). La proposta formativa comprende sia i percorsi quadriennali di scuola secondaria, sia l’Alta Formazione post diploma ITS: un modello che non si limita a trasmettere nozioni, ma accompagna gli studenti in un percorso di crescita personale e professionale, con un tutoraggio attento e un dialogo costante con le aziende. I percorsi ITS durano due anni e si sviluppano su 2.000 ore complessive: 1.000 ore di lezione con professionisti e docenti universitari e 1.000 ore di stage in azienda. È il cuore del metodo learning by doing: imparare facendo, verificando subito sul campo quanto appreso in aula, nei laboratori, nelle visite didattiche e nei seminari. I programmi vengono co-progettati con consorzi, imprenditori e professionisti del settore, così da rispondere alle reali esigenze delle imprese e anticipare le competenze richieste dal mercato. Accanto alle competenze tecniche, l’Accademia dedica ampio spazio alle soft skills: affidabilità, puntualità, lavoro in team, problem solving, public speaking, personal branding e capacità di affrontare l’errore come parte del processo di apprendimento. L’obiettivo è formare figure capaci di essere operative dal “giorno zero”, senza ridursi a meri esecutori: giovani con la testa accesa, in grado di leggere i problemi, cercare soluzioni e inserirsi con consapevolezza nella cultura aziendale. Le classi, a numero limitato e con un approccio personalizzato, raccolgono studenti provenienti da tutta Italia. L’offerta ITS si articola oggi in cinque percorsi: Marketing e Turismo del vino, Enologia e Viticoltura sostenibili, Food Quality Management, Sistemi zootecnici e Trasformazione agroalimentare, Precision farming & Agritech. In tutti i percorsi, stage, laboratori specializzati, certificazioni, patentini tecnici ed esperienze internazionali contribuiscono a rendere la formazione immediatamente spendibile. Il percorso di Marketing e Turismo del vino forma una figura capace di collegare il mondo del vino al marketing, all’hospitality e alla valorizzazione dei territori. Gli studenti affrontano temi come viticoltura ed enologia, normative, introduzione al marketing, digital marketing, sales management, enoturismo, enografia e degustazione italiana e internazionale, soft skills, autoimprenditorialità e Business English. Il biennio prevede anche esperienze all’estero, programmi Erasmus+, corsi in lingua e un forte orientamento internazionale. Accademia Symposium è inoltre sede certificata per l’erogazione dei corsi WSET di Veni Vidi Vini, ulteriore strumento per ampliare le opportunità professionali nel mondo del vino. Il percorso di Enologia e Viticoltura sostenibili nasce per specializzare gli studenti nei processi di produzione e lavorazione in vigneto e in cantina. La sostenibilità viene affrontata come scelta strategica fondata su tre dimensioni inseparabili: ambientale, sociale ed economica. Le materie spaziano dall’agronomia alla viticoltura, dalla gestione dei mezzi tecnici in vigneto alla meccanica, robotica e sensoristica, dai software per il controllo di gestione del vigneto all’ingegneria enologica, dalla chimica e microbiologia alla degustazione tecnica, fino al marketing, alla comunicazione e all’inglese tecnico applicato al vino. Grande spazio è dedicato alla pratica: le lezioni nel laboratorio di microvinificazione e nella cantina sperimentale di Erbusco (BS), realizzati con il Consorzio Franciacorta negli spazi messi a disposizione da Istituto Oeno Italia, consentono agli studenti di seguire tutte le fasi della vinificazione fino alla produzione della propria bottiglia. Il percorso include anche patentino trattore, patentino carrello elevatore, patentino fitosanitario, abilitazione al software Geofolia, certificazione sicurezza e certificati di potatura verde e secca. La dimensione internazionale è un altro elemento centrale. Lingue straniere, esperienze all’estero, viaggi studio, progetti Erasmus+ e confronto con best practice di altri Paesi aiutano gli studenti a competere sui mercati globali senza perdere il legame con il territorio. L’idea è valorizzare l’identità locale della Franciacorta e, allo stesso tempo, imparare a dialogare con imprese, importatori e professionisti di tutto il mondo. La digitalizzazione entra nei programmi come strumento di gestione e decisione: software di settore, agritech, sensoristica, dati satellitari, analisi dei mercati e strumenti digitali per la comunicazione aiutano i futuri tecnici e manager a integrare competenze di campo e competenze strategiche. La tecnologia non sostituisce l’esperienza dell’uomo, ma la potenzia, rendendo più consapevoli le scelte in vigneto, in cantina e nella gestione aziendale. Oltre all’Alta Formazione ITS, Accademia Symposium propone anche percorsi quadriennali di scuola secondaria in Enogastronomia e Ospitalità alberghiera e in Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale. Un’offerta che conferma la vocazione dell’Accademia: costruire carriere solide attraverso formazione, esperienza diretta, networking e relazione costante con il mondo delle imprese.

Dal 12 al 14 giugno la quinta edizione di Vini d’Abbazia riunisce a Fossanova grandi protagonisti dell’enologia internazionale - Comunicato stampa - 25 Maggio
Dopo il successo dell’edizione 2025 con oltre 4.000 visitatori, Vini d’Abbazia torna dal 12 al 14 giugno 2026 nell’Abbazia di Fossanova, per la sua quinta edizione, in collaborazione con Regione Lazio, Arsial, Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale Informare e Comune di Priverno. Per tre giorni il complesso monastico, tra i più significativi esempi di architettura gotico-cistercense in Italia, edificato tra il XII e il XIII secolo sui resti di un antico monastero benedettino, ospiterà oltre 30 cantine di abbazie italiane e internazionali, nonché di produttori laici legati a luoghi monastici e consorzi, in un percorso che intreccia spiritualità, cultura e vino. I banchi d’assaggio animeranno il Chiostro medievale insieme al villaggio food & wine dedicato alle eccellenze enogastronomiche del territorio, mentre il Refettorio dell’Abbazia accoglierà masterclass e degustazioni guidate da alcune delle più autorevoli voci del panorama enologico. L’Infermeria del Borgo di Fossanova sarà invece il cuore dei seminari dedicati a vitigni autoctoni, enoturismo e ricerca scientifica sui benefici dell’olio extra-vergine di oliva. VINI D’ABBAZIA: UN FORMAT CHE CRESCE E SI CONSOLIDA Nata per valorizzare il patrimonio vitivinicolo custodito nei secoli da abbazie e comunità monastiche, Vini d’Abbazia si è affermato negli anni come uno dei format più originali del panorama enogastronomico italiano, ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione attraverso eventi, convegni e nuove collaborazioni territoriali. Dopo il convegno “La cultura del vino e l’identità dei territori: l’opera delle abbazie”, ospitato nel 2025 dalla Fondazione Vittorio e Mariella Moretti presso il Convento della Santissima Annunciata in Franciacorta, e l’anteprima di Vini d’Abbazia andata in scena il 2 e 3 maggio 2026 in Calabria, presso l’Abbazia Cistercense di Santa Maria della Matina a San Marco Argentano (CS), il progetto torna ora nel Borgo di Fossanova con l’ediziona nazionale, confermando il ruolo centrale dell’evento laziale all’interno di un percorso sempre più strutturato e riconoscibile. Protagoniste dell’evento saranno alcune tra le più importanti realtà vitivinicole legate a monasteri e abbazie italiane e internazionali, affiancate da produttori laici, consorzi e territori accomunati da una forte identità culturale e agricola. L’edizione 2026 conferma inoltre la volontà della manifestazione di ampliare il dialogo tra vino, ricerca, turismo e sostenibilità, rafforzando il ruolo di Vini d’Abbazia come piattaforma di confronto sui temi che stanno ridefinendo il panorama enologico contemporaneo. IL PROGRAMMA: VENERDÌ 12 GIUGNO Ad aprire il programma, venerdì 12 giugno alle 15:00 nell’Infermeria del Borgo di Fossanova, sarà il seminario formativo dal titolo “Il valore dell’autoctono: tra qualità e territorio”, organizzato in collaborazione con ARSIAL e rivolto ai produttori del Lazio sul valore dei vitigni autoctoni, con un focus dedicato al marketing e all’enoturismo. Tra gli interventi in programma Enrico Chiavacci, responsabile marketing Marchesi Antinori, Violante Cinelli Colombini, Presidente Nazionale del Movimento Turismo del Vino, il winemaker e scrittore internazionale Roberto Cipresso, Giovanni Acampora, Presidente Camera di Commercio Frosinone Latina e Assonautica Italiana, Massimiliano Raffa, Presidente ARSIAL, e Giancarlo Righini, Assessore all’Agricoltura e al Bilancio della Regione Lazio. Alle 16:30 l’apertura dei banchi d’assaggio all’interno del Chiostro e del villaggio food & wine situato in via dell’Abbazia, che saranno aperti anche sabato e domenica fino alle 24:00. Inaugurazione ufficiale alla presenza delle istituzioni e benedizione dell’evento a cura di Padre Andrea David alle 18:00. Alle 18:30, nel Refettorio del Chiostro, Riccardo Cottarella – Presidente di Assoenologi e figura di riferimento mondiale del settore – guiderà la masterclass “Il vino della pace del Monastero di Cremisan: un dialogo tra le tre religioni in Terra Santa”. Al centro dell’incontro i vini della cantina Cremisan, fondata nel 1891 a Betlemme, nella frontiera tra Palestina e Israele, dove il lavoro nei vigneti coinvolge comunità cristiane, musulmane ed ebraiche in un’esperienza di cooperazione, formazione e convivenza. Coordinerà la masterclass Marcello Masi, giornalista e conduttore televisivo. Alle 20:00, sarà uno degli enologi italiani più conosciuti a livello internazionale, Roberto Cipresso, a guidare la masterclass “I Grandi Rossi”, un viaggio sensoriale e spirituale tra le diverse espressioni dei vini rossi provenienti da abbazie e territori di grande vocazione vitivinicola. SABATO 13 GIUGNO Alle 18:00, presso l’Infermeria del Borgo, la Camera di Commercio Frosinone Latina presenterà lo studio dell’Università La Sapienza di Roma dedicato alle proprietà benefiche dell’olio evo, rafforzando il dialogo tra ricerca scientifica e produzioni agroalimentari di qualità. Interverranno Giovanni Acampora, Presidente Camera di Commercio Frosinone Latina e Assonautica Italiana, Alessandro Rossi, professore di Biologia Cellulare presso l’Università La Sapienza di Roma ed Eugenio Lendaro, professore di Chimica e Propedeutica Biochimica presso l'Università La Sapienza di Roma. Alle 18:30 sarà protagonista Vincenzo Mercurio, miglior enologo italiano 2025 secondo Vinoway Selection, con la masterclass “Il vino dei monasteri”. Un percorso tra alcune delle più prestigiose realtà monastiche italiane, tra cui Abbazia di Novacella, Abbazia di Praglia, Monastero di Monte Oliveto Maggiore e Monastero delle Suore Trappiste di Vitorchiano, accompagnato da una riflessione sul valore culturale e territoriale dei vini di abbazia. Chiuderà il programma della giornata, alle 20:00, la “Masterclass emozionale” promossa e curata da Francesca Venturi e Giuseppe Ferroni dell’Università di Pisa, dedicata all’approccio multisensoriale alla degustazione e al rapporto tra percezione, emozione e vino. DOMENICA 14 GIUGNO A chiudere la quinta edizione, domenica 14 giugno alle 19:00 sempre nel Refettorio del Chiostro, sarà la masterclass “Tra Bianchi e Perlage: alla scoperta della luce”. A guidare questo itinerario tra grandi bianchi, perlage d’eccellenza e vitigni rari, dalle vigne segrete nei chiostri di Venezia ai riflessi dorati dello Chablis, sarà Chiara Giovoni, Ambassador du Champagne e Champagne Editor per Spirito di Vino. ISTITUZIONI E PARTNER DELLA MANIFESTAZIONE Frutto della sinergia tra istituzioni, aziende e consorzi, l’iniziativa punta a promuovere il territorio, rafforzando l’identità del Lazio come destinazione enoturistica di eccellenza. Ideato dal giornalista Rocco Tolfa, l’evento è promosso dalla Strada del Vino della provincia di Latina, dalla cooperativa Taste Roots e dall’Associazione Polygonal, in collaborazione con Regione Lazio, Arsial, Camera di Commercio Frosinone Latina, Azienda Speciale Informare e il Comune di Priverno. La manifestazione si svolge in collaborazione anche con Ministero della Cultura, Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio, Abbazia di Fossanova, Priverno (LT). Sono partner dell’evento Slow Food Lazio, Associazione Italiana Sommelier, Oltre Roma Wine Tour, Acqua Filette, Vivaio Aumenta, Federcamp. Main Sponsor Banca di Credito Cooperativo di Roma. Media partner ufficiale della manifestazione sarà Rai Radio 2 e la rivista Camp.

