La Brand Ambassador di Ca’ del Bosco: “La sfida delle nuove generazioni è creare un dialogo intorno al calice, trovando le parole giuste per raccontare ciò che hanno ricevuto”
di Camilla Rocca
Marialavinia Zanella classe 1990 nata e cresciuta in Franciacorta, dopo un’esperienza di oltre 4 anni nell’ufficio comunicazione di Ca’ del Bosco, ha collaborato presso un gruppo di ristorazione fine dining di fama internazionale occupandosi della comunicazione e degli eventi. Dal 1° ottobre 2024 rientra in Ca’ del Bosco nel ruolo di Brand Ambassador con l’obiettivo di portare avanti il patrimonio dell’azienda raccontandone la storia, i valori e la passione che ha respirato fin da bambina.
Che cosa rappresenta, per te la “next generation” nel mondo del vino?
Per me la “next generation” è composta da coloro che hanno e avranno la capacità di custodire un patrimonio importante. È fondamentale rispettare la storia e l’identità costruite nel tempo, ma avere anche il coraggio di reinterpretarle alla luce delle sfide contemporanee.
Perché ritieni che oggi il tema del ricambio generazionale nel vino sia così centrale?
Perché il mondo del vino sta attraversando un momento di grande trasformazione: dai cambiamenti climatici all’evoluzione dei mercati, che richiedono energie nuove e visioni diverse. Il ricambio generazionale non è solo una questione anagrafica, ma un passaggio culturale necessario per garantire continuità e innovazione.
Quanto conta davvero la sostenibilità per la next generation dei produttori, e come la interpretate concretamente in cantina?
La sostenibilità è un pilastro fondamentale, non più un valore accessorio. Noi abbiamo avuto la fortuna di comprenderne l’importanza già quasi dieci anni fa: oggi tutti i nostri 280 ettari di vigneto sono a conduzione biologica. Siamo agricoltori e abbiamo la responsabilità di tutelare la nostra terra. Per la nuova generazione significa lavorare in modo consapevole lungo tutta la filiera: dalla cura del vigneto alla gestione delle risorse in cantina, fino al packaging.
Quanto è importante, secondo te, avere oggi un volto giovane e riconoscibile che racconti l’identità della cantina?
È molto importante, perché il vino oggi è soprattutto relazione e racconto. Avere un volto giovane e autentico aiuta a creare un dialogo più diretto, soprattutto con le nuove generazioni. Dare un volto al vino significa costruire un legame più immediato e umano con chi lo sceglie.
In che modo stai contribuendo a innovare l’azienda?
Il mio contributo si concentra principalmente sulla comunicazione e sul posizionamento del brand, con un’attenzione particolare ai mercati internazionali e ai nuovi linguaggi. Cerco di portare uno sguardo contemporaneo, mantenendo sempre un forte legame con la storia e l’identità aziendale.
Hai vissuto momenti di confronto o scontro generazionale da quando sei entrata in azienda? Come li avete trasformati in crescita?
Il confronto è inevitabile quando si condividono responsabilità e visioni diverse, ma è anche estremamente prezioso. All’interno dell’azienda abbiamo sempre cercato di trasformarlo in un’opportunità di dialogo, trovando un equilibrio tra esperienza e innovazione. È proprio da questo scambio che nascono le decisioni più solide.
C’è un consiglio che daresti ai tuoi colleghi vignaioli, qualcosa che noti spesso e su cui il settore potrebbe migliorare?
Credo che il settore debba investire ancora di più nella comunicazione, rendendola più accessibile e inclusiva. Il vino è un mondo straordinario, ma a volte rischia di apparire distante: raccontarlo in modo più semplice e autentico può avvicinare nuove persone senza perdere profondità.
Ti è mai capitato che importatori o distributori ti considerassero “di meno” per via della tua giovane età?
E nelle relazioni internazionali com’è andata? Può capitare di dover dimostrare qualcosa in più, ma è una dinamica che si supera con la preparazione e la coerenza. Nelle relazioni internazionali ho sempre trovato grande apertura: quando il messaggio è chiaro e il progetto è solido, l’età passa rapidamente in secondo piano.
Qual è il vino che senti più rappresentativo della vostra next generation e della vostra visione sostenibile?
Se dovessi indicarne uno, sceglierei Franciacorta Cuvée Prestige, perché esprime eleganza, precisione e rispetto del territorio: valori che rappresentano pienamente la nostra visione presente e futura.
Camilla Rocca
Una passione per il mondo del vino che parte dalle origini, si è allargata all’enoturismo e ai racconti delle persone, di quei volti, quelle mani, delle storie che sono dietro alla vigna