100 sommelier, 5 professionisti all’estero e 800 bottiglie al Grand Tasting nella 4a edizione della guida, con la curatela a Marco Reitano, Ciro Fontanesi e Alberto Tasinato
di Mattia Marzola
Il vino si sceglie in cantina, si studia attraverso i territori e le persone che lo producono, ma è a tavola che incontra il suo destinatario. È qui che una bottiglia può diventare parte di un’esperienza. È da questa prospettiva che Milano Wine Week porta al centro della propria nona edizione la sommellerie e le professionalità della sala, con Wine List Italia 2026, la guida di MWW Media presentata domenica 18 ottobre al Milan Marriott Hotel, e la prima edizione degli Stati Generali della Sala Italiana, andata in scena lunedì 19 ottobre.
Giunta alla quarta edizione, Wine List Italia inaugura una nuova fase affidando per la prima volta la curatela a tre professionisti con esperienze e sensibilità differenti: Marco Reitano, Chef Sommelier de La Pergola di Roma; Ciro Fontanesi, Coordinatore per la parte beverage di ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana; e Alberto Tasinato, owner de L’Alchimia di Milano. Tre sguardi che si incontrano per raccontare il vino contemporaneo attraverso le competenze di chi lo seleziona e il rapporto con chi lo sceglie al ristorante.
«Ci sono progetti che crescono aggiungendo pagine, nomi, numeri. E poi ci sono progetti che, crescendo, cambiano prospettiva. Quest’anno il valore di Wine List Italia compie un salto ulteriore, grazie alla visione di tre narratori straordinari del vino. Per Wine List Italia, il 2026 è stato l’anno in cui lo sguardo si è allargato», commenta Federico Gordini, presidente di MWW Group. «Più voci, più territori, più punti di vista, come quelli dei nostri sommelier che lavorano all’estero. Wine List Italia cresce così: non per tracciare confini, ma per continuare ad attraversarli».
La carta dei vini come strumento di racconto
La nuova impostazione editoriale riflette un’evoluzione del ruolo del sommelier, chiamato a mettere insieme conoscenza tecnica, ricerca e capacità di interpretare le aspettative dell’ospite. La carta dei vini diventa così uno strumento di comunicazione, espressione della filosofia del ristorante e delle scelte compiute sui territori, sui produttori e sulle etichette.
«Il nostro compito non è proporre il vino migliore in assoluto. È trovare quello capace di creare un incontro. Perché un grande vino, da solo, non basta. Deve trovare il suo momento. La sua persona. Il suo spazio», osserva Marco Reitano. Una visione che restituisce alla sala un ruolo centrale: «La sala non è semplicemente il luogo in cui il vino viene servito, ma il luogo in cui il vino diventa esperienza».
Per Ciro Fontanesi, la carta dei vini è «un prolungamento del sommelier, uno strumento di comunicazione, capace di raccontare la filosofia con cui è stata costruita e le scelte nate dalla ricerca sui territori». Alberto Tasinato allarga ulteriormente la prospettiva, considerando il vino parte di un’esperienza in cui cucina, servizio, ambiente e accoglienza concorrono a definire il ricordo dell’ospite. Una bottiglia, nelle sue parole, può fare qualcosa di più che emozionare: «far sentire qualcuno accolto».
La guida raccoglie le selezioni di 100 sommelier, ciascuno chiamato a esprimere la propria visione attraverso otto categorie: Bolle, Vini rossi, Vini bianchi, Vino del territorio, Talento emergente, Versatilità in abbinamento, Qualità/prezzo e Libera scelta. Una struttura che accosta tipologie e criteri di selezione, lasciando spazio sia alla ricerca sia alla personalità di ogni professionista.
Cinque sommelier italiani raccontano il vino oltreconfine
Lo sguardo internazionale è una delle novità dell’edizione 2026. Per la prima volta, Wine List Italia dedica uno spazio a cinque professionisti italiani che lavorano all’estero e contribuiscono alla diffusione della cultura vitivinicola nazionale nei rispettivi mercati. L’iniziativa, realizzata anche con la collaborazione di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, porta nella guida le esperienze e le visioni di Sara Checchi, Director of Wines & Beverage del Rosewood Hong Kong; Marco De Signoribus, Wine Director del Giardino Restaurant di Baku; Vincent Lopresto, Restaurant Manager del Maçakizi di Bodrum; Rudy Almonte, Hotel President presso Bayview by Michel Roth e Danny Khezzar di Ginevra; e Valentina Barbieri, Head Sommelier di Bacchanalia a Londra.
Professionisti che operano in contesti diversi, accomunati dalla possibilità di far conoscere territori, vitigni e produttori italiani a un pubblico internazionale. Oltre a essere presenti nella guida con uno spazio dedicato alla propria storia professionale, hanno partecipato al Grand Tasting con un banco di degustazione.
