Un’interpretazione corale e un autentico gioco di squadra danno vita a una grande bollicina da tavola
di Francesco Annibali
Monsupello è un’azienda familiare da sempre stabilmente al vertice della spumantistica dell’Oltrepò.
Dal 1893 di proprietà della famiglia Boatti, dopo la scomparsa nel 2010 di Carlo, figura di primo piano del vino di Oltrepò, l’azienda è gestita da sua moglie Carla e i figli Laura e Pierangelo.
A dar manforte alla famiglia ruota un team affiatato: gli enologi Stefano Torre, anche direttore, e Federico Fermini, insieme all’agronomo Giovanni Bigot, che garantiscono continuità stilistica, rigore tecnico e sperimentazione intelligente. Monsupello è una squadra: ogni vino nasce dal dialogo, dall’ascolto, dall’esperienza condivisa.
L’azienda produce eccellenti vini fermi sia bianchi che rossi, ma è nota soprattutto per gli otto spumanti Metodo Classico, che declinano al meglio la vocazione vinosa delle bollicine della zona.
Gli spumanti di Oltrepò, quando sono al meglio, coniugano cioè la finezza e la leggerezza che devono avere tutte le bollicine di alto livello con note che ricordano quasi più i vini fermi.
Tutte caratteristiche che vengono sublimate dal pinot nero, a nostro parere il vitigno che in versione spumante dà in zona i risultati più emozionanti.
In questo senso, il nuovo Blanc de Noirs costituisce un raggiungimento brillante, con le note del pinot nero espresse con una purezza insolita.

Il vino
Oltrepò Pavese Blanc de Noirs Pinot Nero Metodo Classico Extra Brut n.m. - Monsupello Da uve pinot nero. Affinamento del vino base in acciaio. Maturazione sui lieviti per 33 mesi. Giallo con riflessi rame ma vivo, appena aperto vira su note di pasticceria, poi emerge subito il varietale: felce, tè nero, erbe amare, frutta rossa. Corposo, “quadrato” ma sciolto, con carbonica finissima e finale su note vegetali, di erbe amare e confetto. L’intenzione di fare un vino di territorio con le bolle, più che uno “semplice” spumante, apparirà chiara agli appassionati. Una grande bollicina da tavola più che da aperitivo.
Francesco Annibali
Giornalista agroalimentare. Docente MUR di Filosofia e Scienze Umane. Docente UNIMC di Giornalistmo.
Da 28 anni si occupa di formazione e informazione nel vino. Con “Il Linguaggio del Vino” (Ampelos, 2021 – premio Biblioteca Lunelli 2022) ha inaugurato a livello internazionale l’analisi semiotica del vino e della degustazione. Il volume è stato successivamente approfondito e ampliato nel recente “Logica della degustazione del vino” (Mimesis, 2023). Dal 2021 conduce seminari di Semiotica del vino presso le Università Sant’Anna di Pisa, per Stranieri di Siena e di Macerata. Dal 2023 è docente di Laboratorio di Giornalismo all’Università di Macerata