Le festività portano in tavola ancora una volta Champagne e Bordeaux

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Secondo il rapporto annuale di Liv-ex, dopo sette anni di profitti ininterrotti si prevede un 2023 in flessione negativa

Come è consuetudine, nel periodo che precede il Natale, le vendite di Champagne crescono vertiginosamente. Il consumatore non ha perso le buone e vecchie abitudini: regala e beve Champagne.

Secondo Liv-ex, il settore ha registrato la scorsa settimana un aumento del 2,5% negli scambi, pari al 17,4% del totale dei vini. Tra i più richiesti Dom Pérignon 2012, che ha guidato la domanda aggiudicandosi il podio dei vini più scambiati nel 2022, per valore e volume.

La Borgogna, che detiene davanti allo Champagne la seconda quota di mercato, e che nel 2022 ha conquistato il primo posto nel Liv-ex Power 100 dimostrando la posizione di rilievo nel mercato del vino pregiato, vede invece una lieve flessione negli scambi. Bene Bordeauxin aumento di quasi due punti percentuali, dal 34,7% al 36,3%, la cui quota commerciale nel mese di dicembre non ha smesso di crescere, superando di quasi il 6% la media di novembre.

Per Cult Wines (società di investimenti in fine wine) nel 2022 la Borgogna, nonostante la lieve flessione, ha comunque trainato le vendite. I vini sono cresciuti di prezzo con un rendimento del 30,3% YTD. Alla fine di novembre, sulla scia dell’impennata dei prezzi di Borgogna e Champagne, il Cult Wines Global Index era salito del 19,40%, confermando anche la crescita dello Champagne con un guadagno del 18,6%.

Nonostante la difficile situazione economica e i possibili squilibri tra domanda e offerta, gli Champagne d’annata e di fascia alta confermerebbero l’ascesa dei prezzi. 

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