Dal 1 al 3 maggio 2026, tra colline, vigne e mare, il borgo toscano accoglie la terza edizione dell’evento: al centro il nuovo assetto della denominazione e il coinvolgimento dell’intera comunità
di Mattia Marzola
C’è un momento in cui un territorio decide di riscrivere se stesso, puntando sulle sue qualità e mettendole a fuoco. È da qui che parte la terza edizione di SUBER – Suvereto Wine Festival, in programma dall’1 al 3 maggio 2026, che torna a raccontare la Val di Cornia con uno sguardo nuovo, più consapevole, più preciso.
Al centro c’è un passaggio che segna un prima e un dopo: la revisione del disciplinare e la nascita del nuovo Suvereto DOCG. Non è solo una questione tecnica, ma un cambio di prospettiva che prova a dare forma a vini più identitari, capaci di restituire davvero il carattere di questo angolo di Alta Maremma. Un tema che attraversa tutto il festival, senza mai appesantirlo: resta sullo sfondo, ma orienta ogni assaggio, ogni incontro, ogni racconto.
Attorno, come sempre, c’è una comunità che si muove compatta: vignaioli, ristoratori, artigiani, giovani produttori. SUBER è il punto in cui queste energie si incontrano e si rendono visibili.
Luoghi che valgono il viaggio
L’evento si inserisce in una delle zone più suggestive e piacevoli della penisola, un tratto di Toscana che conserva ancora qualcosa di intatto, quasi laterale rispetto ai grandi flussi.
La Val di Cornia, per molti, Costa degli Etruschi, è un paesaggio che cambia continuamente ritmo: vigneti e oliveti si alternano a boschi, colline morbide e borghi medievali, mentre poco più in là si apre il mare, con il Golfo di Baratti che sorprende per colori e luce. Qui la storia affiora ovunque, dalle necropoli etrusche ai resti minerari, fino ai centri storici rimasti sospesi nel tempo.
Suvereto è il cuore di questo sistema. Un borgo compatto, raccolto dentro mura antiche, fatto di pietra, botteghe, enoteche e scorci che si aprono all’improvviso. Intorno, Campiglia Marittima, Populonia e un sistema diffuso di luoghi che tengono insieme archeologia, natura e memoria industriale, senza mai diventare cartolina.
Poi c’è tutto il resto: le terme immerse nel verde, i percorsi tra le colline da fare a piedi o in bici, una cucina che mescola mare e terra senza forzature, cinghiale e pesce, ortaggi e olio, e che trova nel vino un filo conduttore naturale.
È un territorio che non chiede di essere visitato in fretta, ma attraversato con calma. SUBER, in fondo, è anche questo: un’occasione per entrarci dentro.
Un borgo che si accende
Dentro questa geografia, SUBER prende forma come una festa diffusa. Si comincia venerdì 1° maggio, con l’aperitivo inaugurale al tramonto: musica dal vivo, calici locali e la Val di Cornia che si apre davanti, nei giardini del Consorzio.
Poi, tra sabato 2 e domenica 3 maggio, il festival entra nel vivo e si sposta nelle strade del borgo. Suvereto si trasforma: negozi, botteghe, enoteche e ristoranti restano aperti fino a tardi, mentre vicoli e piazze diventano spazi di degustazione, incontri, laboratori, spettacoli e momenti di confronto.
Si assaggia, certo, ma non solo. Si cammina, si ascolta, si incrociano storie. Il vino diventa un linguaggio comune, uno strumento per leggere il territorio e immaginarne il futuro.
In questo senso si inserisce anche la masterclass dedicata al nuovo corso della denominazione, con degustazioni guidate che permettono di cogliere in anticipo la direzione che stanno prendendo i vini di Suvereto. Un modo per tradurre in esperienza concreta quel cambiamento di cui si parla.
SUBER resta così fedele alla sua natura: non solo evento, ma momento di sintesi. Un luogo in cui una comunità si racconta mentre prova a evolversi.
Come spiega Daniele Petricci, Presidente del Consorzio vini Suvereto e Val di Cornia e promotore del festival: “SUBER nasce come momento e luogo in cui il vino torna a essere linguaggio comune per chi, nel calice, cerca non solo qualità ma anche storie, relazioni e appartenenza. Il Festival è frutto della visione e dell’impegno di un’intera comunità che ha deciso di guardare nella stessa direzione, riconoscendosi come un unico, pulsante ecosistema. Dalle botteghe agli artigiani, dai ristoratori ai giovani viticoltori, ognuno sta facendo la sua parte con spirito proattivo e inclusivo, accogliendo i visitatori certamente con un calice dei nostri vini, ma anche con un racconto corale del nostro territorio”.







PROGRAMMA COMPLETO
Venerdì 1 maggio
- SUBER Aperitivo (19.30 – 22.30)
Aperitivo inaugurale nel giardino del Consorzio vini Suvereto e Val di Cornia, con musica dal vivo, calici del territorio e proposta food.
Sabato 2 maggio
- Outdoor tra i filari (mattina)
Passeggiate, escursioni guidate, e-bike e attività enoturistiche nelle cantine della Val di Cornia. - Calici con Vista (13.00 – 19.00)
Enoteca e cucina nel giardino del Consorzio con prodotti tipici (carciofo violetto, schiaccia campigliese, cinghiale).
Kinder Park attivo per bambini (15.00 – 19.00) con laboratori natura e vino. - AperiChiostro – Chiostri di San Francesco (15.30 – 21.00)
Degustazioni dei vini del territorio con specialità locali e musica in vinile. - Talk
- 15.00 – Il vino ieri, oggi, domani
- 17.00 – La meglio gioventù (sostenibilità, mercati, social, ricambio generazionale)
- Degustazioni
- 11.00 – Olio EVO: Oltre la prima goccia
- 17.00 – Le stagioni del Vermentino (con Consorzio Maremma Toscana)
Domenica 3 maggio
- Outdoor tra i filari (mattina)
Escursioni, bike ed esperienze in cantina. - Calici con Vista (13.00 – 19.00)
Enoteca e cucina nel giardino del Consorzio + Kinder Park (15.00 – 19.00). - Chiostro… in tour (11.00 – 19.00)
Cantine e artigiani lungo le vie del borgo: sughero, pelle, ceramica, miele, olio, fiori, libri e prodotti locali. - Talk
- Show cooking / talk Mangio quindi sono: la cucina come patrimonio immateriale degli italiani
- Degustazioni
- 11.00 – Olio EVO: Oltre la prima goccia
- 17.00 – Sangiovesi. Territori a confronto (con Consorzio Vino Orcia)
Attività collaterali (sabato e domenica)
Laboratori, giochi e spettacoli per bambini e famiglie: medioevo, tiro con l’arco, gare degli spingitori, visite guidate al centro storico e alla Rocca Aldobrandesca.
Mattia Marzola
Giocoliere di parole, voracissimo lettore, buona forchetta (e buon bicchiere) ha deciso di unire le sue inclinazioni, diventando così appassionato docente di lettere ed entusiasta giornalista enogastronomico, anche se poi scrive di tutto.