Il general manager del Majestic Palace Sorrento racconta il progetto Dry Martini e la lista drink più lunga d’Europa: “Sempre più ospiti chiedono cocktail analcolici o low-alcol, non alternative di serie B ma creazioni curate con passione e tecnica”
di Marina Alaimo
Lucio D’Orsi è un professionista della mixology, di fama nazionale e internazionale. Inoltre è general manager dell’Hotel Majestic Palace a Sant’Agnello, sulla costa di Sorrento. In questo scenario di piena bellezza, grande spazio e ricerca sono dedicati alla mixology d’autore con il progetto del cocktail bar Dry Martini Sorrento – unica sede italiana di una realtà molto più ampia che prende origine a Barcellona con Javier de las Muelas, figura iconica nella mixology internazionale. Ogni sera al Dry Martini accade qualcosa di speciale – il grande successo consente di avere una fotografia precisa sulla direzione che il mondo del bere ha preso e sulle scelte dei consumatori. Il Majestic Palace ospita il ristorante stellato Don Geppi nel quale, da almeno dieci anni, Lucio propone il cocktail pairing, oltre ad una carta vini ideata con cura.
È singolare dedicare un cocktail bar di questa portata al Martini. Come nasce questa idea?
È vero, può sembrare singolare dedicare un cocktail bar di questa portata esclusivamente al Dry Martini, ma è proprio da questa scelta audace che nasce la nostra identità, dal celebre Dry Martini di Barcellona, un vero punto di riferimento nel mondo della mixology, fondato da Javier de las Muelas — figura iconica che ha trasformato un semplice drink in un simbolo di eleganza, precisione e stile. In Italia, grazie alla visione e all’impegno mio e di Giulia Rossano (proprietaria dell’albergo), il brand Dry Martini ha conosciuto una crescita esponenziale, consolidandosi non solo nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale. Il nostro obiettivo è proprio quello di proseguire su questa strada: celebrare il Dry Martini in tutte le sue sfumature, dalle interpretazioni più classiche, a quelle più contemporanee, offrendo un’esperienza unica, immersiva e coerente con lo spirito del brand.
Dry Martini a Sorrento è un cocktail bar ricco e complesso. Ce lo racconti? Cosa accade?
Il Dry Martini Sorrento non è un semplice cocktail bar: è un luogo che racconta una storia, un’esperienza sensoriale completa che unisce mixology d’autore, eleganza senza tempo e un’atmosfera curata in ogni minimo dettaglio. Nasce con l’intento di portare a Sorrento la filosofia originaria del Dry Martini di Barcellona, reinterpretandola attraverso la bellezza, la cultura e il calore del nostro territorio. Appena si varca la soglia, si entra in un mondo a parte: l’ambiente è sofisticato ma accogliente, un equilibrio perfetto tra il rigore dello stile internazionale e il fascino mediterraneo.
Ogni elemento è pensato per esaltare il rito del bere bene: la luce, i materiali, i suoni, persino il ritmo con cui si muove il servizio. Ma è dietro al bancone che accade la vera magia. Il menu è costruito con precisione quasi sartoriale e si articola in una proposta ricca e dinamica: ci sono i grandi classici, naturalmente, con il Dry Martini in tutte le sue forme, proposto in 100 declinazioni differenti, ma anche creazioni originali firmate da me, che fondono tecniche innovative, ingredienti ricercati e narrazione. Ogni cocktail è studiato per sorprendere, emozionare e, soprattutto, raccontare qualcosa. In più, il dialogo con la cucina ed il nostro Chef Mario Affinita, una stella Michelin del Don Geppi Restaurant, è costante: pairing, degustazioni, esperienze su misura che coinvolgono tutti i sensi. Tutto questo è possibile grazie a un team affiatato e competente, guidato da una visione comune. il Dry Martini Sorrento è diventato, in poco tempo, un punto di riferimento non solo locale, ma internazionale. In sintesi, al Dry Martini accade qualcosa di speciale ogni sera: si celebra il cocktail come arte, si valorizza l’ospitalità come esperienza, e si racconta — attraverso ogni dettaglio — una passione autentica per l’eccellenza.
Una drink list con 100 Martini. Quali sono i più richiesti?
Una drink list con 100 Martini è, di per sé, un manifesto di identità. È il cuore pulsante del mondo Dry Martini, ed è condivisa tra tutte le sedi ufficiali: Barcellona, Madrid, Messico, Sorrento, San Sebastián e Siviglia. Questo significa che, ovunque ci si trovi, l’esperienza è coerente e riconoscibile, pur mantenendo il carattere e l’anima di ogni singolo locale.
La selezione dei Martini è costruita con un criterio quasi enciclopedico, ma sempre con uno spirito creativo. Non si tratta solo di variazioni sul tema, ma di vere e proprie interpretazioni, che uniscono tecnica, innovazione e storytelling. Ci sono Martini classici e intramontabili, ma anche quelli più audaci, che incorporano infusi, distillazioni fatte in casa, spezie, agrumi, bitters artigianali e profili aromatici sorprendenti.
