Navigando- Febbraio 2026

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Cantina Kaltern dà il via all’8°edizione del concorso kunst.stück L’etichetta vincitrice vestirà una cuvée di Cabernet e il Merlot, vendemmia 2022 COMUNICATO STAMPA - 19 febbraio

Tra grandi difficoltà ancora non risolte, come testimonia la vicenda (forse ad una svolta, come abbiamo raccontato qui), della cooperativa Terre d’Oltrepò), ma anche progetti che guardano al futuro, puntando, in particolare, sul Metodo Classico e sul nuovo nome “Classese”, l’Oltrepò Pavese guarda avanti, consapevole di una caratteristica che lo rende unico: con quasi 3.000 ettari vitati a Pinot Nero, su un totale di 13.500 ettari totali di superficie viticola, non solo è il territorio più importante in Italia dedicato a questo vitigno di grande successo, ma è anche la terza zona al mondo per estensione dopo Borgogna e Champagne, e rappresenta il cuore pulsante della viticoltura lombarda con oltre il 62% della produzione vinicola regionale. Una zona che, secondo il direttore del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese, Riccardo Binda, “nonostante le difficoltà attuali, è uno dei territori italiani del vino con i più grandi margini di sviluppo, è l’unico basato sul Pinot Nero per fare spumante Metodo Classico, e nonostante un potenziale di 20 milioni di bottiglie, oggi ne produce meno di 1 milione. E, oltretutto, è un territorio enorme, con grande potenzialità di crescita di nuovi impianti e in altitudine, per contrastare il cambiamento climatico. Due elementi per cui il territorio può guardare al futuro con speranza nonostante le difficoltà attuali”. Riflessioni arrivate da “Vino Visioni Oltrepò”, di scena, ieri, a Palazzo Lombardia, a Milano, sede della Regione, nel lancio di “Visione Vino”, la “community” dedicata al settore di Teha-The European House-Ambrosetti, uno dei più affermanti “think-tank” italiani, celebre, soprattutto, per il suo Forum di Cernobbio, e che proprio in Oltrepò, a Voghera il 16 e il 17 ottobre, nel forum “Visione Vino” presenterà in anteprima il “Rapporto Strategico Visione Vino” 2026.

Se la storia di un vino iconico si intreccia con quella dell’Europa e del mondo intero - Winenews - 15 febbraio

Associato alle feste di fine anno e alle celebrazioni, lo Champagne è il vino francese per antonomasia. È tuttavia pur sempre un vino, che ha conosciuto una lunga evoluzione e uno iato che nel XVIII secolo lo ha trasformato completamente, rendendolo simile a quello che conosciamo noi oggi. Un percorso lungo che ha incrociato eventi e personaggi della storia francese, europea, mondiale. Un viaggio enologico che continua nel segno dell’innovazione, ma che vede i produttori guardare anche al passato, per recuperare tecniche e modalità a lungo trascurate e oggi finalmente oggetto di attenzione. Nel suo libro (Kellerman Editore, 144 pagine, 18,00 euro) di Francesco Piccat accompagna il lettore in una lunga passeggiata tra vigne e cantine, per conoscere il territorio di questo spicchio di Francia orientale e assaporarne le specialità gastronomiche.

Vino dealcolato, risolto il nodo fiscale: ora si può produrre anche in Italia - Corriere della Sera - 11 febbraio

Arriva dopo un anno di confronto durissimo tra i sostenitori e i detrattori del vino senza alcol o a bassissima gradazione, il decreto interministeriale Mef e Masaf che definisce il quadro fiscale e il regime delle accise applicabile alla produzione di vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Lunedì il ministro Francesco Lollobrigida ha spiegato che esiste adesso «un quadro normativo chiaro per poter produrre i vini dealcolati e offrire così nuove opportunità alle imprese», e ha aggiunto: «Sono certo che i nostri produttori sapranno raggiungere posizioni di eccellenza anche in questo settore». Il provvedimento stabilisce chi può effettuare i processi di dealcolazione, a quali condizioni, con quali limiti quantitativi e sotto quali controlli fiscali, introducendo autorizzazioni specifiche, obblighi amministrativi e regole di circolazione del prodotto. Risolve insomma il nodo fiscale dopo che un anno fa l’Italia si era adeguata alla normativa europea che autorizza la produzione di vini dealcolati.

Le Olimpiadi dei buongustai - Egnews - 9 febbraio

I Wine Tour proposti in occasione dell’evento internazionale si snodano tra l’Alto Adige e il Trentino. Un’occasione unica per scoprire l’anima enogastronomica delle Dolomiti patrimonio dell’Unesco. Le proposte si ispirano al podio olimpico. Tre gli itinerari: alta quota, colline e fondovalle con visite a caseifici, vigneti e cantine. Non solo sport. Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 si stanno dimostrando un’occasione unica per scoprire l’anima enogastronomica delle Dolomiti patrimonio dell’Unesco. Tre sono i Wine Tour proposti per l’occasione e che si snodano tra l’Alto Adige e il Trentino: vere e proprie esperienze immersive pensate per raccontare l’identità alpina attraverso il vino, i formaggi e i sapori del territorio, rivolte in particolare agli ospiti internazionali e proposte interamente in lingua inglese. Il progetto è il frutto di una collaborazione inedita tra Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, Strada dei Formaggi delle Dolomiti, Strada del Vino dell’Alto Adige, Trentino Marketing e IDM, unite in una visione condivisa che valorizza il territorio come top wine&food destination. E le proposte ideate – ça va sans dire – si ispirano proprio al podio olimpico.

