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La Nuova Sardegna - 23 febbraio

Buono, pulito e giusto. È come deve essere un vino, secondo i curatori, per entrare nella Guida “Slow Wine” 2025, che nata 15 anni fa ha preso nel tempo un indirizzo molto preciso accentuato, a partire da questa edizione, dalla decisione di non inserire le cantine che utilizzano il diserbo chimico nelle vigne. Un segno dei tempi per caratterizzare maggiormente il Manifesto di Slow Food, così come è un altro segno dei tempi l’eliminazione della categoria del “Vino quotidiano”, per intenderci quello che negli anni scorsi segnalava e consigliava le bottiglie con un costo entro i 12 euro: «intere regioni non riuscivano più a esprimere nemmeno un vino che costasse quella cifra e fosse anche eccellente, alzare ulteriormente il limite avrebbe snaturato il concetto di bere quotidiano» scrive il curatore Giancarlo Gariglio. Come alternativa più attuale è stata così creata la selezione dei “Best Buy”, vini che «nelle rispettive denominazioni e tipologie offrono un prezzo eccezionale». La Sardegna Il lavoro si è tradotto in un volume di oltre 1.000 pagine con 2.000 cantine italiane recensite. C’è spazio, ovviamente, anche per la Sardegna. Sono 54 le cantine censite (contro le 52 del 2024), al netto delle sezioni che danno conto delle animazioni territoriali che operano in territori che si distinguono per il patrimonio di biodiversità: Mamojà, Comunità del Carignano del Sulcis, Vignaioli del Nord Ovest Sardegna e Mandrolisai. «Bisogna anche ricordarsi che lo spazio nella guida è contingentato e quindi nelle scelte e nelle alternanze dobbiamo fare i conti con questo – spiega Valerio Taras, responsabile regionale di Slow Food –. Le due cantine che si sono aggiunte nel 2025 sono la sommatoria di nove uscite, avvenute per decisione si Slow Food, della cantina o per il diserbo chimico, e di undici nuovi ingressi oltre quelli censiti nei riquadri sulla biodiversità. Dal 23 al 25 febbraio, gran parte di queste cantine saranno presenti alla Slowine Fair a Bologna dove Slow Food Sardegna animerà lo stand della Regione, in collaborazione con gli esperti di Laore, con degustazioni guidate e assaggi della gastronomia locale con prodotti a marchio di denominazione di origine e presìdi Slow Food». Interessante anche la descrizione che Slow Food fa del mondo vitivinicolo isolano: «L’immaginario collettivo del vino sardo è spesso ridotto a Cannonau e Vermentino. La Sardegna del vino, quella vera e genuina, offre molto di più». In questo caso, il problema va affrontato su due versanti: da un lato a una certa visione miope e superficiale di chi osserva, dall’altra la difficoltà a proporsi nel modo giusto valorizzando anche i particolari. Non è sempre così, per fortuna, ma è sulla possibilità di limare questi due fronti che si gioca molto del futuro del comparto. Da sottolineare il dominio, nella Guida, del territorio di Mamoiada con sette cantine censite più l’Associazione Mamojà.

Repubblica - 20 febbraio

“Siamo di fronte a un attacco vero e proprio al vino, che è uno di quei pochi prodotti che sono legati ai territori e che le multinazionali non possono andare a toccare”. Interviene così Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, già ministro dell’Agricoltura, sul dibattito su alcol e salute. Un tema che continua a creare dibattito e polemiche. Soprattutto dopo che la Commissione europea nei giorni scorsi è intervenuta proponendo di inserire nel Piano Beca (sulla lotta al cancro) l’obbligo di inserire etichette con avvisi sanitario sulle bottiglie. Questo dopo che lo stesso Parlamento europeo si era espresso contro l’apposizione degli alert. “Se avevamo avuto il dubbio sul senso della proposta delle etichette sanitarie tre anni fa, quando dopo un acceso dibattito il Parlamento europeo aveva chiuso la questione, oggi ci ritroviamo di fronte a un attacco ancora più forte”, ha detto al Gusto Centinaio, intervenuto a Firenze della Chianti Classico Collection. “Oggi siamo di fronte a una certezza, il vino è sotto attacco. E stiamo parlando di un prodotto intoccabile, che ha un legame indissolubile con la terra perché il Chianti Classico lo fai solo in Chianti Classico. E il Brunello di Montalcino lo fai solo a Montalcino, quindi non puoi, per così dire, “spostarlo” dall'altra parte del mondo. E di conseguenza si va attaccare un prodotto che rappresenta il territorio e che non può essere standardizzato”. “L’Europa dalla parte delle lobby” In questo senso, la proposta della Commissione Ue appare una forzatura. “L'Europa sta dimostrando, ancora una volta, di non essere dalla parte dei produttori, ma essere dalla parte delle lobby – riflette Centinaio – Così facendo il mercato del vino rischia tanto. Ed è necessario che i Paesi facciano squadra. Penso che l'Italia debba cominciare a ragionare velocemente con la Francia, con la Spagna debba ragionare con quei Paesi che producono vino in modo importante in modo serio. E penso che debba ragionare anche con la Germania che produce vino, ma soprattutto birra in modo importante perché l'attacco al vino coinvolge anche la birra. Oggi come oggi c'è necessario fare un attacco all'abuso di determinati prodotti non al vino. Dobbiamo sederci a un tavolo”. Centinaio parla di attacco discriminatorio. “È come quando si parlava dell'etichettatura a semaforo, una iniziativa che non serve al consumatore ma alle multinazionali”.

