A Milano atterra UFO: vino, musica e convivialità in un’unica orbita

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Bistrot, podcast, live set, eventi e persino un campo da bocce: uno spazio ibrido dove gastronomia, cultura e tempo libero si intrecciano in un’unica esperienza urbana

di Camilla Rocca

Nel quadrante sud di Milano, tra gli spazi in trasformazione che orbitano attorno alla Fondazione Prada, prende forma un progetto che sfugge alle definizioni tradizionali. Si chiama UFO – Unconventional Form of Opportunities ed è un luogo ibrido, fluido, pensato per mescolare linguaggi diversi: gastronomia, musica, editoria e cultura convivono in uno spazio di oltre 1500 metri quadrati in Via Orobia 26, accanto a Fondazione ICA Milano.

Più che un locale, UFO si presenta come un ecosistema urbano contemporaneo, dove l’esperienza non è mai una sola. Si entra per un aperitivo e si resta per un ascolto musicale, una chiacchiera, una partita a bocce o semplicemente per osservare il movimento di una città che cambia ritmo.

È proprio l’aperitivo a rappresentare uno dei momenti più riusciti di questo nuovo spazio. Al centro del progetto gastronomico c’è UFO Bistrot, che apre dalle 18 trasformandosi rapidamente in un punto di ritrovo informale e dinamico. Qui la proposta è pensata per la condivisione, con piatti che accompagnano il bere senza appesantire, lasciando spazio alla conversazione e alla socialità.

Il menu si muove con naturalezza tra suggestioni mediterranee e tocchi internazionali, con piccoli assaggi ideali da mettere al centro tavola: pane arabo con salsa romesco, polpette di pane con pomodoro e ricotta salata, cavolfiori fritti con salsa orientale. Piatti semplici ma curati, pensati per essere presi con le mani, divisi, commentati. Un approccio che richiama una convivialità spontanea, quasi domestica, ma inserita in un contesto contemporaneo e urbano.

Anche la carta dei vini segue questa filosofia, con una selezione pensata per accompagnare il momento dell’aperitivo in modo trasversale, tra etichette accessibili e scelte più ricercate. A completare l’offerta, una particolare attenzione al mondo del caffè grazie alla collaborazione con Caffè Hardy, che firma una proposta specialty dedicata, a dimostrazione di un approccio che guarda alla qualità in ogni dettaglio.

La musica, del resto, è parte integrante dell’identità di UFO. Non è un semplice sottofondo, ma un elemento strutturale dell’esperienza, anche grazie alla presenza di Billboard Italia all’interno dello spazio. La selezione musicale accompagna la serata con coerenza, trasformando l’aperitivo in un momento immersivo che va oltre il cibo e il bere.

Accanto alla dimensione gastronomica, UFO costruisce il proprio carattere attraverso la contaminazione di realtà diverse. Qui convivono progetti come Boutade, studio di produzione podcast fondato da Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli, spazi dedicati all’editoria indipendente e alla comunicazione creativa, oltre a un’area eventi di oltre 400 metri quadrati pensata per talk, performance e presentazioni.

Tra gli elementi più sorprendenti c’è anche un campo da bocce, realizzato in collaborazione con Amaro Camatti, che restituisce un’idea di socialità semplice e intergenerazionale, perfettamente coerente con lo spirito del progetto. Un dettaglio che racconta bene la filosofia di UFO: mettere insieme mondi diversi, senza rigidità.

L’architettura, firmata da Claudio Larcher, gioca su un equilibrio tra industriale e accogliente. Cemento, colori intensi e dettagli ispirati alla cultura visiva internazionale convivono con materiali caldi e spazi pensati per far sentire a proprio agio. Gli oblò circolari, elemento distintivo del progetto, richiamano l’immaginario spaziale e danno profondità agli ambienti, contribuendo a costruire un’identità visiva forte e riconoscibile.

UFO nasce anche dalla visione imprenditoriale di Fabio Lucarelli, da anni attivo nella rigenerazione urbana e nella creazione di spazi culturali a Milano. Il progetto si inserisce infatti in un’area della città in piena evoluzione, destinata a diventare uno dei nuovi poli creativi e sociali, anche in vista del futuro Villaggio Olimpico.

In questo contesto, UFO si propone come un luogo da vivere senza un programma preciso. Si può arrivare per un calice di vino dopo il lavoro e ritrovarsi a restare per ore, tra musica, incontri e atmosfera. Un indirizzo che interpreta bene il nuovo modo di vivere l’aperitivo milanese: meno rituale, più fluido, sempre più vicino all’idea di esperienza condivisa.

E forse è proprio qui il punto. In una città che corre veloce, UFO sembra suggerire di fermarsi, almeno il tempo di un bicchiere. Meglio se in compagnia.

Immagine di Camilla Rocca

Camilla Rocca

Una passione per il mondo del vino che parte dalle origini, si è allargata all’enoturismo e ai racconti delle persone, di quei volti, quelle mani, delle storie che sono dietro alla vigna

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