Navigando- Marzo 2026

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L’estetica del vino protagonista al “Vinitaly Desing Award” con il maestro Michelangelo Pistoletto - Vine news - 26 Marzo

Il successo di un vino dipende non solo dalla qualità ma anche dalla sua identità e capacità comunicativa, elementi in cui il packaging gioca un ruolo strategico, come dimostra il Vinitaly Design Award 2026, giunto alla 30ª edizione e promosso da Veronafiere, che premierà i migliori progetti di design del vino e degli spirits l’11 aprile a Verona alla vigilia di Vinitaly; con 284 finalisti, il premio valorizza il packaging come strumento per raccontare identità e valore dei brand, grazie anche a una giuria di esperti del design, della comunicazione e del settore enogastronomico, guidata dal presidente onorario Michelangelo Pistoletto, figura centrale dell’arte contemporanea che interpreta il design come espressione culturale e responsabilità progettuale; il riconoscimento si conferma così un osservatorio privilegiato sull’evoluzione del Made in Italy, mettendo in luce il legame tra creatività, industria e mercato, mentre la visione di Pistoletto rafforza il dialogo tra arte e vino, considerati non solo prodotti ma espressioni profonde della cultura e della società.

Federvini, lo stile italiano del bere è consapevole. Il Belpaese si colloca al 6% sotto la media dei Paesi Ocse - Ansa it - 25 Marzo

Una ricerca promossa da Federvini e condotta dall’Università La Sapienza evidenzia l’esistenza di uno stile italiano del bere basato su moderazione, responsabilità e convivialità, profondamente legato ai pasti e alla cultura della Dieta mediterranea; lo studio, presentato alla Camera durante l’evento “The Italian Way”, mostra che oltre l’80% del consumo di vino avviene a pranzo e cena e più del 70% dei cocktail durante l’aperitivo, confermando un modello ritualizzato e sociale; secondo il presidente Giacomo Ponti, questo approccio risulta più efficace delle politiche proibizionistiche e sostiene una filiera economica radicata nei territori; i dati indicano inoltre che l’Italia, con 8 litri pro capite annui, consuma meno della media OCSE e ha registrato un calo del 17% tra il 2000 e il 2022, mentre tra i giovani (18-24 anni) si osserva una riduzione dei comportamenti a rischio e una minore abitudine al consumo quotidiano rispetto alle fasce più anziane.

Vino, scienza e diritto per gestire clima, costi e mercati - Ansa it - 24 Marzo

Il settore vitivinicolo si trova ad affrontare una fragilità su tre fronti – biologico, strutturale ed economico – che non riguarda più solo il cambiamento climatico, ma anche l’instabilità dei costi e dei mercati, richiedendo una risposta condivisa tra scienza e diritto, come emerso in un incontro al Crea con il coinvolgimento di Masaf, Ugivi, Ismea ed esperti della ricerca; in questo contesto, l’agricoltura di precisione e le Nuove Tecniche Genomiche diventano strumenti indispensabili per garantire la salute dei vigneti, ma devono essere accompagnate da un adeguato quadro normativo capace di sostenere anche i piccoli produttori nella transizione dalla viticoltura tradizionale a quella di precisione; centrale è il Regolamento UE 471/2026, parte del nuovo Pacchetto Vino della PAC, che mira a bilanciare sostenibilità, competitività e libertà d’impresa senza eccessi burocratici, mentre sul piano internazionale emerge l’importanza strategica della tutela delle Indicazioni Geografiche, soprattutto in mercati come India e Mercosur, dove una solida protezione legale è fondamentale per difendere e valorizzare l’innovazione e l’eccellenza italiana.

Il Consorzio Morellino di Scansano approva il bilancio consuntivo e chiude il 2025 con un +4%. In calo le giacenze, mentre la DOCG toscana rafforza il proprio equilibrio strutturale e guarda ai prossimi mesi con maggiore fiducia - I grandi vini- 23 Marzo

Il Consorzio Morellino di Scansano chiude il 2025 con un bilancio positivo, registrando una crescita del 4% nonostante un contesto complesso per il settore vitivinicolo, confermando la competitività della denominazione Morellino di Scansano DOCG; un dato particolarmente significativo è la riduzione delle giacenze, scese a gennaio 2026 a 9,44 milioni di bottiglie rispetto agli oltre 13 milioni dell’anno precedente (-27%), segnale di un sistema più equilibrato, con minore pressione di magazzino e scorte concentrate sulle annate recenti; secondo il presidente Bernardo Guicciardini Calamai, questi risultati testimoniano la vitalità della denominazione e la sua capacità di affrontare le difficoltà del mercato grazie a una visione strategica chiara, in cui si inserisce anche la nuova tipologia di Morellino Superiore per rafforzare il posizionamento qualitativo; nel complesso, la DOCG si presenta al 2026 con basi più solide e una maggiore fiducia, rappresentando un esempio di equilibrio e adattamento nel panorama enologico toscano.

