In scena da aprile il programma condotto da Iuliana Ierugan e Raffaello De Crescenzo: attraverserà territori e storie intrecciando enologia, cucina e linguaggi contemporanei
di Mattia Marzola
Al debutto, il 1° aprile, su Rete NeTVision, il programma “Pillole di Bacco” e, se il particolare giorno scelto per l’esordio, insieme al rimando al dio sì del vino, suggeriscono leggerezza, non per questo l’argomento e gli intenti non saranno invece davvero professionali, a partire da coloro che guideranno il racconto.
Alla conduzione Iuliana Ierugan, volto internazionale con un passato anche da attrice, capace di portare in scena una cifra elegante e misurata, e Raffaello De Crescenzo, figura poliedrica che alla formazione accademica in Tecnologie Alimentari e in Viticoltura ed Enologia affianca l’attività di collaboratore editoriale, wine trainer e moderatore, oltre a quella – meno raccontata ma non secondaria – di collaboratore della rivista Vendemmie, cui si aggiunge la pubblicazione, nel 2016, del volume Il profilo sensoriale del vino: analisi ed applicazione del metodo, a restituire un profilo che tiene insieme pratica, studio e divulgazione.
Numerosi i personaggi che si avvicenderanno ai microfoni di Rete NeTVision, tra cui Gianfranco Vissani, cuoco tra i più riconoscibili del panorama italiano, da sempre capace di tenere insieme ricerca e memoria gastronomica, e Maurizio Di Maggio, storica voce radiofonica e narratore curioso dei linguaggi del contemporaneo, mentre sono già previste presenze della caratura di Albano Carrisi, a confermare un’impostazione che sceglie il vino come centro, ma non come limite.
“Pillole di Bacco” si costruisce infatti come un percorso che attraversa territori e storie, senza cedere alla tentazione dell’elenco o della vetrina, seguendo piuttosto una linea narrativa che tiene insieme denominazioni e piccole realtà, cantine storiche e nuove generazioni, e che, anche grazie all’inserimento di elementi contemporanei come l’interazione con Mark, avatar basato su intelligenza artificiale chiamato a intervenire nel corso delle puntate, prova a restituire complessità e a guardare al futuro senza appesantire, lasciando che il racconto si apra, di volta in volta, a incursioni nella cucina, nello spettacolo e in quel lifestyle che del vino è naturale prosecuzione.
Mattia Marzola
Giocoliere di parole, voracissimo lettore, buona forchetta (e buon bicchiere) ha deciso di unire le sue inclinazioni, diventando così appassionato docente di lettere ed entusiasta giornalista enogastronomico, anche se poi scrive di tutto.