Nel cuore del Collio mitteleuropeo nasce Gradis’ciutta: “Ogni esperienza, dal pic-nic tra i filari alla vendemmia didattica fino alla creazione di un vino proprio, diventa un modo autentico per vivere la storia, la natura e l’anima di un luogo straordinario”
di Mario Miranda
Nel cuore del Collio, terra di confine e di grandi vini bianchi, nasce l’azienda Gradis’ciutta, fondata nel 1997 da Robert Princic. Oggi è una realtà vitivinicola che si estende tra Italia e Slovenia, simbolo di un’identità transfrontaliera che unisce territori, culture e tradizioni. Con un approccio biologico e sostenibile, Gradis’ciutta non è solo produttrice di vini eleganti e autentici, ma anche protagonista di un’offerta enoturistica raffinata e immersiva. Tra vigneti, degustazioni ed esperienze, immersi nella natura e iniziative culturali, Borgo Gradis’ciutta è oggi un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza autentica e completa, dove vino, paesaggio e ospitalità si incontrano in perfetta armonia. Abbiamo avuto il piacere di parlarne con Robert Princic, che ci ha raccontato la visione dell’azienda e risposto ad alcune domande sulla proposta enoturistica e il legame con il territorio.
Come nasce l’azienda Gradis’ciutta e quale significato ha per voi operare in un territorio transfrontaliero come il Collio?
La svolta aziendale è giunta con la decisione di creare un mio marchio per dare forma e concretezza alla mia passione per il territorio e il vino. Il nome scelto, Gradis’ciutta, è ispirato al toponimo di una località nel cuore del Collio, da secoli vocata alla produzione di eccellenti uve e strettamente intrecciata alla storia della mia famiglia.
Si tratta di una chiara manifestazione di attaccamento alla terra, identità familiare e dedizione per la viticoltura che da sempre caratterizza la personalità e la filosofia produttiva di Gradis’ciutta. Tutte queste peculiarità sono saldamente connesse e costituiscono la base di tutte le attività dell’azienda.
Attualmente, grazie all’impegno di tutta la famiglia, “Gradis’ciutta” si estende su circa 50 ettari nei Comuni di San Floriano del Collio, Gorizia, Capriva del Friuli e Dolegna del Collio. A questi si aggiungono alcuni vigneti nella vicina Brda, le cui uve vengono utilizzate per la produzione di linee speciali.
Questa scelta non è frutto del caso, ma nasce dalla volontà di esprimere al meglio le caratteristiche uniche del Collio e delle sue colline, valorizzando appieno le peculiarità del territorio.
L’attuale quartier generale di Gradis’ciutta si trova a Giasbana, nel territorio di San Floriano del Collio, dove è stata costruita la cantina che rappresenta il culmine di numerosi anni di lavoro.
Ciò che originariamente era un semplice capannone utilizzato sia per riporre attrezzi e trattori che per la vinificazione, ora si presenta come una costruzione frutto di un bilanciato connubio tra tecnologia, eco-sostenibilità e elementi tradizionali: travi di legno, mattoni e tegole recuperati da demolizioni di antiche case rurali si fondono con moderne tecnologie di vinificazione e impianti fotovoltaici che alimentano tutte le attività della struttura.
Ogni parte della sede esprime un profondo amore per il territorio: i grandi tavoli della sala degustazione, ad esempio, sono realizzati con legno proveniente dai boschi del Collio. Per la vinificazione dei prodotti, vengono impiegati sia contenitori in acciaio che botti in legno di rovere, utilizzate per l’affinamento di alcuni vini.
Quali sono le principali caratteristiche che rendono unica l’area vitivinicola del Collio?
Il termine locale per descrivere il suolo del Collio è “Ponca”, costituito da marne silicee e marne argillose, talvolta persino sterili, dove i vitigni autoctoni prosperano, esprimendo il massimo delle loro potenzialità. Anche varietà di origine francese (Sauvignon, i Pinot, ecc.) hanno dimostrato di adattarsi perfettamente a questi terreni, come riscontrato dagli esperimenti condotti alla fine del XIX secolo, poi riportati nelle relazioni del IV Congresso enologico.
