Dal progetto Resistenti NB alla costruzione di un’identità condivisa tra territori diversi: l’enologo friulano trasforma i vitigni resistenti in precisione agronomica ed espressione stilistica nel calice
di Francesco Annibali
C’è un enologo che produce vini da vitigni resistenti puntando sulla qualità più totale. Nicola Biasi, friulano di Cormòns, che dopo gli studi da enotecnico e le prime importanti esperienze nella sua regione, vola in Australia e Sudafrica.
Il ritorno in Italia lo porta in Toscana, dove per circa dieci anni guida aziende di riferimento.
Nel 2020 fonda la Nicola Biasi Consulting, società di consulenza enologica. Sempre nel 2020 Nicola ottiene il premio di Miglior Giovane Enologo d’Italia da parte di Vinoway Wine Selection. Nel 2021, all’anteprima del Merano WineFestival, viene selezionato, insieme a soli altri sei enologi, per il titolo di “Cult Oenologist”: premio che certifica non solo le competenze tecniche, ma soprattutto la capacità di lasciare un’impronta, di costruire un’identità che si sente nel calice prima ancora che nelle parole.
Resistenti NB
Sempre nel 2021 prende corpo l’idea di Resistenti NB, una rete d’imprese vinicole che si pone l’obiettivo di cambiare il modo stesso in cui pensiamo la sostenibilità nel vino, con i vitigni resistenti come protagonisti, i cosiddetti Piwi, ovvero quei vitigni ottenuti da incroci, progettati per resistere a malattie fungine come peronospora e oidio, e che richiedono un utilizzo di chimica in vigna nettamente inferiore rispetto alle varietà classiche.
Il progetto tuttavia non si limita a ridurre l’impatto della chimica in vigna, ma punta anche sulla viticoltura di precisione, per ottenere vini di alta qualità con una sostenibilità che sia misurabile nella gestione, nei passaggi, nelle decisioni operative.
Le aziende della rete Resistenti NB sono Albafiorita (riviera friulana, Friuli Venezia Giulia), Tenuta della Casa (Collio, Friuli Venezia Giulia), Ca’ da Roman (Pedemontana veneta, Veneto), Colle Regina (Colli trevigiani, Veneto), Oddone Prati (Monferrato, Piemonte), Poggio Pagnan (Valbelluna, Veneto), Vin de la Neu (Dolomiti trentine, Trentino).
Le uve vengono vinificate separatamente nelle cantine di origine, rispettando scelte stilistiche e identità locali. Successivamente Nicola seleziona e assembla: la fase del taglio finale costruisce l’identità del vino, trasformando molte voci in un unico racconto. Il risultato è un vino che coniuga una esecuzione impeccabile ad un carattere unico.
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Renitens 2023 – Nicola Biasi
Da uve johanniter, sauvignier gris, soreli, bronner, flertai e solaris. Parte del vino affina in acciaio, parte matura in barrique e tonneaux. La fisionomia è quella dei grandi Sauvignon, slanciati e fragranti, i profumi sono invece molto personali: il vino apre su note vegetali di bosso e basilico su un fondo di fiori d’arancio, il palato è fresco e vegetale, fruttato, il finale gessoso e lievemente piccante. L’esecuzione è impeccabile, ma senza tecnicismi. Eccellente adesso, dovrebbe migliorare con qualche anno di affinamento in bottiglia. Voto: 92/100 Prezzo: € 70
Francesco Annibali
Docente, semiologo e giornalista enologico, da 30 anni si occupa di formazione e informazione nel settore agroalimentare. Con "Il Linguaggio del Vino" (Ampelos, 2021 - premio Biblioteca Lunelli 2022) ha inaugurato a livello internazionale l'analisi semiotica del vino e della degustazione. Dal 2021 conduce seminari di Semiotica del vino presso le Università per Stranieri di Siena e di Macerata. Dal 2023 è docente di Laboratorio di Giornalismo all'Università di Macerata. Dal 2025 scrive per Vendemmie.