A Paderno del Grappa un albergo fa dell’esperienza turistica integrata la sua cifra stilistica: degustazioni guidate, vitigni autoctoni e camminate tra i filari per raccontare i Colli Asolani
di Ilaria Potenza
Nel cuore del Veneto, tra le colline del Montello e il Monte Grappa, si trova il Wine Hotel San Giacomo. Una struttura che, pur offrendo i servizi tipici dell’accoglienza alberghiera, si propone con una precisa identità tematica: fare del vino il centro di un’esperienza turistica integrata. Non si tratta semplicemente di un hotel con una buona carta vini, né di una cantina con camere annesse. Qui il concetto di “wine hotel” viene interpretato come uno spazio in cui il vino assume un ruolo trasversale, culturale prima ancora che commerciale. La struttura è immersa in un paesaggio agricolo che, da secoli, ospita coltivazioni vitivinicole. Il contesto geografico è favorevole: pendenze dolci, buona esposizione, ventilazione costante e un suolo misto calcareo-argilloso offrono le condizioni ideali per la coltivazione di diverse varietà, sia autoctone che internazionali. Il wine hotel si inserisce in questo ambiente cercando di offrire ai visitatori un contatto diretto con la filiera, dalla vigna al bicchiere.
Si tratta, infatti, di contesto territoriale di particolare interesse per chi si occupa di enologia.
Paderno del Grappa è una frazione del comune di Pieve del Grappa, in provincia di Treviso, che è parte integrante di un sistema collinare che include le DOCG di Asolo Prosecco e le Igt del Montello e Colli Asolani. A pochi chilometri si trovano borghi storici come Asolo, spesso definita “la città dai cento orizzonti”, e Bassano del Grappa, noto per la tradizione della distillazione e per il ponte palladiano sul Brenta. Il paesaggio alterna vigneti, boschi e piccoli centri storici, con una presenza diffusa di ville venete e testimonianze architettoniche risalenti all’epoca della Serenissima. La prossimità con il Monte Grappa, riconosciuto come Riserva della Biosfera Unesco, offre inoltre un’opportunità per attività escursionistiche e per l’osservazione del mosaico agrario tipico della zona prealpina.
All’interno di questo scenario, il wine hotel si inserisce cercando di offrire ai visitatori un contatto diretto con la filiera, dalla vigna al bicchiere. Uno degli elementi più rilevanti dell’offerta è costituito dalle degustazioni guidate, spesso condotte da sommelier o enologi locali. Tra i vini proposti con maggiore frequenza, l’Asolo Prosecco Superiore DOCG, la Recantina dei Colli Asolani e il Carmenère Veneto IGT rappresentano tre interpretazioni distintive del territorio.
L’Asolo Prosecco Superiore, in versione Brut, viene vinificato a partire da uve Glera coltivate sulle colline asolane. Si distingue per un profilo olfattivo pulito, con note floreali e fruttate, e una spiccata freschezza in bocca. Rispetto ad altri Prosecco della denominazione Conegliano-Valdobbiadene, quello di Asolo risulta spesso più secco e diretto, anche grazie a una pressione più bassa e una maggiore attenzione alla mineralità.
Diverso il discorso per la Recantina, un vitigno autoctono riscoperto nel corso degli ultimi vent’anni dopo un lungo periodo di abbandono. La versione assaggiata proviene dai Colli Asolani e offre una lettura interessante della biodiversità viticola veneta. Si presenta con un colore rubino intenso e un bouquet dominato da piccoli frutti rossi, accompagnati da leggere note erbacee e speziate. In bocca rivela una struttura media, tannini levigati e una buona freschezza. Il finale, piuttosto lungo, suggerisce l’adattabilità del vitigno anche a vinificazioni più complesse.
Infine, il Carmenère Veneto IGT, spesso confuso in passato con il Merlot, ma oggi riconosciuto come varietà a sé, trova in queste zone condizioni favorevoli alla piena espressione. Le versioni locali mantengono la tipica componente vegetale (peperone verde, foglia di pomodoro), che si accompagna a note di frutti scuri, spezie e, in alcuni casi, accenti di cuoio. Al gusto, il vino si presenta corposo ma equilibrato, con una trama tannica ben gestita e una chiusura lievemente amara, che ne favorisce l’abbinamento con piatti strutturati.
Parallelamente alle degustazioni, il Wine Hotel San Giacomo propone attività collaterali come brevi workshop, passeggiate tra i vigneti e momenti didattici sulla viticoltura locale. L’obiettivo non è quello di trasformare il turista in esperto, ma di offrirgli strumenti per una fruizione consapevole del prodotto e del paesaggio agricolo che lo genera. Dal punto di vista dell’offerta enoturistica, la struttura rientra in quella categoria di wine hotel che punta a una connessione forte tra luogo, prodotto e narrazione. Il vino, qui, non viene presentato solo in termini organolettici, ma come esito di una serie di fattori – storici, geologici, climatici e umani – che ne determinano la qualità. Ciò che viene proposto al visitatore è una forma di immersione soft, calibrata, in cui l’enologia diventa strumento di lettura del territorio.