Viaggio tra 5 cantine e 5 bianchi in una degustazione che parte dalla Sardegna, arriva in Austria, passando per Toscana e Marche
di Nello Gatti
Cinque Cantine, cinque varietali, una lettera: la V di vino. Presso l’Enoluogo di Via Doria a Milano l’agenzia PR Comunicare il Vino ha messo a segno una degustazione da leggere sotto la lente d’ingrandimento di una sola lettera, la V.
Per i varietali: Vermentino, Verdicchio, Vernaccia, Viognier e Veltliner mentre il terreno di gioco disponeva lungo i tavoli la seguente formazione: Sardegna, Toscana, Marche e Austria. Una rassegna sui bianchi maggiormente rappresentativi di alcuni areali ma anche le filosofie produttive di interlocutori che nel corso degli anni hanno messo a punto pregi e difetti di questi vitigni.
In una rapida sequenza mixata, senza voler mettere in dubbio il pregevole lavoro svolto in vigna e in cantina, ci sarà uno scambio di battute in lettera, la V, a voler dare una duplice visione di quanto prodotto e quanto assaggiato in un primo torrido pomeriggio di Milano.
Vigore: è il Vermentino di Tenute Gregu, annidato tra boschi, fiumi e laghi che da quel territorio mistico e misterioso, la Sardegna, si affaccia con un sospiro lungo la Costa Smeralda. Secondo Marianna, è vigore la parola che meglio racchiude questo vino. Energia e forza vitale sono un ciclo che attraversa terra, sole e cantina, fino all’acciaio che vuole imprimere i suoi nodi più veritieri, quelli che vedono il tramandarsi di vecchi e nuovi impianti, e quelli che poggiano su una lingua ruvida fatta di fiori spontanei e passeggiate lungo le aride campagne. Perchè la Sardegna è anche questa: Variabile
Visionaria: è il pay-off che unisce un uomo alla sua missione e in questo caso, una Cantina a un determinato vitigno. Viognier e Bolgheri sono due esibizionisti difficile da mettere d’accordo, ma a volte si superano i rispettivi narcisismi se ci sono mani e calli disposti a tracciare un sentiero comune. Il grappolo è intero, la voce fuori dal coro, il tatto è una macchia di vernice verdognola su una gola secca… ma è anche l’ostinazione di provarci senza aver paura di essere al di fuori degli schemi. Il suo nome è un’anagramma, i profumi di bosco e fiamma, il palato su un pentagramma, da Michele Satta c’è acciaio, legno e cemento in questo timbro deciso che si scrive Viognier e si legge: Voulez-vous danser.
Variegato: è il Grüner Veltliner di Sommer che sfiora i laghi e le montagne dal sud-est austriaco, dove sale e spezie sono il profilo aromatico di questo bianco secco, minerale e profondo. Si colloca sulla collina più alta, dove con lo sguardo vedi il confine del vecchio Impero mentre tra i calici il verdognolo della buccia, la freschezza sulle labbra e la viscosità che passa giù per essere ricordata. Niente Mina e Celentano in “acqua e sale” perchè quella era “semplice e un po’ banale”, mentre qui il verde Veltliner vuole essere esotico, salmastro, rugoso.
Vibrante: è la Vernaccia de Il Colombaio di Santa Chiara. Perchè è una azienda viva, animata dall’amore della famiglia fondatrice. Questa vitalità si esprime nella cura dei vigneti biologici nel cuore della DOCG San Gimignano, nella produzione di vini freschi e complessi dei quali la punta di diamante è l’Albereta. La vitalità vibrante si declina anche in un’accoglienza calorosa e autentica, non solo a casa propria, ma anche in questo tipo di attività, dove Vernaccia non è un concetto stabile, ma un percorso graduale che affronta più step e diversi momenti, dai momenti più informali a quelli più meditativi.
Versatile: Vito Cardinali e il suo Verdicchio, 2 V nate e cresciute insieme. È un’azienda vinicola che si distingue per la sua versatilità, offrendo vini pensati per accompagnare diversi momenti della giornata. Il loro vino simbolo, il Costa Lisiano, può giocare diversi ruoli in base alle temperature e agli accompagnamenti, mentre l’Azienda avanza verso una produzione più ricca e consapevole delle proprie radici, nel rispetto di un vitigno che può essere uno sprinter e un maratoneta.
E dopo gli assaggi, cosa fare, sempre in lettera V? Versa un altro calice, in un’altra occasione. Visita le aziende. Vivi la loro evoluzione
Nello Gatti
Vendemmia tardiva 1989, poliglotta, una laurea in Economia e Management tra Salerno e Vienna, una penna sempre pronta a scrivere ed un calice mezzo tra mille viaggi, soggiorni ed esperienze all'estero. Insolito blend di Lacryma Christi nato in DOCG irpina e cresciuto nella Lambrusco Valley, tutto il resto è una WINE FICTION.