Se avete scelto l’Umbria come destinazione per il vostro weekend enogastronomico, ecco i nostri suggerimenti per brevi itinerari.

di Clara Maria Iachini

Avete mai fatto caso che in Umbria il verde è ancora più verde?

Avete mai provato quel senso di misticismo e di atmosfera intima e silenziosa che si vive solo tra i suoi antichi borghi e i paesini di collina avvolti da una timida foschia?

Terra di artisti, letterati e scienziati, l’Umbria è soprattutto terra di vignaioli che guardano con affetto alla tradizione e irriducibile diffidenza verso un’innovazione di rinnovamento radicale, meta perfetta per chi ha scelto di vivere un weekend all’insegna del buon vino, del buon cibo e di tanto relax. Qui storia e natura si esprimono in tutta la loro bellezza, vissuti in quella dimensione dello spirito chiamata “umbritudine”, un modo di vivere e godere delle bellezze del paesaggio, dell’ospitalità e positività della gente, un sentimento che caratterizza profondamente gli umbri.

Se si pensa all’Umbria viene subito in mente San Francesco, la sua storia, le chiese, i luoghi dove si sono compiute le sue gesta, celebrate e narrate nei secoli: da Assisi al Bosco di San Francesco seguendo la via Francigena, passando da Foligno nella cui piazza si spogliò di tutti i suoi averi, fino alla Porziuncola a Santa Maria degli Angeli. Qui trascorse gli ultimi tre giorni della sua vita deposto nudo a terra per poi morire la sera del 3 ottobre 1226. Ogni anno il 3 ottobre, al tramonto si celebra la solenne Commemorazione Nazionale del Transito del Santo che è il Patrono d’Italia.

Antonelli, Vigna
Antonelli, Vigna

Quando si parla di Umbria si parla anche di buon cibo e ottimo vino. Lo facciamo raggiungendo Montefalco, uno dei borghi più belli d’Italia e terra vocata alla vinificazione. Montefalco Sagrantino DOCG e Torgiano Rosso Riserva DOCG, sono le uniche DOCG della regione, le DOC invece sono ben 13 presenti in “sei macro-aree principali: il Perugino-Assisano e la zona di Torgiano; le colline che si affacciano sul Lago Trasimeno; il distretto di Montefalco; l’area dei Colli Martani e di Todi; le zone dei bacini lacustri del Ternano che comprendono anche Amelia; l’Orvietano.” (fonte Assovini). Il Sagrantino vino principe di Montefalco, nell’antichità vino passito e dolce, ha rischiato l’oblio intorno agli anni ‘60 quando per la prima volta nel 1972 fu vinificato secco. Divenuto DOCG solo nel 1992, oggi lo potete degustare in entrambe le versioni. L’etimologia della parola Sagrantino, ci porta molto lontano, “sacer”, “vino sacro” che deriva da “sagrestia”, il vino usato per le funzioni religiose e durante le feste. Si narra che abbia anche poteri miracolosi: una leggenda popolare racconta che un frate liberò una ragazza dal demonio con un esorcismo compiuto proprio con  il vino. Da questa circostanza prese il nome la piccola frazione toponomastica di Montefalco, Scacciadiavoli, nonché nome di una delle più antiche e storiche cantine da visitare. In particolar modo è da vedere la suggestiva bottaia che si raggiunge scendendo diversi livelli sotto terra. Si consiglia di contattare la cantina per prenotare la visita guidata e la degustazione.

Scacciadiavoli
Scacciadiavoli

Salendo verso il paese di Montefalco, e lasciandoci alle spalle Scacciadiavoli, si arriva a San Marco, dove troviamo l’imponente e storica cantina di Antonelli San Marco. Qui il tempo sembra essersi fermato. Dal 1881 la storica famiglia vinifica e produce olio nei 190 ettari a corpo unico nel cuore della DOCG. Dopo una suggestiva visita nella cantina storica, è d’obbligo una passeggiata nella Vigna Tonda (detta così perché piantata in forma circolare) di Trebbiano Spoletino, da cui nasce Anteprima Tonda, un vino macerato in anfora che è un’anticipazione del vino Vigna Tonda.

Antonelli, Vigna Tonda
Antonelli, Vigna Tonda

Il suggerimento è quello di pranzare nel ristorante della Cantina con vista mozzafiato sulle vigne e prenotare il vostro pernottamento nel Casale Satriano, anch’esso di proprietà della famiglia Antonelli; sei comodi appartamenti indipendenti che godono di una splendida vista sui Monti Martani, Tra le attività suggerite, oltre la visita in cantina e ai vigneti, le passeggiate su uno degli itinerari del bosco, la degustazione guidata con i salumi tipici di loro produzione (allevano anche suini allo stato brado), la caccia al tartufo all’interno della tenuta.

Casale Satriano
Casale Satriano

Da non perdere Tenuta Castelbuono della famiglia Lunelli, cantina nata dal desiderio di essere uno scrigno per il vino. Così prende forma il Carapace, un’opera del Maestro Arnaldo Pomodoro, amico di lunga data della famiglia che accetta subito la sfida di costruire una cantina che si integrasse con il territorio e con le dolci colline umbre, e che fosse allo stesso tempo funzionale alle operazioni di vinificazione. Sotto l’imponente struttura sono custoditi gli eleganti vini prodotti; attraverso una scala a chiocciola, situata al centro dell’edificio, si scende per molti metri sotto terra. Qui troviamo una bellissima bottaia e una piccola saletta per le degustazioni e gli eventi privati.

Potete infine decidere di inebriare le vostre papille gustative con una sosta al Ristorante L’Alchimista, vini e piatti umbri in un locale intimo. Lasciate un po’ di spazio per un calice di Sagrantino Passito accompagnato da un buon tiramisù. Tra gli indirizzi suggeriti anche il Ristorante  Locanda del Teatro, nel cuore del centro storico di Montefalco e l’Osteria Il Sagrantino, dove Loredana Sarpe, preparatissima sommelier, saprà guidarvi in superbi abbinamenti. Per finire, perdetevi tra i vicoletti di Montefalco; sarà meraviglioso scoprire le viti ultracentenarie a piede franco di Sagrantino, tutt’oggi produttive.

Si torna a casa con in valigia un po’ di “umbritudine”, quanto basta per ritornare presto a visitare questa terra mistica e meravigliosa dove sacro e profano si plasmano, integrandosi.

Foto copertina crediti: Lunelli

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