Responsabile marketing della cantina che porta il suo nome, la giovane vignaiola racconta la visione della nuova generazione del vino: “Il successo è avere un’identità forte che parli del nostro prodotto”
di Camilla Rocca
Marilina Paternò è la responsabile marketing e direttrice commerciale di Cantina Marilina. Braccio destro del padre Angelo, racconta con emozione il primo assaggio del mosto: per lei, ancora bambina, le vasche sembravano vere e proprie “strutture gigantesche”. Dopo gli studi in economia, guidata dalla passione coltivata fin da piccola per il lavoro del padre, decide di affiancarlo nella realizzazione del sogno di famiglia, scoprendo presto che quel sogno è anche il suo. Il suo angolo preferito in azienda è sotto un maestoso carrubo, da cui si gode un tramonto mozzafiato con vista sul mare, un luogo di ispirazione e serenità che riflette la sua visione per l’azienda.
Che cosa rappresenta, per te e per Cantina Marilina, la “next generation” nel mondo del vino?
Cantina Marilina è il nostro progetto di famiglia, per me il dono prezioso ricevuto dai mei genitori. L’importanza di questo dono è profondamente legata al progetto stesso perché proseguire il percorso dei miei genitori mi ha dato la possibilità di conoscere e sostenere valori molto importanti quali “il tempo e quindi l’attesa”, “la dedizione e la passione per la nostra terra” e “il rispetto di ciò che questa terra unica è capace di darci”.
Perché ritieni che oggi il tema del ricambio generazionale nel vino sia così centrale, soprattutto in Sicilia?
Il ricambio generazionale è importante perché da una parte si possono tramandare e tenere salde le idee e la filosofia aziendale (e quindi salvaguardare e portare avanti la tradizione), dall’altra si apporta linfa nuova e quindi quella sana ventata di freschezza di cui un’azienda ha sempre bisogno. Il ricambio generazionale permette quella continuità che assicura non solo il futuro ad un progetto che ha bisogno di tempo ma garantisce anche la preservazione e la valorizzazione della nostra terra.
Quanto conta davvero la sostenibilità per la next generation dei produttori, e come la interpretate concretamente in Cantina Marilina?
Per noi è fondamentale, alla base di ogni cosa. Oltre ad essere in biologico da sempre, noi abbiamo sempre attuato tutte quelle strategie e pratiche a basso impatto ambientale come la riduzione dei consumi di energia, acqua o l’uso di plastica, scelte consapevoli legate ai lavori nei terreni e alla gestione generale della cantina. Siamo certificati VIVA da cinque anni che è un programma promosso dal Ministero dell’Ambiente italiano per misurare e certificare la sostenibilità della vitivinicoltura italiana.
Quanto è importante, secondo te, avere oggi un volto giovane e riconoscibile che racconti l’identità della cantina?
Il volto giovane esprime il futuro di un’azienda vitivinicola. Io non solo c’ho messo il volto ma anche il nome! Al giorno d’oggi non bevi semplicemente un calice di vino ma si vuole conoscere la storia e le persone che lo producono. Avere un’identità forte che racconti la cantina ti permette di arrivare maggiormente ai consumatori e di creare in loro quella curiosità che poi li porta ad avvicinarsi completamente all’azienda stessa.
Possiamo dire che tu incarni la next generation di Cantina Marilina? In che modo stai contribuendo a innovare l’azienda?
Si certo, possiamo dirlo forte e chiaro. Sicuramente dal punto di vista di comunicazione e marketing ma anche di presenza e di aumento delle vendite nei mercati esteri.
Hai vissuto momenti di confronto o scontro generazionale da quando sei entrata in azienda? Come li avete trasformati in crescita?
Assolutamente no, nessuno scontro. Con mio padre ci siamo sempre fatti da spalla, l’uno con l’altro. Il confronto è sempre stato importante per noi. Qualsiasi cosa succeda siamo sicuri di trovarci dalla stessa parte. Possono capitare i momenti in cui abbiamo visioni diverse ma riusciamo a trovare sempre un punto di incontro.
C’è un consiglio che daresti ai tuoi colleghi vignaioli, qualcosa che noti spesso e su cui il settore potrebbe migliorare?
L’unione e la collaborazione. Esprimere il territorio all’unisono. Questo manca.
Ti è mai capitato che importatori o distributori ti considerassero “di meno” per via della tua giovane età? E nelle relazioni internazionali com’è andata?
Non credo mi sia capitato e se è successo sicuramente non l’ho percepito. Ho sempre affrontato il mondo con assoluta determinazione e ho sempre trovato collaboratori felici di affiancarmi.
Qual è il vino di Cantina Marilina che senti più rappresentativo della vostra next generation e della vostra visione sostenibile?
Tutti i nostri vini sono legati alla nostra visione sostenibile. Quello che più ci rappresenta sicuramente è il grecanico che abbiamo scelto di recuperare e valorizzare, vinificandolo in purezza e producendolo anche la versione riserva…qualche giorno fa abbiamo aperto una 2006 straordinaria!
Camilla Rocca
Una passione per il mondo del vino che parte dalle origini, si è allargata all’enoturismo e ai racconti delle persone, di quei volti, quelle mani, delle storie che sono dietro alla vigna