I vini bianchi di Çobo Winery: tra il respiro dell’Adriatico e le colline di Berat, l’anima autentica dell’Albania - Comunicato stampa - 22 Maggio
Alle porte di Berat, Çobo Winery è oggi una delle realtà simbolo della rinascita dell’enologia albanese. Rifondata nei primi anni Novanta da Enis Çobo insieme ai figli Petrit e Muharrem, dopo l’interruzione forzata durante il regime comunista, la cantina ha costruito il proprio percorso su un principio preciso: valorizzare i vitigni autoctoni attraverso una produzione attenta, mai orientata ai grandi numeri ma alla riconoscibilità del vino. Visitare la cantina significa immergersi in un’Albania ancora pura, dove il vino si intreccia alla storia del territorio, alla cultura contadina e a un paesaggio che alterna montagne, canyon, vigneti e piccoli villaggi in pietra. Su circa 38 ettari vitati e con una produzione che raggiunge oggi le 80.000 bottiglie annue, da rese contenute su 100.000 piante complessive, l’azienda continua a investire in qualità e identità, mantenendo una dimensione coerente con il proprio approccio. TRA LE BREZZE DELL’ADRIATICO E IL MONTE TOMORR: IL PAESAGGIO DI BERAT CHE DÀ FORMA AI BIANCHI DI ÇOBO WINERY I vigneti si sviluppano tra i 50 e i 400 metri di altitudine, su suoli prevalentemente calcarei e in un sistema di appezzamenti a gradoni che seguono l’andamento naturale delle colline intorno a Berat. Da queste alture lo sguardo si apre su una delle zone più affascinanti dell’Albania meridionale, dove la natura alterna vallate verdi, uliveti, corsi d’acqua e montagne rocciose che al tramonto si tingono di luce dorata. Qui il microclima è determinante: a est si impone il massiccio del Monte Tomorr (2.416 m), che protegge e favorisce importanti escursioni termiche, mentre a ovest la vicinanza del mare Adriatico, a pochi chilometri, porta ventilazione costante e influssi mediterranei. Ne deriva una maturazione lenta e progressiva delle uve, che preserva vivacità, sviluppa complessità aromatica e mantiene un balance tra zuccheri e acidità. In questo contesto prende forma il Puls, vitigno autoctono a bacca bianca e vero alfiere della cantina. Nel vino E Bardha e Beratit, vinificato in purezza, esprime una struttura importante accompagnata da nervosità e sapidità, con un profilo aromatico che richiama la flora spontanea del territorio, insieme a note di pesca, susina e leggere sfumature agrumate. La vinificazione, con breve pressatura e fermentazione a basse temperature, punta a preservare complessità e armonia. Accanto al Puls, lo Shesh i Bardhë completa il quadro con un’espressione più morbida e rotonda: frutto maturo, leggere note speziate e una chiusura piacevolmente amarognola che ricorda la mandorla. «Il microclima tra Adriatico e Monte Tomorr dona al Puls una maturazione ideale, con escursioni termiche che preservano acidità e vivacità, mentre le nostre scelte di vinificazione, come la macerazione sulle bucce, esaltano la sua struttura minerale e le note floreali tipiche del nostro suolo calcareo» spiega Muharrem Çobo, co-fondatore e proprietario della cantina. UNA PRODUZIONE MISURATA, TRA MEMORIA FAMILIARE, VITIGNI AUTOCTONI E DESIDERIO DI RACCONTARE L’ALBANIA AL MONDO Pur essendo considerata una realtà di riferimento per il vino albanese, Çobo Winery mantiene un approccio volutamente misurato: rese contenute su circa 100.000 piante complessive e una filosofia che privilegia la qualità rispetto alla quantità. La tecnologia, dalla fermentazione controllata alla gestione delle temperature, è sempre al servizio del vitigno e del territorio. Oggi i vini sono distribuiti in diversi mercati internazionali, tra cui Italia (con Proposta Vini), Belgio, Svizzera, Germania, Brasile e Canada, mentre cresce l’interesse enoturistico verso una destinazione ancora autentica. Sempre più viaggiatori scelgono Berat e l’Albania meridionale per scoprire una cultura del vino ancora genuina, lontana dalle rotte più battute, fatta di accoglienza familiare, cucina locale e paesaggi che conservano un forte senso di identità. In questo contesto, la visita alla cantina diventa un’esperienza che va oltre la degustazione: un modo per entrare in contatto con la storia contemporanea dell’Albania e con il volto più vero del Paese. «I nostri vini bianchi, in particolare il Puls, sono il ritratto vivo di Berat: un ponte tra la nostra eredità familiare, segnata dalla rinascita post-comunista, e un territorio aspro ma generoso, che racconta l’Albania autentica attraverso sapori unici e freschi» conclude Muharrem Çobo.

Grandine sul Veneto, Coldiretti: danni ai vigneti fino al 100% - Vinonews24 - 19 Maggio
Il maltempo che ha colpito il Veneto l’11 maggio ha causato gravi danni soprattutto ai vigneti delle province di Venice e Treviso. Secondo Coldiretti Venezia, le perdite nel comparto vitivinicolo vanno dal 35% fino al 100% in alcune zone del Veneto orientale. Le aree più colpite sono Ceggia, Noventa di Piave, Annone Veneto, San Stino di Livenza e Pramaggiore, dove in alcuni vigneti i danni arrivano fino al 90%. La grandine è caduta in un momento particolarmente delicato per le vigne, quando germogli e tralci sono molto fragili, compromettendo inevitabilmente parte della produzione del 2026. I consorzi del vino stanno monitorando la situazione, anche se aree come Valpolicella e Conegliano Valdobbiadene sembrano aver subito danni più limitati grazie a grandinate localizzate e meno intense. Oltre ai vigneti, il maltempo ha colpito anche le produzioni orticole nelle zone di San Michele al Tagliamento e Bibione. Secondo Tiziana Favaretto di Coldiretti Venezia, questi eventi estremi mostrano la crescente vulnerabilità dell’agricoltura ai cambiamenti climatici e la necessità di rafforzare strumenti di prevenzione e assicurazione per le aziende agricole.

UIV: tariffe USA shock per il vino italiano, export -17% in 12 mesi - Vinonews24 - 18 Maggio
Secondo Unione Italiana Vini, i dazi imposti dagli United States stanno colpendo duramente il vino italiano. Tra aprile 2025 e marzo 2026 l’export verso gli USA è diminuito del 17% in valore, con una perdita superiore a 340 milioni di euro, mentre i volumi sono calati del 9%, raggiungendo i livelli più bassi degli ultimi dieci anni. Anche l’export complessivo del vino italiano nei primi mesi del 2026 risulta in forte difficoltà, con un calo del 13,3%. Gli Stati Uniti restano il principale mercato per il vino italiano, ma il valore delle esportazioni è sceso da quasi 2 miliardi a 1,65 miliardi di euro. A soffrire maggiormente sono stati i vini fermi e gli spumanti, mentre molte aziende hanno abbassato i prezzi medi per assorbire parte dell’impatto dei dazi e limitare il calo dei consumi. Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, ha sottolineato come il settore sia penalizzato sia dalla riduzione strutturale dei consumi sia dalla svalutazione del dollaro, chiedendo una risposta più forte da parte della diplomazia europea e maggiori investimenti nella promozione del vino italiano. Anche gli altri mercati extra-europei mostrano andamenti difficili e disomogenei: calano United Kingdom, Switzerland e Japan, mentre crescono Russia e Brazil. Il quadro generale evidenzia quindi una forte dipendenza del settore vinicolo italiano dalle dinamiche geopolitiche e commerciali internazionali.

Vino & enoturismo: Folonari investe 7 milioni di euro nella nuova cantina del Cabreo - Wine news - 17 Maggio
Il testo racconta il forte investimento della famiglia Folonari family nel territorio del Chianti Classico, simbolo di fiducia nel futuro del vino e dell’enoturismo toscano. La famiglia ha investito 7 milioni di euro nella nuova Tenuta del Cabreo, tra le colline di Montefioralle vicino a Greve in Chianti, con l’obiettivo di creare un’esperienza che unisca produzione vinicola, ospitalità di lusso e valorizzazione del territorio. Il progetto si inserisce nella strategia del cosiddetto “mondo Cabreo”, che comprende anche relais di charme, ristorazione e accoglienza per i winelovers internazionali, puntando sull’enoturismo come leva fondamentale in un periodo difficile per le vendite di vino. Giovanni Folonari ha spiegato che il futuro del settore è nei fine wines, perché oggi si beve meno ma meglio, e i consumatori cercano vini con identità, storia e legame con il territorio. La famiglia continua infatti a valorizzare il Sangiovese e i vini legati alle denominazioni toscane, mantenendo una produzione completamente controllata dalla vigna alla bottiglia. La nuova cantina, progettata dall’architetto Carlo Ludovico Poccianti, combina innovazione tecnologica, design e funzionalità produttiva, con spazi dedicati alla vinificazione, all’affinamento e alla degustazione. L’investimento punta anche ad attrarre un turismo di fascia alta che cerca esperienze autentiche lontane dall’overtourism delle città d’arte come Florence. Il testo sottolinea inoltre come la famiglia Folonari consideri i momenti di crisi economica come opportunità per investire e rafforzare il proprio progetto imprenditoriale grazie a risorse interne solide e a una forte passione familiare. Durante l’inaugurazione, il sindaco di Greve in Chianti ha conferito la cittadinanza onoraria ad Ambrogio Folonari per il suo contributo alla valorizzazione del territorio e del vino toscano.

In un settore del vino in difficoltà, aumenta di intensità il turnover del management delle cantine - Wine news - 16 Maggio
Il testo analizza il crescente turnover di manager e dirigenti nel settore vinicolo italiano, fenomeno legato alle difficoltà economiche e ai cambiamenti del mercato del vino. Tra le cause principali vengono indicati il rallentamento dei consumi, la perdita di potere d’acquisto, il cambiamento generazionale dei consumatori e una maggiore attenzione al salutismo, fattori che stanno incidendo negativamente sulle vendite e sui margini delle aziende vinicole. Molte cantine, di fronte a risultati inferiori alle aspettative, scelgono quindi di cambiare management nella speranza di migliorare le performance, un po’ come avviene nel calcio con il cambio di allenatore. Un altro elemento importante riguarda il passaggio generazionale nelle numerose aziende familiari del vino italiano: spesso le nuove generazioni vengono affiancate da manager esterni per affrontare un mercato sempre più competitivo e complesso. Inoltre, in alcune aziende emergono differenze di visione tra i membri delle famiglie proprietarie, rendendo necessaria una gestione manageriale più strutturata. Il turnover riguarda anche le figure commerciali e i responsabili vendite, soprattutto nelle aziende più grandi che stanno cercando di rafforzare reti vendita interne più organizzate. Alcuni cambiamenti derivano anche dall’arrivo nel vino di manager provenienti da altri settori, spesso inseriti dopo investimenti esterni nel comparto vinicolo, ma che oggi si trovano ad affrontare un mercato molto diverso rispetto agli anni di crescita costante dell’export. Nonostante il quadro difficile, alcune aziende con marchi forti continuano comunque a crescere e investire nel rafforzamento del management, anche se sembrano rappresentare più un’eccezione che la regola. Il testo conclude sottolineando che il frequente cambio di dirigenti non sempre basta a risolvere problemi che spesso sono strutturali e profondi.

Vino, non valgono le semplificazioni: “necessario distinguere tra abuso e consumo moderato” - Wine news - 15 Maggio
Il testo racconta il dibattito emerso durante l’incontro “Vino, salute e cultura del rischio”, svoltosi all’Abbazia di Rosazzo, dedicato al rapporto tra vino, salute e cultura alimentare. Gli esperti intervenuti hanno sostenuto la necessità di distinguere tra abuso e consumo moderato di vino, evitando letture assolutistiche che considerano il vino solo come una bevanda alcolica. Secondo i relatori, il vino va invece inserito nel contesto della Dieta Mediterranea, fondata su equilibrio, moderazione e convivialità. Il professor Fulvio Mattivi ha sottolineato che il vino è un prodotto complesso, ricco anche di composti bioattivi derivati dall’uva, e non semplicemente alcol. Ha inoltre evidenziato l’importanza delle nuove ricerche epidemiologiche e della metabolomica per analizzare in modo più preciso gli effetti del consumo di vino sulla salute. Il professor Fulvio Ursini ha criticato le campagne mediatiche proibizionistiche, considerate dannose sia per la cultura sia per la qualità della comunicazione scientifica. Anche Giovanni de Gaetano ha ricordato che, secondo diversi studi, il consumo moderato di vino all’interno della Dieta Mediterranea può associarsi a effetti favorevoli sulla salute, pur senza semplificazioni. Il confronto ha quindi ribadito che la salute dipende dall’equilibrio tra comportamenti, stile di vita e responsabilità individuale, e che la comunicazione scientifica dovrebbe rappresentare la complessità del tema evitando messaggi troppo rigidi o ideologici.

Un nuovo linguaggio del vino. Parole e concetti per raccontare - Corriere del vino - 14 Maggio
Il testo riflette sulla necessità di rinnovare il linguaggio con cui si comunica il vino, adattandolo a una società in continuo cambiamento. L’autore spiega di aver intrapreso uno studio sociologico e semiologico per capire come il settore vinicolo debba evolversi nella comunicazione verso il pubblico, introducendo nuovi concetti e parole chiave come “WELCOME WINES”. Secondo l’autore, il linguaggio tradizionale del vino, basato su descrizioni tecniche, termini abusati come “qualità” e marketing emozionale, non è più sufficiente. Oggi è necessario emozionare raccontando in modo autentico chi produce il vino e come viene realizzato, partendo dal vino stesso. Riprendendo le teorie del sociologo Francesco Morace Fabris, viene evidenziato come la società sia sempre più suddivisa in gruppi con linguaggi e codici propri, rendendo impossibile utilizzare messaggi universali come in passato. Per questo la comunicazione del vino deve trovare nuove chiavi narrative capaci di coinvolgere diversi pubblici con parole semplici, riconoscibili e memorabili, arrivando persino a trasformare il vino stesso in uno strumento di narrazione e dialogo.

Il miglior Pinot Nero d’Italia è l’Abtei Muri Riserva di Muri-Gries: l’Alto Adige si prende il podio - Wine News - 13 Maggio
L’Alto Adige è conosciuto soprattutto per i vini bianchi, che rappresentano circa il 65% della produzione regionale, ma è anche una delle zone italiane più importanti per il Pinot Nero, vitigno che occupa l’11% dei vigneti locali. Al “Concorso Nazionale del Pinot Nero” il miglior Pinot Nero italiano della vendemmia 2023 è risultato il Pinot Nero Abtei Muri Riserva della Tenuta Cantina Convento Muri-Gries, storica cantina nata nel 1845 grazie ai monaci benedettini svizzeri trasferitisi a Gries, vicino a Bolzano. Dietro al vincitore si sono classificati altri importanti Pinot Nero altoatesini prodotti da Cantina Produttori San Michele Appiano, Tiefenbrunner - Schlosskellerei Turmhof, Cantina Terlano e Bergmannhof. Al concorso hanno partecipato oltre 100 vini provenienti da diverse regioni italiane e la premiazione avverrà durante le “Giornate Altoatesine del Pinot Nero”, evento dedicato a degustazioni, masterclass, escursioni e iniziative gastronomiche legate al Pinot Nero e al territorio altoatesino.