Tra i più richiesti troviamo ovviamente il Classic Dry Martini, il più emblematico, servito con un rigore quasi cerimoniale. Molto apprezzato anche il Dirty Martini, con un tocco sapido e deciso. Tuttavia, stanno riscuotendo sempre più successo anche creazioni più contemporanee come il Smoky Martini, con sentori torbati, o il Truffle Martini, che affascina con la sua profondità aromatica e la sua eleganza, l’Apple, l’Espresso e il Porn Star Martini.
Hai scelto di offrire un servizio particolarmente curato e professionale. Come si svolge e chi sono i tuoi collaboratori?
Il servizio per me è la parte più importante dell’esperienza Dry Martini Sorrento, il cuore pulsante.
Non si tratta solo di servire un drink, ma offrire un rituale, un gesto di accoglienza raffinata che ricorda l’eleganza e la precisione di un ristorante stellato. Ogni dettaglio, partendo dal più banale, dal tono di voce, dalla conoscenza merceologica, parte integrante di una coreografia studiata ed attenta.
I nostri collaboratori sono professionisti del settore, che ricevono una formazione costante, scelti non solo per le competenze tecniche, ma per la loro attitudine umana, per la capacità di ascoltare e per l’eleganza nei modi. La conoscenza merceologica e quella del food è un elemento imprescindibile, viene costantemente aggiornata attraverso briefing quotidiani, sessioni di degustazione, confronti continui.
In sintesi, al Dry Martini Sorrento il servizio è un’arte che nasce da una cultura dell’ospitalità profonda e dalla passione per l’eccellenza. È ciò che fa la differenza tra un semplice cocktail e un’esperienza indimenticabile.
Secondo te qual è il motivo di questo felice ritorno al mondo della mixology?
Credo che il ritorno alla mixology sia il risultato di un bisogno profondo di autenticità, di ritualità e di bellezza. Viviamo in un’epoca in cui l’esperienza ha assunto un valore centrale: le persone non cercano solo un drink ben fatto, ma un momento che lasci il segno, che racconti una storia, che sia curato in ogni dettaglio. In questo senso, la mixology, rappresenta oggi una delle forme più interessanti e raffinate di espressione dell’ospitalità contemporanea.
La figura del bartender moderno si avvicina molto a quella di uno chef: ricerca costante, cultura del prodotto, sensibilità per il cliente. È un mestiere che richiede visione, tecnica e passione. E il pubblico è sempre più attento, curioso, preparato. Questo ci stimola a offrire qualcosa di diverso: non un cocktail “qualsiasi”, ma un’esperienza su misura, capace di emozionare.
Il Dry Martini Sorrento nasce proprio con questo spirito: riscoprire l’eleganza classica della mixology, aggiornarla con la sensibilità mediterranea e il rigore del servizio di alto livello. È un ritorno, sì, ma anche un’evoluzione. E quando innovazione e tradizione si incontrano in modo sincero, il risultato non può che essere felice.
Hai una delle carte cocktail più lunga d’Europa? Ce la racconti?
Sì, ne siamo orgogliosi: il Dry Martini Sorrento vanta una delle carte cocktail più lunga d’Europa, ed è molto più di un primato numerico. È un viaggio culturale, storico ed emozionale nel mondo della mixology, dove ogni cocktail racconta una storia, un’epoca, una visione del gusto.
La nostra carta è composta da più di 200 referenze, costruite nel tempo.
Non è una carta da sfogliare velocemente: è una piccola enciclopedia del bere bene. Un invito alla scoperta, al racconto, al dialogo. In un’epoca in cui tutto corre veloce, noi scegliamo di rallentare, di dare valore al tempo e all’esperienza. E ogni cocktail diventa un capitolo di questa narrazione raffinata e coinvolgente.
Il menu è suddiviso in collezioni:
100 Martini
Classic Cocktail
Vintage & Trendy Martinis
Signature Cocktails
Fresh Fruits Martini
Negroni Collection
Mojito Collection
Excentric Cocktail
Dry & Tonic
Frappè – The Dry Martini Evolution
Low & Moktails
Molti stranieri frequentano il Dry Martini, ma anche tanti italiani e locali. C’è un reale desiderio di bere meno alcohol?
Sì, è un fenomeno che osserviamo con attenzione. Al Dry Martini Sorrento notiamo con chiarezza una crescente consapevolezza da parte degli ospiti – sia stranieri che italiani – nel modo di approcciarsi al bere. Non si tratta tanto di “bere meno”, quanto di bere meglio. La qualità ha sostituito la quantità. Oggi le persone cercano cocktail equilibrati, eleganti, con una storia, spesso anche con un profilo alcolico più moderato o addirittura analcolico.
Il desiderio è quello di vivere l’esperienza del cocktail come parte di un momento sociale, di piacere, ma con uno stile più sobrio, più sano, più raffinato. E noi siamo pronti a rispondere a questa esigenza. Nella nostra carta trovano spazio anche proposte low-alcohol e mocktail creativi, che non sono mai un’alternativa di serie B, ma vere e proprie creazioni pensate con la stessa cura, la stessa tecnica e lo stesso storytelling dei drink tradizionali.
