Il giovane produttore di ‘Serafica Terra di Olio e Vino’ racconta il futuro dell’azienda di famiglia: sostenibilità, tecnologia e una nuova idea di autenticità, capace di esaltare l’identità etnea
di Camilla Rocca
Nino Serafica rappresenta, insieme ai suoi cugini Giuseppe e Maria Ausilia Borzì, la nuova generazione di Serafica Terra di Olio e Vino, azienda produttrice di vino sull’Etna e di olio EVO. Il suo ruolo in azienda è profondamente legato alla produzione e all’innovazione: “lavoro a stretto contatto con la terra, seguendo l’evoluzione dei vigneti e degli uliveti, integrando tecnologie moderne e sostenibili senza mai perdere il legame con la nostra storia”.
L’azienda vitivinicola nasce nel 1950, a Nicolosi, sul Versante sud dell’Etna quando il bisnonno Andrea Serafica rientra dall’America e avvia la coltivazione dei vigneti a Nicolosi, alle pendici dell’Etna. Da allora, sono cresciuti mantenendo una forte identità familiare, evolvendosi nel tempo con l’introduzione del frantoio oleario, l’espansione nella produzione di olio e un importante rinnovamento agricolo nei primi anni 2000. Dal 2018, con la nuova generazione, hanno dato una svolta più contemporanea: creando il brand Serafica, investito in innovazione e iniziato a raccontarci in modo più diretto e autentico.
Che cosa significa per te la “next generation” nel mondo del vino e dell’olio all’interno di Serafica?
Per me la next generation rappresenta un modo nuovo di vivere e raccontare sia il vino che l’olio: significa unire tradizione e contemporaneità, portando avanti ciò che abbiamo ereditato con uno sguardo più consapevole, sostenibile e attento all’identità del territorio, vuol dire rinnovare le tecniche produttive senza snaturare la nostra storia, valorizzare le nostre cultivar e promuovere un approccio più trasparente, inclusivo e rispettoso dell’ambiente.
Perché pensi che oggi il tema del ricambio generazionale nel settore agroalimentare sia così forte, soprattutto in Sicilia?
Oggi è un tema centrale perché chi consuma, soprattutto i giovani, cerca autenticità, qualità e responsabilità. In Sicilia stiamo vivendo un momento importante: tanti giovani, anche se purtroppo non abbastanza, stanno tornando alla terra, dando nuova energia a un patrimonio straordinario che rischiava di rimanere legato a modelli del passato. C’è voglia di innovare e di rendere le aziende familiari più moderne, più aperte e più capaci di comunicare il proprio valore.
Quanto conta la sostenibilità per la next generation, e in che modo Serafica la integra nel proprio lavoro?
La sostenibilità è uno dei cardini della next generation. Non è più un’opzione, ma una responsabilità. In Serafica lavoriamo ogni giorno per ridurre il nostro impatto, proteggere la biodiversità e valorizzare la materia prima nel modo più naturale possibile. Dalle pratiche agricole al risparmio idrico, dalla gestione dei suoli alla cura dei nostri uliveti e vigneti: tutto è orientato al rispetto dei cicli naturali e alla tutela del nostro territorio. Credo che questa sia la strada che la next generation deve continuare a percorrere.
Quanto è importante oggi avere un volto giovane che rappresenti il brand Serafica?
È fondamentale. Le persone hanno bisogno di riconoscersi in un volto autentico, di sapere chi c’è davvero dietro a un olio o a un vino. In un’azienda familiare come la nostra, metterci la faccia significa mostrare impegno, responsabilità e continuità. Credo che raccontare noi stessi sia il modo più efficace per trasmettere la nostra identità.
Ti riconosci come volto della next generation di Serafica? In quali ambiti stai portando innovazione?
Sì, mi sento parte della next generation della nostra azienda. Sto portando innovazione soprattutto nelle scelte produttive più orientate al mercato contemporaneo. La produzione agricola è coadiuvata dall’utilizzo di tecnologie sempre più innovative ma con un occhio attento alla salvaguardia dell’emissione di anidride carbonica o l’utilizzo di strumentazioni elettriche, un esempio in tal senso può riguardare le fasi di potatura delle piante con attrezzatura elettrica.
Ci sono stati momenti di confronto o scontro generazionale? Come li state trasformando in crescita?
Certo, ci sono stati momenti di confronto, e credo siano preziosi. Le visioni diverse fanno parte del percorso e spesso si rivelano un’opportunità per crescere. Il dialogo tra generazioni è fondamentale: da un lato l’esperienza, dall’altro lo sguardo innovativo. Quando si riesce a unirli, l’azienda evolve in modo naturale.
Un consiglio ai produttori di vino e olio? Qualcosa su cui il settore potrebbe migliorare?
Le nuove generazioni nel vino e nell’olio possono investire di più nella ricerca per migliorare qualità e innovazione dei prodotti. La ricerca permette di sviluppare tecniche di coltivazione, fermentazione o spremitura più efficaci, aiuta a creare prodotti unici, differenziandosi sul mercato, favorisce metodi più sostenibili ed efficienti, consente di rispondere alle richieste dei consumatori moderni, come tracciabilità e bio. Aumenta il valore percepito e la competitività del prodotto, così, qualità, reputazione e redditività crescono insieme.
Ti è capitato che la tua giovane età influenzasse la percezione di importatori o distributori? E all’estero come vi vedono?
All’inizio sì, capita spesso nel nostro settore, ma quando dimostri competenza, visione e qualità, la diffidenza svanisce. All’estero la nostra giovane età è spesso vista come un valore aggiunto: c’è grande curiosità verso le realtà nuove, sostenibili e guidate da giovani. L’Italia e la Sicilia, da questo punto di vista, sono molto apprezzate
Qual è il prodotto che rappresenta meglio la next generation di Serafica?
Direi che entrambi, sia il vino che l’olio, esprimono perfettamente la nostra visione. La produzione di vini in particolare della linea “Versante sud” e dell’olio dopo Monte Etna diventa per la nuova generazione di Serafica un progetto di identità e innovazione. I vigneti e gli uliveti del territorio esaltano aromi e caratteristiche uniche grazie al clima, al sole e ai terreni vulcanici. L’obiettivo è creare prodotti distintivi che raccontino il territorio e le storie locali, con uno sguardo giovane e innovativo. Così vini e oli diventano simboli di eccellenza, creatività e passione, rispettosi dell’ambiente e riconoscibili nel mondo.
Camilla Rocca
Una passione per il mondo del vino che parte dalle origini, si è allargata all’enoturismo e ai racconti delle persone, di quei volti, quelle mani, delle storie che sono dietro alla vigna