L’Argentina conferisce il Dottorato Honoris Causa a Roberto Cipresso: un riconoscimento che onora l’Italia del vino e della cultura - The wine - 22 Marzo

L’Italia del vino celebra il 19 marzo 2026 in Argentina il conferimento del Dottorato Honoris Causa a Roberto Cipresso da parte della Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università Nazionale di Cuyo, un riconoscimento alla sua carriera nella ricerca e alla capacità di rendere universale la cultura vitivinicola; Cipresso ha avuto un ruolo chiave nell’evoluzione dell’enologia argentina introducendo il concetto di terroir come elemento centrale, valorizzando aree come La Consulta e Altamira e contribuendo a portare il Malbec a livelli di eccellenza internazionale, mentre il suo contributo scientifico si distingue anche nello studio della Precordigliera delle Ande attraverso il progetto Matervini con Santiago Achával, che ha evidenziato il valore di una geologia antichissima come base dell’identità del vigneto; durante la cerimonia terrà la Lectio Magistralis “Il Terroir come unica strada per il vigneto di domani”, proponendo un modello fondato sul legame tra uomo e territorio, e con questo riconoscimento l’Argentina celebra non solo un grande enologo ma anche la visione italiana del vino come espressione culturale e identitaria.

Torna The Kitchen & The Bar, il ristorante di THE PLACE Firenze - Correrie del Vino - 21 Marzo

La riapertura di The Kitchen & The Bar, ristorante dell’Hotel THE PLACE Firenze, inaugura la stagione primaverile con il nuovo menù dello chef Asso Migliore e il ciclo di cene “A Tavola con l’Oste”, una serie di appuntamenti a quattro mani con storiche trattorie fiorentine unite dalla valorizzazione della tradizione toscana; ogni serata prevede un menù di quattro portate condiviso tra ristorante ospitante e ospite e il ricavato sarà devoluto alla Fondazione The Place of Wonders a sostegno dell’artigianato e della formazione, mentre in parallelo debutta il menù primaverile con piatti che esaltano ingredienti locali accanto alle creazioni iconiche dello chef, il tutto in un’esperienza che riflette l’artigianalità fiorentina nei dettagli e la filosofia dell’hotel di offrire un’autentica immersione nella cultura, nei sapori e nelle tradizioni della città.

CUZZIOL GRANDIVINI PAD 7 - B4 B5 B6 C5 -comunicato stampa

La Cina del vino oltre l’imitazione. Wang Fei: "c’è potenziale per il vino italiano" - Vinonews24 - 20 Marzo

Il mercato del vino in Cina ha vissuto una crescita rapidissima tra anni 2000 e 2010, arrivando a pesare fino al 7% dei consumi globali e all’8% delle importazioni, per poi subire un crollo del 47% tra il 2019 e il 2022 a causa di politiche interne, rallentamento economico, tensioni commerciali e pandemia Oggi il settore è in una fase di profondo riassestamento, come spiega Wang Fei di HCSA, con un passaggio da una crescita basata sui volumi a un modello orientato alla qualità e alla selezione Il mercato è sempre più polarizzato tra consumo quotidiano e fascia premium, mentre aumenta l’interesse per esperienze legate al vino e per il suo valore culturale Il rapporto tra vini importati e domestici resta instabile: i primi dominano nei segmenti medio-alti, mentre i secondi puntano su identità locale e crescita qualitativa, con regioni emergenti come Ningxia e Yunnan I gusti dei consumatori stanno evolvendo verso vini più eleganti, freschi e meno strutturati, con maggiore attenzione all’abbinamento gastronomico e alla formazione Il vino è percepito sempre più come prodotto culturale oltre che simbolo di status Il vino italiano resta sottovalutato rispetto a quello francese ma ha potenziale di crescita, soprattutto nei segmenti premium, anche se frenato da complessità e frammentazione dell’offerta Sul fronte produttivo, la Cina sta passando da un modello imitativo a uno più identitario, con l’emergere di uno stile proprio e del vitigno Marselan come possibile simbolo nazionale In prospettiva, il mercato cinese rimane strategico ma instabile, con opportunità soprattutto nei fine wine e nella fascia alta, dove domanda, cultura e capacità di spesa continuano a crescere nonostante le incertezze

