Nel carrello della spesa degli italiani nel 2023 ci sarà meno vino

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Il carrello della spesa si modifica per contenere l’inflazione. Tra gli alimenti oggetto delle strategie di risparmio c’è anche il vino.

Secondo l’Osservatorio ISMEA NielsenIQ sui consumi alimentari, nei primi 9 mesi dell’anno 2022, la crescita dello scontrino è stata contenuta a un +4%, grazie alle strategie di risparmio messe in atto dalle famiglie. Il carrello della spesa degli italiani si è fatto più leggero per fronteggiare il carovita con scelte oculate verso i prodotti considerati essenziali.

Sono molte le contromisure adottate per limitare l’impatto della spinta inflattiva, che si conferma a novembre all’11,8%. Le preferenze si orientano verso i prodotti dal valore unitario più basso, quelli a marca del distributore, il parziale abbandono del canale digitale e il maggiore orientamento verso i discount.

Osservando le dinamiche della spesa presso la Grande distribuzione, si rilevano diminuzioni per gli alcolici. Più nello specifico, flettono gli acquisti in valore di vino (-4,6%), spumanti e champagne (-1,9%) e, in misura più lieve, della birra (-0,8%), anche di riflesso al ritorno delle occasioni di consumo fuori casa.

Gli alimenti che i consumatori prediligono sono quelli di largo consumo come pasta e uova, tra le poche referenze a non aver subito riduzioni delle quantità acquistate, nonostante i rincari. Per la pasta i volumi rimangono stabili, a fronte di un esborso maggiore del 22%, mentre i consumi di uova aumentano del 3,3% in quantità e del 10,1% in valore. Al contrario subiscono una battuta d’arresto i cibi etnici, le varie tipologie di “free from” (senza glutine, senza lattosio, senza sale, ecc.) e quelli già pronti.

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