La Ponca rappresenta il vero segreto dei vini del Collio, adatta all’alta piovosità del territorio grazie alle sue straordinarie capacità di drenaggio. Conserva quantità limitate d’acqua, arricchite dalla mineralità del suolo, rivelandosi essenziale durante periodi di siccità o temperature particolarmente elevate. Non sorprende quindi che il disciplinare della DOC stabilisca che i vini debbano derivare esclusivamente dalle colline (al di sopra dei 50 metri s.l.m.), poiché solo in queste zone si trova questo suolo unico e distintivo.
I vigneti dell’azienda Gradis’ciutta, sparsi in vari appezzamenti e a diverse altitudini in questo territorio, coltivano varietà bianche, dalle autoctone di lunga data come Ribolla e Friulano, alle internazionali e a quelle a bacca rossa.
Quando è iniziato il vostro percorso verso la viticoltura biologica e quali sono state le principali sfide incontrate?
Con l’annata 2018 l’azienda Gradis’ciutta ha ottenuto la certificazione biologica: un grande traguardo aziendale frutto della costanza di 10 anni di lavoro che avevano come obiettivo quello di produrre dei vini che rispettassero il territorio e tutte le persone impegnate nella cura dei vigneti.
È proprio per dare concretezza a questi valori che, nel 2008, ho deciso di avvicinarmi per la prima volta al mondo del biologico, avviando un processo di conversione dei vigneti nel Collio.
Non si è trattato di una scelta semplice: il territorio presenta sfide importanti per questo tipo di coltivazione, soprattutto a causa dell’elevata piovosità, con precipitazioni medie comprese tra i 1000 e i 1400 mm all’anno – valori molto simili a quelli della Borgogna.
Aver ottenuto 10 anni dopo la certificazione biologica è quindi il risultato di una costante attenzione nell’osservazione del vigneto e delle condizioni metereologiche, per agire con tempestività e nei modi giusti salvaguardando la salute delle piante. In questo senso è stato fondamentale l’approccio scientifico al lavoro, con l’installazione di centraline nei vigneti che permettevano allo staff di analizzare costantemente i dati e di conseguenza effettuare trattamenti mirati con le quantità di zolfo e rame ammissibili per la certificazione bio.
Il progetto aziendale volto al mondo del biologico e del rispetto della natura, si completa con l’utilizzo in azienda di fonte di energia rinnovabile e con presenza di alveari a ridosso dei vigneti.
Il nostro obiettivo è quello di rispettare la Natura e conservare quell’equilibrio che si crea fra vegetazione spontanea e coltivazioni agricole: è così che riesco a racchiudere le fragranze della campagna, i profumi dei fiori di acacia e della frutta, i sentori di fieno, gli aromi dell’asparago o del sambuco, il sapore della terra in cui nascono i miei vini.
Oltre alla certificazione biologica, come integrate la sostenibilità nella gestione quotidiana dell’azienda?
Abbiamo intrapreso un percorso con il marchio di certificazione Diversity Ark, che è una certificazione innovativa che adotta un approccio olistico alla tutela della biodiversità, garantendo un metodo affidabile e riconosciuto. Dopo aver ottenuto il riconoscimento europeo da CSQA, a fine 2024 l’azienda ha raggiunto un nuovo traguardo: l’inserimento tra gli standard riconosciuti da Equalitas, che si basa su tre pilastri fondamentali – ambientale, economico e sociale – per la valutazione dell’indicatore di biodiversità del suolo.
Qual è la filosofia che guida l’ospitalità al Borgo Gradis’ciutta?
Nel corso del 2022 ho inaugurato Borgo Gradis’ciutta, la struttura dedicata all’ospitalità che nasce dal recupero e dalla valorizzazione di un palazzo del ‘500, con la volontà di arricchire l’offerta di accoglienza qualificata nel Collio. Fin da bambino mi ripetevo che, quando me lo sarei potuto permettere, avrei acquistato quella villa e l’avrei riportata agli antichi splendori. Veder realizzato questo sogno e poter finalmente aprire le porte ai visitatori, dandogli la possibilità di immergersi nella magia del Collio, rappresenta per me e la mia famiglia una grandissima emozione. Il mio obiettivo è quello di arricchire l’offerta di ospitalità di livello nel Collio con nove camere e tre appartamenti ricavati dal recupero di un complesso di edifici risalenti al sedicesimo secolo, sperimentando esperienze legate al mondo del vino e assaporando i ritmi lenti della campagna e della natura.
