Ana Mirianashvili: “La Georgia e il vino, 8000 anni di storia e ora siamo il futuro”

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Il volto di Chelti Winery racconta l’anima profonda di Kakheti, piccola Toscana del Caucaso dove “fare enoturismo è portare gli ospiti in un viaggio nel tempo per scoprire le nuove tecnologie”

di Nello Gatti

Giovanissima, brillante, dal profilo cosmopolita ma con gli antichi valori georgiani ben stretti al cuore, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Ana Mirianashvili di Chelti Winery, cantina che porta verso il futuro una storia lunga 8000 anni.

Non tutti sono al corrente dell’enorme eredità culturale tramandata dalle popolazioni del mondo antico anche in materia vitivinicola. Solitamente, una buona carta vini comprende le varie identità regionali italiane, un po’ di Francia e talvolta qualche altro paese del Mediterraneo o del Nuovo Mondo. Perché non si pensa quasi mai alla Georgia?

La Georgia potrebbe non essere la prima nazione che viene in mente quando si parla di vino, eppure è partito tutto da qui. Le scoperte archeologiche dimostrano che qui si coltiva la vigna da oltre 8.000 anni, rendendo la Georgia la cultura vinicola continua più antica al mondo e questo dono antico è profondamente radicato nell’identità georgiana. La produzione tradizionale con qvevri – grandi vasi di terracotta interrati in cui l’uva fermenta e matura – è ancora largamente praticata ed è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Qui il vino non è solo un prodotto: è un testimone culturale, parte integrante della vita quotidiana, dell’ospitalità, della religione e della celebrazione.

Per identificare meglio il tuo territorio, dove si trova esattamente la tua Cantina?

Chelti si trova nel pittoresco villaggio di Shilda, nel comune di Kvareli, nella regione di Kakheti, la zona vinicola più prestigiosa e produttiva della Georgia. La nostra tenuta si estende alle pendici delle maestose montagne del Caucaso, a circa 500 metri sul livello del mare. I vigneti crescono su un terreno misto di argilla e ghiaia, in un clima secco con più di 280 giorni di sole all’anno. Questo terroir è ideale per produrre uve di elevata qualità, con acidità vivace e struttura profonda: caratteristiche che danno ai nostri vini freschezza, intensità e longevità. Kakheti non è solo il cuore della viticoltura georgiana, ma un luogo dove natura e storia si fondono in ogni vitigno.

E riguardo la vostra produzione, a quali varietali vi dedicate?

Ci concentriamo esclusivamente su vini da uve coltivate in azienda. Tutte varietà autoctone georgiane come Saperavi (rosso intenso), Rkatsiteli (bianco strutturato) e Kisi (bianco aromatico ed elegante). La nostra produzione si articola in tre linee principali:

La linea dei “classici”, prodotti con tecniche moderne in acciaio inox e rovere; la linea qvevri, realizzati con l’antico metodo georgiano in grandi vasi di terracotta, infine “Riserva”, con vini che maturano per diversi anni in botti di rovere e bottiglia nel nostro ambiente sotterraneo a 7 metri di profondità.

Serviamo il settore HoReCa di fascia alta, enoteche boutique, collezionisti e appassionati di vino in oltre 20 Paesi. Il nostro obiettivo è offrire autenticità e vini che raccontino il vero carattere del nostro territorio.

Riguardo la vostra storia, come siete partiti?

Siamo una cantina a conduzione familiare, nata da una passione personale per il vino e da un profondo rispetto per l’eredità tramandata. Ciò che era un progetto familiare su piccola scala è diventato un nome rispettato nel panorama del vino premium georgiano. Ci siamo dotati di infrastrutture moderne, preservando al tempo stesso metodi tradizionali, in particolare la vinificazione in qvevri. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di valorizzare il vino georgiano nel mondo, mantenendo autentico il nostro approccio. Chelti ha contribuito a cambiare la percezione sul vino georgiano, da “rustico” a raffinato, promuovendo varietà autoctone ed espressioni legate al terroir a livello internazionale.

Siete anche attivi nell’enoturismo?

Assolutamente, è qualcosa di cui siamo molto orgogliosi. L’enoturismo è al cuore della nostra filosofia di apertura e condivisione. Da noi gli ospiti possono passeggiare tra i nostri suggestivi vigneti, apprendere le tecniche antiche e moderne di vinificazione, degustare vini direttamente da qvevri o barrique ed esplorare la nostra cantina sotterranea, dove le botti sono disposte in ambiente fresco e controllato. L’esperienza si completa con la cucina tradizionale georgiana preparata sul posto, godendo di vedute panoramiche. Nei dintorni si possono visitare il Monastero di Nekresi, la fortezza di Gremi e colorati mercati locali dedicati a cibi e artigianato. È una destinazione che unisce vino, cultura, storia e natura in un unico pacchetto.

Più in generale, cosa noti stia cambiando nel vino georgiano?

Negli ultimi dieci anni l’industria vinicola georgiana ha vissuto una trasformazione: si è passati da una produzione di massa a una orientata alla qualità, autenticità e standard internazionali. Chelti fa parte di questo cambiamento: produciamo vini a bassa interventistica, da vigneti di proprietà, che rispecchiano il terroir unico della nostra regione. Le esportazioni sono in costante crescita e i vini georgiani vengono scoperti e apprezzati da sommelier e appassionati in mercati chiave come USA, Europa e Asia. L’interesse verso varietà autoctone e metodi millenari è in aumento: la Georgia viene percepita non più come curiosità, ma come un attore protagonista nel mondo del vino d’eccellenza.

La comunità locale è consapevole di questo successo o vede il vino “solamente” come una bevanda domestica?

Il vino è inseparabile dalla cultura georgiana: è presente in ogni celebrazione, in ogni supra (festa tradizionale) e in ogni casa. Molti georgiani producono ancora vino in casa, ma il mercato per i vini di alta qualità in bottiglia cresce rapidamente. Le nuove generazioni sono più consapevoli, curiose e attente alla qualità. In media, i georgiani consumano circa 40 litri di vino pro capite all’anno, testimonianza che il vino è al centro della vita quotidiana. La comunità vitivinicola sta poi evolvendo verso una maggiore collaborazione e professionalità, con sempre più cantine impegnate in percorsi di formazione, sostenibilità e innovazione.

E in futuro, dove vorreste posizionarvi?

Nei prossimi anni puntiamo a rafforzare l’export verso nuovi mercati, migliorare la sostenibilità in vigna e continuare a raccontare la nostra identità autentica. Vogliamo sottolineare che il nostro vero valore è la convivenza tra 8.000 anni di storia e la modernità delle tecnologie contemporanee. Venite a vivere questa esperienza: dalle vigne all’enotour, tra sapori locali, arte, artigianato e la calorosa ospitalità georgiana. Kakheti è come una “Toscana in miniatura” e Shilda rappresenta un rifugio perfetto per gli amanti del gusto e della cultura del vino.

Immagine di Nello Gatti

Nello Gatti

Vendemmia tardiva 1989, poliglotta, una laurea in Economia e Management tra Salerno e Vienna, una penna sempre pronta a scrivere ed un calice mezzo tra mille viaggi, soggiorni ed esperienze all'estero. Insolito blend di Lacryma Christi nato in DOCG irpina e cresciuto nella Lambrusco Valley, tutto il resto è una WINE FICTION.

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