“Vi racconto Bruce Lee, la mia America, le arti marziali e il vino”

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Roberto Bonomelli è un maestro di questo sport di fama internazionale: “Insegno alle donne come difendersi. Tra un Barbaresco e un Morellino di Scansano, ci metto un calice di vino sudafricano. Solo un bicchiere ai pasti, però…

di Luca D.F.

Roberto Bonomelli pratica arti marziali da tutta una vita: è noto a livello internazionale perché si è formato tecnicamente in Inghilterra e negli Stati Uniti, ha sempre mantenuto i rapporti con l’estero invitando in Italia i migliori specialisti per insegnare le loro arti marziali, specie all’interno di eventi che lui ha stesso ha organizzato in particolare a Milano e in Lombardia.

Ha sempre avuto grande attenzione verso l’aspetto mediatico, partecipando a programmi televisivi e non disdegnando mai interviste a media cartacei e online. Oggi insegna autodifesa e arti marziali presso la Bono Academy a Sesto San Giovanni alle porte di Milano.  

Raccontaci la tua esperienza negli USA.

“Ho vissuto un anno in California nella zona di Los Angeles, negli anni ’90, dove mi sono allenato alla Inosanto Academy che si trovava a Westchester nei pressi dell’aeroporto.  Dan Inosanto sapeva che avevo già un’ottima formazione tecnica, perché mi ero allenato a Londra con il maestro Bob Breen.  Al maestro Inosanto ho fatto mille domande su Bruce Lee perché erano non solo amici, ma anche allievo e insegnante (a seconda dell’occasione, uno diventava insegnante dell’altro…). Bruce Lee ha ideato il Jeet Kune Do e lo ha fatto apprendere ad Inosanto. Il principio fondamentale del JKD è questo:  ‘L’arte marziale deve essere in continua evoluzione. Guardati intorno, prendi ciò che è utile, rigetta l’inutile e aggiungi qualcosa di tuo’. Infatti nel Jeet Kune Do sono incluse tecniche di pugilato e di scherma olimpica. Questa mentalità era considerata inaccettabile dai maestri di arti marziali degli anni ’60-’70 che remavano contro Bruce Lee. Inosanto è diventato insegnante di Bruce Lee quando quest’ultimo gli ha chiesto di insegnargli il calcio laterale e come utilizzare il nunchaku che avrebbe dovuto usare in un film. Il nunchaku non è un’arma, ma uno strumento agricolo utilizzato dai contadini cinesi per battere il riso. Bruce Lee praticava uno stile di kung fu in cui non si usavano calci laterali e nemmeno i calci alti. Lo stile si chiama Wing Chun. Secondo la leggenda sarebbe stato Chuck Norris ad insegnare a Bruce Lee come eseguire i calci alti, ma altri dicono che sia stato John Ree, il padre della diffusione del taekwondo coreano negli Stati Uniti. In molte palestre americane c’è scritto karate, ma poi entri e scopri che fanno taekwondo e che loro lo definiscono karate coreano. Dopo l’esperienza californiana sono rimasto in contatto con il maestro Inosanto: l’ho anche portato in Italia diverse volte. Ricordo uno stage a Milano negli anni ’90, in cui venne moltissima gente da altre città per avere l’opportunità di allenarsi con lui”.

Alla Bono Academy insegni anche autodifesa.

“Ho elaborato uno stile di autodifesa specifico per le donne che ho chiamato Difesa Donna: è uno dei corsi di maggior successo alla Bono Academy.  Insegno  come la prevenzione sia molto importante. Io dico sempre: se un uomo ti dà delle brutte sensazioni, per qualunque motivo, non farlo avvicinare, non entrare in un ascensore con lui. L’autodifesa deve essere l’ultima risorsa”.

Tu hai conosciuto vari personaggi del mondo dello spettacolo. Chi ti ha maggiormente colpito?

“Chad Stahelski, regista dei 4 film su John Wick. Chad ha iniziato come stuntman, poi è diventato stunt-coordinator, poi regista e oggi è anche produttore. A breve uscirà nelle sale cinematografiche la sua versione del film Highlander in cui il ruolo dell’immortale McLeod sarà interpretato da Henry Cavill. In questa occasione, Chad è sia il regista che il produttore.  Con Chad siamo quasi coetanei (ha un anno meno di me) e forse è anche per questo che abbiamo legato subito. Negli USA per gli esperti di arti marziali frequentare attori e registi è normale, perché le case di produzione cinematografiche assumono esperti di arti marziali per coreografare le scene di combattimento e per interpretarle”.

I combattimenti contro molti avversari che vediamo nei film d’azione sono verosimili?

“In teoria, un uomo esperto di autodifesa potrebbe anche avere la meglio su due o tre avversari se fossero persone senza una preparazione specifica nell’autodifesa. Ma se i suoi aggressori hanno la stessa preparazione, secondo me è molto difficile che riesca a prevalere. Nei film su John Wick lui combatte con armi da fuoco contro suoi pari e loro sono moltissimi, quindi nella realtà sarebbe impossibile per lui sopravvivere…”.

Quando eri in California, hai assaggiato qualche vino famoso di quelle parti?

“In realtà no. Ero nel pieno della mia formazione tecnica e quindi facevo vita da atleta, non bevevo nemmeno un bicchiere di vino. Oggi bevo durante i pasti, ma solo un bicchiere e quasi sempre quando sono insieme a mia moglie, a mio cognato, ai miei suoceri. Non da solo, insomma”.

Quali sono i tuoi vini preferiti?

“Quelli italiani. Fra i vini del Nord, preferisco il Barbaresco e il Dolcetto d’Alba. Fra quelli del Centro, il Morellino di Scansano. Fra i vini del Sud, il Primitivo di Manduria”. 

Niente vini stranieri?

“In occasione delle ultime Feste natalizie ho comprato dei vini sudafricani su consiglio di mio cognato Marco Trovato, direttore della rivista Africa: lui conosce bene i vini di quel continente. Abbiamo bevuto i rossi Pinotage e Cabernet Sauvignon e i bianchi Chardonnay e Chenin Blanc, sono piaciuti a tutti”.

Immagine di Luca D.F.

Luca D.F.

Giornalista poliedrico ma specializzato in sport e spettacolo, collabora con quotidiani, periodici e riviste online vantando una lunga milizia radiotelevisiva. Ha scritto per Corriere della Sera, Il Giornale, Controcampo, Men's Health Italia, Guerin Sportivo, Jack e Progress.

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