Primum Familiae Vini: quando la famiglia fa la forza

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Come dodici storiche dinastie vinicole si sono unite per preservare tradizioni, innovando e sostenendo le imprese familiari

di Eleonora Trumino

Per loro la famiglia è il bene più prezioso da tramandare e preservare: sono i membri della Primum Familae Vini, associazione che riunisce alcune delle più prestigiose aziende di vino al mondo. Al centro della narrazione della PFV non c’è solo il vino, ma una storia più profonda e avvincente: quella della famiglia.

1991, Robert Drouhin della Maison Joseph Drouhin e Miguel Torres della Familia Torres passeggiano in un vigneto della Borgogna e si fermano a pensare come le aziende familiari siano messe a dura prova dalle multinazionali e più in generale da un mercato sempre più competitivo e globalizzato. Da qui l’idea di riunire le grandi famiglie produttrici di vino, 12 in totale, tra cui le italiane Antinori e Tenuta San Guido, per condividere conoscenze, risorse ed esperienze, tutelare la tradizione familiare e infine promuovere valori come l’innovazione, la sostenibilità e l’eccellenza. Un omaggio alle generazioni passate e un impegno verso quelle future, che prende forma in un incontro annuale tra le 12 famiglie della Primum Familae Vini per condividere conoscenze viticole ed enologiche, per scambiare opinioni su argomenti importanti che spaziano dal cambiamento climatico alle sfide economiche e soprattutto per incoraggiare la continuità familiare.

E se è vero che l’unione fa la forza, quella della PFV è stata messa a beneficio di altre aziende familiari attraverso l’istituzione di un premio di 100 mila euro per incoraggiare e premiare aziende familiari multigenerazionali (almeno da 2 generazioni secondo regolamento) in qualsiasi campo di attività.

L’obiettivo è quello di premiare le aziende familiari custodi di patrimoni inestimabili come continuità, eccellenza, contributo alla comunità, sostenibilità ambientale e impegno nella tradizione.

 Tra i finalisti del 2024 anche due aziende italiane: “Bianco Bianco” maestri da tre generazioni della scagliola, una tecnica di intarsio con miscela di pigmenti colorati, colle naturali e polvere di selenite a Pontassieve, alle porte di Firenze, e la romana “Cartografica Visceglia” che da 4 generazioni realizza carte geografiche.

A volte la famiglia è un’istituzione talmente sacra che sarebbe un peccato non crederci.

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