La carta vini, un romanzo di passione e visioni: ecco i protagonisti

Tempo di lettura: 3 minuti

di Paolo Porfidio

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale della guida Wine List Italia 2025, prevista per domenica 5 ottobre a Milano, il cerchio si chiude con gli ultimi dieci sommelier protagonisti. Dieci voci che vanno a completare un racconto corale fatto di visioni diverse, ma accomunate dalla stessa passione e dallo stesso rigore. Perché una carta dei vini non è mai solo un elenco: è un gesto autoriale e un ponte tra territorio, cucina e persone.

Matteo Freni, al ristorante L’Alchimia di Milano, lavora insieme ai colleghi Alberto e Andrea per costruire una carta che è frutto di squadra, esperienza e continua evoluzione. Più di novecento referenze da tutto il mondo si alternano tra grandi classici, etichette artigianali e vini pop: il risultato è una selezione profonda e dinamica, che lascia spazio alla curiosità e accompagna ogni percorso gastronomico con naturalezza.

Mattia Redi, all’Hotel Principe di Piemonte di Viareggio, immagina la sua carta come un catalogo eterogeneo, capace di includere tutti. Dall’Italia ai Paesi meno battuti del mondo del vino, ogni regione trova voce e spazio. La sfida è doppia: valorizzare tanto i grandi produttori quanto le piccole storie di passione, dando dignità a chi lavora con coerenza e dedizione lontano dai riflettori.

Silvio Toselli, da Pacifico a Milano, costruisce una selezione che abbraccia molteplici aree geografiche, mettendo al centro l’origine del vitigno, la storia e la capacità di dialogare con la cucina fusion del ristorante. Vini che sorprendono, ma con prezzi e gusti pensati per un pubblico ampio, trasversale, che va accolto con intelligenza e mai messo in difficoltà.

Luca Montanaro, a Moebius Milano, va alla ricerca di qualcosa di diverso. La sua carta si oppone all’omologazione e preferisce il rischio della scoperta. Ogni etichetta è un invito a viaggiare, un’esperienza nuova che aggiunge valore al momento del pasto e arricchisce il bagaglio di chi legge.

Dalla Costiera sorrentina arriva il tocco lirico di Olimpia Pastore, che al Vesuvio Panoramic Restaurant di Sant’Agnello cura una carta pensata come un racconto sensoriale. Il vino è per lei memoria, identità, emozione: ogni calice un frammento di mondo, ogni bottiglia un incontro con chi l’ha creata. Il menu evolve e la carta si adatta, ma resta fermo il filo conduttore: raccontare, valorizzare, condividere bellezza.

Al Grand Hotel di Alassio, Laura Massirio firma una carta che esplora i territori con sguardo ampio, intrecciando il legame con la Liguria e l’apertura verso etichette internazionali di spessore. Una selezione raffinata, dove la ricerca accompagna l’eleganza.

Leandro Cunha, al ristorante [bu:r] di Milano, mette il divertimento al centro della sua proposta. La carta che firma è costruita con cura maniacale, fatta per sorprendere, incuriosire, far sorridere. Ricerca e gioco si incontrano per trasformare l’esperienza del vino in qualcosa di unico e mai scontato.

Stefano Carenzi, da Dry Aged Milano, lavora sulla verticalità dell’abbinamento carne-vino. I grandi tagli del menu trovano alleati in rossi potenti e profondi, ma senza dimenticare bianchi strutturati e bollicine importanti. Una carta pensata per valorizzare la materia prima con equilibrio e personalità.

Giovanni Annunziata, per i ristoranti del Gruppo Ribot a Milano, lavora con precisione chirurgica. Ogni referenza è il risultato di studio e viaggi, di ascolto e conoscenza. Il suo obiettivo? Accompagnare il cliente in un vero e proprio viaggio, dove ogni vino è tappa e narrazione.

Infine, Roberto Franceschini, al Ristorante Romano di Viareggio, firma una carta fondata su due pilastri: grande ricerca e sostenibilità. La selezione segue un’etica precisa, rispettosa dell’ambiente e della qualità, capace di coniugare la tradizione del ristorante con la modernità di un sommelier consapevole.

Con questi dieci sommelier si completa il mosaico di Wine List Italia 2025, una guida che non vuole classificare, ma valorizzare. Cento sommelier, cento carte, mille storie da ascoltare. Il 5 ottobre a Milano, durante la presentazione ufficiale e lo speciale walk-around tasting, sarà possibile incontrarli uno per uno, assaggiare le loro selezioni, confrontarsi con chi il vino lo sceglie con competenza, visione e passione. Perché una grande carta vini non si scrive da sola: si costruisce, bottiglia dopo bottiglia, scelta dopo scelta.

Immagine di Paolo Porfidio

Paolo Porfidio

Sommelier ed Enologo, è head sommelier di Terrazza Gallia dell’ Hotel Excelsior Gallia di Milano, docente e divulgatore, oltre che curatore della Guida Wine List Italia edita da MWW Media – Vendemmie.

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