Viaggio nel vino del Continente Nero

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Marco Trovato, direttore editoriale della rivista “Africa”, racconta: “Esiste dalla metà del 1600, è di ottima qualità e potrebbe piacere anche in Europa. Prima però bisogna frantumare i cliché…”

di Luca D.F.

Marco Trovato si occupa del Continente Nero da trent’anni: è direttore editoriale della rivista Africa,  in cui parla di tanti aspetti del continente Vero (con la V…), soprattutto di quelli meno conosciuti. Sul sito ‘Africarivista.it’ la redazione scrive: “Non amiamo l’esotismo e neppure il pietismo con cui si è soliti parlare di questo continente. Diffidiamo dei filantropi che giurano di avere a cuore solo il bene degli africani. Diffidiamo anche degli esperti che con le loro analisi tranciano giudizi inappellabili e danno lezioni di morale. Nelle nostre pagine raccontiamo frammenti di vita, spezzoni di realtà, alcune delle Afriche che abbiamo avuto modo di conoscere. Ci piace scoprire storie ignorate dai media, frantumare cliché e luoghi comuni’. 

Insomma, Marco Trovato è la persona giusta con il quale parlare di realtà sconosciute e, perché no, di vini africani.

Parlaci della tua esperienza.

“Sono stato in molti Paesi e sono giunto alla conclusione che parlare di Africa in generale sia errato: esistono mille Afriche e sono molto diverse tra di loro. Chi va in vacanza nei villaggi turistici africani, ad esempio, vive la stessa esperienza che vivrebbe in un villaggio turistico in qualunque altra parte del mondo. Quando torna in Italia non può dire di conoscere l’Africa, ma solo il villaggio turistico in cui è stato in vacanza. Per conoscere il Kenya si deve andare a Nairobi e vivere la città, una metropoli di quasi 4,4 milioni di abitanti. Ci si rende conto di quanto sia dinamica, in grado di regalare emozioni”.

Oltre ad essere online, la rivista di cui sei direttore editoriale è anche cartacea. Come mai questa scelta, considerato che il presente e il futuro dell’editoria sono l’online?

“Perché i nostri abbonati sono molti e contribuiscono in modo significativo alle entrate della rivista. Altre nostre entrate sono la pubblicità e gli eventi che organizziamo, ma il contributo dei nostri abbonati è rilevante. La rivista è stata fondata nel 1922 dai Missionari d’Africa meglio conosciuti come Padri Bianchi. Oggi la versione cartacea è bimestrale ed è presente in una serie di librerie e negozi in tutta Italia, oltre ad essere spedita ai nostri abbonati”.

In Africa esiste un vino che potrebbe diventare popolare in Italia?

“I vini sudafricani sono molto richiesti anche all’estero  e credo che la loro popolarità potrebbe aumentare anche in Italia, considerato che alcuni vini hanno prezzi alla portata di tutti. L’industria vinicola in Sud Africa esiste dalla metà del 1600, portata dagli olandesi, ed è esplosa dopo che Nelson Mandela è stato eletto presidente. I vini sudafricani più rinomati sono i rossi Pinotage, Cabernet e i bianchi Sauvignon, Chardonnay e Chenin”.

Hai citato il Kenya, secondo alcuni la vera Africa è quella… Le cittadine balneari nordafricane non lo sarebbero perché sono simili alle cittadine balneari europee, molti residenti parlano francese e spesso il turista europeo ha la sensazione di essere in Francia. E’ così?

“Le cittadine balneari nordafricane sono Africa come lo è il Kenya, perché il continente è composto da tante realtà diverse fra di loro.  L’influenza culturale francese è evidente in parecchie zone dell’Africa e quindi non dobbiamo stupirci – quando andiamo in vacanza di trovare – tante persone che parlano francese”.

Il Senegal ha da poco battuto 1-0 il Marocco nella finale della Coppa d’Africa. Come giudichi questo evento dal punto di vista culturale?

“La Coppa d’Africa ormai fa parte integrante della cultura africana: appassiona milioni di persone ovunque, specialmente in Senegal, Nigeria, Marocco, Egitto e Congo dove il calcio è popolare quanto in Italia. Basta considerare che lo stadio dove si è svolta la finale di quest’ultima edizione della Coppa d’Africa a Rabat (in Marocco) può contenere 70mila spettatori ed era completamente esaurito”.

 

Immagine di Luca D.F.

Luca D.F.

Giornalista poliedrico ma specializzato in sport e spettacolo, collabora con quotidiani, periodici e riviste online vantando una lunga milizia radiotelevisiva. Ha scritto per Corriere della Sera, Il Giornale, Controcampo, Men's Health Italia, Guerin Sportivo, Jack e Progress.

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