Allegrini - Comunicato stampa - 19 febbraio

Allegrini Wines ribadisce il proprio impegno per la formazione delle nuove generazioni e la valorizzazione della cultura del vino, annunciando una partnership biennale con l’Università IULM di Milano e, nello specifico, il Master di 1° livello in Food & Wine Communication, diretto dal professor Vincenzo Russo, parte dell’offerta di IULM Communication School. L’obiettivo della storica azienda vitivinicola della Valpolicella è ambizioso: promuovere una visione innovativa e contemporanea del mondo del vino, in sintonia con le esigenze delle nuove generazioni. “La partnership con IULM rappresenta la concretizzazione della nostra visione aziendale: mettere al centro la formazione e il coinvolgimento dei giovani per costruire insieme il futuro del vino”, afferma Francesco Allegrini, CEO di Allegrini Wines. “Questo progetto incarna i valori fondamentali della nostra governance, che punta a ispirare un settore più aperto e sostenibile, promuovendo al contempo la cultura e la convivialità del vino”. L’iniziativa vedrà gli studenti del Master impegnati, per questo primo anno, nello sviluppo di proposte strategiche per comunicare Corte Giara, il brand di Allegrini pensato per interpretare le evoluzioni del mercato. Attraverso vini che combinano qualità, accessibilità e attenzione alla sostenibilità, Corte Giara si pone come ponte tra la tradizione vinicola e i gusti delle nuove generazioni, valorizzando un approccio inclusivo e dinamico al settore. “Abbiamo scelto di collaborare con IULM perché rappresenta un luogo d’eccellenza dove accademia e professionisti si incontrano, creando le basi per una crescita reciproca”, dichiara Roberta Surini, Marketing & Communication Director di Allegrini Wines. “Come ex studentessa IULM, so quanto sia centrale questo ambiente nel formare talenti capaci di affrontare con creatività le sfide del settore. Il marketing e la comunicazione sono strumenti chiave per connettere il vino ai consumatori del futuro e questo progetto rispecchia il nostro impegno verso un dialogo che unisce tradizione e innovazione”. Allegrini Wines rafforza così il suo ruolo come protagonista dell’innovazione, promuovendo un dialogo con i consumatori del domani e sostenendo una crescita basata sulla condivisione dei saperi. Oltre a questa iniziativa, l’azienda punta a promuovere il valore della formazione attraverso il programma “Adotta una scuola” di Altagamma, collaborando con l’Accademia Symposium per la valorizzazione dell’enoturismo. Con tutte queste partnership Allegrini Wines non si limita a reagire ai cambiamenti, ma si pone come attore protagonista nella costruzione di un futuro in cui il vino torni a essere attrattivo e rilevante, senza rinunciare alla sua identità e ai suoi valori. Allegrini Wines, nata nel 2024, è l'azienda commerciale che promuove, distribuisce e coordina le diverse realtà vitivinicole della famiglia Allegrini, attualmente di proprietà dei fratelli Francesco, Giovanni, Matteo e della cugina Silvia, eredi di una tradizione centenaria. È Allegrini, storico marchio, noto per promuovere i signature wine della Valpolicella in tutto il mondo, a essere ancora oggi al centro di questa attività di famiglia, che si tramanda dal 1854. A esso si affiancano due nuovi rami aziendali: Allegrini Wine Distribution, che si occupa della distribuzione di etichette francesi e di brand italiani, a cominciare da Corte Giara, marchio creato dalla famiglia nel 1989 con l’intento di raggruppare alcune delle eccellenze vinicole del territorio veneto e lombardo, selezionando con cura fornitori e materie prime; e Tenuta Merigo, il nuovo centro di produzione e ospitalità che sorgerà accanto alla storica cantina di Allegrini.

Coravin - Comunicato stampa - 14 febbraio

Dal 14 al 21 febbraio tre location d’eccezione propongono altrettante wine list al calice che, grazie alla tecnologia Coravin, faranno innamorare chiunque le degusti. Milano, Firenze e Roma sono le città protagoniste di questo progetto che, grazie all'innovativo sistema per la conservazione del vino, permette di celebrare gli innamorati con un brindisi speciale, assaporando vini straordinari senza la necessità di stappare la bottiglia. In occasione della festa degli innamorati, Coravin lancia inoltre una speciale promozione per incoraggiare il consumo di vino consapevole, anche all’interno delle proprie case. Fino al 14 febbraio il set Timeless Six+ Lotus Red può essere acquistato al prezzo speciale di €299,99, anziché €499,99.

Bargiornale - 14 febbraio

Tre cioccolatini, dedicati al Brachetto d’Acqui, creati dal re del Cioccolato Ernst Knam per il Consorzio di tutela del vino rosso dolce piemontese, in occasione di San Valentino. La presentazione-evento dell'iniziativa “Con Brachetto d’Acqui sboccia l’amore”, in vista dell'imminente festa degli innamorati, si è svolta in uno spazio eventi milanese, con tanto di show cooking del famoso maître chocolatier e maestro pasticcere, nonché volto tv.