A Milano torna il festival di tre giorni dedicato alla cultura dell’aperitivo - Lat
Aperitivo Festival «vuole essere sì una grande festa, ma anche un momento con una forte funzione divulgativa e formativa, rivolto sia ai consumatori sia agli operatori del settore». Con queste parole il presidente di MWW Group, Federico Gordini, racconta a Italia a Tavola la filosofia della quarta edizione del format organizzato dal gruppo, in programma dal 15 al 17 maggio. Per l’edizione 2026, ricordiamo, la manifestazione cambia location e approda al Milano Certosa District, nella nella zona nord-ovest della città, all’interno del progetto di rigenerazione urbana promosso da RealStep, trasformando per tre giorni il distretto in uno spazio dedicato al mondo dell’aperitivo fra degustazioni, pairing, formazione e intrattenimento. A Milano torna il festival di tre giorni dedicato alla cultura dell’aperitivo Aperitivo Festival a Milano dal 15 al 17 maggio Il programma di Aperitivo Festival Ogni giorno, dalle 17.30 alle 22.30, il festival prenderà forma attraverso oltre 20 esperienze di degustazione e 15 postazioni dedicate agli abbinamenti food & beverage distribuite fra alcune delle location simbolo del District: dal Department 184 al Nomad - che ospiterà gli afterparty - fino al Pennellificio e La Forgiatura. Accanto alla parte esperienziale, Aperitivo Festival, come anticipato da Gordini, ospiterà anche momenti di approfondimento e formazione dedicati ai professionisti del settore con Aperitivo Academy, il programma pensato per affrontare temi legati alla mixology, al pairing, ai consumi e ai nuovi linguaggi dell’aperitivo contemporaneo. LEGGI ANCHE Aperitivo: cosa notano davvero i clienti (e cosa li fa tornare) L'arte del pairing tra gin e gastronomia: l'evoluzione dell'aperitivo moderno Gli italiani amano sempre di più l’aperitivo: solo nella Gdo vale 430 milioni Il calendario si aprirà venerdì 15 maggio con una giornata dedicata all’analisi del comparto e ai trend di consumo. Tra gli appuntamenti principali, il panel curato da NielsenIQ offrirà una fotografia aggiornata del mercato, con particolare attenzione sulle nuove generazioni e sulle prospettive di sviluppo del comparto. Nella stessa giornata prenderanno il via anche gli incontri di Aperitivo Academy, a partire dalla masterclass di Julian Biondi “A Bittersweet Symphony: percorso storico nel dna dell’aperitivo all’italiana. Vermouth, bitters e spritzers”, seguita dall’intervento di Daniele Garcea dedicato a “Neuromarketing e percezione del cliente”. A Milano torna il festival di tre giorni dedicato alla cultura dell’aperitivo L’aperitivo italiano si racconta a Milano tra mixology, pairing e tendenze Sabato 16 maggio sarà invece dedicato agli approfondimenti sulla cultura dell’aperitivo e sul rapporto fra beverage e cucina, con Edoardo Nono impegnato in un incontro sulla storia dell’aperitivo milanese e del food collegato, mentre Dom Carella guiderà una sessione dedicata al food pairing e alla fisiologia del gusto attraverso test sensoriali. Domenica 17 maggio il festival si concluderà con “Aperitivo Around the World”, percorso dedicato alle interpretazioni internazionali dell’aperitivo. A rafforzare la dimensione globale della manifestazione contribuirà anche la presenza di 30 mixologist e key opinion leader internazionali invitati con il supporto di Ice Agenzia, coinvolti per promuovere e reinterpretare il rito dell’aperitivo italiano nei rispettivi mercati. I numeri del mercato e la centralità dell’esperienza «È un’occasione per valorizzare un momento di consumo molto importante nel nostro Paese, che continua a mantenere una forte centralità nonostante il periodo complesso che sta attraversando il mondo degli alcolici. È un tema sul quale bisogna fare cultura, soprattutto cultura dell’abbinamento» ha proseguito Gordini. Parole che trovano conferma anche nei dati: secondo NielsenIQ, il comparto aperitivi e vermouth nella grande distribuzione ha infatti superato nell’ultimo anno i 200 milioni di euro, registrando una crescita del +2,6% a valore e del +2,1% a volume. Estendendo l’analisi anche a gin, aperitivi analcolici, spumanti e ready to drink, il mercato supera i 430 milioni di euro, con un incremento del +2,7% a valore e +0,3% a volume. A Milano torna il festival di tre giorni dedicato alla cultura dell’aperitivo Il presidente di MWW Group, Federico Gordini «Oggi il consumo si orienta sempre più verso l’esperienzialità: le nuove generazioni cercano esperienze, autentiche, non soltanto prodotti. E l’aperitivo, che nasce dall’incontro fra beverage e food, rappresenta un patrimonio da raccontare e approfondire. Il tema del pairing diventa quindi fondamentale per trasformare l’aperitivo in un’esperienza completa e consapevole, sia nel fuoricasa sia tra le mura domestiche. L’obiettivo è anche restituire il giusto significato a una parola che troppo spesso viene banalizzata o travisata, ricordando che l’aperitivo è prima di tutto un rito della tradizione italiana. Per questo è necessario continuare a fare cultura» ha poi concluso. Insomma, si prospettano tre giorni molto interessanti alla scoperta di un rito 100% italiano che continua a evolversi.

A Milano l’Aperitivo Festival 2026 - fourexcellences
Aperitivo Festival torna dal 15 al 17 maggio 2026 per la sua quarta edizione e approda per la prima volta al Milano Certosa District, nuovo simbolo della rigenerazione urbana milanese. Ideato da MWW Group, il festival celebra uno dei rituali più iconici dello stile di vita italiano con un format sempre più immersivo: oltre 20 esperienze di degustazione, 15 banchi dedicati agli abbinamenti food & beverage e un percorso diffuso tra le location del District, da Department 184 al Nomad e La Forgiatura. Tra le novità di quest’anno debutta Aperitivo Academy, il nuovo spazio educational dedicato ai professionisti del settore, con masterclass e incontri su mixology, food pairing e nuovi trend di consumo. A confermare la centralità del fenomeno, anche i dati NielsenIQ: il comparto degli aperitivi supera oggi i 430 milioni di euro e coinvolge quasi un italiano su due Main sponsor dell’edizione 2026 è Carrefour Italia, accanto a numerosi brand del mondo beverage e food, mentre il 26 maggio tornerà anche il World Aperitivo Day®, la giornata internazionale che celebra il rito dell’aperitivo italiano nel mondo.

Aperitivo Festival torna a Milano: la quarta edizione si sposta al Certosa District - Notizie.it Milano
Dal 15 al 17 maggio 2026 Milano ospita la quarta edizione di Aperitivo Festival, che quest’anno cambia scenario e approda per la prima volta al Milano Certosa District, uno dei poli di rigenerazione urbana più dinamici della città. L’appuntamento, ideato da MWW Group, si conferma come una delle principali piattaforme italiane dedicate all’aperitivo, tra consumo, cultura e nuove tendenze del food & beverage. Un format che cresce insieme ai consumi La scelta del Certosa District non è solo logistica, ma narrativa: un contesto industriale in trasformazione che dialoga con un format sempre più orientato all’esperienza immersiva. Pubblicità Unleashing Her Passion: Demi Moore's 8 Sultriest Movie Roles! Unleashing Her Passion: Demi Moore's 8 Sultriest Movie Roles! Secondo i dati di NielsenIQ, il comparto dell’aperitivo e del vermouth nella grande distribuzione ha superato i 200 milioni di euro, con una crescita del +2,6% a valore. Se si includono categorie affini come gin, ready to drink e aperitivi analcolici, il mercato supera i 430 milioni, segnalando una domanda stabile ma in evoluzione, soprattutto verso qualità e moderazione. Pubblicità Unleashing Her Passion: Demi Moore's 8 Sultriest Movie Roles! Unleashing Her Passion: Demi Moore's 8 Sultriest Movie Roles! Un italiano su due dichiara di consumare l’aperitivo (46%), con una spesa media di circa 24 euro per occasione. Il nuovo “hub” dell’aperitivo Per tre giorni, dalle 17.30 alle 22.30, il Certosa District si trasformerà in un percorso diffuso tra degustazioni, contenuti e intrattenimento. Il festival si svilupperà in quattro spazi principali — Department 184, Nomad (che ospiterà gli afterparty), Pennellificio e La Forgiatura — con oltre 20 esperienze di assaggio e 15 postazioni dedicate agli abbinamenti food & beverage. Accanto alla dimensione esperienziale debutta anche Aperitivo Academy, un programma di formazione rivolto ai professionisti del settore, con masterclass su mixology, neuromarketing e food pairing. Il mercato tra brand e nuovi linguaggi L’edizione 2026 vede Carrefour Italia come main sponsor, affiancata da una presenza ampia di brand del settore beverage e food, tra cui Aperol, Ceres, Peroni, Montenegro-Select, Lurisia e Lemonsoda, oltre alle eccellenze alimentari di Terre d’Italia e altre realtà del comparto agroalimentare. Tra i partner istituzionali figura anche ICE Agenzia, che supporterà la partecipazione di mixologist e operatori internazionali, contribuendo alla dimensione globale del format. Una piattaforma per leggere i cambiamenti «L’aperitivo è uno dei linguaggi più contemporanei dello stile di vita italiano», osserva Federico Gordini, presidente di MWW Group, sottolineando come il festival voglia leggere l’evoluzione dei consumi attraverso dati, esperienze e contaminazioni internazionali. Il format si inserisce in un percorso più ampio avviato da MWW Group, già promotore di Milano Wine Week, e del progetto World Aperitivo Day®, che tornerà il 26 maggio con iniziative diffuse nei locali e nelle città italiane. Tra cultura e mercato Più che un semplice evento, Aperitivo Festival si posiziona come osservatorio sul cambiamento delle abitudini di consumo: dall’evoluzione della mixology alle nuove sensibilità verso prodotti low e no-alcol, fino alla crescente attenzione per l’esperienza sociale legata al bere. In questo quadro, il passaggio al Milano Certosa District rappresenta anche una dichiarazione di intenti: raccontare un rito quotidiano italiano dentro spazi che riflettono la trasformazione urbana e culturale di Milano.

Aperitivo Festival 2026: tre giorni al Certosa District - De gustare
Dal 15 al 17 maggio torna a Milano la rassegna dedicata all’aperitivo: 20 esperienze, masterclass e mercato in crescita del 2,6% Un italiano su due lo considera irrinunciabile, spende in media 24,39 euro per viverlo bene e contribuisce a un mercato da 430 milioni di euro. Eppure l’aperitivo, nella sua versione contemporanea, è ancora in cerca di una definizione. Ci prova, dal 15 al 17 maggio 2026, Aperitivo Festival: quarta edizione, nuova sede — il Milano Certosa District, zona nord-ovest della città — e un programma che mescola degustazioni, masterclass e dati di mercato. Ingresso 30 euro, orario dalle 17.30 alle 22.30. Per la prima volta il festival lascia le sedi delle edizioni precedenti e si insedia in un quartiere in piena riqualificazione urbana. Department 184, Nomad, Pennellificio e La Forgiatura sono i quattro spazi che ospiteranno le attività, ciascuno con una funzione distinta — degustazioni, formazione, afterparty. Un mercato da 430 milioni di euro Il contesto di mercato giustifica l’espansione del format. Venerdì 15 maggio NielsenIQ presenterà una ricerca dedicata al settore: in anteprima, i dati indicano che il segmento aperitivi e vermouth nella grande distribuzione organizzata ha superato nell’ultimo anno i 200 milioni di euro, con un incremento del +2,6% a valore e del +2,1% a volume. Se si allarga il perimetro alle categorie affini — gin, analcolici, spumanti e ready to drink — il comparto sale oltre i 430 milioni di euro, con una crescita del +2,7% a valore. Tra le evidenze anticipate dalla ricerca: un italiano su due dichiara di apprezzare il momento dell’aperitivo, con una spesa media per il food & beverage di 24,39 euro. Aperitivo Festival - foto Loris Scalzo Aperitivo Festival – foto Loris Scalzo Aperitivo Academy, tra storia e neuromarketing La novità principale di questa edizione è Aperitivo Academy, un ciclo di incontri rivolto ai professionisti del settore. Il programma si apre venerdì 15 maggio, alle 15.00, con una masterclass firmata da Julian Biondi sul DNA storico dell’aperitivo italiano: vermouth, bitter e spritz. Alle 16.30 è in programma l’intervento di Daniela Garcea su neuromarketing e percezione del consumatore. Sabato 16 maggio, Edoardo Nono ripercorrerà la storia dell’aperitivo milanese e delle sue declinazioni gastronomiche, mentre Dom Carella condurrà una sessione su food pairing e fisiologia del gusto, con test sensoriali. La domenica si chiuderà con «Aperitivo Around the World», un confronto tra le interpretazioni internazionali del rito. Al panel di apertura del venerdì prenderanno parte 30 mixologist e key opinion leader provenienti da più paesi, invitati con il supporto di Ice – Agenzia per il commercio estero: il loro ruolo è portare il rito dell’aperitivo italiano sui mercati esteri. La componente benefica Alla quarta edizione partecipa anche FRO – Fondazione Radioterapia Oncologica, in continuità con la collaborazione avviata durante Milano Wine Week 2025: una quota dei ricavi andrà a sostegno delle attività della fondazione. Il festival anticipa di dieci giorni un’altra data fissata da MWW Group nel calendario enogastronomico: il 26 maggio torna il World Aperitivo Day, la quinta edizione della giornata internazionale dedicata all’aperitivo. Bar, enoteche e locali aderenti propongono degustazioni ed eventi in tutta Italia. Il World Aperitivo Day® è legato al Manifesto dell’Aperitivo, un decalogo sottoscritto nel 2022 da istituzioni, aziende e chef per definire il valore culturale e gastronomico di questo rito. Biglietti per Aperitivo Festival su aperitivofestival.com, tramite il circuito Dice.