Assoenologi, 'basta masochismo del vino italiano' - Ansait - 19 Marzo

Il presidente di Riccardo Cotarella di Assoenologi ha denunciato il “masochismo del vino italiano”, sostenendo che il settore sia sotto attacco da anni anche con campagne ritenute scorrette sul tema della salute ma che rischi soprattutto di danneggiarsi da solo per incapacità di comunicare il vero valore del vino e per mancanza di azioni decisive Ha evidenziato la necessità di reagire con fermezza per evitare un declino prolungato e ha attribuito anche al settore la responsabilità dell’allontanamento dei giovani, ai quali non è stato trasmesso il significato culturale del vino ribadendo che non è solo una bevanda ma un simbolo di cultura tradizione e condivisione Infine ha sottolineato il valore strategico del vino per l’Italia come risorsa naturale da proteggere e valorizzare

Il vino cambia pelle: inclusione, mercato e identità nella settimana che racconta il futuro - Correre del vino - 18 Marzo

Negli ultimi giorni il settore del vino è stato segnato da un evento simbolico: il manifesto europeo “Grapes of Change”, che promuove parità di genere e sicurezza sul lavoro. Non è solo un’iniziativa etica, ma un segnale di trasformazione strutturale: il capitale umano diventa centrale per la competitività delle imprese. Questo avviene in un contesto fragile, con calo dei consumi, margini sotto pressione e difficoltà nell’export. In tale scenario, anche le scelte culturali e organizzative assumono valore strategico. Parallelamente, eventi e iniziative mostrano un cambiamento nel modo di vendere il vino: non più solo prodotto, ma esperienza legata a territorio, turismo e identità. Ne emerge una doppia trasformazione: interna, con aziende più inclusive e moderne esterna, con un nuovo posizionamento basato su qualità e narrazione In sintesi, il vino entra in una fase più matura: non basta produrre bene, serve coerenza, responsabilità e visione. Il cambiamento è soprattutto culturale, e definirà il futuro del settore.

L’appello da Slow Wine Fair 2026:«Il vino è buono solo se giusto» - TheWine - 17 Marzo

Durante la Slow Wine Fair 2026 a BolognaFiere, organizzata da Slow Food Italia, è stato lanciato l’appello “Il vino è buono solo se giusto”, per sottolineare l’importanza di condizioni di lavoro etiche nella filiera vitivinicola, soprattutto per i lavoratori stranieri spesso esposti a sfruttamento e caporalato. Nel convegno Il mondo in vigna, il giusto nel bicchiere si è discusso della necessità di garantire salari equi, contratti regolari e formazione, valorizzando il contributo dei lavoratori migranti. Sono stati presentati esempi positivi come programmi di formazione e inclusione sociale, etichette etiche con QR code che certificano condizioni di lavoro giuste e iniziative contro il caporalato. Tra gli interventi, Serena Milano (direttrice di Slow Food Italia) ha ribadito che il vino deve essere non solo di qualità ma anche prodotto nel rispetto delle persone. Anche Yvan Sagnet, presidente dell’associazione NoCap, ha denunciato la diffusione del lavoro nero in agricoltura e promosso il bollino “No Cap”, che certifica pratiche di lavoro eque. L’evento ha quindi evidenziato che qualità del vino e giustizia sociale devono andare insieme, promuovendo un modello di produzione più etico e sostenibile.

“In Auction For Smiles”, l’asta di fine wines per garantire cure nei Paesi a basso e medio reddito - Vine news - 16 Marzo

Oltre 70 cantine italiane hanno partecipato a “In Auction for Smiles”, l’asta charity promossa dalla Fondazione Operation Smile Italia Ets con il supporto della Luiss Business School, donando vini pregiati per raccogliere fondi a sostegno di programmi medici internazionali destinati a bambini nati con malformazioni del volto nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso alle cure è limitato L’evento, ospitato il 5 marzo a Villa Blanc a Roma e curato da Gelasio Gaetani d’Aragona Lovatelli con battuta da Pier Matteo Carnaroli, ha visto l’asta di lotti prestigiosi tra cui magnum di Gabiano Riserva Doc 2020 con etichetta d’arte di Maurizio Cattelan, Sassicaia 2022 della Tenuta San Guido, bottiglie della Cantina Bastianich e donazioni da marchi storici come Marchesi Antinori, Ornellaia, Frescobaldi, Banfi, Castello di Bolgheri, Donnafugata, Planeta e molti altri, confermando l’elevato standard dell’iniziativa L’evento ha incluso un light dinner offerto da Palombini Catering, una degustazione guidata dall’AIS - Associazione Italiana Sommelier e un dolce finale di Sal De Riso, mentre Marcella Bianco, dg della fondazione, ha sottolineato che ogni bottiglia rappresenta un gesto di responsabilità e fiducia, fondamentale per sostenere programmi chirurgici e formativi e contribuire a sistemi sanitari più sicuri e sostenibili nei Paesi in cui operano

Casa dell’Artista: Bortolomiol presenta un modo nuovo di vivere l’arte e il vino - WineThecity - 15 Marzo