Questo cambio di sensibilità è uno stimolo continuo per noi. Ci spinge a esplorare nuovi ingredienti, nuove tecniche di estrazione, fermentazione e miscelazione, per offrire esperienze gustative complesse e soddisfacenti, anche senza l’uso dell’alcol.
In definitiva, il nuovo lusso è la scelta consapevole. E il nostro ruolo è quello di accompagnare l’ospite in questa evoluzione con rispetto, competenza e passione.
Quanti sono i cocktail no-alcohol e quali i più richiesti?
In carta ci sono circa 15 cocktails, i più richiesti sono i classici in chiave alchool free, oltre a quelli che vengono preparati con tecniche di infusione, macerazione, che hanno una nota spiccata floreale, affumicata, acida. Accanto ai più “tradizionali” mocktail fruttati, nella nostra carta troverete anche i più classici come l’Americano, diversi Negroni, il Martinez e tanti altri.
L’hotel Majestic Palace Sorrento fa anche ristorazione, sia classica che innovativa. I cocktail arrivano in pairing ai piatti. Quanto se la giocano attualmente con il vino?
La nostra idea di ristorazione parte da un principio molto chiaro: l’esperienza deve essere completa, coinvolgente, costruita su misura per l’ospite. E in questo senso, il cocktail pairing rappresenta una delle espressioni più affascinanti e dinamiche della nostra offerta.
Al Don Geppi Restaurant, stella Michelin del Majestic Palace Hotel, proponiamo da circa dieci anni questa “nuova” formula, attualmente potete trovare un percorso di degustazione chiamato “Riferimento”, studiato appositamente per essere accompagnato non dal vino, ma da una selezione di cocktail creativi, ideati in sinergia tra cucina e bar. È un’idea che abbiamo iniziato a sperimentare quando ancora il concetto di cocktail pairing era poco diffuso, e oggi possiamo dire con orgoglio che almeno un tavolo su tre sceglie questa esperienza.
Il cocktail pairing offre un vantaggio importante: è più dinamico, più creativo, e soprattutto più tailor-made. Ci permette di giocare con le consistenze, le temperature, le note aromatiche, abbinando ogni piatto a un drink pensato non solo per accompagnarlo, ma per esaltarlo. È un dialogo continuo tra liquido e solido, tra tecnica e gusto, tra narrazione e identità.
Naturalmente, il vino rimane un grande protagonista della nostra cantina, con vini di altissimo livello e una carta costruita con rigore e passione. Ma oggi il cocktail ha guadagnato un suo spazio autonomo, autorevole, e sempre più ospiti – italiani e internazionali – scelgono questa formula con entusiasmo, sia al ristorante gourmet, sia nel contesto più informale e panoramico del nostro rooftop.
In fondo, il nostro mestiere è quello di proporre esperienze. E il cocktail pairing, quando fatto con sensibilità e visione, rappresenta un linguaggio straordinario con cui parlare di gusto, di territorio e di contemporaneità.
Quali sono i progetti in progress sulle nuove tendenze della mixology?
Al Dry Martini Sorrento, più che inseguire le mode, ci impegniamo a leggere il tempo con lucidità e profondità. Le nuove tendenze della mixology ci interessano, certo, ma non come fenomeni effimeri: le osserviamo, le studiamo, e le filtriamo attraverso la nostra identità, che è solida, elegante e senza tempo.
Il nostro progetto in progress – se così possiamo chiamarlo – è un ritorno consapevole ai grandi classici del passato, ma reinterpretati con le più moderne tecnologie, una conoscenza sempre più raffinata della materia prima, e una sensibilità contemporanea che ci permette di valorizzare ogni dettaglio: dalla tecnica alla presentazione, dalla struttura aromatica alla sostenibilità.
Lavoriamo su distillati d’eccellenza, infusioni, chiarificazioni, fermentazioni naturali e tecniche di miscelazione avanzate, ma senza mai perdere di vista l’essenziale: l’equilibrio, l’eleganza, l’autenticità. Non è un gioco di effetti speciali, ma un lavoro sartoriale, silenzioso e costante, che ha come obiettivo quello di rendere eterno ciò che è già iconico.
In fondo, le mode passano. Cambiano i gusti, gli stili, i trend…ma il Martini resta. Ed è proprio lì che si gioca la nostra sfida: onorare la tradizione con il rigore che merita, ma usando gli strumenti del presente per renderla ancora più viva, più affascinante, più universale.
Marina Alaimo
Giornalista Napoletana, rimasta a Napoli per scelta, collabora con
diverse testate e guide specializzate nel settore food and wine da molti anni. Sommelier, il viaggio nel mondo del vino è iniziato proprio frequentando un corso AIS e la folgorazione è stata totale, irresistibile, fino a scegliere di cambiare totalmente il corso della propria vita.