Italia oggi - 13 febbraio

Un calo del 20% del consumo di vino. È quanto ha rilevato il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano su esercizi pubblici del territorio con l’entrata in vigore del nuovo codice della strada (CdS) che prevede soprattutto un inasprimento delle pene per chi guida sotto l’effetto dell’alcol. L’ente poliziano di tutela ribadisce che «siamo d’accordo sul fatto che la sicurezza venga al primo posto. Tuttavia, vorremmo evitare che si crei allarmismo intorno a una situazione che, in sé, non rappresenta un problema reale. Non si inizi una caccia alle streghe: l’abuso di alcol è da combattere, ma è sbagliato legare questo al consumo corretto di vino». Una winebag per gli avventori Per cercare di evitare che non si consumi vino al ristorante, il Consorzio ha fatto nascere «#portamiconte, una winebag che abbiamo realizzato e donato a tutte le attività della ristorazione, bar ed enoteche del territorio: se il cliente beve anche solo una parte della bottiglia acquistata, poi può poterla portare via e terminare nella struttura ricettiva o a casa». Per Luciano Sbraga, direttore del Centro Studi Fise Confcommercio, «ci sono state segnalazioni di cali nella prima fase, quella a ridosso delle feste di Natale con un impatto sul comportamento delle persone verso il consumo di alcolici. Il nuovo CdS ha cambiato poco, ma c’è un effetto percezione che cerchiamo di ricondurre su un sentiero di normalità». Secondo Sbraga la quantità di vino «che può essere bevuta per arrivare al limite consentito varia da uomo a donna e varia con la corporatura». Quello che conta, chiusa Sbraga, «è il consumo responsabile e i ristoratori agiscono per assecondare questo modello». Ma qualche timore a bere fuori casa, c’è.

Wine News - 13 febbraio

Una produzione sovrastimata in alcune zone, il calo dei consumi da tenere in considerazione, eventi climatici che da straordinari stanno diventando sempre più ordinari mettendo in difficoltà i vigneti, la preoccupazione per eventuali dazi (ma siamo ancora nel territorio delle ipotesi) in arrivo dagli Usa per il vino. Sono tanti i temi, ed i nodi da sciogliere, per delineare il futuro del settore vitivinicolo alle prese con uno dei momenti più delicati degli ultimi anni. Un domani da scrivere anche a livello d’area, e quindi di Europa, dove sono attesi a breve interventi di sostegno per il comparto. Nei giorni scorsi, a Strasburgo, il Commissario Europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, in audizione in Commissione Agricoltura (Agri) del Parlamento Europeo, ha infatti promesso “un pacchetto di misure specifiche per il settore vitivinicolo che forniranno una risposta immediata al settore senza aspettare la riforma della Pac”. Una proposta che potrebbe arrivare già a marzo e che fa seguito alle raccomandazioni del Gruppo di Alto Livello Ue sul Vino formalizzate lo scorso dicembre e che delinearono una strategia basata su alcuni cardini: come già raccontato da WineNews, riallineare la produzione di vino alla domanda, rafforzare la resilienza del settore alle sfide del mercato e del clima e adattarsi alle tendenze per cogliere le nuove opportunità di mercato furono i tre assi principali su cui si sono mosse le raccomandazioni contenute nel documento prodotto dal Gruppo di Alto Livello sul Vino della Commissione Agricoltura Ue, usciti dopo l’incontro del 16 dicembre a Bruxelles, con le rappresentanze della filiera e la presenza proprio del Commissario all’Agricoltura Ue, Christophe Hansen, in una delle sue prime uscite ufficiali nel nuovo ruolo. Raccomandazioni che sono state consegnate ad Hansen che si mobiliterà per “preparare un calendario per la loro eventuale attuazione”.