APERITIVO FESTIVAL TORNA DAL 15 AL 17 MAGGIOE APPRODA PER LA PRIMA VOLTA AL MILANO CERTOSA DISTRICT - Zarabaza
Tra nuovi trend di consumo, dati in crescita (+2,6% vs 2024) e un format sempre più immersivo, la più grande esperienza dedicata all’aperitivo torna per la sua quarta edizione Oltre 20 esperienze di assaggio, compreso il debutto del format educational Aperitivo Academy, e 15 banchi di degustazione animeranno le 4 location del District: Department 184, Nomad, Pennellificio e La Forgiatura Il 26 maggio si celebra la quinta edizione del World Aperitivo Day® Milano, 15-17 maggio 2026 – C’è un momento della giornata che più di altri racconta l’identità italiana contemporanea: è l’aperitivo, rito sociale, culturale ed economico che continua a evolversi, intercettando nuovi stili di vita e abitudini di consumo. È da qui che riparte Aperitivo Festival, in programma dal 15 al 17 maggio 2026, che per la sua quarta edizione sceglie una nuova casa, il Milano Certosa District, simbolo di una città in trasformazione. Un cambio di scenario che riflette la crescita del format ideato da MWW Group e la sua capacità di dialogare con contesti urbani dinamici, dove convivono rigenerazione, creatività e una sempre più vivace scena food & beverage. Per tre giorni, dalle 17.30 alle 22.30, il distretto – situato nella zona nord-ovest di Milano e al centro di un importante progetto di rigenerazione urbana promosso da RealStep – si trasformerà in un hub diffuso dedicato all’aperitivo, tra spazi iconici, degustazioni, contenuti e intrattenimento. Un percorso immersivo che prende vita attraverso oltre 20 esperienze di degustazione e 15 postazioni dedicate agli abbinamenti food & beverage distribuite tra alcune delle location più iconiche del District: dal Department 184 al Nomad – che ospiterà gli afterparty – fino al Pennellificio e La Forgiatura. Non solo degustazione, ma anche formazione e cultura: con Aperitivo Academy, il festival amplia la propria offerta proponendo momenti dedicati ai professionisti del settore, tra tecniche, tendenze e nuovi linguaggi della mixology e del pairing. “L’aperitivo è oggi uno dei linguaggi più contemporanei dello stile di vita italiano, capace di evolversi insieme ai consumatori e al loro stile di vita,” commenta Federico Gordini, Presidente di MWW Group. “Con Aperitivo Festival vogliamo raccontare questa trasformazione mettendo insieme dati, esperienze e visioni internazionali. La scelta del Milano Certosa District va proprio in questa direzione: uno spazio vivo, in evoluzione, che interpreta perfettamente il futuro dell’aperitivo.” Ma è soprattutto nei numeri che si misura la forza di questo fenomeno. Il mondo degli aperitivi e del vermouth, secondo i dati di ricerca di NielsenIQ, nella grande distribuzione organizzata ha superato nell’ultimo anno i 200 milioni di euro, con una crescita del +2,6% a valore e del +2,1% a volume. Un trend che si amplia ulteriormente includendo categorie affini come gin, aperitivi analcolici, spumanti e ready to drink, portando il comparto oltre i 430 milioni di euro, con un incremento del +2,7% a valore e +0,3% a volume. Dati che fotografano uno scenario dinamico: un italiano su due ama il momento dell’aperitivo (46%) e lo vive con crescente attenzione alla qualità, investendo in media 24,39 euro per l’offerta food & beverage. LA QUARTA EDIZIONE In questo contesto, Aperitivo Festival si afferma come piattaforma di riferimento per leggere e anticipare i trend del settore: dai grandi classici alle nuove proposte no e low-alcol, fino alle interpretazioni più innovative della mixology internazionale, rappresentata quest’anno da professionisti provenienti da tutto il mondo. Main sponsor dell’edizione 2026 è Carrefour Italia, che rinnova il proprio impegno nel sostenere la manifestazione e nel promuovere la cultura dell’aperitivo, con un’attenzione crescente alla qualità delle materie prime e all’esperienza del consumatore. Accanto al main sponsor, numerosi brand del settore contribuiranno a rendere il festival un punto di incontro tra industria, professionisti e pubblico. Tra questi, nel comparto beverage: Aperol, Ceres, Peroni, Corona, Murgo – Distilleria Belfiore, Sant’Orsola, D&C, Montenegro-Select, e ancora, tra gli analcolici, Lurisia e Lemonsoda. A rappresentare la quota food, Terre d’Italia, la private label di Carrefour che porterà le eccellenze della sua linea territoriale, a cui si accompagneranno Asiago, Associazione Cuochi Italiani, Gran Terre (Parmacotto, Parmareggio, Alcisa e Senfter), Platatine. Dopo la virtuosa collaborazione nata durante Milano Wine Week 2025, la quarta edizione di Aperitivo Festival vedrà anche la partecipazione, con finalità benefiche, di FRO (Fondazione Radioterapia Oncologica). La giornata inaugurale di venerdì 15 maggio sarà dedicata all’analisi e al confronto, con una conferenza che vedrà protagonisti esperti e operatori del settore. Tra gli appuntamenti più attesi, il panel a cura di NielsenIQ offrirà una fotografia aggiornata dei consumi, con un focus sulle nuove generazioni, i trend emergenti e le prospettive di sviluppo del mercato. A rafforzare la dimensione internazionale del festival, la presenza di 30 mixologist e key opinion leader provenienti da diversi paesi, invitati con il supporto di ICE – Agenzia, che contribuiranno a diffondere e reinterpretare il rito dell’aperitivo italiano a livello globale. A scuola di aperitivo con Aperitivo Academy. Durante la tre giorni, i professionisti del settore guideranno incontri e approfondimenti dedicati alla cultura e all’evoluzione dell’aperitivo. Si parte venerdì 15, ore 15.00, con Julian Biondi e la masterclass “A Bittersweet Symphony: percorso storico nel DNA dell’aperitivo all’italiana. Vermouth, bitters e spritzers”, seguito da Daniela Garcea con, alle ore 16.30, “Neuromarketing e percezione del cliente”. Sabato 16, alle ore 15.00, sarà la volta di Edoardo Nono con “Storia dell’aperitivo milanese e del food collegato” e di Dom Carella, ore 16.30, con “Food pairing e fisiologia del gusto”, con una sessione di test sensoriali. Domenica 17, infine, spazio ad “Aperitivo Around the World”, un viaggio tra le interpretazioni internazionali dell’aperitivo.

Aperitivo Festival, al via la quarta edizione tra degustazioni e bartender internazionali - Milanowekeend
C’è un orario che a Milano ha quasi la sacralità di un appuntamento fisso: le 17.30. È il momento in cui l’ufficio si svuota, i banconi dei bar si riempiono e la città cambia ritmo. Ed è esattamente da quell’ora che, da venerdì 15 a domenica 17 maggio, prende vita la quarta edizione di Aperitivo Festival — il festival creato da MWW Group che in tre anni è diventato l’evento di riferimento per chi vuole vivere (o capire) l’aperitivo italiano in tutte le sue declinazioni. La novità principale di questa edizione? Il trasloco. Dopo aver esplorato altre zone della città, il festival si sposta al Milano Certosa District, nella zona nord-ovest, uno di quei posti dove si capisce dove sta andando Milano prima che lo capisca tutto il resto. RealStep sta rigenerando oltre 100.000 metri quadrati di archeologia industriale: capannoni, forge, pennellifici trasformati in uffici, locali, spazi espositivi. Il risultato è un quartiere vivo, stratificato, con la memoria delle fabbriche ancora leggibile nella pietra e una scena gastronomica e notturna che cresce ogni mese. “L’aperitivo è oggi uno dei linguaggi più contemporanei dello stile di vita italiano, capace di evolversi insieme ai consumatori. La scelta del Milano Certosa District va proprio in questa direzione: uno spazio vivo, in evoluzione, che interpreta perfettamente il futuro dell’aperitivo.” ha dichiarato Federico Gordini, Presidente MWW Group. Quattro location, un distretto tutto da esplorare Il festival non ha un palco centrale: si distribuisce tra quattro spazi, ognuno con carattere proprio. Il Department 184 è il cuore pulsante delle degustazioni. Il Pennellificio e La Forgiatura — i due edifici industriali più iconici del distretto — ospiteranno banchi d’assaggio e momenti di approfondimento. E poi c’è il Nomad, il club con estetica industrial-jungle aperto di recente: sarà il fulcro degli afterparty di tutte e tre le serate, trasformando il festival in qualcosa che va ben oltre le 22.30. In tutto, oltre 20 esperienze di assaggio e 15 postazioni dedicate agli abbinamenti food & beverage attendono i visitatori, con un biglietto all inclusive da 30€ che dà accesso a tutto. I brand in campo sono una buona fetta del mercato: lato beverage Aperol, Peroni, Corona, Ceres, Montenegro-Select, Lurisia, Lemonsoda e altri; lato food Carrefour con la sua linea Terre d’Italia, Asiago, Parmacotto, Parmareggio e la partecipazione dell’Associazione Cuochi Italiani. Aperitivo Academy: a scuola di spritz (e non solo) La novità più interessante di questa edizione si chiama Aperitivo Academy: un ciclo di incontri rivolto ai professionisti del settore ma aperto anche al pubblico curioso, che porta al festival una dimensione formativa finora mancante. Il programma inizia già nel pomeriggio, prima dell’apertura serale. Programma Aperitivo Academy Ven 15 · 15.00: Julian Biondi — “A Bittersweet Symphony”: storia del vermouth, dei bitters e degli spritz italiani Ven 15 · 16.30: Daniela Garcea — Neuromarketing e percezione del cliente Sab 16 · 15.00: Edoardo Nono — Storia dell’aperitivo milanese e del food collegato Sab 16 · 16.30: Dom Carella — Food pairing e fisiologia del gusto, con test sensoriali Dom 17: “Aperitivo Around the World” — le interpretazioni internazionali del rito 30 bartender dal mondo, i numeri e il cuore benefico Venerdì 15 maggio la giornata si apre con una conferenza dedicata al settore, con dati di mercato presentati in anteprima da NielsenIQ: l’aperitivo vale più di 200 milioni di euro nella sola grande distribuzione, e il comparto allargato supera i 430 milioni con una crescita costante. Numeri che raccontano un rito che non ha nessuna intenzione di passare di moda. A rafforzare la dimensione internazionale del festival, arrivano a Milano 30 mixologist e key opinion leader da tutto il mondo, invitati con il supporto di ICE – Agenzia: il loro compito è portare l’aperitivo italiano sui mercati esteri, e a Certosa avranno modo di tastare dal vivo il rito che andranno a raccontare. Una presenza che trasforma il festival in qualcosa di più di una fiera del settore: un momento in cui si definisce come il mondo vedrà l’aperitivo italiano nei prossimi anni. C’è anche un risvolto solidale: la Fondazione Radioterapia Oncologica (FRO) partecipa all’edizione con finalità benefiche, in continuità con la collaborazione avviata durante la Milano Wine Week 2025. E il 26 maggio? World Aperitivo Day® Maggio non finisce con il festival. Il 26 maggio torna il World Aperitivo Day®, giunto alla quinta edizione, con bar, enoteche e locali di tutta la città che celebrano il rito con degustazioni e iniziative dedicate. È un appuntamento istituito da MWW Group nel 2022, legato a doppio filo al Manifesto dell’Aperitivo — un decalogo sottoscritto da istituzioni, aziende e chef che definisce il valore culturale dell’aperitivo italiano: quota minima del 50% di Made in Italy, qualità sulla quantità, i professionisti della somministrazione come ambasciatori di un’icona nazionale.

Aperitivo Festival 2026 si sposta al Milano Certosa District, quarta edizione dal 15 al 17 maggio - Beverfood
L’Aperitivo Festival torna per la quarta edizione dal 15 al 17 maggio 2026 e sceglie una nuova casa: il Milano Certosa District, nella zona nord-ovest di Milano, al centro del progetto di rigenerazione urbana promosso da RealStep. Un cambio di scenario che riflette la crescita del format ideato da MWW Group e la sua capacità di dialogare con contesti urbani dinamici. Databank excel xls csv Dati Indirizzi e-mail Aziende Beverage Bevande Tabella Campi records Tre giorni tra degustazioni e location iconiche Per tre giorni, dalle 17.30 alle 22.30, il distretto si trasformerà in un hub diffuso dedicato all’aperitivo. Il programma prevede oltre 20 esperienze di degustazione e 15 postazioni di abbinamenti food & beverage distribuite tra le location del District: Department 184, Nomad (che ospiterà gli afterparty), il Pennellificio e La Forgiatura. Aperitivo Academy per i professionisti Non solo degustazione: con Aperitivo Academy il festival propone momenti formativi dedicati ai professionisti del settore, tra tecniche, tendenze e nuovi linguaggi della mixology e del pairing. Le parole del presidente MWW Group “L’aperitivo è oggi uno dei linguaggi più contemporanei dello stile di vita italiano, capace di evolversi insieme ai consumatori e al loro stile di vita”, commenta Federico Gordini, Presidente di MWW Group. “Con Aperitivo Festival vogliamo raccontare questa trasformazione mettendo insieme dati, esperienze e visioni internazionali. La scelta del Milano Certosa District va proprio in questa direzione: uno spazio vivo, in evoluzione, che interpreta perfettamente il futuro dell’aperitivo”. Ricevi le ultime notizie! Iscriviti alla Newsletter inserisci la tua email per iscriverti alla newsletter I numeri dell’aperitivo in Italia Il comparto aperitivi e vermouth nella GDO ha superato nell’ultimo anno i 200 milioni di euro, con una crescita del +2,6% a valore e del +2,1% a volume, secondo i dati NielsenIQ. Includendo categorie affini – gin, aperitivi analcolici, spumanti e ready to drink – il perimetro si allarga oltre i 430 milioni di euro (+2,7% a valore, +0,3% a volume). Un italiano su due (46%) ama il momento dell’aperitivo e investe in media 24,39 euro per l’offerta food & beverage.