In questa cornice, i visitatori possono godere a pieno della magica atmosfera del Collio. Qui i vigneti sono curati da sempre all’insegna dell’attenzione verso l’ecosistema che circonda l’azienda che hanno dato vita nel tempo a vini biologici di prestigio.
Quali sono le esperienze che proponete agli ospiti che scelgono di visitare Gradis’ciutta e soggiornare nel Borgo?
Le camere offrono oggi complessivamente 25 posti letto e durante il soggiorno i visitatori avranno la possibilità di vivere esperienze uniche e realizzate su misura: si va da degustazioni ad hoc dei vini dell’azienda che propone diverse formule a seconda dell’interesse e della curiosità del visitatore, alla possibilità di sperimentare in prima persona la vendemmia didattica unendosi allo staff di Gradis’ciutta al fine di scoprire i segreti che si celano dietro all’arte della creazione di alcuni dei vini più celebri d’Italia, con la possibilità di creare una versione “oneoff” di Collio Bianco attraverso l’esperienza “Crea il tuo Collio Bianco”.
Durante la permanenza al Borgo è inoltre possibile assaporare un autentico contatto con la natura attraverso il pic-nic in vigna o sperimentare la formula del Nature bathing con la pratica del rilassamento in vigna. Spazio viene anche riservato ad attività pratiche e coinvolgenti quali le Cooking Class da cui si potranno apprendere tutti i segreti della cucina Mitteleuropea. Un’attenzione particolare è poi dedicata ai prodotti utilizzati e offerti ai visitatori durante il soggiorno nel pieno rispetto della filosofia produttiva dell’azienda da sempre attenta al biologico e alle produzioni a basso impatto ambientale.
In che modo queste esperienze contribuiscono a raccontare la vostra storia e quella del territorio?
Questo progetto si inserisce in un momento cruciale per il nostro territorio. Il 2025 è infatti l’anno di Gorizia, Capitale europea della cultura insieme a Nova Gorica. Gorizia è la porta dell’oriente e il Collio è il suo territorio vitivinicolo, luogo particolarmente adatto a ospitare delegazioni e visitatori che potranno scoprire un territorio unico.
Gorizia e Nova Gorica sono Capitali Europee della Cultura 2025, e Borgo Gradis’ciutta si trova in una posizione strategica per visitarle: è questo un motivo in più per venirvi a trovare?
In un contesto dove natura, colori, panorami e tramonti regnano immutati nei secoli, Borgo Gradis’ciutta è il punto di partenza ideale per esplorare Gorizia e Nova Gorica, la prima Capitale Europea della Cultura transfrotaliera, con i suoi eventi, le mostre, gli spettacoli e le iniziative che animeranno il territorio per tutto l’anno.
A pochi minuti da Gorizia, ma immerso nella quiete della natura, Borgo Gradis’ciutta offre un’accoglienza raffinata in un borgo rurale restaurato con eleganza e rispetto per la tradizione.
Ogni dettaglio riflette il legame profondo con il territorio: dagli arredi ispirati alla cultura del Collio, fino alla calda ospitalità che fa sentire come a casa ogni visitatore. Borgo Gradis’ciutta offre, inoltre, esperienze personalizzate tra cui degustazioni dei pregiati vini dell’azienda agricola Gradis’ciutta, passeggiate tra i vigneti, tour guidati alla scoperta del Collio e momenti di relax nel verde.
Qual è il ruolo dell’enoturismo nel futuro dell’azienda Gradis’ciutta?
Il nostro obiettivo è quello di perfezionare sempre di più le esperienze legate al mondo del vino che proponiamo ai nostri ospiti. Desideriamo far conoscere la storia della nostra azienda, la filosofia dietro ai nostri vini e far capire il perché il Collio è unico: questo attraverso degustazioni, pensate sia per esperti che per appassionati, e attività esperienziali. Da quest’anno, ad esempio, grazie alla collaborazione con chef del luogo, organizziamo delle cene a tema che uniscono i nostri vini a prodotti identificativi del Friuli Venezia Giulia.
Mario Miranda
Mario è un enologo campano, esperto di analisi sensoriale e degustazione del vino. Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Scienze Enologiche presso l’Università di Napoli, ha lavorato in diverse aziende vitivinicole e ha collaborato come editor e tasting coordinator per WinesCritic.com