St. Moritz Cocktail Week - Comunicato stampa - 12 febbraio

È tutto pronto per la terza edizione della St. Moritz Cocktail Week che accenderà le luci dei migliori cocktail bar dell’Engadina dal 13 al 16 febbraio St. Moritz, 10 febbraio 2025 - Dal 13 al 16 febbraio St. Moritz accoglierà la terza edizione della St. Moritz Cocktail Week, evento di riferimento per il mondo della mixology in cui miscelazione di qualità, lusso ed eleganza si fondono per celebrare la Perla dell’Engadina. Quattro giornate scandite da diciotto eventi che prenderanno vita in oltre venti location di lusso in cui la miscelazione d’autore diventa protagonista di guest shift internazionali, après-ski in igloo, dance lunch sulle piste, mostre artistiche, brunch in alta quota, un’ardua cocktail competition e un closing party che farà ballare St. Moritz fino a tarda notte. “La St. Moritz Cocktail Week è un evento profondamente radicato nel territorio, con un potenziale straordinario destinato a crescere nel tempo. Diventerà sempre più un punto di riferimento per chi desidera vivere l’eccellenza dell’ospitalità di lusso e dell’alta mixology. Il bancone del bar sarà il palcoscenico dove la maestria nella miscelazione prenderà vita, offrendo un’esperienza unica fatta di creatività, gusto e raffinata convivialità” - afferma Annalisa Testa - giornalista e founder del progetto Cocktail Week di St. Moritz, Lago di Como e dell’inedita tappa di Taormina, in programma dal 2 al 5 ottobre 2025. Per la nuova edizione confermano la loro presenza i più prestigiosi hotel del territorio. Tra questi, il Badrutt’s Palace con il Renaissance Bar, storico simbolo della vita notturna di St. Moritz, e l’Anton’s Bar del Suvretta House. Il Grand Hotel des Bains Kempinski partecipa con il suo elegante Lobby Bar e il nuovo Beluga Igloo, mentre il Grace Hotel La Margna accoglierà il Grand Opening di giovedì 13 febbraio nel raffinato N/5 - The Bar. A completare l’offerta, il nuovo Beef Bar, luxury restaurant inaugurato a inizio stagione. Non mancano il Kulm Hotel con il suo esclusivo Kulm Country Club by Mauro Colagreco e il Grand Hotel Kronenhof di Pontresina. Tra le new entry della stagione, l’Hotel Giardino Mountain, cinque stelle dal fascino sofisticato. Presenti anche il Carlton Bar und Bel Etage del Carlton Hotel, il Piano Bar dell’Hotel Schweizerhof e il Vic’s Bar del Reine Victoria. Oltre agli hotel, aprono le loro porte anche i migliori cocktail bar e ristoranti della città. Tra questi, i concept restaurants Balthazar e Balthazar Downtown, il Bar del Casinò St. Moritz, il Belmont Café – nuovo membro dell’evento – e la suggestiva James Turrell Room, un secret bar illuminato da un’opera dell’omonimo artista. L’esperienza si completa con gli scenografici restaurant & cocktail bar d’alta quota: dal Paradiso, il Mountain Club con vista sui laghi ghiacciati, al White Marmot Restaurant & Bar, fino all’acclamata Langosteria. “A Work of Art”: il tema che guida lo storytelling della nuova edizione Arte in forma liquida: la miscelazione diventa espressione artistica, esplorando sapori e consistenze fino a intrecciarsi con la cultura gastronomica. Il cocktail è un’opera d’arte che unisce gusto, olfatto, texture ed estetica in un’esperienza multisensoriale. Da questo concetto nasce il tema della St. Moritz Cocktail Week 2025: “A Work of Art”. I bartender sono chiamati a creare un Signature Cocktail ispirato a un’opera d’arte, capace di raccontare una storia e suscitare emozioni attraverso colori, ingredienti e costruzione. Ogni cocktail diventa così una composizione unica, un equilibrio perfetto tra tecnica, innovazione e passione, trasformando ogni sorso in un capolavoro liquido. Le ispirazioni spaziano dalle evocative pitture di Giovanni Segantini, originario di Pontresina, agli ipnotici ritratti su vetro infranto di Simon Berger, fino ai paesaggi alpini di Jean-Michel Basquiat, realizzati durante le sue visite in Engadina, e alle creazioni pop di Susi e Ueli Berger, protagonisti della storia del design svizzero. I partecipanti, lasciandosi guidare dall’arte svizzera e internazionale, presenteranno il loro Signature Cocktail il 16 febbraio davanti a una giuria d’eccezione: Riccardo Caione, Head Bartender di Salmon Guru Madrid - cocktail bar inserito nella lista dei World’s 50 Best Bars 2024 -, Penelope Vaglini, co-founder di Coqtail - for fine drinkers e Academy Chair per The World’s 50 Best Bars, Davide Diaferia, figura di spicco della bar industry internazionale e per anni pilastro di Drink Kong e Nite Kong di Roma, e Dirk Hany, owner del Bar am Wasser di Zurigo. A fare da cornice alla competizione, una vera opera d’arte: il Roth Bar, un bar d’artista perfettamente funzionante, progettato da Björn, Oddur ed Einar Roth, figlio e nipoti dell’artista svizzero di origine tedesca Dieter Roth (1930-1998), e ospitato negli spazi della galleria Hauser & Wirth. A St. Moritz gli spiriti d’eccellenza partner della manifestazione Un’attenta selezione dei migliori spirits, alcolici e analcolici, del mercato svizzero e internazionale ha suscitato un crescente interesse nel corso delle ultime tre edizioni. Per la prima volta approdano sulle nevi engadinesi i prodotti del Gruppo Sanpellegrino, Official Water Partner di questa edizione. Le acque premium da fine dining, S.Pellegrino e Acqua Panna, accompagneranno eventi selezionati, mentre le Bibite Sanpellegrino, con la linea Mixers, arricchiranno i cocktail con il loro inconfondibile tocco italiano e ingredienti di alta qualità, trasformando ogni drink in un’autentica top drinking experience. Tra i Main Partner si riconferma Campari, simbolo per eccellenza dell’aperitivo: con il suo inconfondibile rosso rubino, l’aroma intenso e il gusto amaro distintivo, è l’incarnazione di un classico contemporaneo che ha scritto la storia della miscelazione. A fianco della St. Moritz Cocktail Week fin dalla prima edizione, anche Pernod Ricard Swiss, con un prestigioso portfolio di distillati premium: dal pregiato Royal Salute 21yo all’elegante Italicus Rosolio di Bergamotto, dalla nuova Elyx Vodka alle referenze di Altos Tequila, fino al gin Monkey 47, al rum Havana Club 7yo e allo champagne G.H. Mumm. Un’importante novità è l’arrivo di Eminente, il rum cubano del portfolio Moët Hennessy. Ispirato alla complessità delle eaux-de-vie cubane del XIX secolo, si distingue per la sua struttura ricca e corposa, con referenze che includono Eminente Ambar Claro 3yo, Eminente Reserva 7yo ed Eminente Gran Reserva 10yo. Debutta anche Beluga Vodka, con un’edizione speciale in limited edition dedicata a St. Moritz, parte della serie Winter Noble e distribuita in Svizzera dal gruppo Dettling & Marmot. Questa storica azienda svizzera, sinonimo di eccellenza e responsabilità nel bere, porta alla SMCW anche la raffinata Woodford Reserve, prodotto nella più antica distilleria del Kentucky, e Gin Mare, iconico gin mediterraneo che completa la selezione delle drink list di St. Moritz. Tra le new entry del