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“Radici, la Ribolla di Oslavia, una tradizione di famiglia”, la monografia di Primosic

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La lettura originale dei vini di Oslavia e Collio, Yin E Yang Della Stessa Terra, la convivenza generazionale in cantina, le tecniche e la sperimentazione.

È uscita il 30 marzo 2023 la monografia “Radici, la Ribolla di Oslavia, una tradizione di famiglia”, il racconto del percorso di Primosic, i vignaioli di Oslavia. I testi curati dal giornalista Alessio Turazza ripercorrono la storia di cinque generazioni che hanno camminato con lo stesso sviluppo di crescita del territorio e del vitigno Ribolla Gialla. Un viaggio nel passato, presente e futuro con i protagonisti della famiglia, da Silvan con i figli Marko e Boris, oggi alla guida dell’azienda e i nipoti Greta, Nicola, Elia (della nuova generazione fa parte anche Aleksjia). Aneddoti, curiosità, le difficoltà di appartenere a quello specifico luogo, il significato di radici forte e solide, il percorso complesso fedele alle tradizioni, la convivenza generazionale in azienda divenuta “un travaso di conoscenze”, fonte di confronto anche sulle tecniche di cantina e sperimentazione. La visione di una produzione vinicola che oggi vanta due vini icona come la Ribolla Riserva e Klin Collio Bianco.

Commenta così Marko Primosic: “Radici non è una monografia autocelebrativa, ma la testimonianza generazionale attraverso il racconto di come è cambiato il mondo vinicolo friulano, di come invece non è cambiato il legame con la Ribolla Gialla, il fil rouge che attraversa tutte le generazioni”. 

Il titolo “Radici” sottolinea le origini antiche della famiglia che risalgono all’800, e sono frutto dell’influenza della cultura germanica, slava e latina. Sono radici che, come ha detto Silvan Primosic “resistono alla Bora e alle vicissitudini della storia, e hanno permesso alla famiglia di affrontare le difficoltà, ripartendo ogni volta dalla terra e dalla Ribolla Gialla”. Si legge nella monografia: Oslavia e il Collio. Yin e Yang di questa terra. Una similitudine non solo di carattere ontologico ma anche etimologico. Nell’antica tradizione cinese, infatti, Yin indicava il versante più ombreggiato e Yang quello più soleggiato di una collina. Arcane assonanze tra mondi e culture lontane, che condividono l’idea di collina come luogo dell’anima, spazio intimo e non solo semplice elemento del paesaggio. Yin e Yang non possiedono un’identità autonoma ed esclusiva, esistono all’interno di una profonda e indissolubile relazione dialettica. Sono elementi complementari, uniti da un legame dinamico di scambio, che si fonde in un mutevole equilibrio. Allo stesso modo Oslavia non può esistere se non all’interno del più vasto territorio del Collio e il Collio risulterebbe mutilato se non comprendesse al suo interno Oslavia. Anello di congiunzione, la viticoltura di Primosic che con la complementarità della Ribolla di Oslavia e il Collio Bianco Klin, ristabilisce un rapporto di stretta simbiosi tra due aree profondamente legate a un unico destino.

“La collina di Oslavia ha due lati, un lato esposto al sole, luogo vocato per la Ribolla e i vini ambrati e un lato est, più fresco, luogo d’elezione per il Klin (Collio Bianco) e i vini dorati – racconta Marko Primosic -. Questi due vini sono fratello e sorella, sono connessi, espressione dell’identità del Collio, ambrati e dorati, non c’è distinzione”. Un terroir irripetibile altrove, un microcosmo unico. Terre pietrose e friabili, terre di ponca, di mineralità e struttura, grazie alle quali il vino rimane per Primosic una certezza. Da Karlo a oggi sono cambiate molte cose. La terra, il buono vino come il futuro dell’azienda che “è in buone mani e la continuità è assicurata dai miei figli e dai nipoti che hanno testa e idee per portare avanti il cambiamento, fortemente legati ad Oslavia e hanno radici capaci di resistere anche alla Bora”. – sottolinea Silvan Primosic.

“Ambrati, la Ribolla di Oslavia, e dorati, i vini maturi ma sempre di ponca come il Collio Bianco Riserva”.Li definisce così Marko Primosic stabilendo subito che non c’è un primo della classe, uno più o meno bravo. “Sono solo connessi all’altro in un momento in cui si ha voglia di dividere, una divisione che però non è il desiderio del produttore”. 

In assaggio, a conclusione della presentazione, la Ribolla di Oslavia (annate: anteprima 2019, 2013, 2009, 2003) e Collio Bianco KIin (annate 2016, 2013, 2004). Straordinaria l’annata 2003 della Ribolla, la prima prodotta con la tecnica della macerazione, circa 15 giorni. Un vino con 20 anni di storia che mostra longevità e capacità di invecchiamento, evidenziando lo stile della cantina che punta all’eleganza senza tempo.

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