Il cuoco giapponese di Lucia Visonà si aggiudica il X° Premio Enoletterario Vermentino

Tempo di lettura: 4 minuti

di Mattia Marzola

L’Italia è da sempre terra di grandi bicchieri e grandi autori, spesso riuniti sotto il segno di premi letterari capaci di accompagnare libri e scrittori ben oltre il momento della loro pubblicazione. Dallo Strega al Nonino, la storia culturale del Paese è costellata di riconoscimenti che hanno contribuito a portare alcune voci nell’olimpo della letteratura. Ce n’è però uno che, pur avendo raggiunto il traguardo della decima edizione, meriterebbe una maggiore attenzione: il Premio Enoletterario Vermentino, dove le pagine dei libri incontrano la cultura della vite e il racconto dei territori.

Promosso dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna, il premio è nato per celebrare il legame tra narrazione scritta e cultura vitivinicola. In dieci anni, quel legame si è trasformato in un progetto più ampio, capace di utilizzare la letteratura come chiave di lettura dei luoghi, delle persone e delle trasformazioni che li attraversano. Un percorso costruito anche attraverso gli autori che hanno preso parte al concorso e che, edizione dopo edizione, hanno contribuito a ridefinirne le traiettorie.

Per questa edizione sono state oltre trenta le opere in gara, dalle quali la giuria ha selezionato una cinquina di finalisti. Un panorama di voci, stili e ambientazioni che attraversa il romanzo storico, le saghe familiari, il noir e il reportage enogastronomico. A conquistare il primo premio è stata Lucia Visonà con Il cuoco giapponese, romanzo d’esordio pubblicato da Einaudi. Il riconoscimento speciale Premio Territorio è andato invece ad Anna Pavignano per Come sale sulla pelle, edito da Piemme.

A Olbia il decennale del Premio Enoletterario Vermentino

La cerimonia conclusiva, andata in scena nella mattinata dello scorso sabato, 10 ottobre, nella splendida cornice del Museo Archeologico di Olbia, con la conduzione dell’attrice e scrittrice Clizia Fornasier, già tra le finaliste della precedente edizione, ha alternato interventi istituzionali, approfondimenti critici e letture di brani tratti dalle opere in gara, mettendo al centro i libri e le storie che li attraversano.

A presiedere la giuria tecnica è stato Stefano Visconti, presidente della Camera di Commercio del Nord Sardegna, che ha sottolineato il valore raggiunto dalla manifestazione nel suo primo decennio di attività. “Arrivare alla decima edizione dimostra una cosa semplice: la cultura è un motore concreto per l’economia e la crescita dei territori”, ha dichiarato Visconti, ricordando il ruolo del premio come strumento per avvicinare i lettori alle identità e alle produzioni locali.

Il percorso del Vermentino si è progressivamente allargato oltre i confini regionali. Il patrocinio di Unioncamere nazionale e la collaborazione con l’Associazione Librai Italiani, rafforzata dal 2024 attraverso il Comitato di sviluppo del Premio, hanno contribuito a costruire una rete che coinvolge circa cento librerie in tutta Italia. Un modo per portare i titoli finalisti fuori dalla cornice della competizione e metterli in contatto con nuovi lettori. A fungere da filo conduttore, Il Vermentino, vitigno che attraversa diverse regioni della sponda tirrenica e le isole, il vitigno sardo diventa così catalizzatore di un progetto che guarda alla cultura come occasione di conoscenza e promozione. Con un’attenzione crescente anche alle nuove generazioni e agli studenti delle scuole superiori, chiamati a partecipare a un dialogo che intreccia scrittura, identità e contemporaneità.

Il cuoco giapponese, il valore dei piccoli gesti

È il romanzo d’esordio di Lucia Visonà, pubblicato da Giulio Einaudi Editore, a conquistare il primo premio della decima edizione. Ambientato a Parigi, Il cuoco giapponese segue Hugo, un giovane arrivato dalla provincia per studiare che finisce a lavorare in un chiosco nel Bois de Vincennes. Una serie di equivoci lo porta a essere scambiato per un cuoco giapponese, ma è soprattutto attraverso il cibo che prende forma il cuore della storia: l’incontro con Margot, un’anziana donna eccentrica con cui il protagonista costruisce un legame di amicizia.

La preparazione dei piatti diventa così un modo per avvicinarsi agli altri, prendersene cura e scoprire quanto i gesti quotidiani possano custodire significati inattesi. È questa la forza riconosciuta dalla giuria al libro di Visonà: una prosa limpida, capace di trasformare la cucina in uno strumento di indagine esistenziale, memoria e dialogo interculturale.

Il riconoscimento, nelle parole di Visconti, premia «un esordio folgorante» e conferma l’attenzione del concorso verso una letteratura capace di emozionare e, nello stesso tempo, aprire nuove prospettive sul mondo.

Il Premio Territorio ad Anna Pavignano

Accanto al riconoscimento principale, il Premio Territorio è stato assegnato ad Anna Pavignano per Come sale sulla pelle, pubblicato da Piemme. Il romanzo è ambientato ad Alba alla fine dell’Ottocento e racconta la vicenda di Camilla, una bambina che perde una gamba in seguito a un incidente e cresce sotto il peso del pregiudizio della comunità.

Camilla rifiuta di essere definita dalla propria disabilità e intraprende un percorso di riscatto personale, tra amore, studio e confronto con le convenzioni sociali del tempo. Una storia in cui il paesaggio e la dimensione collettiva si intrecciano con le scelte individuali, restituendo un ritratto umano attraversato da ferite, determinazione e desiderio di libertà.

Il premio riconosce proprio questa capacità di fare dei luoghi qualcosa di più di uno sfondo narrativo: spazi in cui si sedimentano la memoria, i rapporti sociali e le trasformazioni di una comunità.

I libri finalisti della decima edizione

Nate dalla tempesta — Alessia Coppola (Fazi Editore)

Nel Salento dei primi del Novecento, una saga familiare racconta le vicende di diverse generazioni di donne della famiglia Guadalupi. Al centro ci sono Cosma e sua figlia Minerva, detta Mina, nata durante una notte di tempesta ed erede dei poteri e della presunta maledizione della nonna guaritrice. Folklore, legami di sangue e pregiudizi del tempo accompagnano una storia di resilienza femminile.

Per un’ora d’amore — Piergiorgio Pulixi (Rizzoli)

Un noir psicologico che esplora le zone più oscure dei sentimenti e dell’animo umano. Un caso di omicidio o scomparsa porta alla luce segreti, ossessioni e sensi di colpa, mentre i protagonisti si confrontano con il prezzo da pagare per cercare rivalsa, giustizia o amore.

Prima che scada il tempo — Paolo Massobrio (Golosario&Golosaria)

Un diario-raccolta articolato nelle sezioni Ieri, Oggi e Domani. Il critico enogastronomico affida a racconti e memorie il compito di attraversare relazioni, luoghi e incontri, soffermandosi sul valore del presente e sulla bellezza degli istanti che rischiano di sfuggire.

Altrove a Sud — Robert V. Camuto (Edizioni Ampelos)

Vincitore della sezione dedicata alla narrativa straniera, il libro è un reportage di viaggio attraverso l’Italia meridionale e la sua cultura enogastronomica. L’autore statunitense incontra vignaioli e produttori, attraversa paesaggi e tradizioni, esplorando il modo in cui vino e cucina raccontano l’identità dei luoghi e delle persone che li abitano.

 

Facebook
Twitter
LinkedIn
TS Poll - Loading poll ...