La Casa dell’Artista apre al pubblico a Valdobbiadene, nelle colline patrimonio UNESCO, offrendo ai visitatori un soggiorno immersivo tra arte, natura e vino. La struttura, un tempo destinata a ospitare artisti internazionali per il progetto di residenza artistica della famiglia Bortolomiol, è stata restaurata e trasformata in uno spazio accogliente per turisti. La casa si trova nel Parco della Filandetta Art and Wine Farm, un centro culturale che ospita opere di land art, eventi, degustazioni, concerti e mostre, oltre alla cantina di vinificazione. Nel parco sono presenti anche un vigneto biologico, da cui nasce il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG biologico, un anfiteatro in pietra e spazi dedicati alla degustazione. L’iniziativa vuole offrire un’esperienza unica in cui arte e produzione del vino si incontrano, mostrando come il processo di vinificazione, dalla scelta delle uve alla lavorazione, possa essere considerato una vera forma d’arte.

Con la Camera di commercio vino umbro alla ricerca di mercati esteri - Ansait -14 Marzo

La terza edizione di Umbriaofwine, organizzata dalla Camera di commercio dell'Umbria, si è svolta a Perugia con l’obiettivo di promuovere il vino umbro nei mercati internazi onali attraverso incontri diretti tra produttori e acquirenti stranieri. All’evento hanno partecipato 25 cantine umbre e 27 buyer internazionali provenienti da Stati Uniti, Canada, Sud America, Europa e Asia (tra cui Taiwan, India e Corea del Sud). Sono stati organizzati oltre 200 incontri d’affari, nati da più di 600 richieste di meeting, con la presentazione di oltre 300 etichette appartenenti a 13 denominazioni regionali, tra cui Montefalco Sagrantino DOCG e Orvieto DOC. Gli operatori stranieri hanno anche visitato alcuni territori vinicoli dell’Umbria, come Montefalco, Orvieto e il Lago Trasimeno, per conoscere direttamente le produzioni locali. L’iniziativa conferma il ruolo strategico del vino per l’economia regionale e punta a rafforzare la presenza dei vini umbri sui mercati internazionali, valorizzando qualità, identità territoriale e relazioni commerciali.

Calici di libertà' a Napoli con le Donne del Vino contro la violenza - Ansait - 13 Marzo

Dal 17 al 21 marzo nel foyer del Teatro San Ferdinando di Napoli si svolge l’iniziativa “Calici di libertà – L’aperitivo con le Donne del Vino della Campania”, organizzata dalla cooperativa sociale Cooperativa EVA attraverso il progetto La Buvette di Eva. L’evento unisce cultura, enogastronomia e impegno sociale per sostenere i percorsi di uscita dalla violenza di donne e bambini. Chi assisterà allo spettacolo Ce steva 3 vvote, tratto dalle favole di Giambattista Basile e diretto da Manlio Santanelli, potrà acquistare per 10 euro un “calice di libertà” con vini prodotti dalle socie campane dell’associazione Le Donne del Vino. Le degustazioni saranno accompagnate da specialità gastronomiche di Le Ghiottonerie di Casa Lorena, laboratorio nato in un bene confiscato alla camorra che offre lavoro a donne vittime di violenza. L’iniziativa fa parte delle Giornate delle Donne del Vino e punta a promuovere un modello di economia sociale, dove cultura e cibo diventano strumenti di autonomia e riscatto per le donne.

I vini dealcolati crescono tra i “salutisti”. Ma per togliere l’alcol sono ultra-processati? - Vine news - 12 Marzo

Il vino dealcolato è un segmento in rapida crescita a livello mondiale, già valutato 2,4 miliardi di dollari e stimato raggiungere 3,3 miliardi nel 2028, rivolgendosi a consumatori astemi, donne in gravidanza, guidatori, persone sotto farmaci, praticanti di diete salutistiche e sportivi, inserendosi in un trend di “salutismo”, mentre il vino tradizionale mantiene effetti protettivi su depressione, declino cognitivo e possiede proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, in particolare il rosso secondo studi del professor Giovanni Scapagnini Affinché un vino dealcolato sia realmente salutare, deve avere 0,0% di alcol, riducendo così calorie e etanolo rispetto al vino tradizionale, ma il processo di dealcolazione, tramite osmosi inversa o distillazione sottovuoto, può ridurre i fitocomposti benefici come i polifenoli, e spesso richiede l’aggiunta di aromi e zuccheri, aumentando additivi e costi, come evidenziato da Ananda Roy, che avverte come le bevande No-Lo, seppur percepite come salutari, non siano automaticamente più sane e che l’industria deve affrontare la questione prima che questi vini diventino mainstream

L’assessore regionale all’Agricoltura della Lombardia avverte che le manifestazioni di interesse per la prossima vendemmia sono inferiori alle aspettative Il futuro della Cantina Terre d’Oltrepò entra in una fase cruciale - I Grandi Vini - 11 Marzo

