Un vitigno, una terra, una storia: solo il sommelier ci racconta il vino

Tempo di lettura: 3 minuti

di Paolo Porfidio

In un momento in cui il gusto cambia rapidamente, la coerenza e il rigore delle figure esperte diventano ancora più fondamentali. Un bravo sommelier non sceglie etichette a caso, ma costruisce una carta vini come un progetto che coniuga tecnica, identità, territorio e dialogo con la cucina. Wine List Italia, la prima guida curata interamente dai migliori sommelier della ristorazione italiana, punta proprio su queste figure solide per far emergere le migliori carte in circolazione. E domenica 5 ottobre a Milano, saranno loro – i cento sommelier selezionati – a portare le loro dieci bottiglie ciascuno, raccontandole nel walk‑around tasting che accompagna la presentazione ufficiale della guida.

Oggi scopriamo insieme altri dieci protagonisti che faranno parte di questa nuova edizione, ciascuno con la propria visione, il proprio linguaggio enoico e un’idea precisa di cosa significhi davvero costruire una carta.

Antonio Cannoniero, da Nomos a Roma, guarda al territorio e alla biodiversità. La sua carta è dinamica, mai pesante, pensata per emozionare senza complicare, curando ogni etichetta per quello che rappresenta davvero: un vitigno, una collina, una storia.
Mirko Cavalli dell’Antica Trattoria Centro a Levanto crede nel valore della ricerca, soprattutto se mirata su piccole realtà. Il suo lavoro somiglia più a quello di un artigiano che di un collezionista, perché ogni etichetta scelta ha un volto, una storia concreta da raccontare.
Per Salvatore Matarazzo di Re Santi e Leoni a Nola la carta non è un archivio da accumulo, ma un organismo vivo. Ogni vino entra in rotazione per sorprendere chi si siede al tavolo. La selezione è mutevole, in movimento continuo, proprio come il gusto contemporaneo.
Silvia Angelozzi, alla guida della carta di Bellariva Enoteca e Bistrot ad Alba Adriatica, considera ogni scelta una firma: un modo per raccontare sé stessa, la propria curiosità, la propria visione. Nulla è lasciato al caso, ogni referenza diventa un canale di dialogo con il cliente.
Marco Zanoletti, all’Aquariva di Padenghe sul Garda, costruisce una carta autentica e appassionata. Le bollicine ricercate accompagnano rossi anche su piatti di pesce, i bianchi viaggiano tra Italia e mondo, ogni sezione è pensata con varietà e coerenza, anche nei prezzi e negli aggiornamenti.
Matteo Zanni, a Villa Crespi sul lago d’Orta, guarda all’interprete più che alla geopolitica. Per lui non conta solo dove nasce il vino, ma chi lo produce, chi vive la vigna, chi traduce in bottiglia un territorio con onestà e capacità.
All’Enoteca Pinchiorri di Firenze, Andrea De Luca punta tutto sulla ricercatezza. Il cliente informato, dice, cerca qualcosa che sorprenda: ecco perché spazio al calice, ai percorsi degustazione, alle verticali inaspettate, a quelle annate mature che non si trovano ovunque.
Federica Radice, in Franciacorta al Due Colombe, plasma una carta flessibile e completa. Italia e Francia dominano la scena, ma non mancano esplorazioni più audaci, in un equilibrio costante tra nomi consolidati e piccoli produttori in ascesa.
Cristina Pinciroli di Anima a Milano immagina la carta come un punto d’incontro: da una parte il lavoro e la visione del produttore, dall’altra il piacere del cliente finale. Ogni referenza è il risultato di ascolto, assaggi, dedizione. Ogni pagina è una promessa di autenticità.
Chiude questa nuova panoramica Davide Saglietti, dell’Osteria Contemporanea di Gattinara. Per lui la carta deve rispecchiare il sommelier, ma anche parlare il linguaggio del luogo. È un’espressione personale e territoriale, capace di restituire l’identità vinicola della regione con coerenza e verità.

 

Questi dieci sommelier – e altri novanta con loro – saranno i protagonisti di Wine List Italia 2025. Il prossimo 5 ottobre, nella giornata-evento di presentazione della guida, ognuno di loro porterà in degustazione dieci vini, frutto di selezioni personali, tecniche e culturali. Un’occasione unica per assaggiare, ascoltare e capire cosa significhi davvero costruire una grande carta vini.

Immagine di Paolo Porfidio

Paolo Porfidio

Sommelier ed Enologo, è head sommelier di Terrazza Gallia dell’ Hotel Excelsior Gallia di Milano, docente e divulgatore, oltre che curatore della Guida Wine List Italia edita da MWW Media – Vendemmie.

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