Eccellenza, versatilità, esperienza: il presente e il futuro del Moscato di Scanzo

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Prosegue il nostro viaggio tra i Consorzi vinicoli lombardi aderenti ad Ascovilo: parliamo di una vera e propria gemma della viticoltura Italiana. L’evoluzione del prodotto e i progetti di valorizzazione di una delle 5 DOCG lombarde – l’unica della provincia di Bergamo – nelle parole della Presidente del Consorzio di Tutela Francesca Pagnoncelli Folcieri

di R.V.

Il Moscato di Scanzo è un vino unico nel suo genere: ci racconta l’evoluzione del vostro territorio e delle vostre produzioni nell’ultimo decennio?

Il percorso dell’ultimo decennio è stato indubbiamente all’insegna della crescita: crescita della qualità del prodotto, crescita del numero di aziende produttrici e del numero di bottiglie. Ovviamente parliamo di una produzione di assoluta eccellenza: sono solo 60.000 le bottiglie che escono ogni anno dalle nostre 19 cantine consorziate. L’obiettivo è quello di coinvolgere sempre di più il consumatore per creare una conoscenza del prodotto: Il Moscato di Scanzo, oltre ad essere l’unico Moscato a bacca rossa, ha infatti caratteristiche estremamente diverse rispetto a qualunque altro Moscato o Passito.

Un’esperienza legata a doppio filo all’attività enoturistica, altro elemento in forte crescita

Assolutamente. Stiamo lavorando in due direzioni: il turismo italiano di fascia media, a partire da quello locale e il turismo “luxury” con esperienze sempre più tailorizzate. La vicinanza con Bergamo – bacino di consumo fondamentale per il nostro prodotto – e con l’aeroporto di Orio al Serio sono un vantaggio competitivo importante. I dati ci dicono che le nostre cantine accolgono quotidianamente turisti da 13 diversi Paesi, con un aumento delle presenze da USA, Nord Europa e Russia.

Che ruolo ha l’aperitivo per il Moscato di Scanzo?

Sicuramente è una occasione di consumo molto importante per la comunicazione del Moscato di Scanzo. I nostri vini hanno – infatti – una possibilità di abbinamento estremamente versatile: dai formaggi, abbinabili trasversalmente in tutte le categorie, dal fresco allo stagionato, dai formaggi di capra e pecora agli erborinati al salame fino alle ostriche. La nuova frontiera per i consumi all’aperitivo è rappresentata dalla mixology: la nota dolce e la freschezza rendono il nostro Moscato abbinabile a varie tipologie di alcolici dando ai barman la possibilità di creare cocktail di grande livello qualitativo. I cocktail possono divenire uno straordinario elemento di coinvolgimento e comunicazione per le nuove generazioni di consumatori, una modalità di avvicinamento alla conoscenza del prodotto e del territorio.

Quali sono gli altri momenti di consumo più importanti per le vostre etichette?

Abbinamenti all’insegna della versatilità: dalle glasse che accompagnano i risotti al cotechino, al ruolo di vino da meditazione che gli appassionati abbinano a un ottimo sigaro. Tutte occasioni che diventano fondamentali per lo sviluppo della cultura di prodotto nei vari target di consumo.

Il tema della valorizzazione delle produzioni vinicole è assolutamente centrale, in un momento nel quale l’orientamento del mercato e dei consumi va verso numeri inferiori, ma più qualitativi. Lo è a maggior ragione per i piccoli territori di eccellenza come il vostro.

La valorizzazione del territorio è al centro della nostra azione quotidiana. Il valore delle nostre bottiglie è la logica conseguenza dell’unicità del prodotto e di un lavoro di estrema qualità che, abbinato ai piccoli quantitativi di produzione, ha reso i nostri vini delle punte di eccellenza. Anche le nostre vigne nel tempo hanno registrato un deciso incremento di valore: basti pensare che oggi i costi partono da una base di 130.000 Euro all’ettaro per un terreno non vitato

Veniamo al tema della sostenibilità: qual è l’approccio di un Consorzio delle vostre dimensioni a questo tema?

Per dimensioni siamo naturalmente etici e sostenibili. La nostra produzione è realizzata su una superficie totale di 30 ettari, tutti condotti da aziende familiari. Le piccole dimensioni delle aziende hanno consentito soltanto a due di esse di ottenere una certificazione biologica. Il lavoro quotidiano in vigna mira a preservare e valorizzare lo straordinario patrimonio della nostra viticoltura. Le condizioni climatiche e la forte resistenza delle viti di Moscato di Scanzo limitano naturalmente i trattamenti. Per preservare ulteriormente il nostro territorio stiamo ponendo l’attenzione sul suolo con analisi del terreno che permettano di capire quali sostanze si siano accumulate nel tempo.

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