Il vino è un valido alleato contro le malattie cardiache?

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Secondo uno studio greco dell’Università di Harokopio il consumo moderato di vino riduce lo stress ossidativo del corpo e previene malattie coronariche e altri disturbi.

Il nostro cuore e una bottiglia di vino aperta hanno in comune i danni che possono entrambi subire dall’ossidazione, ma quella stessa bottiglia appena stappata può diventare un ottimo alleato nella prevenzione.

Un gruppo di ricercatori greci dell’Università di Harokopio ha scoperto che i pazienti con malattia coronarica che consumano vino con moderazione hanno tassi di stress ossidativo molto più bassi rispetto ai pazienti astemi o che prediligono superalcolici. La ragione sarebbe individuabile nei composti polifenolici del vino.

Lo stress ossidativo è l’insieme delle alterazioni che si producono nei tessuti, nelle cellule e nelle macromolecole biologiche quando queste sono esposte ad un eccesso di agenti ossidanti. I danni che può procurare sono molteplici, dall’invecchiamento precoce all’ipertensione arteriosa, fino ad arrivare a patologie più gravi come diabete e infarto.

Lo studio, pubblicato all’inizio di quest’anno sulla rivista Nutrients, ha monitorato per otto settimane 64 pazienti maschi con malattie coronariche sui sessant’anni scelti dagli ospedali locali di Atene, in Grecia. I ricercatori hanno deciso di studiare solo uomini per avere un campione relativamente omogeneo, infatti secondo la coautrice Dr. Elizabeth Fragopoulou: “Uomini e donne sono caratterizzati da diverse risposte biochimiche e una delle loro principali differenze sono gli ormoni che avrebbero potuto influenzare i risultati osservati“.

I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi di studio. Il gruppo A comprendeva soggetti che si astenevano dall’alcol, il gruppo B pazienti a cui era stato assegnato il consumo giornaliero di 200 ml di Cabernet Sauvignon del Domaine Hatzimichalis e infine il gruppo C che ha bevuto 71 ml al giorno di tsipouro, un distillato locale.

I ricercatori hanno raccolto campioni di sangue e urina, dopo quattro e dopo otto settimane dall’inizio dell’esperimento per valutare il contenuto proteico e l’ossidazione della guanina, una delle cinque basi che compongono i nucleotidi degli acidi nucleici DNA e RNA.

I risultati hanno mostrato che i livelli di guanina ossidata nel gruppo del vino sono diminuiti del 24,4% dopo quattro settimane e del 15% dopo otto settimane. I livelli di guanina ossidata nel gruppo che ha consumato tsipouro sono invece aumentati del 9% dopo un mese e del 31,1% dopo due.

I ricercatori hanno scoperto inoltre che i livelli di carbonile proteico (un marcatore spesso utilizzato per lo stress ossidativo) nel gruppo vino sono diminuiti del 15,6% dopo otto settimane, mentre il gruppo tsipouro ha subito un aumento del 18,1% in due mesi.

Ma perché proprio il vino sarebbe responsabile di questa riduzione?

composti fenolici di questa bevanda sono efficaci antiossidanti in grado di contrastare lo stress ossidativo e i ricercatori ribadiscono che per quanto riguarda gli alcolici il consumo moderato di vino è da preferirsi per mantenere un cuore più sano. “Questi risultati supportano l’idea che i composti bioattivi del vino possono esercitare azioni antiossidanti che contrastano il danno ossidativo macromolecolare indotto dall’alcol nei pazienti con malattia coronarica“, ha detto la dott.ssa Fragopoulou a Wine Spectator. “Se bevi vino con moderazione, potresti avere una migliore protezione antiossidante”.

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