Il vino non è in crisi: è il suo contesto a esserlo - winemeridian - 3 febbraio

Un’analisi che, per certi aspetti, ribalta molte delle interpretazioni oggi dominanti sulla crisi del vino, comprese alcune delle mie. E questa, per me, è una buona notizia. Non c’è infatti nulla di più pericoloso che innamorarsi delle proprie convinzioni e considerarle sempre valide, indipendentemente dal contesto. È proprio questo atteggiamento che spesso ci porta a restare immobili su posizioni rassicuranti, ma incapaci di interpretare correttamente una fase complessa e in rapida trasformazione come quella che stiamo vivendo. Silver non nega la crisi, né minimizza i dati sul calo dei consumi. Ma sposta radicalmente il punto di osservazione. La sua tesi è che il problema del vino non sia il vino in sé, né una perdita di interesse culturale o simbolico da parte dei consumatori. Il problema, semmai, è il contesto nel quale il vino è stato progressivamente inserito: un sistema economico e commerciale che richiede crescita continua, velocità, standardizzazione e prevedibilità. Tutte caratteristiche che mal si conciliano con la natura profonda del vino. Il vino non è un prodotto industriale replicabile all’infinito. È un prodotto agricolo, vivo, soggetto a limiti naturali, a cicli lunghi, a variazioni imprevedibili. Eppure, negli ultimi decenni, lo abbiamo costretto a comportarsi come se fosse software, moda o beni di largo consumo. Abbiamo chiesto al vino di crescere sempre, di essere coerente, rassicurante, facilmente leggibile, immediatamente disponibile. In altre parole: gli abbiamo chiesto di adattarsi a logiche che non gli appartengono.

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Navigando- Maggio 2026

GIUSTI WINE: UN WEEEKEND DI MUSICA E STORIA ALL’ABBAZIA DI SANT’EUSTACHIO INAUGURA LA STAGIONE ESTIVA – Studio Cru – 12 Maggio Il 23 e 24

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Navigando- Aprile 2026

IL MERCATO TEDESCO AMA L’ENOTURISMO IN ITALIA – Wine2Stay – 29 Aprile Esperienzialità, autenticità, umanità: sono questi i valori che fanno la differenza nell’accoglienza in

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Navigando- Marzo 2026

L’estetica del vino protagonista al “Vinitaly Desing Award” con il maestro Michelangelo Pistoletto – Vine news – 26 Marzo Il successo di un vino dipende

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Navigando- Febbraio 2026

Cantina Kaltern dà il via all’8°edizione del concorso kunst.stück L’etichetta vincitrice vestirà una cuvée di Cabernet e il Merlot, vendemmia 2022 COMUNICATO STAMPA – 19

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Navigando- Gennaio 2026

L’Oltrepò Pavese, terra del Pinot Nero, e casa della nuova community “Visione Vino” di Teha – winenews – 21 Gennaio Tra grandi difficoltà ancora non

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Navigando- Dicembre 2025

Il vino premia la mostra dell’anno in Italia: “Caravaggio” 2025 a Palazzo Barberini a Roma – Wine news – 22 dicembre Nel connubio sempre più

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Milano Wine Week 2025: il vino protagonista d'autunno - 1 Ottobre

Quest’anno la manifestazione cambia casa e si sposta al Milan Marriott Hotel di via Washington, che ospiterà talk, tasting e il Grand Tasting di Wine List Italia, la guida curata da 100 top sommelier italiani. Tra i Paesi ospiti spiccano Sudafrica e Georgia, protagonisti di eventi dedicati.

Il programma apre con il Brindisi all’Arco della Pace (4 ottobre) e prosegue con appuntamenti ormai iconici come Wine List Italia (5-6 ottobre), i MWW Awards, il convegno su biodiversità e sostenibilità, e i grandi walk-around tasting. Non mancano le masterclass, tra cui la verticale di Solaia con Renzo Cotarella e l’antologia guidata da Riccardo Cotarella.

Cuore giovane e vibrante sarà l’Enoteca ai Dazi di Piazza Sempione, aperta fino a notte fonda con centinaia di etichette servite dai sistemi WineEmotion, dj set e format serali. Grande novità anche il progetto Franciacorta on Tour, che offre la possibilità di visitare le cantine in modalità “car free”, con bus e navette dedicate.

Il vino incontra altri linguaggi: dall’arte della Fondazione Arnaldo Pomodoro al dialogo con l’architettura grazie all’Osteria dell’Architetto. Torna anche il Carrefour Day con oltre 55 produttori e cresce l’impegno per l’innovazione con Wine in Action. Slow Food debutta con una settimana di incontri e cene a tema sostenibilità.

Anche nel 2025 Milano Wine Week conferma la collaborazione con la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia ETS, Charity Partner dell’evento, unendo il mondo del vino a progetti solidali.

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