Dal dialogo tra territori e professioni al focus sulla comunicazione del vino, l’evento firmato Montana e Gorelli ha trasformato il Parker’s in un laboratorio di idee che attraversa la Penisola da nord a sud
di Marina Alaimo
Si è tenuta a Napoli presso il Grand Hotel Parker’s la quinta edizione di Be.Come, l’evento ideato da Alessandra Montana, fondatrice di Allumeuse, e Gabriele Gorelli, il primo italiano ad avere conquistato il titolo di Master of Wine.
Il progetto prevede un focus principale sul mondo del vito italiano, sulla giusta maniera di comunicarlo perché arrivi chiaro e illeso il grande patrimonio culturale che rende così unici territori e cantine. Sicuramente il modo migliore per affrontare l’attuale difficoltà del settore vino, anche se il calo dei consumi può ritenersi fisiologico dopo la lunga parabola puntata verso l’alto.
Altro aspetto importante del progetto è mettere in dialogo, e in dinamica sinergia, i vini e i loro interpreti con altri settori di rilievo nel made in Italy, come la ristorazione, l’arte e la moda. Il Parker’s si rilevato un set indovinatissimo per accogliere l’ambizioso progetto di Be.Come, essendo di norma impegnato nel trasmettere il meglio della storia e cultura partenopea, in costante dialogo con altre culture del mondo, sia nel settore della ristorazione, come con il George, ristorante due stelle Michelin, che del vino, organizzando spesso eventi di alto profilo.
Sullo stesso fil rouge l’hotel è perenne galleria d’arte, con esposizione di opere di proprietà, nonché di kermesse dedicate ad artisti di rilievo nel panorama mondiale.
Dall’albergo la vista sulla città di Parthenope è di una bellezza ineccepibile, abbracciando dall’alto una veduta piena e integra, con la sua moltitudine di forme e colori, dal mare al Vesuvio, fino all’intricato intreccio di strade e vicoli. A sua volta testimone tangibile di quanta bellezza possa produrre la contaminazione di idee e culture.
Oltre ai punti degustazione in presenza dei produttori di vino partecipanti, ci sono state le masterclass dirette da Gabriele Gorelli e Jeffrey E. Porter, writer at Large – Wine Enthusiast
Masterclass “In equilibrio tra radici e visione”, tra i vini bianchi su e giù per lo stivale
Un percorso che ha messo in evidenza l’enorme ricchezza del patrimonio vitivinicolo italiano, con la sua molteplicità di espressioni, ben radicate e adattate alle diverse peculiarità dei territori, dove l’interpretazione dell’uomo fa sempre la differenza. Anche nel dimostrare come lo stile del singolo produttore sia assolutamente un valore determinante, quanto la sua visione nel progettare il futuro, nella maniera più indovinata possibile perché quanto si è costruito nei secoli non svanisca nel nulla.
Ecco allora che con un ritmo leggero e divertente, Gabriele e Jeffrey presentano i vini bianchi scelti.
Sul piacere della leggerezza si dà inizio con il Lambrusco di Sorbara Omaggio a Gino Friedmann, metodo charmat Cantina di Carpi e Sorbara, la cantina sociale più antica d’Italia, attiva dal 1923. Vinificato in bianco, delicato e sottile, rimanda gioia e levità, delicato nei profumi di arancia, mandarino e fragoline, con bollicine sottili e tanta freschezza che lo rende estremamente piacevole.
Pescando tra i vitigni strettamente legati al territorio di provenienza, Il Susumaniello Rosé 2024 di Varvaglione ci porta nella radicata cultura in rosa del Salento. Cantina storica che ha tanto da raccontare in questo areale così unico e interessante. Terzo anno di produzione per questo rosato, delicatissimo nel colore, semplice e diretto.
Mentre tutta la versatilità e la finezza della falanghina la ritroviamo nell’etichetta, Vigna Caracci Falerno Bianco 2020 di Villa Matilde. I vigneti sono lungo la costa in un territorio del vino molto antico e celebre. La famiglia Avallone ha ampiamente dimostrato quanto la falanghina potesse essere vino capace di esprimere grande personalità nei tempi lunghi, pur offrendo una bevuta piacevole anche da giovane.
Ci spostiamo poi sull’Etna, uno dei territori più amati sia in Italia che all’estero, per l’estrema finezza dei vini e per la straordinaria bellezza dei diversi areali sul vulcano. Guardo il vento 2024 è l’Etna bianco di Paolo Caciorgna, enologo toscano profondamente innamorato di questo territorio, dei suoi vini e la sua gente non ultima. Di estrema finezza, profondo e lungo – l’Etna c’è tutto, ce lo racconta con puntualità.
Rimanendo in Sicilia e tra i salty wine, Vignarara 2024 di Francesco Intorcia (Heritage) è piena espressione del grillo nell’area sud-ovest, nel meraviglioso territorio del Marsala dove le vigne sfiorano il mare. Siamo sulla laguna dello Stagnone, un luogo pazzesco, bellissimo, qui le uve si velano costantemente di salsedine, è mediterraneo e deciso nei toni salini.
Ancora Sicilia occidentale, in terra di saline, proviamo il catarratto Fiorente 2024 di Fina, il vitigno principe dell’Etna in questo areale acquisisce struttura e toni caldi.
Radici e visioni è il tema portante di questa degustazione, e Ampelio Bucci ha fatto da sempre propria tale filosofia investendo sul verdicchio di Jesi e sul suo modo di valorizzarlo al massimo – una vera e propria rivoluzione. La straordinaria espressione dei suoi vini in terra marchigiana ha segnato un successo in continua crescita che ha convinto la famiglia Veronesi, alias Signorvino, ad acquistarla. Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Riserva 2021, l’attuale annata in commercio. Un vino innovativo, divenuto un classico imperdibile per chi voglia sorseggiare questo territorio.
Il Greco di Tufo è un altro vino bianco di grande carattere, profondità, capace di utilizzare i tempi lunghi con entusiasmo, garantendo bevute memorabili. Goleto Greco di Tufo Riserva 2021 Tenute Capaldo, dalla piccola vigna di 2,5 ettari in zona San Paolo, una delle più vocate e dal carattere molto personale. Il vino esprime tutta la potenza e profondità del greco di Tufo, profuma di cedro, sedano selvaggio con sbuffi di zolfo, ricco e fresco il sorso.
Vino a sua volta coraggioso e pulsante di energia il Derthona 2021 Colli Tortonesi di Borgogno, timorasso in purezza, sa essere profondamente coinvolgente sia al naso che all’assaggio, burroso e fresco con lungo finale salino.
Vino storico lo Chardonnay di Isole e Olena, annata 2023, un super tuscan iconico, materico e profumato.
Torniamo alla leggerezza più assoluta, quella delle bollicine. Franciacorta Riserva Extra Brut Vittorio Moretti Bellavista. Un visionario che ha lanciato a grande velocità questo territorio sinonimo di metodo classico e qualità. Fumé, nocciola, mandarino, pepe bianco. Sorso di piena freschezza, sottile come una lama super affilata.
Marina Alaimo
Giornalista Napoletana, rimasta a Napoli per scelta, collabora con
diverse testate e guide specializzate nel settore food and wine da molti anni. Sommelier, il viaggio nel mondo del vino è iniziato proprio frequentando un corso AIS e la folgorazione è stata totale, irresistibile, fino a scegliere di cambiare totalmente il corso della propria vita