portfolio partner della St. Moritz Cocktail Week, spicca Desert Rose Gin, un viaggio sensoriale che parte dal Sahara e attraversa Marrakech, la Tunisia e Dubai per arrivare nei migliori cocktail bar del mondo. Creato dai fratelli svizzeri Erik e Thomas Hasenböhler, fonde datteri e zafferano in un equilibrio aromatico unico, prodotto con cura in piccoli lotti nelle distillerie svizzere. Infine, si aggiunge Don Julio Tequila, fiore all’occhiello del portfolio Diageo. Un distillato d’eccellenza, realizzato con un meticoloso processo artigianale che affonda le radici nella passione del fondatore Don Julio González. Ogni bottiglia è il risultato di un’attenta selezione degli ingredienti e di una produzione che rispetta la più autentica tradizione messicana, offrendo una gamma di tequila ricercati e raffinati, apprezzati nei migliori bar del mondo. IL CALENDARIO EVENTI Giovedì 13 Febbraio � A Journey in the Desert 3pm - 5pm Un’esclusiva degustazione di Desert Rose Gin al Cresta Palace Celerina per scoprire un gin che rievoca sapori e magie del Sahara e una limited edition dedicata alla St. Moritz Cocktail Week. Ingresso gratuito. �� Th Grand Opening 6pm - 8pm Al N/5 - The Bar del Grace La Margna St. Moritz si brinda con una drink list che vede protagonista il Campari Negroni alla serata inaugurale di St. Moritz Cocktail Week con un ospite speciale: Wolfgang Mayer, Bars Director del Widder Hotel di Zurigo. Solo su invito. � Afterparty al Balthazar Dalle 8pm Musica, pizza d’autore e i signature cocktail del concept restaurant e bar più cool di St. Moritz, il Balthazar, cuore della Dolce Vita di St. Moritz, per proseguire la serata dopo l’aperitivo di inaugurazione. Ingresso gratuito, consigliata la prenotazione. Venerdì 14 febbraio � The Perfect Martini al Beluga Igloo 4pm - 7pm L’Après-ski con dj set nel suggestivo Beluga Igloo del Grand Hotel des Bains Kempinski con i Perfect Martini di Nikos Bakoulis, co-owner del Line Athens, al 6° posto nella classifica dei The World’s 50 Best Bars. Ingresso gratuito. � Cocktails & Canvas 5pm - 7pm Arte e cocktail che vedono protagonista Woodford Reserve si fondono in un’esperienza multisensoriale con una mostra curata dall’artista Sonja Riemer all’Hotel Giardino Mountain. Ai grandi classici della miscelazione a base whisky si abbineranno i premium EGM Cigars. Ingresso gratuito. � Bar am Wasser Takeover al Lobby Bar Dalle 7pm Al Lobby Bar, cuore pulsante del Grand Hotel des Bains Kempinski, Dirk Hany punto di riferimento della bar industry svizzera trasformerà il suo Bar am Wasser in Bar am Berg. Ingresso gratuito, prenotazione consigliata. � Road to Taormina Cocktail Week! Dalle 5pm Nella serata degli innamorati approda al bancone del Kulm Country Club il team del Morgana, pilastro della miscelazione siciliana per annunciare una nuova tappa del progetto Cocktail Week che dal 2 al 5 ottobre approderà a Taormina. Ingresso gratuito, prenotazione consigliata. � L’aperitivo milanese del Sant Ambroeus al Suvretta House Dalle 7pm Il leggendario Sant Ambroeus Milano approda al Suvretta House per ricreare il rituale dell’aperitivo milanese con i suoi cocktail classici più amati. Un’esperienza di autentica eleganza italiana Prenotazione consigliata. Sabato 15 febbraio � Lunch & Dance con Gin Mare Dalle 12pm Saturday is for dancing! Il White Marmot di Corviglia si trasforma in una pista da ballo con una drink list che celebra Gin Mare per un perfetto connubio tra gusto e divertimento sulle piste. Prenotazione consigliata. � The Perfect Martini al Beluga Igloo 4pm - 7pm Nell’ambientazione magica del Beluga Igloo al Grand Hotel des Bains Kempinski, Dirk Hany, owner del Bar am Wasser di Zurigo servirà le sue interpretazioni del Perfect Beluga Martini. Ingresso gratuito. � A Cuban Night at Casa Eminente Dalle 5pm Cocktail cubani, musica latina e atmosfera caraibica al Kulm Country Club! Un viaggio nell’anima di Cuba con i signature drink creati da Nathalie Tran e Kostas Gerakaris dell’Ory Bar, anima del Mandarin Oriental, Munich per scoprire le referenze di Eminente. Ingresso gratuito, prenotazione consigliata. � Line Athens Takeover al Lobby Bar Dalle 7pm Dietro al bancone del Lobby Bar del Grand Hotel des Bains Kempinski ecco Nikos Bakoulis, co-owner del Line Athens, con una drink list che celebra la sostenibilità. Ingresso gratuito, prenotazione consigliata. � Salmon Guru Madrid Takeover al N/5 The Bar 6pm - 8pm Da Madrid al Grace Hotel La Margna, Riccardo Caione e Cesar Alfaro di Salmon Guru, uno dei World’s 50 Best Bars, prendono possesso del bancone del N/5 The Bar per una serata madrilena. Prenotazione consigliata. � Arts Bar St. Regis Takeover al Renaissance Bar Dalle 7pm Ludwig Negri, Bar Manager dell’Arts Bar di Venezia affiancherà con il suo team, Matteo Oddo Chef de Bars del Badrutt’s Palace con un drink list in cui arte, eleganza e tradizione si incontrano. Prenotazione obbligatoria. � Roman Night al Balthazar Dalle 7pm Al Balthazar St. Moritz, un viaggio nell’anima della capitale con Davide Diaferia, ex head mixologist di Drink Kong e Nite Kong Roma e fuga di riferimento nella bar industry. La sua drink list sarà abbinata ai piatti della tradizione romana. Prenotazione consigliata. Domenica 16 febbraio � St. Moritz Cocktail Competition Dalle 9.30am Il giorno più temuto dai bartender che di fronte ad una giuria di esperti del settore dovranno presentare la propria creazione. Luogo d’onore, il Roth Bar: un cocktail bar d’artista ospitato nella Houser & Wirth Art Gallery. A decretare il vincitore: Riccardo Caione, Headbartener di Salmon Guru Madrid, Penelope Vaglini, co-founder di Coqtail - for fine drinkers e Academy Chair per The World’s 50 Best Bars, Davide Diaferia, per anni pilastro del Drink Kong Rome, e Dire Hany, owner del Bar am Wasser di Zurigo e figura di riferimento della miscelazione svizzera. L’evento è aperto al pubblico! Ingresso gratuito. � Sunny Sunday Brunch 1pm - 4pm Il brunch della domenica ma vista ice rink. Ospite d’onore al Kulm Country Club è Omar Vesentini, vincitore della Como Lake Cocktail Week 2024 che riproporrà il suo Signature Cocktail, un twist sul Bloody Mary da abbinare ai piatti dello chef. Ingresso gratuito, prenotazione consigliata. � From the Desert to the Top of the World Dalle 12pm Dal deserto del Sahara alle vette di St. Moritz! Il Paradiso Mountain Club ospita un après-ski esclusivo con cocktail a base di Desert Rose Gin, dalle note floreali e vellutate. Dietro il bancone, Andrew Sutton di No Idea Zurich, che ha creato una drink list ispirata alla montagna. Prenotazione consigliata. � Closing Party & Awards Dalle 9pm The night of celebrations! Un party dedicato a tutti i membri della St. Moritz Cocktail Week, ai cocktail lovers e agli ospiti della settimana in una location d’eccezione: il Samigo Fuel 7500. È qui che verrà annunciato il vincitore del miglior cocktail della St. Moritz Cocktail Week per poi ballare fino a notte fonda. Ingresso gratuito, cocktail ad un prezzo speciale.

