Il vino cambia pelle: a Tipicità il confronto su crisi, linguaggi e nuove rotte

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Dai consumi in calo alla comunicazione, dall’enoturismo al packaging fino ai mercati emergenti e al low-alcol: a Fermo il settore si interroga su come leggere il presente per costruire il futuro

di Raffaello De Crescenzo

Il vino italiano si trova oggi di fronte a una fase di trasformazione che coinvolge consumi, modelli di comunicazione e modalità di fruizione del prodotto. Un cambiamento che impone alle imprese vitivinicole di ripensare strategie e strumenti per rimanere competitive in un mercato sempre più complesso. Di queste tematiche si è discusso sabato 7 marzo al Tipicità Festival di Fermo, nel corso di un incontro che ha riunito operatori del settore, professionisti e istituzioni per riflettere sulle prospettive del comparto.

Come membro di lungo corso della delegazione marchigiana, nonché docente ONAV, ho avuto il piacere, col supporto della delegata regionale Luciana Brigida, di organizzare in prima persona ed aprire il confronto, partendo da una lettura dei dati e dei principali trend che stanno caratterizzando il mercato del vino negli ultimi anni. L’analisi ha preso in considerazione l’evoluzione della superficie vitata e della produzione italiana, i dati dell’export e i cambiamenti nelle abitudini di consumo, ponendo l’accento sulla riduzione del potere di acquisto degli italiani e sulla necessità di avvicinarsi al mondo del vino, con maggior leggerezza. I numeri evidenziano un contesto in cui la competizione internazionale cresce e i consumatori diventano sempre più selettivi. In questo scenario la qualità del prodotto rimane fondamentale, ma non è più sufficiente: diventa strategico investire nella comunicazione, costruendo narrazioni capaci di valorizzare identità aziendale, territorio e valori culturali del vino. Per questo bisogna partire dalla profilazione sensoriale, realizzando schede tecniche al passo coi tempi, utili sia per coinvolgere maggiormente i consumatori, che per formare agenti e collaboratori commerciali di tutto il mondo. Non bisogna, inoltre, tralasciare l’importanza di un blog aziendale, oltre a curare i social e le pubbliche relazioni, per arrivare ad ottenere spazi anche sui media tradizionali, necessari per accrescere la propria autorevolezza.

La delegata ONAV della Regione Marche, Luciana Brigida, è intervenuta per ribadire l’importanza della formazione e dei percorsi promossi dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, che possono spaziare da corsi, a monotematiche, fino ad eventi da realizzare all’interno di fiere, manifestazioni, ristoranti o direttamente in cantina.

Il tema dell’esperienza legata al vino è stato approfondito da Luca Avenanti e Danilo Mattei, che hanno illustrato le attività sviluppate dalle loro aziende per favorire l’enoturismo. Oggi la visita in cantina non è più soltanto una degustazione, ma può trasformarsi in un percorso culturale e sensoriale capace di integrare vino, paesaggio e dimensione simbolica del territorio. In questa direzione si collocano anche iniziative originali, come alcune esperienze promosse da realtà vitivinicole marchigiane che uniscono vino e suggestioni culturali o esoteriche per creare nuovi modi di raccontare il territorio.

Proprio sul tema dell’enoturismo si è registrato un momento significativo del dibattito. Durante l’intervento di Avenanti, l’assessore regionale all’agricoltura Enrico Rossi ha chiesto la parola, per sottolineare l’importanza strategica di questo segmento per il futuro del comparto. Rossi ha richiamato l’attenzione sulle opportunità offerte dalla normativa regionale sull’enoturismo e sull’impegno della Regione Marche nel rendere pienamente operativi gli strumenti previsti dalla legge, con l’obiettivo di sostenere le imprese vitivinicole e rafforzare l’attrattività turistica del territorio. Tanto è stato fatto, a livello regionale, ma tanto ancora c’è da fare.

Accanto all’esperienza in cantina, un altro elemento sempre più determinante per il successo commerciale di un vino è la sua capacità di comunicare attraverso l’immagine. Fabrizio Marchionni e Pierangelo Pagani hanno illustrato il ruolo di etichetta e packaging nella costruzione dell’identità di una bottiglia. Studi di progettazione come Markdesign e P-Designstudio lavorano infatti su identità visiva, storytelling e design, contribuendo a trasformare il vino in un oggetto capace di raccontare il territorio e i valori dell’azienda già a partire dalla confezione in cui proporre il vino.

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche Mangia Locale, il progetto ideato da Daniele Paci che promuove la filiera corta e il rapporto diretto tra produttori e consumatori. Nato nelle Marche dopo il terremoto del 2016 e sviluppatosi ulteriormente negli anni della pandemia, il progetto coinvolge oggi centinaia di aziende agricole e rappresenta un esempio concreto di come il digitale possa contribuire alla valorizzazione dei prodotti locali, alla promozione e supporto all’attività commerciale.

Il vino, tuttavia, non è soltanto produzione e mercato, ma anche cultura e socialità. In questa prospettiva si inseriscono iniziative come Divina Harmonia e Rosso di Sera, manifestazioni illustrate da Andrea Viti e Giacomo De Angelis, che uniscono musica, arte e degustazioni creando occasioni di incontro tra pubblico e produttori e contribuendo a rafforzare il legame tra vino e territorio.

A chiudere il confronto è stato Luca Biondi, CEO della startup BevoSobrio, che ha portato l’attenzione su un fenomeno emergente nel panorama internazionale: il segmento delle bevande a basso o nullo contenuto alcolico. Un mercato in forte crescita che, pur suscitando dibattito nel mondo del vino, segnala l’evoluzione dei comportamenti di consumo e l’apertura di nuove opportunità commerciali. Se il dibattito si era, dunque, aperto con numeri decisamente poco positivi, le conclusioni di Biondi, hanno mostrato valori in forte crescita su un comparto che può davvero essere d’aiuto a tutto il settore.

Il dibattito di Tipicità ha così restituito l’immagine di un mondo, quello del vino, chiamato a evolvere e rinnovarsi rapidamente. Comunicazione, enoturismo, formazione, innovazione e capacità di interpretare i cambiamenti della domanda appaiono sempre più come leve decisive per affrontare le sfide dei prossimi anni e rafforzare la competitività del vino italiano nel contesto internazionale.

 

Immagine di Raffaello De Crescenzo

Raffaello De Crescenzo

Analista sensoriale laureato in Tecnologie Alimentari e in Viticoltura ed Enologia. Missionario del gusto con la passione per la divulgazione scientifica. Collabora con Vendemmie dal 2025, occupandosi soprattutto di interviste ed approfondimenti di settore

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