Dalla guida al calice: 800 bottiglie al Grand Tasting
Domenica 18 ottobre, dopo la presentazione ufficiale al Milan Marriott Hotel, Wine List Italia è passata dalle pagine ai calici con il Grand Tasting aperto al pubblico e agli operatori. Le cantine e i sommelier coinvolti nel progetto hanno dato vita a una degustazione di 800 bottiglie, offrendo ai partecipanti la possibilità di esplorare le scelte dei professionisti e i criteri che guidano la costruzione delle carte dei vini.
Ad accompagnare la guida, Franciacorta nel ruolo di Founding Supporter, al fianco del progetto fin dalle origini, e Lurisia come Official Sponsor. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, Federico Gordini, Giorgio Vezzoli, presidente della Strada del Vino Franciacorta, e i tre curatori.
Gli Stati Generali della Sala: il futuro dell’ospitalità passa dalle persone
Il percorso di Milano Wine Week si è completato lunedì 19 ottobre con la prima edizione degli Stati Generali della Sala Italiana, ospitata al Milan Marriott Hotel. L’iniziativa amplia il campo di riflessione: dalla figura del sommelier all’insieme delle competenze che contribuiscono alla qualità dell’esperienza al ristorante.
Nato come prosecuzione del percorso avviato nel maggio 2026 con il Premio Eccellenza della Sala Italiana, l’appuntamento ha riunito rappresentanti della ristorazione, della formazione, dell’informazione e delle risorse umane. Al centro del confronto, il passaggio generazionale, le condizioni di lavoro, la formazione, la comunicazione delle professioni di sala e il ruolo della carta dei vini nell’esperienza gastronomica.
Cinque panel hanno approfondito i temi attraverso prospettive differenti: dalla gestione delle risorse umane alla formazione delle nuove generazioni, dal racconto della professione sui media alla carta dei vini come parte dell’identità di un ristorante, fino al dialogo tra maestri e giovani professionisti. Un confronto che ha coinvolto figure di primo piano del settore, tra cui Giacomo Bullo, Dario Parizzi, Nicola Ultimo, Giorgio Pagnotta, Mariella Organi, Eleonora Cozzella, Sebastian Ferrara e Marco Reitano.
Gli Stati Generali, con il patrocinio del Senato della Repubblica e il supporto di ALMA come educational partner, si inseriscono così in una riflessione più ampia sull’attrattività e sul futuro delle professioni di sala, mettendo al centro il lavoro, le competenze e il riconoscimento delle persone che costruiscono ogni giorno l’ospitalità italiana.
Wine List Italia prosegue intanto il proprio percorso oltre la manifestazione milanese. Nel 2026 il progetto ha fatto tappa a Paestum, Ortigia e Roma con Wine List Italia On Tour, portando il format in nuovi contesti territoriali e aprendo ulteriori occasioni d’incontro tra professionisti, produttori e pubblico. Un percorso destinato a proseguire nel 2027 con nuove tappe.
La guida, realizzata da MWW Media – Vendemmie e progetto di MWW Group, conferma così una direzione editoriale che affianca alla selezione delle etichette il racconto delle persone che le scelgono. Perché il vino arriva al tavolo attraverso una bottiglia, ma anche attraverso le competenze, la cultura e la sensibilità di chi sa metterla in relazione con chi ha davanti.
Otto categorie per raccontare il vino
La quarta edizione raccoglie le selezioni dei 100 sommelier protagonisti di Wine List Italia 2026, chiamati a raccontare la propria visione del vino attraverso le etichette che meglio rappresentano ricerca, territorio, qualità e capacità di interpretare l’esperienza a tavola raccontandola attraverso 8 categorie.
- BOLLE
La selezione dedicata al mondo degli spumanti e alle diverse espressioni della produzione italiana e internazionale
- VINI ROSSI
Le etichette scelte per raccontare identità, carattere e profondità del vino rosso
- VINI BIANCHI
Una selezione che mette in luce freschezza, complessità e capacità espressiva dei grandi bianchi
- VINO DEL TERRITORIO
Scelta dedicata alle bottiglie che più autenticamente rappresentano un luogo,la sua identità e la sua cultura vitivinicola
- TALENTO EMERGENTE
Lo spazio riservato a produttori e progetti capaci di distinguersi per personalità, ricerca e visione
- VERSATILITÀ IN ABBINAMENTO
Categoria dedicata ai vini capaci di accompagnare con equilibrio e trasversalità piatti ed esperienze gastronomiche differenti
- QUALITÀ/PREZZO
La selezione delle etichette che riescono a coniugare qualità e accessibilità, offrendo un particolare valore rispetto al proprio posizionamento
- LIBERA SCELTA
Lo spazio più personale della selezione, nel quale ogni sommelier indica un’etichetta significativa al di là di categorie o criteri prestabiliti.
Mattia Marzola
Giocoliere di parole, voracissimo lettore, buona forchetta (e buon bicchiere) ha deciso di unire le sue inclinazioni, diventando così appassionato docente di lettere ed entusiasta giornalista enogastronomico, anche se poi scrive di tutto.