L’assessore regionale all’Agricoltura della Lombardia, Alessandro Beduschi, ha dichiarato che le manifestazioni di interesse per conferire le uve alla Cantina Terre d’Oltrepò per la prossima vendemmia sono meno del previsto. Questo mette a rischio il progetto di salvataggio proposto da Collis Veneto Wine Group. Il piano del gruppo veneto è l’unica proposta industriale concreta per rilanciare la cooperativa, ma per funzionare servono più adesioni da parte dei produttori di vino dell’Oltrepò Pavese. Senza abbastanza conferimenti di uva, il progetto potrebbe non essere sostenibile. Nei prossimi giorni si attendono nuove adesioni; poi i commissari liquidatori decideranno il futuro della cooperativa. Beduschi ha definito questa situazione un’ultima possibilità di salvataggio. L’assessore sostiene che il modello cooperativo sia ancora il più adatto per un territorio con molti piccoli produttori, ma sottolinea che la decisione finale spetta al territorio. Se il progetto non verrà sostenuto, potrebbe chiudersi una fase storica della viticoltura locale.

“Il vino nei costumi dei popoli”: nell’Ottocento Corrado Corradino raccontava la civiltà del bere - Vine news - 10 Marzo

“Il vino nei costumi dei popoli”, scritto da Corrado Corradino nel 1880 e ripubblicato da Edizioni Estemporanee nel 2025 in edizione illustrata e filologicamente curata, è un saggio che sottrae il vino alla semplice caricatura di bevanda alcolica, mostrandolo invece come elemento centrale nei costumi e nella storia dei popoli, attraversando riti religiosi, abitudini quotidiane, sistemi economici e strutture simboliche Corradino costruisce il testo come una conferenza, con equilibrio tra ironia e serietà, evidenziando come il vino non sia solo consumo ma cultura materiale e immateriale, specchio della società e indicatore delle sue tensioni, anticipando una visione quasi antropologica prima che il dibattito accademico sul cibo emergesse Per il lettore contemporaneo, immerso in un settore vitivinicolo che oggi parla di identità territoriale, heritage e narrazione del territorio, il libro ricorda che il legame tra vino e civiltà non è recente ma radicato nei secoli: prima delle denominazioni e delle campagne di marketing, il vino era già linguaggio collettivo, rito e parte integrante della vita sociale, confermando il suo ruolo non solo economico ma anche civile e culturale

“Il vino deve rimettersi in discussione, per parlare ai giovani, e non diventare marginale” - Vine news - 9 Marzo

Il vino resta un “alimento liquido” che deve essere consumato con moderazione, ai pasti e solo dopo i 18 anni, ma oggi il settore è chiamato a rimettersi profondamente in discussione, soprattutto nel modo in cui comunica, per riconquistare i giovani e non diventare un prodotto marginale dal punto di vista culturale oltre che commerciale Questo è stato il tema centrale del forum “Vino e Giovani” promosso da Assoenologi a Firenze, guidato da Riccardo Cotarella, dove è emersa la necessità di cambiare linguaggi, approcci e strumenti, rendendo il vino più accessibile, meno elitario e meno giudicante, senza rinunciare alla sua identità fatta di storia, territorio e tradizione Oggi infatti i giovani si orientano sempre più verso cocktail e birra, attratti da un racconto basato su emozioni, convivialità e immediatezza, mentre il vino resta spesso legato a codici complessi e a una comunicazione tecnica che crea distanza, come sottolineato da Dario Stefàno e Vincenzo Russo, evidenziando la necessità di uno “scatto culturale” più che produttivo Secondo Francesco Lollobrigida e Dario Nardella, è fondamentale promuovere una “pedagogia del vino”, valorizzandone il ruolo culturale e storico e insegnandone un consumo consapevole, anche attraverso la scuola, evitando però di ridurlo a semplice alcol o di criminalizzarlo Allo stesso tempo, esperti come Giorgio Calabrese ribadiscono che il vino va educato al consumo corretto, mentre dal territorio, con Carlotta Gori, emerge l’importanza di integrare temi come sostenibilità e identità per parlare alle nuove generazioni Infine, diventa cruciale intercettare i giovani nei loro spazi, come i social, con linguaggi semplici e inclusivi, come dimostra il progetto “AmicoEnologo” di Niccolò Lazzari, perché la vera sfida è rendere il vino contemporaneo, accessibile e conviviale senza snaturarne la profondità e il valore culturale

