Dalla rinascita della storica alla crescita sui mercati internazionali, il progetto della famiglia De Cerchio unisce produzione, ospitalità e promozione dell’Abruzzo
di Raffaello De Crescenzo
Immaginate di perdervi tra le colline abruzzesi, nell’entroterra chietino, in una calda e assolata mattina d’estate. Tra le strade che attraversano il territorio di Villamagna, non lontano da Francavilla al Mare, compare una struttura dal profilo contemporaneo, ma con richiami agli antichi casolari; al suo interno, un ristorante, una piscina e gli spazi dedicati all’accoglienza.
Ci troviamo a Torre Zambra, realtà vitivinicola che negli ultimi anni ha affiancato alla produzione di vino un progetto dedicato all’ospitalità e all’esperienza enogastronomica.
Ad accoglierci è Luisa Rutulo, Brand Ambassador della Famiglia De Cerchio, il gruppo che oggi guida il progetto. Vino e hospitality sono due elementi che qui procedono insieme, in una strategia che punta a fare dell’accoglienza una parte integrante dell’identità aziendale.
Il complesso comprende, oltre al ristorante e alla piscina, anche un wine bistrot, dove la proposta gastronomica cerca un equilibrio tra ricerca e legame con il territorio. Un progetto che si inserisce in un comprensorio vitivinicolo in evoluzione e che guarda anche al futuro, con la realizzazione della nuova cantina di Idi di Marzo, altra realtà riconducibile alla Famiglia De Cerchio.
Due aziende diverse, dunque, ma accomunate dalla stessa matrice imprenditoriale e da un territorio, quello abruzzese, capace di esprimere una produzione vitivinicola articolata e caratterizzata da una forte identità.
Il gruppo ha inoltre esteso la propria presenza al di fuori dell’Abruzzo, con realtà come Peri Peri, in Sicilia, e la cantina Pajaru, in Puglia.
Il cuore del progetto resta però Torre Zambra. Fondata nel 1961 da Laurentino De Cerchio e sviluppata successivamente dal figlio Riccardo, oggi l’azienda è guidata da Federico De Cerchio, che negli ultimi anni ha impresso un’accelerazione al percorso di crescita e di rinnovamento della cantina, intervenendo anche sulle etichette e sulla strategia commerciale, sia sul mercato italiano sia su quello internazionale.
La produzione si attesta intorno alle 200.000 bottiglie, mentre il nome dell’azienda è legato all’antica torre di avvistamento, risalente al XVI secolo, distrutta durante la Seconda guerra mondiale e riportata al suo antico splendore nel 2025.
I vigneti si trovano tra i 120 e i 200 metri sul livello del mare; in collina il terreno di Villamagna è prettamente sciolto, di natura sabbioso-calcareo, che conferisce ai vini sapidità, freschezza e complessità organolettica. Al contrario, i vigneti più vicini ai corsi d’acqua affondano le loro radici su un terreno più calcareo-argilloso, ottimo per vini strutturati.
Tra le espressioni più interessanti c’è il Poggio Salaia, Pecorino IGT Terre d’Abruzzo ottenuto da vigneti allevati a pergola abruzzese e caratterizzati da terreni sabbiosi ricchi di fossili marini. Un bianco dalla buona struttura, che accompagna con facilità primi piatti e carni bianche.
Per i bianchi e i rosati l’azienda ricorre alla criomacerazione, tecnica utilizzata per preservare il patrimonio aromatico delle uve. È il caso dell’Incastro Bianco, IGT Terre d’Abruzzo, ottenuto da un blend di Pecorino (50%), Passerina (30%) e Trebbiano (20%). Un vino che si presta all’inizio del pasto e all’aperitivo, così come l’Incastro Rosa, rosato IGT Terre d’Abruzzo da Sangiovese (70%) e Montepulciano (30%).
«Il nostro vino più venduto – ci spiega la Brand Ambassador – sapido e fresco al contempo».
Nel bicchiere emergono profumi di fragolina di bosco, anguria e fico. È un vino secco, dalla beva immediata e piacevole, particolarmente adatto alla stagione estiva.
Salendo di intensità cromatica, si arriva al Passo Sacro, DOC Cerasuolo d’Abruzzo. Il colore è intenso e il profilo olfattivo propone un frutto più pieno e maturo. In bocca mostra struttura, una buona persistenza e un equilibrio che ne sostiene la beva.
