Christian Cappuccio dà vita al suo sogno e pone il vino al centro, ma attorno non ci sono soltanto bottiglie
di Mattia Marzola
Il 26 agosto scorso, a Siracusa ha aperto i battenti “Metodo” e lo ha fatto all’insegna dell’eclettismo, perché, se è pur vero che parliamo dell’apertura di un’enoteca che si affianca a un ristorante, definirla “solo” un’enoteca è quantomeno riduttivo. A partire dal numero delle etichette: sono 1.500, con una selezione che attraversa tutta Italia e si spinge fino a qualche chicca dal resto del mondo. Ma soprattutto perché al suo interno convivono più anime: il vino, naturalmente, ma anche una galleria d’arte, la musica e perfino la moda.
L’inaugurazione è infatti coincisa con l’apertura di “Saint art show”, mostra curata da Davide Bramante, artista siracusano con un passato in Piemonte, che ha portato nello spazio opere sue e di altri artisti. Il rapporto tra arte e vino, del resto, per Bramante ha radici antiche a partire dal mito: “Con un calice in mano, grandi artisti hanno sempre realizzato opere magiche”. Un legame che per lui è anche biografico, dopo gli anni trascorsi in una terra come il Piemonte, dove «le Langhe sono un tutt’uno con la cultura del vino».
L’arte, però, è soltanto una delle forme espressive chiamate a convivere dentro Metodo, c’è anche la musica, con un pianoforte appena arrivato nel locale che sarà a disposizione degli ospiti durante le serate e che troverà spazio negli eventi a tema, quando i tasti dello strumento incontreranno i calici pieni. E c’è la moda, o meglio l’occhialeria, raccontata attraverso un percorso allestito all’interno dell’enoteca in collaborazione con Gods of Vision. L’idea è mettere in relazione due mondi che, partendo dalla materia, arrivano a costruire oggetti capaci di raccontare una storia.
Ma tornando alla nuova apertura, Metodo, come detto, si affianca a Ostaria, ristorante siracusano che negli ultimi otto anni ha costruito la propria storia in via Perasso, conquistando appassionati ed esperti fino a ottenere anche una segnalazione nella Guida Michelin. La nuova enoteca nasce proprio nei locali accanto al ristorante e va ad alimentare il sogno di Christian Cappuccio, titolare di entrambi i locali, che racconta così questo nuovo capitolo: “In questi anni abbiamo raggiunto traguardi che sembravano all’inizio inimmaginabili. Sentivo nel frattempo dentro me che stava nascendo qualcos’altro da affiancare a Ostaria. E quel qualcosa è Metodo”
Il progetto parte naturalmente dal vino, le 1.500 etichette rappresentano infatti una geografia enologica che attraversa il Paese, con una particolare attenzione alla Sicilia e, in modo specifico, alle aziende del Val di Noto, senza rinunciare a qualche incursione internazionale. Il nome stesso “Metodo” prende spunto dai diversi metodi di produzione del vino e soprattutto dal metodo classico degli spumanti.
Ma la volontà di Cappuccio è più ampia rispetto a quella di costruire una grande enoteca. Metodo nasce con l’ambizione di diventare un vero e proprio contenitore culturale: “Il vino, oltre ad essere un momento piacevole che allieta il palato e i sensi, è cultura, capace di raccontare indistintamente territori vicini e lontani”.
Ad affiancare Cappuccio in questa nuova avventura c’è Alessio Terracciano, chef di Ostaria e socio dell’attività. Insieme, i due portano avanti un progetto che parte dalla bottiglia ma prova a costruirle attorno un mondo: “Un luogo in cui bere resta il gesto centrale, mentre tutto ciò che gli sta intorno contribuisce a trasformarlo in esperienza”
L’apertura del 26 agosto, con via Perasso chiusa al traffico per il brindisi inaugurale e centinaia di persone accorse dalle 20, è stata dunque soltanto il primo atto. Il sipario si è alzato. Ora resta da vedere tutto quello che andrà in scena.
Mattia Marzola
Giocoliere di parole, voracissimo lettore, buona forchetta (e buon bicchiere) ha deciso di unire le sue inclinazioni, diventando così appassionato docente di lettere ed entusiasta giornalista enogastronomico, anche se poi scrive di tutto.