A occhi chiusi da Maso Poli - Vinonwes24 - 8 Marzo

La cantina Maso Poli propone un’esperienza originale di degustazione del vino bendati, per mettere alla prova soprattutto l’olfatto. Durante l’attività i partecipanti devono riconoscere gli aromi del vino attraverso vasetti con ingredienti come pane, lievito o mela, collegati ai profumi del vino. La cantina offre anche altre esperienze: una degustazione classica, un confronto tra succhi e vini, e diversi tour della cantina e dei vigneti. Esiste inoltre una formula per famiglie, in cui i bambini partecipano a una caccia al tesoro tra vigneti e cantina e degustano succhi di frutta mentre i genitori assaggiano il vino. La struttura, di proprietà della famiglia Togn, è un antico maso del 1700 ristrutturato e circondato da vigneti. Negli ultimi anni l’azienda ha puntato su un enoturismo più esperienziale e coinvolgente, con attività pensate per rendere il racconto del vino più semplice e divertente.

Quattro Gatti, il nuovo brand di gin nato nel cuore dell’Umbria - I grandi vini - 7 Marzo

La famiglia Mordant, composta da Simon, Catriona, Angus e Brielle, ha presentato a Milano il brand Quattro Gatti con due nuove etichette, Gin Classico e Olive Grove Gin, realizzate con botaniche italiane raccolte a mano e pensate per valorizzare un’idea di produzione legata alla lentezza e alla qualità, progetto che ha già ottenuto grande visibilità diventando il Gin Ufficiale della Biennale Arte 2026 Il Gin Classico si distingue per un profilo equilibrato con note agrumate di arancia, un cuore floreale di ginestra e un finale lungo ed erbaceo, risultando ideale per cocktail come Martini, Negroni e Gin Tonic, mentre l’Olive Grove Gin, arricchito da foglie e olio d’oliva, offre un gusto più profondo e armonioso con sentori terrosi, floreali e mediterranei, perfetto per varianti come il Dirty Martini o miscelazioni più fresche ed esotiche Entrambe le referenze hanno già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, con il Gin Classico premiato tra gli altri ai MicroLiquor Spirit Awards e al New York International Spirits Competition, mentre l’Olive Grove Gin ha ricevuto medaglie d’oro in competizioni di rilievo come la World Spirits Competition di San Francisco e i World Gin Awards, confermando fin da subito l’apprezzamento della critica internazionale Il progetto, sviluppato da United Experience insieme a BolognaFiere e Fiere Italiane SEA, offre alle imprese un presidio strutturato e continuativo nei mercati esteri ad alto potenziale attraverso un format contemporaneo e orientato al business che integra degustazioni evolute, tasting alla cieca, installazioni tecnologiche e strumenti digitali avanzati come il matchmaking tra produttori e buyer La partecipazione del consorzio rientra in una strategia di consolidamento internazionale e consentirà di presentare un’offerta ampia e rappresentativa dei territori italiani, mantenendo elevati standard qualitativi e una visione condivisa dell’export

Italia del Vino a Londra, Ho Chi Minh City e Città del Messico - I grandi vini - 6 Marzo

Italia del Vino parteciperà a Wines Experience 2026, la nuova piattaforma internazionale dedicata alla promozione del vino italiano, con tre appuntamenti strategici nei principali hub del commercio globale: Londra il 26 e 27 aprile, Ho Chi Minh City il 25 e 26 giugno e Città del Messico il 5 e 6 novembre, rafforzando così la presenza del vino italiano in mercati chiave come Regno Unito, Vietnam e Messico, caratterizzati rispettivamente da maturità e capacità di influenzare le tendenze, forte crescita economica e crescente interesse per vini di qualità e sviluppo della cultura del vino con consumi in aumento Il progetto, sviluppato da United Experience insieme a BolognaFiere e Fiere Italiane SEA, offre alle imprese un presidio strutturato e continuativo nei mercati esteri ad alto potenziale attraverso un format contemporaneo e orientato al business che integra degustazioni evolute, tasting alla cieca, installazioni tecnologiche e strumenti digitali avanzati come il matchmaking tra produttori e buyer La partecipazione del consorzio rientra in una strategia di consolidamento internazionale e consentirà di presentare un’offerta ampia e rappresentativa dei territori italiani, mantenendo elevati standard qualitativi e una visione condivisa dell’export

Podere Forte: virtual reality experience - Corriere del vino - 5 Marzo

Podere Forte nel 2025 avvia una collaborazione con la start-up Exrea, spin-off dell’Università di Firenze, per creare una esperienza di realtà virtuale e aumentata dedicata all’enoturismo. Grazie al visore Meta Quest 3, gli utenti possono immergersi virtualmente nel mondo di Podere Forte, esplorando vigneti, cantina e attività dell’azienda in modo interattivo. L’obiettivo è far conoscere il podere anche a distanza attraverso uno storytelling moderno e coinvolgente. Podere Forte è un microcosmo basato sul “Sistema Forte”, che unisce tradizione agricola e tecnologie avanzate. L’azienda produce vino biologico e biodinamico e alleva animali come Cinta Senese, Chianina e pecore Suffolk. L’esperienza virtuale può essere aggiornata nel tempo con nuovi contenuti e rappresenta un modo innovativo per raccontare il vino, permettendo alle persone di vivere il podere anche senza essere fisicamente presenti.