Aperitivo Festival torna dal 15 al 17 maggio 2026 a Milano - Gin.it
C’è un momento della giornata che più di altri racconta l’identità italiana contemporanea: è l’aperitivo, rito sociale, culturale ed economico che continua a evolversi, intercettando nuovi stili di vita e abitudini di consumo. È da qui che riparte Aperitivo Festival, in programma dal 15 al 17 maggio 2026, che per la sua quarta edizione sceglie una nuova casa, il Milano Certosa District, simbolo di una città in trasformazione. Un cambio di scenario che riflette la crescita del format ideato da MWW Group e la sua capacità di dialogare con contesti urbani dinamici, dove convivono rigenerazione, creatività e una sempre più vivace scena food & beverage. Per tre giorni, dalle 17.30 alle 22.30, il distretto – situato nella zona nord-ovest di Milano e al centro di un importante progetto di rigenerazione urbana promosso da RealStep – si trasformerà in un hub diffuso dedicato all’aperitivo, tra spazi iconici, degustazioni, contenuti e intrattenimento. Un percorso immersivo che prende vita attraverso oltre 20 esperienze di degustazione e 15 postazioni dedicate agli abbinamenti food & beverage distribuite tra alcune delle location più iconiche del District: dal Department 184 al Nomad – che ospiterà gli afterparty – fino al Pennellificio e La Forgiatura. Non solo degustazione, ma anche formazione e cultura: con Aperitivo Academy, il festival amplia la propria offerta proponendo momenti dedicati ai professionisti del settore, tra tecniche, tendenze e nuovi linguaggi della mixology e del pairing. Foto: Aperitivo Festival 2025 “L’aperitivo è oggi uno dei linguaggi più contemporanei dello stile di vita italiano, capace di evolversi insieme ai consumatori e al loro stile di vita,” commenta Federico Gordini, Presidente di MWW Group. “Con Aperitivo Festival vogliamo raccontare questa trasformazione mettendo insieme dati, esperienze e visioni internazionali. La scelta del Milano Certosa District va proprio in questa direzione: uno spazio vivo, in evoluzione, che interpreta perfettamente il futuro dell’aperitivo.” Ma è soprattutto nei numeri che si misura la forza di questo fenomeno. Il mondo degli aperitivi e del vermouth, secondo i dati di ricerca di NielsenIQ, nella grande distribuzione organizzata ha superato nell’ultimo anno i 200 milioni di euro, con una crescita del +2,6% a valore e del +2,1% a volume. Un trend che si amplia ulteriormente includendo categorie affini come gin, aperitivi analcolici, spumanti e ready to drink, portando il comparto oltre i 430 milioni di euro, con un incremento del +2,7% a valore e +0,3% a volume. Dati che fotografano uno scenario dinamico: un italiano su due ama il momento dell’aperitivo (46%) e lo vive con crescente attenzione alla qualità, investendo in media 24,39 euro per l’offerta food & beverage. Foto: Aperitivo Festival 2025 Aperitivo Festival si afferma come piattaforma di riferimento per leggere e anticipare i trend del settore: dai grandi classici alle nuove proposte no e low-alcol, fino alle interpretazioni più innovative della mixology internazionale, rappresentata quest’anno da professionisti provenienti da tutto il mondo. Main sponsor dell’edizione 2026 è Carrefour Italia, che rinnova il proprio impegno nel sostenere la manifestazione e nel promuovere la cultura dell’aperitivo, con un’attenzione crescente alla qualità delle materie prime e all’esperienza del consumatore. Accanto al main sponsor, numerosi brand del settore contribuiranno a rendere il festival un punto di incontro tra industria, professionisti e pubblico. Tra questi, nel comparto beverage: Aperol, Ceres, Peroni, Corona, Murgo – Distilleria Belfiore, Sant’Orsola, D&C, Montenegro-Select, e ancora, tra gli analcolici, Lurisia e Lemonsoda. A rappresentare la quota food, Terre d’Italia, la private label di Carrefour che porterà le eccellenze della sua linea territoriale, a cui si accompagneranno Asiago, Associazione Cuochi Italiani, Gran Terre (Parmacotto, Parmareggio, Alcisa e Senfter), Platatine. Dopo la virtuosa collaborazione nata durante Milano Wine Week 2025, la quarta edizione di Aperitivo Festival vedrà anche la partecipazione, con finalità benefiche, di FRO (Fondazione Radioterapia Oncologica). La giornata inaugurale di venerdì 15 maggio sarà dedicata all’analisi e al confronto, con una conferenza che vedrà protagonisti esperti e operatori del settore. Tra gli appuntamenti più attesi, il panel a cura di NielsenIQ offrirà una fotografia aggiornata dei consumi, con un focus sulle nuove generazioni, i trend emergenti e le prospettive di sviluppo del mercato. A rafforzare la dimensione internazionale del festival, la presenza di 30 mixologist e key opinion leader provenienti da diversi paesi, invitati con il supporto di ICE – Agenzia, che contribuiranno a diffondere e reinterpretare il rito dell’aperitivo italiano a livello globale. A scuola di aperitivo con Aperitivo Academy. Durante la tre giorni, i professionisti del settore guideranno incontri e approfondimenti dedicati alla cultura e all’evoluzione dell’aperitivo. Si parte venerdì 15, ore 15.00, con Julian Biondi e la masterclass “A Bittersweet Symphony: percorso storico nel DNA dell’aperitivo all’italiana. Vermouth, bitters e spritzers”, seguito da Daniela Garcea con, alle ore 16.30, “Neuromarketing e percezione del cliente”. Sabato 16, alle ore 15.00, sarà la volta di Edoardo Nono con “Storia dell’aperitivo milanese e del food collegato” e di Dom Carella, ore 16.30, con “Food pairing e fisiologia del gusto”, con una sessione di test sensoriali. Domenica 17, infine, spazio ad “Aperitivo Around the World”, un viaggio tra le interpretazioni internazionali dell’aperitivo. IL 26 MAGGIO TORNA IL WORLD APERITIVO DAY® Maggio si conferma così il mese dell’aperitivo: il 26 maggio torna anche il World Aperitivo Day®, la giornata mondiale dedicata a questo rito tutto italiano, con bar, enoteche e locali della movida cittadina pronti a celebrarlo con degustazioni e iniziative dedicate. Istituito da MWW Group, il World Aperitivo Day® nasce da un’intuizione di Federico Gordini, presidente del gruppo e ideatore anche di Aperitivo Festival e di Milano Wine Week. Legato a doppio filo con questa iconica ricorrenza, il Manifesto dell’Aperitivo sancisce il valore culturale e gastronomico dell’aperitivo italiano: un decalogo ufficiale sottoscritto nel 2022 da istituzioni, enti di rappresentanza, aziende e chef, per tutelare e valorizzare un momento simbolico della convivialità italiana, celebre in tutto il mondo.

GIUSTI WINE: UN WEEEKEND DI MUSICA E STORIA ALL’ABBAZIA DI SANT’EUSTACHIO INAUGURA LA STAGIONE ESTIVA - Studio Cru - 12 Maggio
Il 23 e 24 maggio il complesso architettonico simbolo del Montello, interamente restaurato da Ermenegildo Giusti, ospiterà il concerto Pentagramma di Primavera e la visita guidata Degustando la Storia Incastonata nel cuore verde del Montello, l'Abbazia di Sant'Eustachio di Nervesa della Battaglia (Treviso) rappresenta da sempre uno dei luoghi storici più significativi del territorio. A quasi mille anni dalla sua fondazione, il complesso architettonico interamente restaurato e restituito alla comunità dal fondatore di Giusti Wine, Ermenegildo Giusti, continua a essere un riferimento culturale fondamentale del luogo. Il 23 e 24 maggio il sito ospiterà infatti due iniziative che uniranno storia, musica e vino aprendo la stagione estiva degli eventi in azienda: il concerto Pentagramma di Primavera del pianista Emiliano Toso, accompagnato dal violino di Valentina Wilhelm; e Degustando la Storia, visita guidata al monumento seguita dall'assaggio di due vini di Giusti. Con Pentagramma di Primavera sabato 23 maggio il biologo e musicista Emiliano Toso porterà tra le mura dell’Abbazia i brani di Translational Music®, composti dall’artista per favorire il benessere psicofisico ed emozionale di chi ascolta. Il concerto esperienziale con pianoforte accordato a 432Hz si terrà sul prato antistante l’Abbazia. L’ingresso è libero con donazione consapevole a partire da 20 euro. La cifra verrà devoluta in favore di ASLA – Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica. In caso di maltempo il concerto si terrà al Duomo di Santa Maria Assunta di Pieve di Soligo (Treviso). Degustando la Storia è invece l’evento di domenica 24 maggio promosso da Giusti Wine per far conoscere l’origine e lo sviluppo del complesso di Sant’Eustachio, che ospitò nei secoli personalità illustri come il poeta Pietro Bembo e Monsignor Giovanni Della Casa, autore de Il Galateo, scritto proprio tra le mura dell’Abbazia. L’appuntamento prenderà il via alle 15.00 di domenica 24 maggio dalla Country House e guiderà i partecipanti alla scoperta della storia millenaria del luogo. Seguirà poi la visita alla barricaia e la degustazione di due vini: Augusto Asolo Montello Doc, prodotto con la varietà autoctona recantina, e Antonio Asolo Montello Doc, blend di cabernet sauvignon, merlot e recantina. Il costo di Degustando la Storia è di 20 euro ed è possibile acquistare il biglietto nel sito web dell’azienda (www.giustiwine.com). Il progetto di riqualificazione dell'Abbazia di Sant’Eustachio si intreccia strettamente con il percorso di Ermenegildo Giusti e con l’azienda vitivinicola che porta il suo nome. La nascita di Giusti Wine non è un’avventura improvvisata, ma il punto di arrivo di un cammino professionale iniziato molti decenni fa in Nord America. Emigrato in Canada da giovane, Giusti ha costruito con tenacia una carriera nel settore delle costruzioni fino a guidare un impero imprenditoriale di successo internazionale. Nonostante i traguardi raggiunti oltreoceano, il richiamo delle colline del Montello non si è mai affievolito. È stata proprio questa forte spinta identitaria a convincerlo a rientrare a Nervesa della Battaglia per investire nel proprio territorio d’origine. L’obiettivo di Ermenegildo Giusti è stato chiaro fin da subito: valorizzare l’area trevigiana attraverso una produzione enologica di qualità, capace di competere sui mercati globali. Prende così forma Giusti Wine, realtà aziendale strutturata che oggi conta ben dieci tenute di proprietà, posizionate strategicamente nei punti più vocati dell’intero comprensorio del Montello e dei Colli Asolani. La gestione dei vigneti segue una filosofia agronomica rigorosa, incentrata sulla salvaguardia dell’ecosistema e sulla tutela della preziosa biodiversità collinare. Tra queste diverse proprietà spicca, per indubbio fascino storico e vocazione viticola, la Tenuta Abazia, situata esattamente a ridosso delle antiche rovine restaurate.

Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival: debutto di successo per l’evento che vuole riscoprire la cultura vitivinicola del Vulture - Studio Cru - 12 Maggio
Si chiude con entusiasmo la prima edizione di Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival, il nuovo appuntamento dedicato al vino e alle eccellenze del territorio che, dall’8 al 10 maggio, ha trasformato Venosa – Città italiana del vino 2026-2027 – nel cuore del racconto enogastronomico lucano. Tre giornate tra degustazioni, masterclass, showcooking, incontri e momenti di approfondimento che hanno richiamato produttori, operatori del settore, giornalisti e appassionati da tutta Italia, confermando il valore di un progetto nato dalla sinergia tra Merano WineFestival, Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture, Comune di Venosa, Regione Basilicata, GAL Lucus e APT Basilicata. BUONA LA PRIMA: MASTERCLASS SOLD OUT Per tre giorni il Castello Aragonese di Venosa ha accolto oltre 40 espositori provenienti da diverse regioni italiane, protagonisti di banchi d’assaggio dedicati a vini, oli e prodotti gastronomici, insieme a 8 masterclass firmate The WineHunter e condotte da Helmuth Köcher e Andrea Radic, 4 showcooking dedicati alla tradizione lucana reinterpretata in chiave contemporanea e momenti di mixology nel cortile del castello. Particolarmente apprezzate le masterclass dedicate all’Aglianico del Vulture, tra confronti di annate, verticali storiche e approfondimenti sulle diverse espressioni della vitivinicoltura lucana, che hanno registrato il tutto esaurito. Un programma volutamente aperto non solo ai professionisti del settore, ma anche al grande pubblico, con l’obiettivo di rendere il vino strumento di cultura, racconto e condivisione. Centrale anche il dialogo diretto con i produttori presenti ai banchi d’assaggio, che hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta dei vini e dei prodotti locali attraverso esperienze di degustazione e aneddoti personali. L’Aglianico del Vulture DOC è stato il fulcro della manifestazione, ma spazio anche alle altre DOC lucane – Matera DOC, Terre dell'Alta Val d'Agri DOC e Grottino di Roccanova DOC – che hanno restituito, nel loro insieme, l’immagine di un territorio autenticamente poliedrico. AGLIANICO DEL VULTURE: DALLA MAGNA GRECIA AL FUTURO «Il nostro concittadino Quinto Orazio Flacco, già duemila anni fa, declamava il nostro vino, che ora è diventato un’eccellenza per questo territorio. Questa prima edizione è stata un successo» ha dichiarato il Sindaco di Venosa, Francesco Mollica. «E proprio per questo, con gli enti regionali, abbiamo deciso di farla diventare una manifestazione stabile». «Il Vulture è un territorio da scoprire e da vivere con tutti i sensi», ha aggiunto il Sindaco. «Dai paesaggi ai profumi, dai sapori alla sua storia millenaria. Se Merano WineFestival ha scelto di essere qui significa che questo prodotto può stare a pieno titolo non solo sul mercato nazionale ma anche su quelli internazionali». Entusiasta anche il Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture, Francesco Perillo: «Per noi questo evento è qualcosa di eccezionale perché siamo riusciti a portare il Merano WineFestival a Venosa e non Venosa a Merano. I produttori sono molto soddisfatti e questo dimostra quanto fosse importante creare un appuntamento capace di valorizzare davvero il Vulture». «Gusto Nobile Basilicata è un evento che ho fortemente voluto, insieme alle istituzioni locali, per far riscoprire un vitigno che ha una storia antichissima, ma è ancora poco conosciuto» ha dichiarato Helmuth Köcher, fondatore e patron del Merano WineFestival. «L’Aglianico del Vulture rappresenta un territorio unico: il terreno vulcanico, l’escursione termica e il microclima gli conferiscono una personalità eccezionale e una grande capacità evolutiva. È un vino con un forte potenziale e con un’identità profondamente legata alla Basilicata e alla Magna Grecia. Se i produttori continuano a credere nel loro territorio, noi possiamo contribuire a dare all’Aglianico del Vulture il riconoscimento che merita». NON SOLO VINO: PROTAGONISTA IL TERRITORIO Un debutto che ha messo al centro l’Aglianico del Vulture come ambasciatore naturale della Basilicata, ma soprattutto come chiave per raccontare un territorio autentico, identitario e ancora tutto da scoprire. Gusto Nobile Basilicata ha rappresentato infatti anche l’occasione per raccontare il Vulture nella sua interezza: non solo vino, ma anche paesaggio, cultura, storia e ospitalità, attraverso un percorso dedicato alla stampa nazionale ospite della manifestazione. Grazie all’impegno di APT Basilicata, i giornalisti hanno avuto l’opportunità di visitare alcune delle principali attrazioni storiche e naturalistiche, a partire dal centro storico di Venosa, patria del poeta latino Orazio e riconosciuta da oltre 10 anni come uno dei Borghi più belli d’Italia. Il programma ha incluso poi il Parco Archeologico con l’Incompiuta e il Castello Aragonese, sempre a Venosa, ma ha coinvolto anche altre località turistiche limitrofe tra cui Melfi con il suo Castello federiciano e i Laghi di Monticchio ai piedi del Vulture, rafforzando così il legame tra enogastronomia e promozione territoriale. L’Aglianico del Vulture si conferma così interprete autentico dell’identità lucana: un vino austero, profondamente legato alle sue radici, capace di evolvere nel tempo e di esprimersi in modi diversi grazie alla sua straordinaria versatilità. Un vino dalla forte personalità, che racconta resilienza, autenticità e senso di appartenenza. Il successo della prima edizione conferma così la bontà e la strategicità delle sinergie messe in campo per arrivare a Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival: uno straordinario territorio, capace di offrire prodotti unici ed eccellenti, insieme a un autorevole punto di riferimento che sa come promuoverlo dove conta di più. Un percorso di valorizzazione che mette al centro qualità, identità territoriale e capacità di raccontarsi al mondo.

Il piacere di brindare con la mamma: sei vini consigliati da Studio Cru per il 10 maggio Fai clic per insegnare a Gmail che questa conversazione è importante- Studio Cru - 7 maggio
Quando eravamo piccoli, il dono più bello che le nostre mamme ricevevano in occasione della Festa a loro dedicata era un disegno. Un pensiero semplice, personale e tangibile da custodire in un plico che più in là nel tempo avrebbero ogni tanto riaperto, con un misto di gioia e malinconia. Una volta cresciuti i doni sono evoluti con noi, impreziosendosi pur mantenendo quello spirito di spontaneità e genuinità, come un bel vino. Di seguito vi proponiamo una selezione di sei etichette perfette per il 10 maggio, perché raccontano storie di mamme o perché ce le ricordano, nel loro modo di godersi il relax, i piaceri della tavola e della compagnia. Erminia Segalla Trentodoc Riserva Extra Brut – Casa Pisoni Equilibrio e buon senso, determinazione e dolcezza. Così Andrea, Elio, Francesco e Giuliano descrivono Erminia Segalla, madre di Arrigo e Vittorio e nonna dei quattro attuali titolari di Casa Pisoni e della distilleria Pisoni 1852 di Pergolese (Trento). Preziosa e saggia consigliera, è stata un riferimento importante per tutte le generazioni Pisoni. La sua memoria e l’affetto per lei sono ancora vivissimi, tanto che è stata una scelta quasi naturale pensare di dedicarle il vino più prezioso, l’Erminia Segalla Trentodoc Riserva Extra Brut. Ottenuto dalla rifermentazione di uve Chardonnay, è uno spumante di grande eleganza e finezza grazie al lungo affinamento - di almeno 94 mesi - nella cantina di famiglia, scavata nella roccia della montagna. Ogni bottiglia è millesimata, contrassegnata dall’annata di vendemmia e sboccatura. Vino dal colore giallo paglierino luminoso e con un perlage fine e persistente, al naso è caratterizzato da un’elevata complessità, dove la componente fruttata si fonde con sentori floreali e profumi vegetali. Intenso è poi il sentore di lievito e croste di pane derivante dalla lunga permanenza del vino sulla propria feccia di fermentazione. Prezzo: 70,00 euro nello shop online aziendale Rosa Bruna Metodo Classico Pas Dosé 2014 – Azienda Agricolo Cecchetto Giorgio Rosa Bruna è l’originale interpretazione del Raboso del Piave in versione Metodo Classico Pas Dosé di Cecchetto. Dedicato alla madre di Giorgio Cecchetto, fondatore dell’azienda, Rosa Bruna nasce dai terreni di Tezze di Piave (TV), dove le uve del vitigno autoctono trevigiano vengono raccolte a mano. Segue una macerazione a freddo di 12 ore sulle fecce e la vinificazione in bianco. Il vino riposa oltre 90 mesi in bottiglia sui propri lieviti, dando vita a uno spumante dal colore rosa antico brillante con bollicine fini, quasi cremose. Al naso sono spiccati i sentori di ribes e fragolina di bosco, mentre in bocca Rosa Bruna risulta asciutto, pulito, elegante, di notevole persistenza e con un delicato fondo acidulo. Prezzo: 14,00 euro nel formato da 0,75 L Rosalia Prosecco DOC Extra Dry Rosé - Giusti Wine Il Prosecco DOC Extra Dry Rosé Rosalia proviene dall’omonima tenuta dedicata alla mamma di Maria Vittoria, moglie di Ermenegildo Giusti e fondatore di Giusti Wine, azienda situata a Nervesa della Battaglia (Treviso) sulle pendici del Montello e ai piedi delle Prealpi venete. Questa tenuta rappresenta la genesi della cantina: i primi ettari di terreno sono stati infatti donati al signor Giusti dalla famiglia della moglie. La proprietà si trova lungo un antico letto del Piave, caratterizzata da un terreno ricco di ghiaia e ciottoli ideale per dare vita a vini freschi e vivaci come Rosalia Prosecco Doc Extra Dry Rosé. Da uve glera e pinot nero e di colore rosa “fiore di pesco”, il profumo di questo spumante è piacevole ed elegante con sentori di frutta gialla e rossa e profumi floreali. In bocca inizialmente si rivela fresco su fondo sapido, cresce poi la percezione di polposa morbidezza e un aroma di pesca matura. Ha un gusto secco, intenso ed elegantemente lungo. Perfetto per un aperitivo di gran classe, Rosalia può accompagnare anche crudité di pesce, frittura di piccoli crostacei e molluschi, prosciutto di Parma, spaghettini saltati con pomodorini a datterini freschi, olio EVO e basilico. Prezzo: 10,00 euro nello shop online aziendale Ròdon Chiaretto di Bardolino – Le Fraghe In greco antico Ròdon significa “rosa” e rappresenta un omaggio intimo e prezioso a un nome molto caro alla vignaiola Matilde Poggi. Rosa è un affare di famiglia: così si chiamava sua madre e prima ancora una cara zia. Un filo di memoria che si intreccia alla terra, dove il rosa non è solo colore ma espressione di un territorio naturalmente vocato a questi vini, tra il Monte Baldo, il lago di Garda e il fiume Adige. Ròdon Chiaretto di Bardolino è stato il primo approccio di Matilde alla categoria: nasce da vigne con più di vent’anni di età nel territorio di Affi e Cavaion Veronese, a un’altitudine di 190 metri sul livello del mare, con esposizione a sud. Presenta un bouquet complesso che va dalle note floreali di rosa canina ai sentori fruttati di fragoline di bosco e ribes. Fresco e sapido, con una persistenza che lascia il segno, Ròdon è un vino adatto a tutto pasto in abbinamento ad antipasti, piatti di carni bianche dai sapori delicati, zuppe a base di pesce di mare o di lago, uova e formaggi freschi. Prezzo: 12,00 euro in enoteche e negozi specializzati Pinot Noir Veneto Rosso IGT - Giannitessari Come accade con le mamme, il nobile Pinot Noir esige molto ma, alla fine, restituisce moltissimo. Il Veneto Rosso IGT di Giannitessari unisce l’eleganza del vitigno con la dinamicità negli abbinamenti, sposandosi alla perfezione con primi piatti a base di verdure e sughi saporiti, carni bianche e, splendidamente, con il pesce alla griglia. L’azienda agricola di Roncà (Verona) lavora il pinot nero con estrema cura, al fine di portare nel calice carattere ed equilibrio. Il color ciliegia prelude a un naso all’insegna dei frutti rossi selvatici, dalla fragolina di bosco al lampone, insieme a una delicata speziatura. Il sorso è morbido e agile, il tannino vellutato e sostenuto da una piacevole sapidità, per una grande piacevolezza di beva. Prezzo: 10,00 euro nello shop online Roen Alto Adige Gewürztraminer DOC Vendemmia Tardiva 2024 – Cantina Tramin Per la Festa della Mamma, Roen Alto Adige Gewürztraminer DOC Vendemmia Tardiva 2024 di Cantina Tramin è il vino perfetto per donare un momento lento, un’esperienza di gusto ricca e avvolgente come una coccola. Roen nasce da uve Gewürztraminer appassite nei vigneti sopra Termeno, nell’area che abbraccia i versanti orientali e sud-orientali della catena montuosa da cui prende il nome. Nel calice si presenta giallo dorato intenso e al naso intreccia miele, frutta esotica sciroppata, albicocche secche, agrumi canditi, rose appassite e spezie dolci. Il sorso è dolce, vellutato e vivace, con una lunga chiusura speziata. Ideale insieme a dessert, frutta secca e formaggi erborinati, ma è perfetto anche da solo, come vino da meditazione. Prezzo: 27,70 euro nello shop online

Vini d’Abbazia conquista la Calabria: successo e grande entusiasmo. Nella suggestiva cornice dell’Abbazia della Matina- Comunicato stampa - 7 maggio
Un weekend da applausi. Si è rivelata un successo la tappa calabrese di Vini d’Abbazia, evento che ha avuto come suggestivo palcoscenico, lo scorso fine settimana (2 e 3 maggio 2026), l’Abbazia Cistercense di Santa Maria della Matina a San Marco Argentano (CS). Una due giorni che ha centrato in pieno l’obiettivo di unire le produzioni vitivinicole storiche delle abbazie italiane alle eccellenze dei Consorzi di Tutela della Calabria. Due masterclass – la prima dedicata ai Grandi Rossi, la seconda ai Grandi Bianchi – approfondimenti dedicati a etichette di qualità e altri momenti di confronto tra appassionati, curiosi e addetti ai lavori hanno caratterizzato questo evento legato alle degustazioni d’eccellenza, nonché anteprima dell’edizione nazionale in programma a giugno nel Borgo di Fossanova, Priverno (LT) – che ha avuto luogo in uno dei luoghi di culto più rilevanti del Sud Italia. UN WEEKEND TRA SPIRITUALITÀ, STORIA E VINI DI PREGIO PER GUARDARE AL FUTURO Nata sulla scia del successo dell’edizione nazionale che si svolge nel Lazio, la tappa calabrese di Vini d’Abbazia ha raggiunto un traguardo di grande rilevanza non solo per la comunità locale, ma anche per l’intero settore enologico regionale e nazionale: promuovere, comunicare e rafforzare il legame tra cultura monastica e viticoltura, mettendo in dialogo esperienze produttive storiche e identità territoriali contemporanee. Per due giorni, dunque, l’Abbazia La Matina ha riunito centinaia di appassionati, operatori del settore e produttori, attraverso un programma di degustazioni in grado di intrecciare spiritualità, storia e vino. Gli ospiti dell’evento hanno potuto scoprire - attraverso un percorso guidato e in un clima di grande entusiasmo - numerose etichette provenienti da abbazie italiane, affiancate dalle produzioni dei consorzi di tutela calabresi, in un intenso confronto che ha attraversato territori, vitigni e tradizioni. Il programma ha avuto come momenti culminanti banchi d’assaggio e occasioni di approfondimento tematico, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire sia la dimensione storica della viticoltura monastica che l’evoluzione contemporanea delle produzioni vinicole calabresi. Le degustazioni guidate – affidate a noti professionisti del settore, tra cui l’enologo Vincenzo Mercurio e il sommelier Angelo Morrone – hanno accompagnato i partecipanti in un percorso sensoriale che ha avuto come protagonisti i vitigni autoctoni e le loro espressioni più rappresentative e contemporanee. Vini d’Abbazia si conferma dunque come progetto culturale in grado di restituire centralità al ruolo delle abbazie nella conservazione del patrimonio vitivinicolo europeo, rilanciandone il valore attraverso il dialogo con i territori. LA SODDISFAZIONE DELL’ASSESSORE REGIONALE GIANLUCA GALLO Il successo della tappa calabrese di Vini d’Abbazia è stato reso possibile anche grazie al sostegno delle istituzioni locali e regionali. Hanno preso parte all’evento: Virginia Mariotti, Sindaco del Comune di San Marco Argentano; Don Angelo Longo, parroco del Duomo San Nicola di Myra; Stefano Rega, Vescovo della Diocesi di San Marco Scalea; Fulvia Caligiuri, Direttore Generale ARSAC; Gianluca Gallo, Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria. «Siamo profondamente soddisfatti per questa edizione calabrese di Vini da Abbazia, fortemente voluta dalla famiglia Valentoni (proprietaria dell’abbazia, ndr) e svoltasi nella prestigiosa Abbazia della Matina, tra le più rilevanti a livello nazionale – ha dichiarato, al termine dell’evento, l’Assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo –. Ancora una volta abbiamo dimostrato che la Calabria è pienamente capace di organizzare, con rigore ed efficacia, manifestazioni di grande rilievo, in grado di valorizzare e dare lustro a un comparto vitivinicolo che oggi non ha più nulla da invidiare ad altri territori. Il valore di questa iniziativa - ha poi aggiunto l’assessore – risiede non soltanto nell’eccellenza dei vini, ma anche nelle storie che essi raccontano. Basti pensare, ad esempio, ai vini prodotti da suore di clausura o a quelli realizzati da laici nelle terre appartenenti alla Chiesa: esperienze diverse che testimoniano la profondità culturale e spirituale di questo mondo. Un patrimonio umano e produttivo che contribuisce a delineare un settore straordinario, nel quale crediamo fortemente. Proprio per questo ho invitato i rappresentanti di questa importante realtà a essere presenti anche al Vinitaly Sibari, che si terrà presso il Parco Archeologico di Sibari dal 17 al 19 luglio, convinto che possa rappresentare un’ulteriore occasione di crescita e di promozione per l’intero comparto». Vini d’Abbazia ha ricevuto il sostegno di Regione Calabria e ARSAC (Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese), con il supporto del Comune di San Marco Argentano, all’interno di un disegno più ampio che mira a rafforzare il ruolo del territorio nel panorama dei grandi eventi vitivinicoli internazionali. In questa direzione, infatti, si inseriscono scelte strategiche che hanno portato in Calabria manifestazioni di riferimento come Vinitaly and the City e Merano WineFestival, contribuendo a consolidare l’immagine della regione come destinazione di alto profilo.

