Mantova punta anche sull’aperitivo: “Lambrusco, rosé e metodo classico per iniziare la serata”

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Prosegue il nostro viaggio tra i consorzi vinicoli aderenti ad Ascovilo: è il turno dei vini mantivani, ne parliamo con il Presidente del Consorzio di Tutela, Andrea Virgili

di R.V.

Il Consorzio partecipa al Progetto “Aperitivo Made in Lombardia”: quanto è importante l’occasione di consumo dell’aperitivo per i vini del vostro territorio?

È sicuramente un’occasione sulla quale puntare per aumentare il consumo dei vini. Il nostro è un grande territorio di enogastronomia e permette di creare abbinamenti a chilometro zero, come quello con i salumi, perfettamente indicato per un perfetto aperitivo all’italiana. Dal Lambrusco ai rosati al Metodo Classico, sono tante le tipologie che trovano un perfetto inserimento in questo contesto.

Parliamo di territorio: una provincia ricca di enogastronomia e cultura con un alto potenziale di ampliamento dei flussi enoturistici.

Serve lavorare in modo ancora più forte per diffondere la conoscenza del nostro territorio. Spesso il grande pubblico non è nemmeno in grado di posizionare Mantova su una cartina geografica. Dobbiamo puntare sulla nuova generazione di enoturisti, un target che sta già dando ottimi risultati di presenza anche grazie a cantine che stanno puntando a progetti di attività e ospitalità diretti ai più giovani. Il futuro si gioca sull’ospitalità in cantina: fare vivere il territorio ci permette di trasmettere l’emozione di ogni momento della produzione e questo crea un legame profondo, indissolubile. 

Un tema importante al centro di un costante dibattito, è quello relativo alla dequalificazione del personale di sala. Come si può lavorare per ovviare a questo problema?

Mancano le basi. Costruirle non è facile, ma crediamo che la strada migliore sia quella di aumentare le occasioni di invito sul territorio dedicate agli operatori della sala. L’emozione, esattamente come sul consumatore finale, diviene una leva importante per creare una cultura di base sul prodotto che renda possibile la trasmissione di informazioni base al cliente durante il servizio. I titolari dei locali hanno un ruolo fondamentale nello spingere i propri dipendenti a vivere esperienze formative. Altro tema importante legato alla ristorazione è quello dei ricarichi in carta vini: i ristoratori devono tornare a praticare ricarichi onesti, i volumi di consumo – in fasi di mercato delicate come quelle che stiamo vivendo – potranno essere preservati solo se tutti gli attori della filiera (ristorazione compresa) si accontenteranno di marginalità corrette.

Sempre stando sull’attualità il mondo del vino è da anni sotto attacco, dagli health warning ai regolamenti sulla promozione internazionale sempre più complessi.

Per fare fronte a questi attacchi il mondo del vino deve trovare coesione. La nostra filiera rappresenta, soltanto in Italia, migliaia di piccole e medie aziende. Altri settori del beverage alcolico e analcolico sono in mano a un nucleo di multinazionali che hanno un peso politico decisamente più forte. Se si parla di vino e non di bevande analcoliche zuccherine – ad esempio – nonostante siano prodotti che qualsiasi studio clinico ha dimostrato non essere certo positive per la salute, è semplicemente perché le grandi multinazionali hanno un peso politico molto superiore a quello del nostro settore.

Quali sono i progetti futuri del Consorzio per affrontare i grandi cambiamenti nei consumi e nella comunicazione del vino su cui si gioca il futuro del settore?

Sicuramente siamo in una fase di passaggio generazionale tra i produttori, una fase molto interessante per la costruzione di nuovi progetti. Stiamo lavorando su un coinvolgimento delle scuole, per interpretare le tendenze di consumo emergenti tra i giovanissimi e realizzare nuove linee di prodotti innovativi che incontrino le loro preferenze generando tendenza. Un’altra area di lavoro importante è quella legata all’abbassamento di gradazione di alcuni vini per incontrare questa specifica domanda di una parte del mercato: la produzione di vini che escano a 6/7 gradi con un abbassamento del 20/25% del volume alcolico è senza dubbio una chiave di lettura per il futuro della nostra Denominazione.

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