Tiberini ritratto davanti ad una botte di vino

Tiberini, affari di famiglia: “Abbiamo un volto unico per raccontare la nostra storia. E tra noi litighiamo…”

Tempo di lettura: 4 minuti

Intervista a Niccolò, settima generazione delle storiche cantine di Montepulciano: “Remiamo tutti nella stessa direzione, ma il confronto tra genitori, figli e fratelli è fondamentale per la crescita e la conoscenza”. Nasce “A tavola con il Nobile”, competizione food&beverage tra le contrade

 

di Camilla Rocca

Niccolò Tiberini rappresenta la settima generazione delle storiche cantine di Montepulciano, in una zona – quella delle Caggiole – considerata una delle più rinomate del territorio, portando alto il valore della “perla del Cinquecento”. Tra le varie manifestazioni che vi si svolgono, ecco “A Tavola con il Nobile”, un progetto creato dal giornalista Bruno Gambacorta (RAI) per creare un divertente abbinamento tra il Nobile di Montepulciano e i piatti del territorio, mettendo in competizioni le contrade della cittadina.

Cos’è per te la Next Generation nel mondo del vino e perché pensi sia un tema così forte in questo momento storico?

Il ricambio generazionale credo sia sempre stato un tema importante nel mondo del vino. Oggi lo è ancora di più, perché siamo in un momento storico delicato, veniamo da una devastazione dell’ambiente incredibile negli ultimi 100 anni e come giovane mi sento in dovere di fare qualcosa, di cambiare qualcosa nel mio piccolo, guardando a un futuro sostenibile sotto tutti i punti di vista. Noi della Next Generation abbiamo una grande opportunità data dall’esperienza del passato e dalla tecnologia di adesso, per cui possiamo e dobbiamo solo fare bene.

Ti occupi sia del Marketing che dell’Hospitality, ma anche di tutti gli aspetti relativi alla vite: quanto sono importanti all’interno di una cantina?

La nostra filosofia produttiva è sicuramente incentrata sulla vite, se le piante sono in salute producono meglio e sarà sicuramente più semplice produrre un vino di qualità. Negli ultimi anni ci stiamo dedicando molto anche agli aspetti di marketing e hospitality che sono estremamente importanti: con le tipologie di comunicazione immediate che ci sono oggi è semplice arrivare a molte persone in poco tempo, ma data la sua semplicità la concorrenza è alta, per cui bisogna anche giocarsi bene i propri punti di forza.

Che tipo di comunicazione vuoi lanciare da parte della realtà storica Tiberini?

Semplicemente continuare a fare quello che la mia famiglia ha sempre fatto: mantenere salda la tradizione guardando sempre al futuro. Ogni generazione ha percorso questa strada e ha permesso a me di essere qui oggi e io voglio continuare questo percorso per lasciarlo alle generazioni future.

 

Famiglia Tiberini

 

Quale spazio e quale peso date alle visite del pubblico in azienda?

Da qualche anno ormai le esperienze enogastronomiche sono diventate una parte importante del nostro lavoro, anche in termini di fatturato: siamo in costante crescita e questo ci stimola a pensare nuove tipologie esperienziali uniche per regalare ai nostri ospiti un’esperienza indimenticabile. Ci occupiamo direttamente noi Tiberini dell’accoglienza, in questo modo possiamo trasmettere la passione che mettiamo nel nostro lavoro a chiunque ci venga a trovare. Ciò che ritengo più importante è sicuramente la semplicità, i nostri ospiti hanno l’occasione di vivere insieme a noi un momento della nostra vita quotidiana, niente di costruito o di studiato a tavolino, ma la vita di tutti i giorni della famiglia Tiberini: questo lascia il segno nel cuore dei visitatori.

Sostenibilità nel vino: un modo per riempirsi la bocca o importa davvero alla Next Generation?

Fino a qualche anno fa la parola “sostenibilità” non aveva una connotazione ben definita, molti ne parlavano usandola anche in contesti non propriamente consoni. Adesso invece è radicata la consapevolezza del suo significato: questo è dimostrato anche dall’indirizzo che stanno prendendo la viticoltura e l’enologia italiana, con le nuove tecnologie che puntano tutto sull’ottimizzazione dei processi per ridurre tempi, costi e inquinamento. Noi nuove generazioni ci confrontiamo molto su questo aspetto, perché vogliamo un futuro sano e credo e spero che faremo di tutto per far diventare la sostenibilità una cosa normale.

Quanto è importante avere un volto in azienda che racconti il brand? Sei tu che te ne occupi?

Chi conosce l’azienda sicuramente riconduce l’etichetta alla faccia del produttore, nel nostro caso il volto è quello della famiglia. Io mi muovo più spesso per fiere ed eventi, per cui molti associano a me i nostri vini ed è normale, come lo era con mio padre quando era lui a spostarsi in giro per il mondo, ma io mi sento sempre di parlare per conto della famiglia e se oggi ci sono io, domani può esserci mia sorella: sarà comunque la stessa cosa e questo vedo che la gente lo capisce.

Niccolò Tiberini terreno

C’è stato qualche “scontro generazionale” da quando sei entrato in azienda?

Beh sì, tutt’ora c’è un confronto continuo – anche animato talvolta – con la vecchia generazione, ma sono convinto che questo serva a migliorarci tutti. Non è semplice lavorare in famiglia, perché non sempre si riesce a trovare il giusto equilibrio, ma il vantaggio è che tutti remiamo nella stessa direzione per raggiungere il nostro obiettivo.

I professionisti con i quali hai che fare, ti hanno mai “considerato meno” per via della tua ancora verde età? 

Quando ho deciso che il mio futuro sarebbe stato all’interno dell’azienda ho iniziato da subito a seguire tutti gli ambiti, compreso quello commerciale. All’inizio non è stato facile, anche perché era un mondo che non conoscevo, infatti mi limitavo a seguire mio padre per imparare, ma dopo poco tempo ho iniziato ad avere contatti diretti con gli importatori e a gestire le vendite. Di primo impatto credo che tutti avrebbero preferito parlare con qualcuno più esperto, piuttosto che dover trattare con un ragazzino di 20 anni, però man mano che spiegavo l’azienda vedevo che cambiavano espressione e capivo che stavo trasmettendo la mia passione, di conseguenza acquisivo considerazione. Oggi ho ancora tanto da imparare, sicuramente, ma molte persone si fermano a salutare e a scambiare quattro chiacchiere quando ci incontriamo alle fiere e questo per me significa che ho lasciato un’impressione positiva.

Facebook
Twitter
LinkedIn
TS Poll - Loading poll ...