Dai format di degustazione alle esperienze diffuse tra le colline: nell’azienda veronese un itinerario tra paesaggio e creatività urbana
di Nello Gatti
Nel Veronese l’enoturismo sta cambiando forma e Cantina Montresor ne rappresenta una delle espressioni più interessanti. Non una semplice visita, ma un sistema di percorsi pensati per accompagnare il visitatore dentro le diverse anime del territorio. Le esperienze sono veri format tematici: dai vini del Lago di Garda alle denominazioni della Valpolicella, fino alle grandi annate storiche di Amarone. Ogni percorso si apre con il tour della cantina e del Museo del Vino, spazio interattivo che introduce in modo chiaro il contesto produttivo, la storia aziendale e il ruolo culturale del vino. Il museo diventa così una chiave di lettura, capace di rendere più consapevole ciò che si ritrova nel calice. Le degustazioni non sono mai isolate, ma inserite in un racconto coerente, spesso accompagnate da prodotti del territorio, per restituire al vino la sua dimensione gastronomica e culturale.
È proprio l’attenzione al format a rendere l’offerta attuale e trasversale. I percorsi sono modulabili, adatti a chi si avvicina per la prima volta come a un pubblico esperto, e si affiancano a proposte che estendono l’esperienza oltre la cantina. L’enoturismo diventa movimento, paesaggio, scoperta lenta: escursioni in e-bike tra le colline, passeggiate a cavallo, attività pensate per creare un legame diretto tra vino e territorio, senza spettacolarizzazioni forzate. Anche l’ospitalità segue questa logica diffusa, fatta di collaborazioni e connessioni: Montresor non trattiene, ma invita a esplorare, costruendo un itinerario aperto che si sviluppa nel tempo e nello spazio.



La collaborazione con Muraless Art Hotel trova nel Wine Urban Park la sua espressione più compiuta. Un progetto decorativo che è una dichiarazione di intenti: il vino, come la musica o le arti visive, è una forma d’arte capace di parlare linguaggi diversi. Già nei primi anni Duemila la cantina apre i propri spazi alla street art, invitando artisti a intervenire nei luoghi storici della produzione. Da questo dialogo nasce l’imponente murales di Sebastiano Zanetti, ispirato al Chicano Movement, che domina la cantina sotterranea dove riposano le annate di Amarone. L’opera diventa matrice visiva di un nuovo vino, il Wine Urban Park, blend veronese di Corvina, Corvinone e Rondinella. Anche il packaging diventa esperienza: l’etichetta tattile restituisce al tatto la ruvidità del cemento dipinto.
Con l’Art and Wine Experience, soggiorno, visita, murales e degustazione si trasformano in capitoli di un unico racconto. L’hotel interamente dedicato alla street art diventa parte integrante del percorso: camere come opere, corridoi come gallerie, l’edificio come museo abitabile. Montresor e Muraless costruiscono così un modello di enoturismo urbano, immersivo e contemporaneo, capace di parlare a una nuova generazione di viaggiatori in cerca di esperienze e storie autentiche.
Nello Gatti
Vendemmia tardiva 1989, poliglotta, una laurea in Economia e Management tra Salerno e Vienna, una penna sempre pronta a scrivere ed un calice mezzo tra mille viaggi, soggiorni ed esperienze all'estero. Insolito blend di Lacryma Christi nato in DOCG irpina e cresciuto nella Lambrusco Valley, tutto il resto è una WINE FICTION.