Tra le etichette di punta dell’azienda c’è poi il Colle Maggio, DOC Montepulciano d’Abruzzo, qui degustato nell’annata 2024. È stata la prima etichetta di Torre Zambra a essere esportata negli Stati Uniti, nel 1997.
Per apprezzarne al meglio il profilo aromatico, è consigliabile servirlo in un calice ampio, che permette di apprezzarne al meglio l’ampiezza e l’eleganza naso, mentre in bocca mostra una buona freschezza e una persistenza altrettanto interessante. La vinificazione prevede una lunga macerazione sulle bucce, per 45 giorni, e la fermentazione in tini di acciaio inox a una temperatura compresa tra 28 e 30 °C. L’affinamento prosegue per sei mesi in cemento vetrificato, quindi per altri sei mesi in tonneau di rovere francese e di Slavonia, con il 20% di legni di primo passaggio e l’80% di secondo passaggio. Il vino completa infine il proprio percorso con almeno quattro mesi in bottiglia.
Della stessa annata è il Piana Marina, DOC Trebbiano d’Abruzzo, ottenuto da una vecchia vigna di oltre 40 anni situata a circa 300 metri sul livello del mare. Un bianco dalla buona complessità aromatica, con note di albicocca, ananas e fiori. In bocca è ampio e pieno, sostenuto da una buona freschezza e da una persistenza che lascia pensare a interessanti possibilità evolutive.
Tornando ai rossi, il Valle Maris, DOC Montepulciano d’Abruzzo, si distingue per il rapporto tra qualità e prezzo. La sosta di tre mesi in tonneau di rovere francese e di Slavonia di secondo passaggio contribuisce a definirne il profilo, con caratteristiche che possono ricordare, per finezza e impostazione, quelle di alcuni Pinot Nero.
La degustazione si chiude con il Villamagna DOC Classico, annata 2022, premiato con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Un vino di struttura, con una gradazione alcolica di 15 gradi, che rappresenta una delle espressioni più significative della denominazione Villamagna, tra le più piccole d’Italia.
I vigneti, esposti a sud e sud-est, contribuiscono a un vino dalla notevole intensità cromatica e da un profilo olfattivo ampio e complesso, nel quale emergono anche sentori di pepe e liquirizia. La struttura e la capacità evolutiva ne fanno un rosso da abbinare a piatti altrettanto importanti, a partire dalle carni alla brace.
«Siamo l’unica azienda tra Abruzzo e Molise a crescere a doppia cifra – ci racconta il titolare, Federico De Cerchio – ma non abbiamo intenzione di cullarci sugli allori: dobbiamo continuare a fare. Il mercato su cui stiamo investendo maggiori energie è, oltre all’Europa, il Nord America; attualmente vendiamo fuori dall’Italia più del 95% della nostra produzione. Non crediamo, invece, nell’e-commerce per il vino, in quanto, su tale canale, funzionano solo le commodity e i brand già affermati, ma comunque rimane un ambito in cui è difficile fare volumi con il vino da consumo».
La crescita internazionale rappresenta dunque uno degli assi principali della strategia aziendale. I prossimi obiettivi riguardano il completamento della cantina di Idi di Marzo e la ristrutturazione della storica cantina di Torre Zambra.
«Siamo ben percepiti dalle guide internazionali più importanti, come Wine Spectator, Enthusiast, Suckling e Vinous, e siamo fieri della nostra produzione: sostenibile, biologica e vegana afferma ancora il titolare. In futuro vogliamo riuscire a riscuotere maggior successo con il nostro Villamagna Classico, il vino che rappresenta meglio la nostra identità aziendale e su cui crediamo molto. Crediamo meno, invece, nei tappi alternativi al sughero, perché per noi l’experience è importante e molti dei nostri importatori vogliono esclusivamente questa tipologia di tappo».
A Torre Zambra, dunque, il vino rappresenta il punto di partenza di un progetto più ampio, la cui sfida è quella di costruire, intorno alla produzione vitivinicola, un sistema capace di unire ospitalità, ristorazione e promozione del territorio. Il tutto, mantenendo ed esaltando le caratteristiche di un’area dell’Abruzzo che, negli ultimi anni, ha acquisito una crescente visibilità, soprattutto sui mercati internazionali.
Raffaello De Crescenzo
Analista sensoriale laureato in Tecnologie Alimentari e in Viticoltura ed Enologia. Missionario del gusto con la passione per la divulgazione scientifica. Collabora con Vendemmie dal 2025, occupandosi soprattutto di interviste ed approfondimenti di settore