L’Italia che esporta: segnali positivi da Oltremanica, dal Prosecco a Montecucco, le nostre denominazioni alla London Wine Fair 2025

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L’evento nella capitale inglese si conferma crocevia internazionale del vino e degli spirits, con una partecipazione sempre più ampia, anche di Paesi emergenti e mercati in evoluzione

di Nello Gatti

La London Wine Fair 2025 ha rappresentato un momento cruciale per il settore vinicolo globale, riflettendo le sfide e le opportunitàà di un mercato in evoluzione. In un contesto segnato dalle incertezze post-Brexit e le gravi carenze che attanagliano il segmento Hospitality, l’evento ha dimostrato la resilienza e l’adattabilità dell’industria, consolidando il suo ruolo di piattaforma fondamentale per il trade, l’innovazione e la formazione, inserendosi in un contesto che oltre alla produzione vitivinicola mondiale, ha integrato l’intero segmento beverage, la F&B Industry e il comparto trade.

Nonostante le sfide derivanti dalle nuove barriere commerciali e dalle fluttuazioni economiche, il Regno Unito ha mantenuto una posizione centrale nel panorama vinicolo internazionale. La London Wine Fair 2025 ha evidenziato una crescita significativa, segnando un aumento del 9% della superficie espositiva rispetto all’anno precedente. Questo risultato testimonia l’importanza strategica dell’evento per produttori, importatori e distributori, nonché la fiducia nel mercato britannico.

Un elemento di novità di quest’edizione è stata l’introduzione dell’area “Signature Serve” dedicata agli spirits premium e ai mixer, con l’obiettivo di attrarre buyer e distributori del settore on e off-trade. Questa iniziativa sottolinea l’evoluzione del mercato britannico, sempre più orientato verso un’offerta diversificata e sensibile alle novità nel segmento beverage a tutto tondo, registrando oltre 2.000 professionisti del settore presso la postazione. La Battle of the Bubble, un confronto tra Champagne e bollicine internazionali rivelando un forte interesse per le bollicine britanniche, con i vini inglesi che hanno conquistato i primi due posti, mentre lo Champagne ha prevalso come vincitore complessivo. La Discovery Zone, un’area che ha messo in luce startup e tecnologie innovative nel settore vinicolo, tra cui agenzie, applicazioni digitali e soluzioni logistiche, sottolineando l’importanza dell’innovazione per il futuro del settore. Infine, come non citare la passerella dedicata ai Wine Unearthed, rivolta a quelle produzioni alla ricerca di un primo contatto con il mercato UK.

Non sono mancate ovviamente le sessioni dedicate alle masterclass e alla formazione, offrendo oltre 70 appuntamenti tra talk, seminari e degustazioni, affrontando temi come la sostenibilità, le tendenze di consumo e le sfide del mercato. In particolare, l’Italia è stata protagonista a più riprese, da nord a sud, con alcune denominazioni tra cui il Prosecco DOC, il Montecucco e la Sicilia DOC.

L’Italia ha avuto una presenza significativa, con espositori provenienti prevalentemente da Piemonte, Lombardia, Toscana, Abruzzo e Sicilia. Tra i partecipanti di rilievo, Italian Wine Brands ed altri brand di esportazione e distribuzione hanno presentato un ampio portfolio di etichette con forte presenza di etichette italiane, ma non c’è da dimenticare che in questo contesto non siamo i soli. Alla London Wine Fair, così come nel mercato UK, è presente il resto del mondo.

La fiera ha visto una crescente partecipazione di Paesi emergenti. La Cina ha raddoppiato la sua superficie espositiva rispetto al 2024, con importatori come Vinum Eurus che hanno aumentato la loro partecipazione del 300%. Anche il Giappone ha ampliato la sua presenza, con un padiglione più grande del 50%, presentando una selezione di sake, shochu e vini giapponesi. Il Portogallo ha raddoppiato la sua presenza rispetto al 2023, con 44 cantine partecipanti, mentre restano bel salde le posizioni di Grecia, Romania, Georgia e Sudafrica.

Hannah Tovey, direttrice della London Wine Fair, ha sottolineato l’importanza strategica dell’evento per il mercato britannico del vino, affermando “Se il Regno Unito è un mercato primario, è fondamentale essere presenti alla London Wine Fair”. Questa dichiarazione evidenzia come la fiera rappresenti una piattaforma cruciale per produttori e distributori che desiderano accedere al mercato UK. Inoltre, Tovey ha sottolineato l’importanza di eventi come i Wine Buyers Awards nel riconoscere la professionalità dei buyer professionisti e nel rafforzare la reputazione del settore.

Proprio in questa edizione, i Wine Buyers Awards hanno introdotto una nuova categoria dedicata alla sostenibilità, riflettendo l’importanza crescente delle pratiche ambientali nel settore vinicolo oltre che celebrare l’eccellenza nel settore, premiando produttori e distributori che si sono distinti per merito e innovazione. Questa iniziativa dimostra l’impegno della London Wine Fair nel promuovere il concetto di filiera nel mercato del vino.

La London Wine Fair 2025 ha consolidato il suo ruolo di piattaforma globale per il settore vinicolo e degli spirits, offrendo opportunità di networking, formazione e aggiornamento professionale. L’Italia ha confermato la sua posizione di leadership, presentando una vasta gamma di prodotti e consolidando il suo posizionamento premium, ma in un contesto post-Brexit, la fiera ha messo anche in luce la necessità di rafforzare i legami commerciali e promuovere l’internazionalizzazione del settore.

 

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Nello Gatti

Vendemmia tardiva 1989, poliglotta, una laurea in Economia e Management tra Salerno e Vienna, una penna sempre pronta a scrivere ed un calice mezzo tra mille viaggi, soggiorni ed esperienze all'estero. Insolito blend di Lacryma Christi nato in DOCG irpina e cresciuto nella Lambrusco Valley, tutto il resto è una WINE FICTION.

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