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Il Lambrusco a vele spiegate di Cantina della Volta

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La Food Valley è anche conosciuta per un vino, il Lambrusco. Grandi produzioni hanno gettato nello scompiglio l’opinione riguardo questo grande autoctono emiliano di cui Cantina della Volta ne è l’interprete del suo Rinascimento. L’intervista ad Angela Sini, Amministratore Delegato.

di Nello Gatti

Quando diciamo Lambrusco a cosa ci riferiamo: a un vino, un vitigno o a una famiglia?

La parola Lambrusco indica una famiglia di 12 vitigni autoctoni a bacca nera, sviluppatisi da tempo nella Regione Emilia Romagna. Virgilio ne scriveva già nel I secolo a.c. Il famoso tenore Luciano Pavarotti, aveva coniato una descrizione poetica ma efficace: “spumante selvaggio e ineducato”. L’areale del Lambrusco di Sorbara DOC, suddiviso tra 12 comuni nella provincia di Modena (tra cui Bomporto, Bastiglia) ha come principali attori il Lambrusco di Sorbara e Lambrusco Salamino di Santa Croce. Io penso però sempre e solo al vino dal colore rubino scarico, dai sentori di fragole di bosco, ciliegia, amarena, ribes, a un ricchissimo bouquet di frutti rossi leggermente acerbi, e che si abbina con grande facilità a molti piatti, non solo emiliani.

Di storia e di mode ne sono passate diverse, con risultati alterni, ma un primato spetta decisamente a voi. Ce ne vuoi parlare?

Cantina della Volta è l’avventura di Christian Bellei (quarta generazione di produttori di vino a Bomporto), caratterizzata da passione, euforia, espansione, sofferenza, visione. Diverse sono le peculiarità e le unicità. Insieme al padre hanno avuto una visione straordinaria: produrre spumanti di Lambrusco di Sorbara in purezza Metodo Classico. Il Lambrusco di Sorbara ha un’acidità veramente spiccata che viene esaltata e resa elegante dal Metodo Tradizionale. La prima produzione uscita sul mercato risale al 1979. Christian sta continuando la strada aperta dal padre, aggiungendo nuovi prodotti.

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Come proporre il vostro Lambrusco nei mercati internazionali e quali sono le vostre più grandi soddisfazioni?

L’approccio con cui ci affacciamo ai mercati esteri è quello di proporre un Lambrusco di Sorbara di qualità elevata, caratterizzato da freschezza gustativa, piacevolezza, complessità ed accessibilità. L’apprezzamento e a volte lo stupore, da parte del cliente finale è indubbiamente motivo di grande soddisfazione da parte nostra. È come se fossimo tutti partecipi della definitiva valorizzazione di un vigneto dalle caratteristiche importanti, ma troppo spesso bistrattato in passato. Con grande piacere possiamo affermare che le persone sono pronte a cogliere il cambiamento.

Enogastronomia ed enoturismo: un tandem che potrebbe dare grande slancio alla vostra area. Cosa avete pensato in merito?

La nostra zona presenta importanti peculiarità e potenzialità in merito. L’idea di base è quella di valorizzare il connubio delle “quattro E” (eccellenze): cibo, vino, motori, arte. Attraverso percorsi studiati ad hoc, un coinvolgimento in rete dei vari attori, ci siamo attivati per diventare cantina enoturistica. Mantenendo sempre il nostro approccio sartoriale. 

Una curiosità su Cantina della Volta che non racconti spesso?

Un aneddoto curioso: l’unico che può pulire la pressa (Vaslin) è solo Christian Bellei. Non lascia a nessun altro questa responsabilità.

Quali novità avete in serbo?

Le novità per il 2023 saranno tre. Una riserva Blanc de Noir Rosè Specialist. La nuova versione, dopo diversi anni, del lambrusco DDR (Degorgiatura Dosaggio Recente), un Lambrusco “evoluto”. Infine un vino frizzante dalle caratteristiche più uniche che rare. Non vediamo l’ora di degustarli insieme a voi!

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