Mostra Vini di Bolzano: la 99ª edizione porta l'Alto Adige nel calice - Falstaff - 4 Marzo

Dal 26 al 29 marzo 2026 Bolzano ospita la 99ª edizione della storica Weinkost – Mostra Vini, nella cornice di Castel Mareccio, confermandosi uno degli eventi enologici più longevi d’Italia La manifestazione propone oltre 160 etichette di 39 cantine, con degustazioni guidate dai sommelier e un focus sulla biodiversità vinicola dell’Alto Adige Il programma include anche cene con chef del territorio, seminari tematici su vino e abbinamenti gastronomici e approfondimenti su vitigni locali come il Vernatsch Completano l’offerta esperienze sul territorio, come itinerari wine&bike tra i vigneti e visite guidate dedicate alla cultura vinicola cittadina, rendendo l’evento un mix di degustazione, formazione e turismo enologico

D’Opera: Parmigiano Reggiano e vini della Valpoli cella, il tempo come valore - Corriere del vino - 3 Marzo

Il progetto D’OPERA – Quality Heritage of Europe 2026, promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano e dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, prosegue tra Germania, Francia e Italia con l’obiettivo di valorizzare due eccellenze italiane accomunate dal ruolo fondamentale del tempo nella loro evoluzione e qualità Dopo la tappa a Düsseldorf durante ProWein, il calendario 2026 prevede eventi a Parigi, Milano e Roma, con masterclass, workshop e degustazioni aperte a operatori, stampa e pubblico, spesso in collaborazione con Signorvino Il filo conduttore è il valore del tempo: la stagionatura del Parmigiano Reggiano e l’evoluzione dei vini della Valpolicella come elementi chiave di complessità e identità Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea, punta a rafforzare la conoscenza di queste DOP attraverso formazione, degustazioni ed eventi, valorizzando territorio, metodi produttivi e cultura gastronomica italiana

Giovanni Dindo, l’eleganza della Valpolicella tra "ortodossia" e visione contemporanea - Vinonews24 - 2 Marzo

Un percorso consolidato poi da papà Adriano, che ampliò la superficie a dieci ettari mantenendo il focus principale sullo sfuso. La vera rivoluzione culturale, però, avviene nel 2010. È in questo momento che entra in azienda Giovanni Dindo, terza generazione della famiglia. "Da appassionato di terra e vino, ho pensato che sarebbe stato bello avere un marchio mio e mostrare la mia idea di vino, che spero sia originale, sempre rispettando la vocazione delle uve e del territorio ma soprattutto omogenea dal vigneto al calice", racconta Giovanni. Una svolta che ha richiesto coraggio: se nel 2011 la produzione era di sole 6.000 bottiglie, oggi l'azienda ne firma circa 50.000, con una gamma di otto referenze in tutto che spaziano dai classici della Valpolicella alla linea IGT Barisol: vino bianco fermo e spumantizzato, vino rosa fermo e spumantizzato. Vini rossi e vini bianchi tutti da uve a bacca nera con corvina, corvinone e rondinella di base; croatina solo nei rossi. Oggi l'azienda è a conduzione familiare, con Giovanni che segue tutte le fasi produttive, dal vigneto alla vinificazione, e sua moglie Sara responsabile dell'amministrazione e dell'area commerciale. A corredo ulivi le cui olive vengono conferite ad un frantoio e dalle quali ricavano mille bottiglie di olio extravergine e arnie per il miele.

Il Parco Archeologico di Pompei e Gruppo Tenute Capaldo portano il loro partenariato nel mondo - Winenews - 1 Marzo

Raccontare e promuovere il progetto vitivinicolo di Pompei nella rete degli Istituti Italiani di Cultura all’estero del Ministero degli Affari Esteri, con l’obiettivo di condividere entusiasmo, visione e unicità di un modello unico di partenariato pubblico-privato fondato su cultura, sostenibilità, ricerca scientifica e valorizzazione del made in Italy, tra i più importanti e prestigiosi nella storia del connubio tra il mondo del vino e quello della cultura, e che sta scrivendo un nuovo capitolo per la viticoltura ed il patrimonio culturale italiano e mondiale. Lo hanno fatto, nei giorni scorsi, il Parco Archeologico di Pompei e Gruppo Tenute Capaldo con la prima tappa all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, avviando una nuova fase del percorso che vede (ri)nascere tra gli scavi della città romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. una “vigna archeologica” che, nel tempo, supererà 6 ettari, con vitigni autoctoni locali e su suoli intatti da oltre duemila anni, e la costruzione di un’azienda vitivinicola biologica nel Parco, per tornare a produrre il “vino pompeiano”, grazie ad un’importante lavoro di ricerca in collaborazione con Attilio Scienza, professore di Viticoltura all’Università di Milano e tra i massimi esperti di viticoltura al mondo, ed il know how delle cantine Basilisco e Feudi di San Gregorio ed il suo responsabile di produzione, l’agronomo Pierpaolo Sirch, e che si sta realizzando in una delle aree archeologiche più importanti al mondo, con oltre 4 milioni di visitatori nel 2025.

