Tre fratelli, il padre e una giovanissima cantina: “Puntiamo a rilanciare i vitigni locali, liberandoli dal semplice rapporto qualità-prezzo”

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Andrea, Riccardo e Tommaso con papà Vittorio, sono i volti dietro Ventiventi: “Mostrarsi insieme ogni volta che è possibile: è così che vogliamo essere riconosciuti, come una squadra”

di Camilla Rocca

Andrea Razzaboni (28 anni) insieme a Riccardo (30 anni) e Tommaso (21 anni) sono a capo, insieme al padre Vittorio, di Ventiventi, azienda relativamente giovane fondata nel 2014. La scelta del Metodo Classico, l’impegno verso la sostenibilità in territorio emiliano si sono rivelati la chiave per distinguersi. L’approccio basato sulla valorizzazione dei vitigni locali, come il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Salamino, il Pignoletto e l’Ancellotta, si è nel tempo affiancato, alla scelta di coltivare varietà internazionali come il Pinot Bianco e lo Chardonnay, arricchendo il progetto con uno sguardo aperto e inclusivo. 

Ognuno con un ruolo essenziale in cantina, ognuno con una parte della visione che si intreccia con quella degli altri. “Ventiventi per me è affidabilità, qualità e novità”, afferma Riccardo, il primogenito, responsabile commerciale e marketing. Con una formazione in economia e marketing, Riccardo si occupa di posizionare il brand sul mercato e di curare le relazioni con importatori e distributori. “In Ventiventi porto la mia attenzione ai dettagli e la mia passione per il progetto”, racconta, sottolineando come il suo contributo sia fondamentale per presentare al mondo un’azienda che vuole essere percepita come innovativa, affidabile e umana.

Se Riccardo apre le porte ai mercati, Andrea ne custodisce l’anima. “Mi rivedo in Ventiventi per l’innovazione e la costante ricerca di miglioramento”, spiega l’enologo della famiglia, che dopo gli studi a Cesena e una significativa esperienza in Trentino-Alto Adige, ha scelto di tornare a casa e dedicarsi alla produzione. Con energia e creatività, Andrea guida ogni fase produttiva, dalla vendemmia alla vinificazione, fino all’affinamento. “Il nostro obiettivo è creare una nuova espressione del vino emiliano, non riducendo la reputazione dei vitigni locali a un semplice rapporto qualità/prezzo, ma valorizzandoli con eleganza e pulizia”, precisa. Determinato e critico verso sé stesso, Andrea non teme di mettere in discussione le proprie scelte per ottenere il meglio, convinto che il tempo e la costanza portino sempre risultati.

Tommaso, il più giovane dei tre, rappresenta il futuro di Ventiventi e l’apertura alla sperimentazione. “Sono impaziente e curioso, ma ho voglia di mettermi in gioco”, racconta. “Mi incuriosisce sperimentare con mio fratello Andrea in un mondo di tradizione come quello del Lambrusco”, aggiunge con entusiasmo. Ancora in formazione come enologo, Tommaso porta in azienda freschezza e ambizione, spingendo il progetto verso nuove prospettive. La sua passione per il vino nasce dal desiderio di reinterpretare i vitigni autoctoni con un tocco personale, portando il Sorbara, il Salamino e il Pignoletto a esprimere tutto il loro potenziale, non solo in chiave tradizionale, ma anche in versioni moderne e distintive

 

da sinistra Tommaso, Vittorio (il papà che nella vista è imprenditore in altro settore), Riccardo e Andrea

Che cos’è la prossima generazione nel mondo del vino? 

La next generation è sicuramente un elemento importante, soprattutto per un paese come l’Italia che è molto radicato nella tradizione. Pensiamo che l’onda della next generation possa essere interpretata come un’occasione per far emergere le nuove generazioni e di conseguenza di rendere tanti vini più attuali. Nel nostro caso essendo la prima generazione, questo processo è molto facilitato! In aggiunta, il vino è sempre stato visto come qualcosa di “elitario” e di conseguenza non sempre facilmente apprezzabile da un pubblico giovane. Con l’inserimento di produttori della next generation, pensiamo che questo elemento stia cambiando.   

Perché è un tema così forte in questo momento?

Sicuramente è molto forte per il cambiamento di consumi legato al mondo del vino, in cui è calato il consumo dei vini molto strutturati a favore di vini freschi e più conviviali. 

Sostenibilità del vino, un tema importante per la Next Generation?

La sostenibilità sicuramente interessa ai giovani, sia in relazione al vino sia nel quotidiano. Pensiamo ci sia maggiore attenzione alla sostenibilità relativamente a certificazioni come quelle del biologico e biodinamico. Pensiamo in aggiunta che servirebbe una vera e propria certificazione (senza eccessi di burocrazia) per raccontare l’impegno dei produttori nel ridurre i consumi e le emissioni.

Possiamo dire che sei tu il volto della Next Generation in cantina?

Abbiamo la fortuna di essere in tre fratelli e di avere un team molto giovane, di conseguenza preferiamo mostrarci insieme, ogni volta che ciò  possibile, così da rendere il consumatore consapevole dell’intera realtà e non di un semplice portavoce.

C’è stato qualche scontro generazionale da quando sei entrato in azienda?

Abbiamo la fortuna di lavorare a stretto contatto con nostro padre e, nel confronto, di scoprire di avere molto spesso idee condivise.

Importatori, distributori, commercianti ti hanno mai considerato meno in quanto giovane? E all’estero?

Sicuramente essere giovani ha dei pro e dei contro nell’ambiente “commerciale”, pensiamo però che la credibilità sia qualcosa che bisogna guadagnarsi con tanta preparazione ma, soprattutto, realizzando prodotti di alta qualità. Nella nostra breve esperienza abbiamo avuto diversi casi in cui da un inizio difficile siamo poi riusciti a creare bellissime sinergie.

Qual è il vino che meglio rappresenta la prossima generazione?

Nella nostra cantina sicuramente il vino più rappresentativo della Next Generation è il nostro Ventiventi Rosè, un 100% lambrusco di Sorbara spumantizzato in metodo classico, infatti questa referenza è in grado di unire la freschezza della nostra realtà e del lambrusco di sorbara con un nuovo stile di vinificazione per il nostro territorio. Con questo approccio si punta ad elevare l’eleganza e la raffinatezza di questo vitigno. Uno spumante semplice ma per niente banale. Perfetto per un pubblico di qualsiasi età!

Immagine di Camilla Rocca

Camilla Rocca

Una passione per il mondo del vino che parte dalle origini, si è allargata all’enoturismo e ai racconti delle persone, di quei volti, quelle mani, delle storie che sono dietro alla vigna

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