La festa che celebra l’arrivo dei Magi è accompagnata da torte tipiche ad ogni latitudine, ma anche dal digiuno. Nel primo caso meglio un Moscato, un Porto o un Passito (e casomai un Vin Santo…)
di Luca Serafini
Dal significato etimologico incubato in latino e in greco (apparizione, manifestazione) alla tradizione cristiana, che celebra l’arrivo a Betlemme dei Magi (non è certo che fossero re e nemmeno tre), ma anche il battesimo di Cristo, l’Epifania è l’ultimo giorno di Feste aggregate al Natale. Nei presepi si rispettano le Scritture, secondo le quali i Magi (guidati dalla stella cometa) portarono in dono al neonato Re dei Giudei oro – proprio in onore della sua regalità -, incenso – divinità – e mirra (sofferenza redentrice).
I Magi sono figure ispirate a sacerdoti zoroastriani (religione fondata dal profeta Zoroastro), l’esistenza dei quali è sospesa tra leggenda e realtà, almeno come re. Solo una favola invece quella della Befana, che deve la sua nascita proprio all’Epifania, in greco epipháneia, ma che secondo alcune tradizioni popolari è più legata alla fertilità e all’inverno che alla religione. Così come la calza, che rappresenta accoglienza e ospitalità. Appenderla vicino al camino dà origini anche alle celebrazioni dei falò del 6 gennaio e alla speranza dei bambini di trovarle piene di cioccolatini, torrone e caramelle: non di carbone, perché vorrebbe dire essersi comportati male. E siccome oltre alle aspettative dei piccoli golosi, anche gli adulti festeggiano l’Epifania con i dolci e non con piatti salati tradizionali (la Rosca de Reyes in Argentina, Paraguay e Uruguay, altri tipi di torte in Nord Europa), meglio accompagnare la giornata con un buon bicchiere di Porto, o di Moscato, un Passito o… un Vin Santo, originario della Toscana ma anche Umbria e Marche, prodotto generalmente con uve Malvasia o Trebbiano.
Oppure unire religione e dieta, come fanno in Egitto il giorno della Befana con un digiuno assoluto e rigoroso.
Luca Serafini
Dal 1° febbraio 2024 direttore responsabile di Vendemmie, giornalista e scrittore, ha una lunga carriera televisiva alle spalle ed è tuttora opinionista sportivo tra i più apprezzati. Ha pubblicato saggi e romanzi, con “Il cuore di un uomo” (Rizzoli, 2022) ha vinto il premio letterario “Zanibelli Sanofi, la parola che cura”.