L’evento inaugurale firmato GloryPOP e La Bolla Caserta ha proposto un percorso che unisce tradizione e abbinamenti enologici al più iconico tra i piatti italiani
di Nello Gatti
Milano d’estate ha un ritmo particolare. Le giornate si allungano, le strade cambiano voce, i tavoli all’aperto diventano luoghi di incontro e la città si trasforma in un grande laboratorio di idee, sapori e contaminazioni. È dentro questa atmosfera che la Pizza Week Milano Edition 2026, firmata 50 Top Pizza, trova il suo significato più autentico: raccontare la pizza non soltanto come prodotto, ma come fenomeno culturale capace di attraversare generazioni, territori e linguaggi.
Una delle serate più interessanti del calendario milanese è andata in scena da GloryPOP, progetto nato nel novembre 2023 dall’intuizione di Salvatore Venuto insieme ai pizza chef Gianmarco Michieletto, Samuele Cantisani e Angelo Catapano. Un luogo che già dal nome dichiara la propria vocazione: mettere insieme la memoria pop degli anni ’80 e ’90 con una nuova idea di pizza, più contemporanea, libera e curiosa.
GloryPOP è il progetto nato dalla cultura popolare della pizza per accompagnarla dentro un immaginario fatto di design, musica, colore e ricerca.
La serata inaugurale della Pizza Week, realizzata in collaborazione con La Bolla Caserta, ha raccontato proprio questo passaggio: la pizza che incontra il vino non come elemento esterno, ma come compagno di viaggio. Due mondi che per anni hanno seguito percorsi paralleli e che oggi trovano un punto d’incontro naturale, perché entrambi parlano di territorio, tempo, artigianalità e capacità di emozionare.
Il percorso è iniziato con un gesto conviviale, quasi un invito a entrare nel racconto: un Bloody Mary rivisitato con aria al basilico, un’apertura giocosa che richiamava il linguaggio creativo di GloryPOP, dove il ricordo non viene replicato ma reinterpretato.
Poi il vino ha iniziato a costruire il suo dialogo con la cucina. Gli antipasti, dalla Refrisella alla Melanzana in evoluzione, hanno trovato nella bollicina rosé di Merotto una lettura fresca e luminosa. Le bollicine hanno accompagnato la dimensione mediterranea dei piatti, quella fatta di profumi vegetali, sapidità e stagionalità, aprendo il palato verso il percorso successivo.
La vera sfida della serata era però tutta nelle pizze: dimostrare che un impasto può essere il punto di partenza di una narrazione gastronomica più ampia.
GloryPOP lavora su due identità: la morbidezza della tradizione napoletana e la croccantezza del formato 180 grammi, che richiama la scuola romana. Due interpretazioni che raccontano una stessa idea: la pizza è un equilibrio tra memoria e movimento, tra radici e possibilità.
La Mastunicola 2.0 Pop, accompagnata dall’A.A. Pinot Nero DOC – Von Blumen, è stata una fotografia perfetta di questa filosofia. Pecorino Conciato Romano, datterino giallo confit, lardo di Colonnata, polvere di liquirizia, tarallo napoletano e gel di menta glaciale costruiscono un gioco di contrasti: territorio e contemporaneità, morbidezza e freschezza, profondità e leggerezza.
Il Pinot Nero dell’Alto Adige ha seguito questa complessità con eleganza. Un vino capace di entrare nella trama della pizza senza sovrapporsi, accompagnando la parte più intensa degli ingredienti con una finezza che appartiene alla sua natura.
Con l’Etna DOC di Davide Fragonese il racconto ha cambiato direzione. La mineralità e la tensione del vulcano siciliano hanno incontrato due pizze diverse ma accomunate dalla ricerca.
La SLAW 66, taco di pizza ai cereali, semola e mais con maiale CBT, salsa Coleslaw e provola affumicata, ha portato nel percorso una dimensione più contemporanea e contaminata. Una pizza che guarda lontano, che prende ispirazioni diverse e le riporta dentro un linguaggio italiano.
La Marinara Glory 180 gr ha invece mostrato come un grande classico possa continuare a evolversi: pomodorini del Vesuvio, aglio, origano, colatura di alici, pesto di basilico con mandorle, polvere di olive, katsuobushi e bergamotto. Un intreccio di Mediterraneo e suggestioni orientali, dove il mare, la terra e l’aromaticità trovano un equilibrio sorprendente.
Qui l’Etna Bianco ha avuto il ruolo di unire i fili: freschezza, sapidità e mineralità hanno accompagnato una pizza ricca di sfumature, dimostrando come il vino possa diventare uno strumento per ampliare la percezione del piatto.
La chiusura dolce è stata affidata al Trento DOC Extra Brut Metodo Classico, insieme a due creazioni: una pizza dolce con cacao, vaniglia, pesca, mandorla, caramello salato e limone, e una dedicata alla mela nelle sue diverse consistenze. Anche qui il vino ha avuto il compito di accompagnare senza coprire, mantenendo quella freschezza necessaria per lasciare spazio al ricordo finale e, come già accaduto con l’Etna Bianco, contribuendo a scardinare le sequenze didattiche che vorrebbero prima i bianchi e poi i rossi, riservando ai dessert esclusivamente vini dolci.
Quella di GloryPOP e La Bolla è stata una serata che racconta un momento preciso della gastronomia italiana. La pizza sta cambiando perché cambia il modo in cui guardiamo al cibo: cerchiamo storie, identità, luoghi, persone. Non basta più mangiare un prodotto; vogliamo comprenderne il percorso.
Milano, con la sua energia estiva e la sua capacità di accogliere nuove visioni, è il luogo ideale per questo confronto. La Pizza Week diventa così non soltanto una celebrazione della pizza, ma uno spazio dove la cultura gastronomica si muove, si mescola e trova nuove forme.
E forse è proprio questo il fascino della pizza oggi: rimanere una delle cose più semplici e amate, continuando però a sorprenderci.
Nello Gatti
Vendemmia tardiva 1989, poliglotta, una laurea in Economia e Management tra Salerno e Vienna, una penna sempre pronta a scrivere ed un calice mezzo tra mille viaggi, soggiorni ed esperienze all'estero. Insolito blend di Lacryma Christi nato in DOCG irpina e cresciuto nella Lambrusco Valley, tutto il resto è una WINE FICTION.