Venosa capitale del vino e della cucina lucana: al via Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival. - comunicato stampa - 6 maggio
Conto alla rovescia per la prima edizione di Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival. Debutta a Venosa, dall’8 al 10 maggio, il nuovo appuntamento dedicato al vino e alla cucina d’eccellenza, che riunisce nel cuore del Vulture produttori, chef e professionisti del settore da tutta Italia. UN PROGETTO DI SISTEMA Presentata in anteprima al Vinitaly e successivamente presso il Palazzo del Consiglio regionale della Basilicata, la manifestazione nasce dalla sinergia tra la rinomata kermesse altoatesina Merano WineFestival, il Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture, la Regione Basilicata e il Comune di Venosa, con l’obiettivo di posizionare la regione tra le destinazioni di riferimento per l’enoturismo e la valorizzazione enogastronomica. L’evento si inserisce in una strategia più ampia di promozione territoriale che coinvolge APT Basilicata, Coldiretti Basilicata e GAL Lucus, e conferma il percorso che ha portato Venosa al riconoscimento di Città Italiana del Vino 2026-2027. Helmuth Köcher, fondatore del Merano WineFestival, ha definito la patria di Orazio “un luogo ideale per raccontare cultura e qualità”, mentre Francesco Perillo, presidente del Consorzio, ha sottolineato: “Non esiste miglior ambasciatore del territorio di chi se ne innamora”. Margherita Sarli, direttrice generale dell’Agenzia di Promozione Territoriale (APT) della Basilicata, ha aggiunto: “È una iniziativa virtuosa, in cui il racconto del territorio si fonde al suo prodotto d’eccellenza. L’APT naturalmente la sostiene, favorendo la presenza di giornalisti di settore, secondo una formula consueta dell’agenzia, che potranno raccontare l’evento ed il nostro straordinario contesto che l’accoglie”. IL VULTURE NEL CALICE E NEL PIATTO Al centro della manifestazione l’Aglianico del Vulture, raccontato attraverso degustazioni, confronti tra annate e verticali storiche, affiancato dalle eccellenze lucane – tra cui Paternoster, Elena Fucci, Cantine del Notaio, Donato d’Angelo, Cantina di Venosa e Terra dei Re – e da produttori provenienti da diverse regioni italiane, per un totale di oltre 40 espositori che animeranno i banchi d’assaggio con vini, oli e prodotti tipici. Accanto al vino, spazio alla cucina con gli showcooking degli chef lucani Battista Guastamacchia, Tarcisio Romeo Palumbo, Francesco Paolo Fiore e Carmine Bacino, protagonisti di una rilettura contemporanea della tradizione gastronomica regionale. Ad aprire la manifestazione, venerdì 8 maggio, la Small Plates Dinner in Piazza Orazio, un percorso gastronomico diffuso in abbinamento a vini selezionati da tutta Italia. MASTERCLASS: L’ANIMA DEL VULTURE TRA TERRITORIO E ANNATE Le masterclass di Gusto Nobile Basilicata by Merano WineFestival – firmate The WineHunter e Coldiretti Basilicata – rappresentano uno dei momenti più qualificanti della manifestazione, con un calendario di degustazioni guidate e incontri tematici dedicati ad appassionati e operatori del settore e saranno a cura di Helmuth Köcher, patron e fondatore di Merano WineFestival, e Andrea Radic, Vicedirettore de Il Corriere del Vino e Coordinatore commissioni d'assaggio The WineHunter. Sabato 9 maggio si apre alle ore 15.00 con l’appuntamento a cura di Coldiretti, “I vini della Basilicata: un territorio da scoprire e raccontare”, un’introduzione al patrimonio vitivinicolo regionale. Alle ore 17.00 spazio a una degustazione tecnica dedicata all’Aglianico del Vulture, con un confronto tra Riserva e annata corrente, seguita alle ore 19.00 da “Le espressioni del vino della Basilicata: Bianco – Rosato – Rosso”, percorso trasversale tra le principali tipologie lucane. In chiusura, alle ore 20.30, Coldiretti propone “Terroir, vitigni e identità: un viaggio attraverso l’Italia del vino”, ampliando lo sguardo al contesto nazionale. Domenica 10 maggio il programma prosegue alle ore 17.00 con uno degli appuntamenti più attesi, “Aglianico del Vulture e la forza del tempo: verticale di vecchie annate (oltre 10 anni)”, dedicato alla longevità e alla capacità evolutiva del vitigno simbolo del territorio. A chiudere, alle ore 20.00, “Basilicata del futuro: quando cambia il paradigma”, un focus sulle prospettive e sulle nuove direzioni della vitivinicoltura regionale. Le masterclass si svolgeranno nella Loggia del Castello Aragonese, sono a numero chiuso e accessibili su prenotazione direttamente in loco. IL PROGRAMMA Venerdì 8 maggio (20.00 – 24.00): Small Plates Dinner in Piazza Orazio Sabato 9 e domenica 10 maggio (15.00 – 23.00): degustazioni, masterclass, showcooking e mixology al Castello Aragonese Sabato 9 maggio (9.00 – 18.00) e domenica 10 maggio (9.00 – 13.00): mostra mercato e attività divulgative al Villaggio Coldiretti in Piazza Umberto I

Il futuro ha origini invisibili -Montina Franciacorta (Video)- 5 maggio
A Gussago è nato un nuovo vigneto. Oggi sono solo giovani viti, quasi invisibili, che affondano le radici nella terra per la prima volta. Oltre allo Chardonnay, pilastro della nostra identità, abbiamo piantato il Pinot Bianco: una nuova sfumatura che arricchirà i nostri Franciacorta del domani. Ogni grande vino nasce così: da un investimento nel tempo e da ciò che ancora non si vede.

ENVISIONING2035 TORNA A MILANO: IL VINO ITALIANO RIPENSA LA COMPETITIVITÀ- Comunicato stampa - 3 maggio
Envisioning2035 – Wine [R]evolution torna a Milano per la sua seconda edizione. Il summit promosso da FreedL Group si terrà giovedì 4 giugno 2026 alla Terrazza Belvedere di Palazzo Regione Lombardia e riunirà imprese, manager ed esperti del comparto vitivinicolo per discutere le trasformazioni che stanno incidendo sulla competitività del vino italiano: evoluzione dei consumi, mercati internazionali, nuovi linguaggi, sostenibilità, digitalizzazione e strategie di posizionamento. L’appuntamento è rivolto a stampa e operatori del settore, con possibilità di partecipare in presenza o seguire i lavori in streaming previa iscrizione. Dopo una prima edizione culminata nella redazione di un positioning paper, Envisioning2035 apre una nuova fase di confronto, con l’obiettivo di allargare il dibattito a competenze diverse e portare l’attenzione su alcune priorità operative per la filiera. Tra i panelist già confermati figurano Edoardo Freddi, CEO di FreedL Group, Alessandro Mutinelli, Presidente e AD di Italian Wine Brands, Denis Pantini, Responsabile di Nomisma Wine Monitor, Ettore Nicoletto, Wine Industry Expert, Francesco Magro, CEO e Founder di Winelivery, Pierluigi Catello, Executive Manager Food & Wine Industry e Head Hunter di Michael Page, Federico Giotto, CEO di Giotto Consulting, e Lavinia Furlani, Presidente di Wine Meridian. A moderare l’incontro sarà Fabio Piccoli, direttore responsabile di Wine Meridian. Al centro del summit ci sarà la necessità di leggere con maggiore lucidità lo scenario attuale del vino italiano. La qualità produttiva, da sola, non basta più a garantire rilevanza nei mercati: cambiano le abitudini di consumo, si modificano i canali distributivi, cresce il peso dei linguaggi digitali e si apre una distanza sempre più evidente tra il racconto tradizionale del vino e la percezione reale dei consumatori, soprattutto nelle nuove generazioni e nei mercati internazionali. “Il vino italiano sta vivendo una fase in cui scambi, linguaggi e consumi evolvono più rapidamente della capacità del settore di interpretarli. Il rischio non è la mancanza di qualità, ma la perdita di rilevanza verso pubblici e contesti nuovi – dichiara Edoardo Freddi, CEO di FreedL Group –. Envisioning2035 nasce come luogo di confronto concreto: per capire dove si sta spostando il valore, quali strategie servono per restare competitivi a livello internazionale e quali priorità il comparto è chiamato ad affrontare in modo condiviso”. Envisioning2035 – Wine [R]evolution si propone quindi come un osservatorio e una piattaforma di dialogo sul futuro del sistema vitivinicolo italiano. L’obiettivo è mettere in relazione esperienze imprenditoriali, visioni di mercato e letture strategiche del cambiamento, superando una logica puramente celebrativa per riportare il confronto su competitività, responsabilità comuni e capacità di adattamento della filiera.

