In una fase complessa per i consumi, le esperienze in vigna si confermano una delle opportunità più concrete per le aziende, sempre più chiamate a integrare ospitalità e promozione del territorio
di Fabrizio Puglisi De Angelis
La ventiduesima edizione di Sicilia en Primeur, la manifestazione organizzata da Assovini Sicilia, ha messo in risalto come le esperienze in cantina siano sempre più un una grande opportunità per le aziende che ormai sono chiamate non solo a raccontare il proprio vino ma anche ad interagire con l’offerta turistica del territorio, confermando la tendenza nazionale già emersa poche settimane fa durante il Vinitaly 2026.
In un momento storico in cui il vino attraversa un momento di calo generalizzato nelle vendite, l’enoturismo può rappresentare la chiave di volta per uscire da questa situazione. Ma non solo: il vino in Sicilia grazie alle esperienze in cantina può diventare un importante sostegno al turismo generale del territorio, che prova sempre più ad imporsi come principale attività economica dell’isola.
Durante il convegno d’apertura della kermesse enologica in programma a Palermo dall’11 al 15 maggio, alla quale sono accorsi oltre 100 giornalisti e operatori del settore provenienti da tutto il mondo, sono stati mostrati i dati del report sull’enoturismo siciliano realizzato da Lumsa-Ceseo (Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo) che mostra come nel 2025 il 61,4% delle cantine siciliane coinvolte nel sondaggio abbia registrato un aumento dei visitatori. Di questa percentuale, il 74,7% riferisce una prevalenza di ospiti stranieri, provenienti soprattutto da Europa e Stati Uniti.
Lo studio rivela quindi come l’importanza economica dell’enoturismo per le aziende vitivinicole è in crescita: per il 58,3% delle aziende vale circa per il 10% del fatturato complessivo – esclusa la vendita diretta del vino – confermando dunque come le visite guidate e le degustazioni come leve commerciali sempre più importanti per le cantine.
A conferma della sempre maggiore rilevanza dell’enoturismo la ricerca ha evidenziato anche una forte evoluzione dell’offerta delle aziende, con sale degustazione, wine shop, percorsi di visita e personale dedicato ormai ampiamente diffusi. In questo scenario quasi sei aziende su dieci dichiarano di avere già progettato nuove esperienze per il 2026, con l’obiettivo di costruire proposte sempre più articolate e premium.
Un altro aspetto importante che caratterizza particolarmente il vino siciliano è rappresentato dalla sostenibilità: l’86,7% delle cantine produce energia da fonti rinnovabili, il 56,2% copre almeno il 40% del proprio fabbisogno energetico attraverso energie green, mentre l’88% ha eliminato la plastica monouso nell’accoglienza e circa sette aziende su dieci utilizzano bottiglie leggere.
Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, ha aperto il convegno dell’11 maggio dal titolo “Taste the Island. Live the Story”, che si è tenuto nel capoluogo siciliano presso l’Oratorio dei Bianchi, ponendo l’attenzione proprio sulla questione dell’enoturismo: “parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare di viaggio – spiega Cambria – . Un viaggio che va oltre la degustazione e diventa esperienza culturale, incontro con i territori, con le comunità e con le identità profonde dell’isola”.
“Abbiamo scelto Palermo per questa edizione di Sicilia en Primeur – prosegue la numero uno di Assovini Sicilia – perché rappresenta perfettamente questa stratificazione di storia, culture e visioni che rende unica la nostra terra. Oggi l’enoturismo è una leva strategica fondamentale: non solo un’opportunità economica per le aziende, ma uno strumento potente per raccontare il vino attraverso il paesaggio, la gastronomia, l’arte e il patrimonio umano della Sicilia”, conclude Mariangela Cambria.
Attenzione anche alla formazione nell’enoturismo: “La Sicilia è uno dei territori vitivinicoli italiani con il più alto potenziale nell’enoturismo. La crescente attrattività delle aree vinicole e la qualità dei visitatori che scelgono di vivere esperienze in cantina rendono sempre più strategici la formazione, la competenza e la professionalità del personale – ha sottolineato Filippo Galanti, co-founder di Wine Suite, durante il suo intervento al Convegno.
“In questo contesto, anche l’utilizzo di strumenti tecnologici e digitali può contribuire a generare, nel tempo, un impatto significativo sia sui fatturati e sui margini delle aziende, sia sullo sviluppo complessivo del territorio. Fondamentale, inoltre, è il ruolo non solo delle cantine, ma anche di realtà associative come Assovini Sicilia, impegnate nel coordinamento e nella valorizzazione dell’intero sistema”, ha concluso Galanti.
Quello della formazione è un tema molto importante. Dato il significativo aumento dell’enoturismo in cantina, appare indispensabile investire sempre più sull’hospitality management, che indubbiamente da qualche anno ha visto sempre più personale qualificato anche se ancora, specialmente in alcuni territori specifici, ci si imbatte in alcune situazioni “poco strutturate” che rischiano di vanificare il grande lavoro di pianificazione iniziale.