Ansa - 11 febbraio

Anche i soci trentini della Coldiretti e Filiera Italia sono pronti a scendere in piazza "contro la follia tutta ideologica delle etichette allarmistiche sul vino". La sezione regionale del sindacato degli agricoltori rilancia l'ipotesi di una mobilitazione per tutelare 240.000 viticoltori italiani che "offrono opportunità di lavoro lungo la filiera per 1,3 milioni di occupati": un comparto del Made in Italy che vale 14 miliardi di euro. I rappresentanti di Colidretti e Filiera Italia hanno inviato una lettera (iniziative analoghe sono state intraprese da Eat Europe e Farm Europe) alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, ai commissari alla Coesione e riforme, Raffaele Fitto, all'Agricoltura Cristophe Hansen e alla Salute Olivér Várhelyi per "respingere l'inaccettabile proposta dell'esecutivo comunitario di apporre delle scritte sulle bottiglie per scoraggiare i consumi, oltre ad aumentare la tassazione". "Non accetteremo mai una forma di etichettatura che penalizzi un settore come il vino che l'Unione Europea dovrebbe promuovere - sottolinea il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi - Non è pensabile di avere una Ue che rimanda da anni un provvedimento fondamentale per la trasparenza e la salute come l'obbligo dell'etichetta d'origine su tutti gli alimenti e sposa invece misure così che sono puramente ideologiche. Non è certamente l'Europa che vogliamo né quella che vogliono le imprese agricole e i consumatori italiani. Continuano ad essere fatte scelte prive di fondamento scientifico, dalle etichette allarmistiche al Nutriscore che spinge gli alimenti ultra formulati, questi sì dannosi per la salute".

