Crurated: la tecnologia NFT e blockchain al servizio del mondo del vino

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La piattaforma fondata a Dubai da Alfonso De Gaetano vuole cambiare il mondo del collezionismo del vino attraverso la tecnologia e un diverso concetto di vendita più attento ai produttori e alla loro storia.

di Francesca Lorenzoni

Blockchain, NFT e vini da collezione, una triade che sembra uscita direttamente da un racconto di fantascienza e che invece è diventata realtà in Crurated, il progetto nato a Dubai nel 2020 dall’esperienza dell’ex calciatore napoletano Alfonso De Gaetano.

Da calciatore professionista, passando per Google fino ad approdare al mondo del vino. Ci racconta come è nata la sua passione per il vino e come l’ha portata a fondare Crurated?

L’esperienza del calcio è stata fondamentale per la mia evoluzione, come persona prima e nel mio cammino di leadership poi: nel mondo dello sport sono molte di più le sconfitte subite che le vittorie, così come nel mondo del lavoro gli insuccessi ci sono e possono essere cocenti. Ricoprire per molti anni il ruolo di capitano mi ha dato una grandissima capacità di resilienza e mi ha insegnato a rapportarmi con le persone senza pregiudizi, quando sei sul campo non conta da dove vieni.

Poi mi sono laureato in ingegneria, ho fatto un master in Business Administration e nel 2006 mi sono trasferito a Dubai ed è lì che, giocoforza, ho cominciato ad avvicinarmi al mondo del vino: era parte dei miei doveri da buon ospite durante cene e pranzi con importanti figure del mondo business essere in grado di scegliere un buon vino e riuscire a raccontare loro qualcosa, proporre un buon abbinamento.

Nel 2011 sono entrato in Google, ho iniziato come capo del settore vendite, fino a diventare con il tempo direttore del settore publisher per tutti i mercati emergenti. Il vino ancora non era una priorità per me, il mio era ancora un approccio superficiale, ma tutte le esperienze sono confluite anni dopo nel mio progetto.

Poi, nel 2014, la svolta. Incontro, dopo tanto tempo, un carissimo amico, Alberto Fabbricini – che oggi ho portato in Crurated, è il nostro Wine Specialist, ha un palato incredibile e lavora con noi alla selezione dei migliori produttori al mondo. E’ con lui che forse per la prima volta in vita mia ho l’occasione di degustare dei Borgogna, in quel momento è cambiato tutto, mi sono reso conto della complessità e della vastità che si nascondono dietro un calice, è scattata una scintilla, un grande amore, che anni dopo mi ha portato a fondare Crurated.

Crurated è una piattaforma che permette ai membri di comprare vini pregiati. Vuole raccontarci come nasce e come funziona?

Durante la pandemia avevo più tempo a disposizione e avevo voglia di provare a fare qualcosa che cambiasse il mondo della distribuzione dei fine wines, i grandi vini di qualità.

Iniziamo dalla vera anima di questo progetto: la parte tecnologica che non poteva mancare visto il mio background. Ogni bottiglia che arriva in magazzino ha un’etichetta NFC unica, che non è possibile copiare, ristampare e mettere su altre bottiglie.

Bottiglia ed etichetta sono inoltre registrate in blockchain con una certificazione NFT che risolve il problema della tracciabilità: in questo modo noi siamo in grado di certificare tutti gli spostamenti effettuati da quello specifico vino, e anche l’acquirente potrà farlo se vorrà rivenderlo, offrendo maggiori garanzie sullo stato di conservazione.

La prima cosa che ho fatto per dare vita al mio progetto è stata confrontarmi con i produttori: ho riscontrato tanta frustrazione per la speculazione selvaggia che viene fatta sui loro vini che arrivano ai consumatori finali dopo innumerevoli passaggi e con prezzi altissimi rispetto a quando escono dalle cantine.

Ho deciso di fondare Crurated, il cui nome nasce da due concetti, quello di Cru, ovvero i migliori vini al mondo e quello di curation, curatela, è proprio questo ciò che noi facciamo: ci prendiamo cura dei migliori vini al mondo.