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Navigando- Aprile 2026

la biodiversità in fiera: a vinitaly collavini ricrea i giardini friulani – Vinitaly – Studio Cru – 9 Aprile La storica cantina Collavini presenta a

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Cantina Kaltern dà il via all’8°edizione del concorso kunst.stück L’etichetta vincitrice vestirà una cuvée di Cabernet e il Merlot, vendemmia 2022 COMUNICATO STAMPA – 19

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L’Oltrepò Pavese, terra del Pinot Nero, e casa della nuova community “Visione Vino” di Teha – winenews – 21 Gennaio Tra grandi difficoltà ancora non

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Navigando- Dicembre 2025

Il vino premia la mostra dell’anno in Italia: “Caravaggio” 2025 a Palazzo Barberini a Roma – Wine news – 22 dicembre Nel connubio sempre più

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Modelli di business e aggregazione: le strategie per rafforzare il vino italiano nel 2025 – Unione italiana vini – 29 Novembre L’ultima edizione del report

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Giovanni Dindo, l’eleganza della Valpolicella tra "ortodossia" e visione contemporanea - Vinonews24 - 2 Marzo

Un percorso consolidato poi da papà Adriano, che ampliò la superficie a dieci ettari mantenendo il focus principale sullo sfuso. La vera rivoluzione culturale, però, avviene nel 2010. È in questo momento che entra in azienda Giovanni Dindo, terza generazione della famiglia. "Da appassionato di terra e vino, ho pensato che sarebbe stato bello avere un marchio mio e mostrare la mia idea di vino, che spero sia originale, sempre rispettando la vocazione delle uve e del territorio ma soprattutto omogenea dal vigneto al calice", racconta Giovanni. Una svolta che ha richiesto coraggio: se nel 2011 la produzione era di sole 6.000 bottiglie, oggi l'azienda ne firma circa 50.000, con una gamma di otto referenze in tutto che spaziano dai classici della Valpolicella alla linea IGT Barisol: vino bianco fermo e spumantizzato, vino rosa fermo e spumantizzato. Vini rossi e vini bianchi tutti da uve a bacca nera con corvina, corvinone e rondinella di base; croatina solo nei rossi. Oggi l'azienda è a conduzione familiare, con Giovanni che segue tutte le fasi produttive, dal vigneto alla vinificazione, e sua moglie Sara responsabile dell'amministrazione e dell'area commerciale. A corredo ulivi le cui olive vengono conferite ad un frantoio e dalle quali ricavano mille bottiglie di olio extravergine e arnie per il miele.

Giovanni Dindo, l’eleganza della Valpolicella tra "ortodossia" e visione contemporanea - Vinonews24 - 2 Marzo

Un percorso consolidato poi da papà Adriano, che ampliò la superficie a dieci ettari mantenendo il focus principale sullo sfuso. La vera rivoluzione culturale, però, avviene nel 2010. È in questo momento che entra in azienda Giovanni Dindo, terza generazione della famiglia. "Da appassionato di terra e vino, ho pensato che sarebbe stato bello avere un marchio mio e mostrare la mia idea di vino, che spero sia originale, sempre rispettando la vocazione delle uve e del territorio ma soprattutto omogenea dal vigneto al calice", racconta Giovanni. Una svolta che ha richiesto coraggio: se nel 2011 la produzione era di sole 6.000 bottiglie, oggi l'azienda ne firma circa 50.000, con una gamma di otto referenze in tutto che spaziano dai classici della Valpolicella alla linea IGT Barisol: vino bianco fermo e spumantizzato, vino rosa fermo e spumantizzato. Vini rossi e vini bianchi tutti da uve a bacca nera con corvina, corvinone e rondinella di base; croatina solo nei rossi. Oggi l'azienda è a conduzione familiare, con Giovanni che segue tutte le fasi produttive, dal vigneto alla vinificazione, e sua moglie Sara responsabile dell'amministrazione e dell'area commerciale. A corredo ulivi le cui olive vengono conferite ad un frantoio e dalle quali ricavano mille bottiglie di olio extravergine e arnie per il miele.

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