Targato Cn - 10 febbraio

Intervista a Roberta Ceretto - Presidente dell’Azienda Vitivinicola Ceretto e cofondatrice del ristorante Piazza Duomo ad Alba "La parola 'vino dealcolato' mi dà i brividi. Il vino, storicamente, è prodotto con l'alcol, anche se è molto di più: è cultura, tradizione e socialità. Cambiarne la natura significa tradirne l’essenza. È un tema delicato, perché si tocca qualcosa di profondamente radicato nella nostra cultura. Il vino rappresenta il territorio: senza il vino, le Langhe non sarebbero ciò che sono oggi. Se qualcuno cerca alternative senza alcol, esistono già altre bevande, io nella mia esperienza ho bevuto dalle kombucha ai brodi, ma non chiamiamoli vino".

Meteo Giuliacci - 10 febbraio

Già nel 2002 il Professor Oliver Philipps, dell’Università di Leeds, ha pubblicato un controverso studio in cui sosteneva che i vitigni avrebbero rapidamente preso piede nella regione amazzonica. Con tali premesse, qualche anno fa Stefan Schnitzer, ricercatore associato allo Smithsonian Tropical Research Institute di Panama e professore associato all’Università del Wisconsin, utilizzando i dati raccolti dalla ricerca di Philipps e da altri sette studi accademici, è giunto alla conclusione che in realtà il fenomeno sia già in atto, e non solo in Amazzonia, quanto piuttosto attraverso tutta la fascia tropicale delle Americhe. Insomma, secondo Schnitzer stiamo assistendo, oramai da anni, a un profondo cambiamento nella composizione delle foreste e più in generale nelle caratteristiche della copertura vegetale delle zone tropicali, con grande impatto anche sulle specie Benchè gli studiosi non abbiano ancora individuato con certezza la causa di questi stravolgimenti e della conseguente inesorabile avanzata dei vigneti, pare molto probabile che a favorire il fenomeno sia il cambiamento climatico e in particolare il Global Warming, ovvero il recente surriscaldamento del Pianeta: gli sconvolgimenti della circolazione atmosferica causati dal maggior calore presente nell’atmosfera avrebbero reso l’habitat delle regioni tropicali americane assai più favorevole ai vitigni. Ecco allora che nel prossimo futuro, nelle cantine più rinomate, accanto a una pregiata bottiglia di Bordeaux o a un Barolo d’annata, potrebbe trovare posto anche un corposo vino dell’Amazzonia!

Vino News 24 - 9 febbraio

Imparare i segreti del vino con gli sci ai piedi? In Alto Adige, tra la Val Gardena e l’Alta Badia la voglia di enoturismo è diventata realtà grazie al progetto Ski Wine Ambassadors, con cui i maestri di sci si trasformano in ambasciatori del gusto, capaci di guidare gli ospiti non solo lungo le piste, ma anche attraverso il mondo dei vini altoatesini. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Consorzio Vini Alto Adige, le scuole di sci locali e Idm Südtirol e consente ai maestri di acquisire, tramite una formazione enoica approfondita organizzata dall’Associazione Sommelier Alto Adige, le competenze per consigliare il vino giusto, raccontarne le caratteristiche e introdurre gli sciatori alle migliori etichette locali, sulle piste o durante una sosta nei rifugi.

Wine News - 6 febbraio

“Vallis-polis-cellae”: è questo uno dei nomi più affascinanti dei territori del vino italiano, la “valle dalle molte cantine”, ovvero la Valpolicella. Oggi, la Valpolicella è uno dei territori più blasonati e prestigiosi: abbraccia 19 Comuni, tra il fiume Adige, la Valpantena ed i Monti Lessini, tutti nel territorio di Verona, e in quel “triangolo veneto” dell’agricoltura e del commercio che storicamente unisce la capitale della Valpolicella con il Lago di Garda e con Venezia. 30.000 ettari, che salgono a 750 metri di altezza e scendono a 50 metri sul livello del mare, di cui oltre 8.600 ettari vitati - di cui più di 3.500 certificati green o sostenibili - nelle colline disegnate dalle marogne e costellate di Ville Venete in cui anche il Sommo Poeta Dante Alighieri trovò conforto nell’esilio. È qui che nasce l’Amarone, uno dei più grandi rossi italiani, che sa andare oltre i trend e oltre le mode del momento - che cercano più freschezza e meno alcol - unico per il metodo di appassimento delle sue uve (in lizza per il riconoscimento Unesco), che lo fa apprezzare sempre di più dai consumatori del mondo, con un export che vale il 60% della produzione (nel 2023, aspettando l’aggiornamento dei dati, pari a 14,2 milioni di bottiglie, sui 67 milioni dei vini prodotti nella denominazione Valpolicella, con Recioto, Ripasso e lo stesso Valpolicella), e con Usa, Canada e Nord Europa primi mercati, ma anche dalla critica internazionale (con l’Amarone 2015 di Bertani premiato come “Vino dell’Anno” 2024 da James Suckling, uno dei critici più influenti).