La mia è una scommessa su un modello di business che in altri settori funziona molto bene e che ho deciso di applicare al mondo del vino: il concetto di marketplace. Crurated infatti lavora solo ed esclusivamente con i produttori, senza nessun tipo di intermediazione, tutto il valore che il cliente paga, a parte la nostra fee, va a chi quel vino lo ha prodotto. Noi vendiamo in maniera differente da altre piattaforme, non troverete un’infinita vetrina di prodotti di cui poco e niente viene raccontato al di là dell’abbinamento ad un prezzo.

Ogni settimana selezioniamo un produttore e dedichiamo tutta la nostra piattaforma e la nostra attenzione a quell’azienda, a quelle persone e ai loro vini cercando di portare ai nostri acquirenti tutte le informazioni possibili raccontandole anche attraverso il lavoro di un filmmaker.

Noi ci occupiamo anche di tutta la parte organizzativa, del marketing e della logistica di cui i vignaioli non vogliono ma, soprattutto, non riescono ad occuparsi: abbiamo un magazzino in Francia dove arrivano tutte le bottiglie acquistate dai nostri clienti che possono decidere di farsele spedire in qualunque parte del mondo o lasciarle stoccate da noi senza costi aggiuntivi.

Crurated Wine Bottle with NFC RFID

Da 15 anni lei vive a Dubai. Come si beve il vino a Dubai? Quali sono le abitudini di consumo di una città così cosmopolita e complessa?

Dubai potrebbe essere un mercato davvero interessante e con grandi prospettive per il mondo del vino, ma purtroppo i prezzi sono veramente esagerati. Soprattutto all’interno della ristorazione.

Molte persone preferiscono costruirsi autonomamente le proprie cantine, visto che c’è anche l’opportunità di portare fino a cinque bottiglie in ogni viaggio di rientro.

Ed è stata anche questa situazione a spingermi a fare qualcosa di nuovo: sono tante le persone proprio a Dubai che apprezzano i grandi vini ma hanno difficoltà a procurarseli. Il mio è anche un modo di avvicinare a questo mondo quante più persone possibile.

Crurated nasce dalla mia esperienza, dalla mia passione e dal mio desiderio di democratizzare il mondo dei fine wines: questi vini nella maggior parte dei casi sono introvabili, assegnati da decenni sempre alle stesse persone, avere accesso a questo tipo di prodotti significa farlo a prezzi esageratamente speculativi. Io invece voglio dare a tutti la possibilità di acquistare e degustare questi vini.

Chi sono ad oggi i membri di Crurated? Si tratta di collezionisti o anche appassionati che si affacciano a questo mondo?

Molti di quelli che si sono avvicinati soprattutto all’inizio erano collezionisti perché loro sono stati i primi a comprendere la portata della nostra offerta e il sistema unico che proponiamo.

Poi però abbiamo dato la possibilità di iscrizione con una membership base che si chiama “explorer” che non ha alcun costo di sottoscrizione. Gli explorer hanno un accesso più limitato, ma possono comunque vedere tutto quello che viene messo in vendita sul sito, farsi un’idea, iniziare appunto a “esplorare” la nostra offerta. Naturalmente possono anche fare acquisti ed eventualmente decidere di fare un upgrade della loro sottoscrizione.

In questo modo anche semplici appassionati e curiosi si sono avvicinati al nostro progetto.

Devo dire che siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti che hanno superato ampiamente le nostre previsioni di oltre il 20% sia in termini di utenti che di ricavi. Ma noi non puntiamo ad essere un’azienda con migliaia di clienti, a noi interessa la qualità e non la quantità anche in termini di numero di membri.

Come vede il futuro del mondo del collezionismo del vino?

A noi non piace il concetto di puro collezionismo: il vino è un prodotto che deve essere consumato. Vogliamo evitare che tutto il lavoro di questi grandissimi artigiani finisca per essere un mero oggetto da collezionismo, il vino va bevuto e condiviso.

Crurated è solo all’inizio del suo percorso, continueremo a lanciare innovazioni sempre più interessanti grazie al mondo blockchain mantenendo la nostra filosofia: avvicinare sempre più gli appassionati a questo incredibile mondo.

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