Ex campionessa d’Europa dei pesi piuma ed attuale campionessa d’Italia dei pesi gallo, la fuoriclasse del pugilato è tradizionalista: “Rosso con la carne, bianco con il pesce per restare sempre in piedi…”
di Luca D. F.
È soprannominata “Miura” come i tori noti per la loro aggressività. Con questo stesso titolo appellativo è stato realizzato un documentario in 6 puntate su di lei, su PrimeVideo.com. Lo scorso 24 novembre, al teatro Porta Portese a Roma, insieme con il calciatore Vincent Candela e al pugile Emanuele Blandamura è stata protagonista del talk show “Restare in piedi – il ring delle scelte”.
Annalisa Brozzi è forse l’unico personaggio della boxe italiana alla quale si interessano i mezzi di comunicazione più importanti. Lo scorso 2 novembre al PalaTorrino di Roma ha superato ai punti Bianca Voglino dopo 10 riprese, confermandosi campionessa d’Italia dei pesi gallo. Nel 2022 a Nizza, tra la sorpresa generale aveva battuto in 2 riprese la beniamina locale Nahed Kharchi, diventando campionessa d’Europa. Una vittoria di cui si è occupata anche un quotidiano non sportivo, “La Repubblica” edizione online, che in seguito ha trasmesso in diretta streaming il match di Annalisa contro Veronica Tosi. Anche in Italia, come in altre parti del mondo, il pugilato sta diventando uno sport internettiano più che televisivo.
Come tutte le atlete professioniste, Annalisa segue un’alimentazione molto precisa e limita al minimo gli alcolici (non essendo astemia). Nel pugilato professionistico ha sostenuto 11 combattimenti con un record di 7 vittorie e 4 sconfitte.
Annalisa, come si alimenta una campionessa di pugilato?
“A base di carboidrati. È da un anno che seguo questa dieta e mi trovo benissimo nel senso che riesco a raggiungere e mantenere il peso forma senza troppa fatica. Il mio peso naturale è di 53 kg (pesi gallo), Quando ho avuto l’opportunità di combattere per il titolo europeo dei pesi piuma ho accettato anche se non era la mia categoria naturale. Ho avvertito la differenza di peso nella difesa contro Sheila Martinez, che mi ha battuta ai punti. Se avessi vinto avrei comunque abbandonato la cintura perché non riesco ad essere al top della forma come peso piuma. Mangio carboidrati sia a pranzo che a cena, ma la sera mangio anche carne o pesce, frutta e verdura. Bevo con moderazione e – in genere – ai pranzi in compagnia, mai da sola. Se mangio carne, bevo un bicchiere di vino rosso. Se mangio pesce, un bicchiere di vino bianco. Se invece ho bevuto un bicchiere all’aperitivo, non bevo vino a cena”.
Sei una bella donna, ti hanno proposto di recitare – magari interpretando te stessa – in una serie televisiva o in un film?
“Finora no, ma se me lo proporranno prenderò in considerazione questa possibilità. In passato altri pugili hanno interpretato ruoli in serie televisive e quindi non ci vedo nulla di negativo. Ricordo Francesco Damiani che ha avuto una parte nell’Ispettore Coliandro. Per il momento potete vedermi solo nella mia vita di tutti i giorni nel documentario ‘Miura’ su PrimeVideo.com”.
Perché ti hanno soprannominata Miura?
“Perché sono una pugile alla quale piace attaccare l’avversaria. Ero una fan del primo Mike Tyson che aggrediva subito l’avversario e aveva come obiettivo di vincere nel più breve tempo possibile. Vorrei farlo anche io, ma quando vedo che è difficile vincere prima del limite, seguo nei minimi dettagli quello che mi dice il mio allenatore Mario Massai: lui ha una grande esperienza avendo lavorato con tanti campioni, riesce a capire la strategia della mia avversaria in pochi minuti”.
Parlaci dello spettacolo teatrale “Restare in piedi – il ring delle scelte”.
“Eravamo a Roma al teatro Porta Portese, tutto esaurito. E’ stata una bella esperienza, che ho condiviso con Emanuele Blandamura e Vincent Candela. Quando Emanuele mi ha chiesto di partecipare ho accettato con entusiasmo. L’evento è stato organizzato dalla Federazione Pugilistica Italiana e dal Museo dello Sport. Lo ha presentato Nicola Cilento, giornalista e co-fondatore del museo. Abbiamo parlato della nostra esperienza agonistica cercando di far capire agli spettatori che – per raggiungere i propri obiettivi – si deve lavorare per anni e non è detto che si raccolga quanto si è seminato. Viviamo in un’epoca in cui troppe persone pensano che sia possibile ottenere risultati dalla sera alla mattina”.
C’è una campionessa di pugilato che ammiri?
“L’irlandese Katie Taylor, un fenomeno con un record di 25 vittorie e 1 sola sconfitta, una lunga serie di medaglie d’oro da dilettante e di titoli mondiali da professionista nei pesi leggeri e superleggeri. Ha fatto il tutto esaurito al Madison Square Garden di New York per 2 volte combattendo contro la portoricana Amanda Serrano. Quegli incontri sono stati definiti dagli addetti ai lavori americani i più belli nella storia della boxe femminile. Un terzo combattimento tra le antagoniste ha avuto luogo in Texas e anche lì il palasport era pieno. La trilogia è stata vinta da Katie Taylor. In assoluto, considero uno dei più grandi campioni della nostra epoca Vasily Lomachenko che aveva una tecnica superlativa e si muoveva con molta armonia sul ring. Impossibile non rimanere a bocca aperta guardando Lomachenko in azione”.
Luca D.F
Giornalista poliedrico ma specializzato in sport e spettacolo, collabora con quotidiani, periodici e riviste online vantando una lunga milizia radiotelevisiva. Ha scritto per Corriere della Sera, Il Giornale, Controcampo, Men's Health Italia, Guerin Sportivo, Jack e Progress.