Le scelte beverage per le feste 2022 secondo Partesa

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Birre, gin e vermouth premium, champagne e grandi rossi italiani: per le festività alle porte gli italiani scelgono referenze di qualità per tutte le occasioni di consumo fuori casa

Cosa berranno gli italiani nelle Feste 2022? Secondo Partesa, società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Horeca, tutto ciò che è di qualità, perché gli acquirenti stanno dimostrando sempre più una cultura del buon bere e del bere responsabile. Secondo l’indagine di fine anno elaborata dal colosso del beverage la ricerca dell’eccellenza continuerà a dettare legge in tutte le occasioni di consumo, dall’aperitivo all’after dinner.

Nel mondo della birra, dopo mesi di asporto e delivery che hanno fatto esplodere il trend delle bottiglie, le Feste 2022 sanciscono il gran ritorno della spillatura: in questo periodo, infatti, il fusto cresce molto più velocemente dei formati confezionati. E se anche quest’anno la proposta di Birre di Natale resterà più contenuta, a riempire pinte e boccali degli italiani nei brindisi fuori casa saranno indubbiamente le birre premium, a partire dalle IPA (India Pale Ale) e APA (American Pale Ale) e dalle Lager Plus, che registrano le performance più brillanti del mercato. Con l’arrivo del freddo, quindi, gli italiani cercano birre più strutturate, sempre di livello, da gustare da sole oppure in abbinamento con i piatti più tipici della stagione invernale.

Se passiamo al vino l’equazione “feste = bollicine” si conferma anche in questo 2022 che vede performance straordinarie dello Champagne, scelto non solo per il momento dei brindisi, ma anche a tutto pasto, con etichette capaci di accompagnare perfettamente sia piatti di pesce sia sapori più decisi. Importantissime anche le richieste per gli spumanti italiani, dai grandi nomi come FranciacortaTrentoDOC, alla crescente attenzione per gli sparkling del Sud Italia. E senza mai dimenticare la regione del Prosecco. E dopo la lunghissima estate di quest’anno, le temperature più fredde aprono finalmente la stagione dei vini rossi, con protagoniste le grandi denominazioni, come Barbaresco, Barolo, Brunello di Montalcino, Chianti, e le produzioni del Sud Italia, che stanno vivendo una sorta di rinascimento.

Da tenere d’occhio, infine, l’evoluzione dello stile dei passiti, avviata dai Sauternes: non più solo “vini da meditazione”, come amava definirli il grandissimo Luigi Veronelli, ma sempre più abbinabili alla parte gastronomica, dai formaggi al dessert.

In chiusura gli spirits, dove miscelazione e referenze di qualità restano i trend che dominano aperitivi e after dinner. Il Gin premium continua a regnare incontrastato, con una crescita doppia rispetto a quella della categoria Liquori. Sempre la miscelazione sostiene le ottime performance del Vermouth premium che cresce più velocemente nella categoria Aperitivo rispetto a Bitter e Vermouth. Andamento positivo anche per le richieste di spirits a base Agave, nonostante il momento di difficile reperibilità di questo prodotto sul mercato. A orientare nella scelta tra le innumerevoli etichette resta soprattutto il brand, ma si confermano anche l’attenzione alla territorialità e agli ingredienti utilizzati per la distillazione. E mentre l’aperitivo continua a vivere un momento di interessante exploit, con preferenze nette per la miscelazione, nell’after dinner degli italiani iniziano ad affermarsi anche rhum e whisky – in particolare Bourbon americani e Irish Whisky -, rigorosamente di fascia premium e con caratteristiche di eccellenza.

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