Wine News - 4 febbraio

A dispetto dei dati dell’export, i consumi reali di vino italiano negli Stati Uniti chiudono il 2024 in calo, e i paventati dazi dell’amministrazione Trump assumono così un significato ancor più preoccupante: lo sottolinea Unione Italiana Vini (Uiv), che con il suo Osservatorio ha elaborato i numeri riferiti a tutto lo scorso anno delle vendite nell’off e on trade statunitense del prodotto tricolore. Secondo l’analisi, il 2024 si è chiuso con un calo a volume nelle vendite di vino italiano negli Usa del 4,4%, a fronte di un deficit generale del totale mercato a -7,2%. Pagano maggiormente - nelle rilevazioni targate Sipsource presso il retail e l’horeca a stelle & strisce - i bianchi e i rossi, entrambi a -6,4%, mentre tengono gli spumanti italiani (+1,5%), che guadagnano importanti quote di mercato sui competitor. In difficoltà le principali denominazioni, fatta eccezione per Prosecco, Brunello di Montalcino e Barolo.
I trend sono confermati anche dalle elaborazioni dell’Osservatorio Uiv su base Nielsen, che intercetta le vendite nella grande distribuzione e retail statunitense. Lo scorso anno il calo a volume del vino tricolore ha segnato un gap del 4,2% e del 2,5% a valore (a 2,6 miliardi di euro). In passivo i volumi acquistati della quasi totalità dei vini italiani, con picchi per il Pinot Grigio Delle Venezie (-7%) e il Lambrusco (-6%), mentre sono in controtendenza i soli bianchi siciliani (+5%), il Brunello di Montalcino (+3%) e il Prosecco (+1%), che però paga un -4% nell’ultimo trimestre. E proprio l’ultimo quarto dell’anno, quello che ricomprende le festività per il Thanksgiving e il Natale, è stato tra i peggiori, con perdite del 7% volume e del 6% valore. Tutto il contrario, secondo Uiv, rispetto alle rilevazioni export dei primi 11 mesi, che danno una crescita del 7% solo in piccola parte condizionata dall’exploit - imposto dai dazi - del mese di novembre. Un anticipo di mercato, quello di novembre, che ha visto la domanda di spumanti lievitare addirittura del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e che farà segnare un ulteriore record a dicembre, ma ci sarà poco da alzare i calici.

Ristoranti - 3 febbraio

Com’era prevedibile, il nuovo codice della strada è caduto come una scure sul consumo di vino nei ristoranti. Assovini parla di un calo dal 40 al 60 per cento dalla sua entrata in vigore, quindi a u periodo che coincide con il periodo delle festività natalizie e di fine anno, quando tra pranzi familiari e cene aziendali, di solito il consumo aumenta sensibilmente. È vero che per le nuove norme il tasso alcolemico massimo consentito è rimasto quello consueto di 0,5 grammi per litro, cioè bicchiere e mezzo, al massimo due, durante un pasto. Ma è anche vero che le sanzioni si sono non poco inasprite: un tasso alcolemico superiore a 0,5 ora viene punito con una multa da 543 a 2.170 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Tra 0,8 e 1,5 grammi per litro la multa sale da 800 a 3.200 euro, la patente viene sospesa da sei mesi a un anno e soprattutto scatta l'arresto fino ai sei mesi. Per chi supera 1,5 grammi per litro, la multa va da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto va da sei mesi a un anno e la patente viene sospesa da uno a due anni. In questo difficile clima, i ristoratori si stanno impegnando nella difficile impresa di tamponare le limitazioni e favorire chi entra nel loro locale con il desiderio di vivere un’esperienza gastronomica non penalizzata dall’assenza di una bottiglia sul loro tavolo. Alcuni propongono il passaggio in taxi gratuito da casa al ristorante e ritorno. Altri rispolverano la vecchia idea del doggy bag per il vino: il cliente paga tutta la bottiglia ma viene poi invitato a portarsela a casa con quanto vi è rimasto per paura dell’alcool test. Magari dentro allo shopper fornito dai produttori, brandizzato con il marchio della cantina e con inciso lo slogan “Portami a casa”. Altri ancora pensato ai vini dealcolati che pare stiano velocemente migliorando la loro qualità, e via dicendo, tra piccoli entusiasmi e grandi perplessità. Fra i tamponi più “indolori” che meno incidono sulla qualità e sulla quantità della libagione abituale, ci sono i d&b, cioè dinner & bed: poche camere (12 al massimo) annesse al ristorante o sistemate in un edificio a pochi metri da questo dove pernottare dopo la cena. Basterà salire una rampa di scale, o fare una breve passeggiata, per raggiungere una camera dove smaltire con un buon sonno notturno quel calice in più. E l'esperienza continuerà il mattino dopo, con una bella colazione gourmet prima di rimettersi al volante senza alcun patema.

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