Nizza è Barbera: tutto pronto per l’edizione 2026 - comunicato stampa - 2 maggio
Nizza Monferrato si prepara ad accogliere una nuova edizione di Nizza è Barbera, in programma dall’8 all’11 maggio, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi del panorama enogastronomico piemontese. Una manifestazione che negli anni ha saputo crescere, evolversi e attrarre migliaia di visitatori, in particolare giovani e pubblico internazionale. Un risultato che testimonia la capacità di rinnovare il racconto del vino, intercettando nuovi linguaggi e nuovi stili di consumo, grazie anche al lavoro sinergico di produttori e realtà del territorio. «Nizza è Barbera racconta una città dinamica, capace di rinnovarsi restando fedele alla propria identità – commenta il sindaco Simone Nosenzo –. La Barbera qui diventa occasione di incontro e condivisione, un linguaggio che oggi riesce a coinvolgere sempre di più anche le nuove generazioni e un pubblico internazionale. La partecipazione che vediamo ogni anno, con le piazze animate da giovani e visitatori provenienti da lontano, è il segnale di un percorso solido, che guarda avanti valorizzando le proprie radici». «Oggi Nizza è Barbera è un progetto strutturato di promozione territoriale, che mette in primo piano il lavoro dei produttori e l’unicità di questa denominazione – sottolinea Mauro Damerio, presidente dell’Enoteca Regionale del Nizza –. Il Barbera Forum ne rappresenta l’anima, con un’ampia partecipazione di aziende e una proposta di degustazione sempre più ricca. L’obiettivo è continuare a offrire un’esperienza coinvolgente e accessibile, capace di raccontare il Nizza e la Barbera d’Asti a un pubblico sempre più ampio». Cuore della manifestazione sarà infatti il Barbera Forum, con oltre 70 produttori e più di 400 etichette in degustazione. Uno spazio al coperto pensato per garantire al pubblico un’esperienza di degustazione capace di valorizzare al meglio l’incontro diretto con i produttori. Attorno al Forum si svilupperanno quattro giorni di festa diffusa tra degustazioni, street food e musica nelle piazze della città. Grande protagonista anche il format “Nizza, Barbera & Music”, con tre palchi e un ricco programma di concerti e DJ set che animeranno il weekend, trasformando la città in un palcoscenico a cielo aperto. L’evento è organizzato da Enoteca Regionale del Nizza e Città di Nizza Monferrato, con il sostegno di Consiglio Regionale del Piemonte, con il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Asti, ATL, Camera di Commercio di Alessandria-Asti, Associazione Produttori del Nizza, Paesaggi Vitivinicoli Langhe-Roero e Monferrato, Slow Food Alessandria e Colline Nicesi, Pro Loco di Nizza Monferrato, in collaborazione con Banca di Asti, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. IL PROGRAMMA Venerdì 08 maggio ore 17:00 Piazza Garibaldi – Foro Boario BRINDISI D’APERTURA DELLA MANIFESTAZIONE Saluto delle autorità e dei produttori Dalle ore 18:00 alle ore 21:00 Piazza Garibaldi - Foro Boario BARBERA FORUM Degustazione con i 70 produttori di Barbera d'Asti docg e Nizza docg; Piattino in abbinamento con i prodotti enogastronomici del territorio; Turno unico: 18,00-21,00 Prenotazione consigliata su www.nizzaebarbera.wine – posti limitati PROMO SPECIALE: PRENOTANDO IN QUESTO GIORNO AVRAI 2 BUONI DA 5 EURO PER ACQUISTARE IL VINO DAI PRODUTTORI O IN ENOTECA NIZZA Dalle ore 19:30 alle 01:30 Piazza XX Settembre – Piazza Garibaldi SI MANGIA Street food: cibi e cucine di strada e proposte gastronomiche del territorio dei locali Nicesi. Spettacolo musicale di accompagnamento: Piazza XX Settembre: ore 20,30 Radio Vega; Piazza Garibaldi: ore 20,30 Kama band e a seguire Francesco Pittaluga; WINE POINT Banchi d’assaggio di Barbera d’Asti docg e Nizza docg dei produttori partecipanti alla manifestazione ore 21:00 – 00:30 Piazza Martiri d’Alessandria NIZZA, BARBERA&MUSIC Evento gratuito Spettacolo musicale con intrattenimento luminoso con: Dj Jad from Articolo 31 e a seguire Cristian Marchi Sabato 09 maggio Dalle ore 11:30 alle ore 01:30 Centro storico – Piazza Garibaldi, Piazza XX Settembre e Via Pio Corsi WINE POINT Banchi d’assaggio di Barbera d’Asti docg e Nizza docg dei produttori partecipanti alla manifestazione A PRANZO E CENA PER LA CITTÁ Street food: cibi e cucine di strada e proposte gastronomiche del territorio dei locali Nicesi Spettacolo musicale di accompagnamento Piazza XX Settembre: ore 20,30 Radio Vega; Piazza Garibaldi: ore 20,30 musica Dj Matteo Barile; ore 14:00 – 20:00 (a turni) Piazza Garibaldi - Foro Boario BARBERA FORUM Degustazione con i 70 produttori di Barbera d'Asti docg e Nizza docg; Piattino in abbinamento con i prodotti enogastronomici del territorio; Turni pomeridiani: 14:00-16:45 e 17:15-20:00 Prenotazione consigliata su www.nizzaebarbera.wine – posti limitati ore 20:30 – 00:30 Piazza Martiri d’Alessandria NIZZA, BARBERA&MUSIC Evento gratuito Spettacolo musicale con intrattenimento luminoso con: Circo Vino e a seguire Dj Molella; Centro storico NOTTE BIANCA Negozi aperti, proposte gastronomiche del territorio e Barbera d’Asti docg Domenica 10 maggio Ore 9:00 – 12:45 Piazza Dal Pozzo (partenza) SULLE ORME DI FRANCESCO CIRIO – 5ª Edizione Camminata Cultural – Naturalistica da Fontanile a Nizza Monferrato (8km circa) Partenza a Nizza Monferrato in Piazza Dal Pozzo alle ore 09:00 con Bus Navetta gratuito. Rientro a piedi con arrivo a Nizza Monferrato provenienti da Fontanile previsto per le ore 12:45. Prenotazioni al 0141/441565 Ore 9:30 – 18:30 Piazza Garibaldi (partenza) IN BICI NELLE VIGNE DEL NIZZA Tour guidato in bicicletta alla scoperta dei Cru del Nizza DOCG. Scoprite i vigneti da cui hanno origine i Nizza docg in degustazione al Barbera Forum! Potete noleggiare un’e-bike e partire per un tour. In collaborazione con Mon Bike Tour ed Experience 4U; Orari tre tour: 10,00-12,30 13,00-15,30 16,00-18,30 Info e prenotazioni: Experience 4U: +39 3792276959 info@experience4u.it Mon Bike Tour: +39 3281011739 info@monbiketour.it Costo: 15 euro solo escursione con bici propria - 40 euro tour guidato con noleggio incluso Ore 10:00 Centro storico MERCATINO DEL GUSTO Bancarelle con gli artigiani dell’agroalimentare ore 15:00 – 19:30 Piazza Garibaldi - Foro Boario BARBERA FORUM Degustazione con i 70 produttori di Barbera d'Asti docg e Nizza docg; Banco d’assaggio dei Nizza docg di annate storiche in collaborazione con l’Associazione Produttori del Nizza, progetto finanziato con lo sviluppo rurale piemonte 2023-2027 intervento SRG10 promozione dei prodotti di qualità (regione.piemonte.it/svilupporurale) Turno unico: 15:00-19:30 Prenotazione consigliata su www.nizzaebarbera.wine – posti limitati PROMO SPECIALE: PRENOTANDO IN QUESTO GIORNO AVRAI 2 BUONI DA 5 EURO PER ACQUISTARE IL VINO DAI PRODUTTORI O IN ENOTECA NIZZA Dalle ore 11:00 alle 22:00 Centro storico – Piazza Garibaldi, Piazza XX Settembre e Via Pio Corsi WINE POINT Banchi d’assaggio nel centro storico della città: in degustazione Barbera d’Asti docg e Nizza docg dei produttori partecipanti alla manifestazione; A PRANZO E CENA PER LA CITTÁ Street food: cibi e cucine di strada e proposte gastronomiche del territorio dei locali Nicesi Spettacolo musicale di accompagnamento: Piazza XX Settembre: ore 20,30 Radio Vega; Piazza Garibaldi: ore 20,30 musica con Dj; Ore 16:00 e ore 18:00 Piazza Martiri d’Alessandria SPETTACOLO DI MAGIA: Egomagicum, Il mago Aristide realizzerà uno spettacolo coinvolgente e sensazionale Evento gratuito Spettacoli di Magia dedicati alle famiglie e agli appassionati dell’incanto Lunedì 11 maggio ore 14:00 – 18:00 Piazza Garibaldi - Foro Boario BARBERA FORUM PER GLI OPERATORI Degustazione con i 70 produttori di Barbera d'Asti docg e Nizza docg aperta per gli operatori del settore; Banco d’assaggio dei Nizza docg di annate storiche in collaborazione con l’Associazione Produttori del Nizza, progetto finanziato con lo sviluppo rurale piemonte 2023-2027 intervento SRG10 promozione dei prodotti di qualità (regione.piemonte.it/svilupporurale) Merenda sinoira conclusiva della manifestazione con i prodotti enogastronomici del territorio; Prenotazione consigliata su www.nizzaebarbera.wine – per gli operatori del settore, ingresso omaggio

CERVIM: DAL 6 ALL’8 MAGGIO A MONTREAUX L’VIII CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA VITICOLTURA DI MONTAGNA - 2 maggio
Montreux ospiterà per la prima volta in Svizzera l’VIII Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna, promosso dal CERVIM – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana con il patrocinio dell’OIV – Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, in collaborazione con il Canton de Vaud e Lavaux Patrimoine Mondial. L’appuntamento riunirà dal 6 all’8 maggio 110 partecipanti tra ricercatori, tecnici, istituzioni e operatori internazionali per analizzare lo stato attuale della viticoltura di montagna e individuare soluzioni per la sua tutela e valorizzazione. La dimensione internazionale è confermata anche dagli abstract ricevuti da 12 Paesi, tra cui Camerun, Comore, Messico e diverse realtà europee. Al centro del confronto il tema Heroic vineyards serving worldwide viticulture, che mette in evidenza il ruolo sempre più strategico della viticoltura eroica nel futuro dei territori montani, terrazzati e in forte pendenza. Il Congresso sarà introdotto, nel pomeriggio di martedì 5 maggio, dalla masterclass Vigneti svizzeri, dedicata alla biodiversità viticola locale. Nei giorni successivi entreranno nel vivo le sessioni congressuali e le visite tecniche. “La viticoltura di montagna e in forte pendenza è un patrimonio da tutelare, ma anche un modello concreto per affrontare le sfide ambientali, economiche e sociali dei territori fragili – dichiara Nicola Abbrescia, Presidente del CERVIM –. In una fase in cui il cambiamento climatico impone nuove attenzioni anche sul piano normativo, è fondamentale rafforzare il dialogo tra ricerca, istituzioni e produttori, affinché la viticoltura eroica trovi pieno riconoscimento nelle strategie agricole europee e internazionali”. Il programma affronterà la viticoltura eroica attraverso tre sessioni tematiche. La prima, Unique landscapes to preserve, sarà dedicata al ruolo sistemico della viticoltura eroica nella tutela dei paesaggi, della biodiversità e dei territori fragili. La seconda, Economical sustainability of heroic viticulture, riguarderà gli aspetti economici, la sostenibilità dei costi e i modelli di sviluppo per le aree viticole montane e in forte pendenza. Infine, Technics and agronomy, entrerà nel merito delle tecniche agronomiche e della gestione del vigneto, dall’uso delle tecnologie e dei droni alla gestione del suolo, dell’acqua e dello stress idrico. Spazio anche alle visite tecniche nei vigneti di Lavaux – Patrimonio Mondiale UNESCO –, Chablais e Vallese, momenti di confronto diretto con alcuni territori viticoli svizzeri e con gli studi condotti nelle rispettive aree. Tra i momenti chiave, la tavola rotonda del 6 maggio dedicata alla strategia politica della viticoltura eroica in Europa. Il dibattito affronterà il futuro del settore in Svizzera e nell’Unione Europea, il ruolo degli organismi internazionali e degli strumenti di riconoscimento, anche alla luce del Pacchetto Vino e delle evoluzioni normative legate al cambiamento climatico. Interverranno Herbert Dorfmann, eurodeputato e coordinatore del PPE in Commissione Agricoltura, Diego Tomasi, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico del CERVIM e Direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Frédéric Schwaerzler, rappresentante della Chambre d’Agriculture d’Alsace, Olivier Viret, responsabile per la viticoltura del Canton Vaud, e Jorge Queiroz dell’Università di Porto. Modera Anick Goumaz, redattrice dell’edizione svizzero-francese della rivista VINUM. Per ampliare la partecipazione oltre alla presenza in sala, il Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna sarà trasmesso in diretta sui canali social del CERVIM.

IL MERCATO TEDESCO AMA L’ENOTURISMO IN ITALIA - Wine2Stay -1 maggio
Esperienzialità, autenticità, umanità: sono questi i valori che fanno la differenza nell’accoglienza in cantina secondo Wine2Stay In un mercato in grande evoluzione, tra scenari internazionali complessi e calo dei consumi, l’enoturismo rappresenta un’ interessante opportunità, capace di creare marginalità, ambasciatori a costo zero e liquidità immediata. In particolare, gli enoturisti provenienti dai mercati di lingua tedesca, Germania, Svizzera e Austria, sono un bacino in crescita. A dimostrarlo sono i dati presentati oggi da Susanne Wess, fondatrice di Wine2Stay, piattaforma pensata per l’enoturismo di alta qualità. Ben l’87% acquista il vino in cantina al termine dell’esperienza, il 30% pianifica in anticipo le visite scegliendo con attenzione, il 61% include esperienze che abbinano vino e gastronomia e più del 50% associa l’Italia a vino e cucina. Per chi sceglie un’ospitalità completa, dalla visita alla degustazione fino al pernottamento, la spesa media per persona è di 180 euro. Due le categorie principali individuate, i Best Ager, tra i 45 e i 65 anni, con capacità di spesa buona e l’interesse a cultura, terroir e produzione, e i giovani, tra i 25 e i 45 anni, più interessati all’esperienzialità, alla sostenibilità ambientale e al lifestyle. Entrambe cercano però autenticità e momenti unici, da ricordare, tanto che le cantine dovranno sempre più essere fornitrici di emozioni, come evidenziato da Domenico Tappero Merlo, produttore e ViceDirettore del Master in Comunicazione per il Settore Enologico dell’Università Sacro Cuore di Piacenza. << Per i tedeschi, l’Italia è il paese dei sogni. – Afferma Susanne Wess. – Amano il buon cibo, il buon vino e lo stile di vita ma incontrano spesso delle difficoltà per orientarsi nella scelta. Per questo abbiamo fondato Wine2Stay, pensato per fare incontrare le cantine che offrono un’accoglienza qualificata con i potenziali visitatori. Wine2Stay è una App e un sito, collegati con Google Maps, è storytelling, grazie a una redazione che racconta i territori del vino italiano, è Wine Community ed Eventi, è consulenza per le aziende. È la prima piattaforma internazionale dedicata in modo coerente e mirato all’enoturismo con pernottamento, che definisce un modello turistico di alta qualità in cui le cantine non sono semplici luoghi da visitare, ma vere e proprie destinazioni di soggiorno. L’attenzione è rivolta a quelle realtà vitivinicole in cui vino, architettura, gastronomia, paesaggio e ospitalità si fondono in un’esperienza di più giorni, andando ben oltre le classiche degustazioni o le visite giornaliere. Al centro resta l’incontro personale con i produttori. Attualmente la piattaforma si concentra sull’Italia, uno dei paesi leader dell’enoturismo a livello mondiale, con l’obiettivo di estendersi progressivamente a tutte le principali regioni vitivinicole europee e, in prospettiva, anche a livello globale. L’app è disponibile gratuitamente su Apple App Store e Google Play Store.
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Continuità visiva, trasparenza e relazione con il territorio: la cantina di Nals Margreid come parte stessa del racconto produttivo. – Comunicato stampa – 5 giugno

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IL MERCATO TEDESCO AMA L’ENOTURISMO IN ITALIA – Wine2Stay – 29 Aprile Esperienzialità, autenticità, umanità: sono questi i valori che fanno la differenza nell’accoglienza in

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