Prosegue il nostro viaggio tra i Consorzi di Tutela aderenti ad Ascovilo. Parliamo di San Colombano, unica DOC della Città Metropolitana di Milano, con il presidente Diego Bassi
di R.V.
Il San Colombano è l’unica DOC del territorio della Città Metropolitana di Milano. Quale vantaggio rappresenta per la vostra Denominazione questa unicità di rapporto con il capoluogo lombardo?
Certamente è un grande valore aggiunto: possiamo dire che San Colombano è un “enclave” dell’ex Provincia di Milano – ora Città Metropolitana – nel territorio lodigiano. Le nostre colline si trovano a 40 chilometri dal centro città, un vantaggio molto importante soprattutto per quanto riguarda l’enoturismo. Grazie ad accordi con agenzie e tour operator, ospitiamo quotidianamente tour organizzati in giornata cui partecipano turisti di ogni provenienza. Dal post covid è aumentato notevolmente il numero di milanesi che vengono a vivere esperienze nelle nostre cantine e a respirare l’atmosfera intatta della nostra collina.
Milano è la capitale dell’aperitivo: quanto è importante questa occasione di consumo per il “Vino di Milano”?
L’aperitivo è una occasione importantissima per i consumi dei nostri vini. Il progetto di “Aperitivo Made in Lombardia” è un’opportunità importantissima per la comunicazione del nostro territorio: possiamo trasformare un momento di socialità e di convivialità in un’occasione di cultura di prodotto, grazie al grande lavoro di Ascovilo che ci permette da anni la possibilità di essere presenti a iniziative di promozione di grandissima importanza.
Torniamo sull’enoturismo: anche la vostra esperienza conferma un forte interesse e una grande presenza di giovani e giovanissimi nelle vostre attività di accoglienza in cantina?
Assolutamente sì, fa davvero piacere constatare un forte interesse per la produzione, dalle vigne all’affinamento. E’ importante parlare di ciò che sta fuori dal bicchiere, coinvolgendo chi ci raggiunge sul territorio in esperienza sempre più interessanti e intriganti: i giovani sono molto interessati alla cultura territoriale. Un ruolo importante per il futuro di queste esperienze è quello della nuova generazione di produttori del nostro territorio che, ereditando cantine o investendo sul territorio, contribuiranno a scrivere le prossime pagine di storia del San Colombano, rendendo le loro cantine sempre più esperienziali e accoglienti.
Il ruolo della ristorazione nel futuro dei vini del territorio: cosa pensa si possa fare per aumentare la presenza dei vini lombardi nelle carte vini della Regione e la conoscenza da parte degli operatori di sala, spesso dequalificati?
Nel passato i ristoratori avevano un forte interesse a proporre nei loro locali vini del territorio abbinati alla cucina territoriale. Un’attenzione che – nel tempo – è venuta decisamente meno. Credo sia fondamentale investire sugli operatori di sala per formare una cultura di base delle eccellenze territoriali, creando sempre più occasioni di visita nei territori per trasformare queste esperienze nel valore informativo che possono trasmettere al cliente finale.
Quali sono i progetti futuri del Consorzio?
Tutti stanno lavorando per fare crescere il territorio. Stiamo lavorando con un focus sulla Verdea, vitigno autoctono che cresce solo a San Colombano, per renderlo la base del San Colombano Bianco. E’ un vitigno molto interessante, già sperimentato in versione bollicina, che può dare nuove prospettive ai bianchi del nostro territorio. I 10 produttori dei 2 milioni di bottiglie che vengono prodotti ogni anno nel nostro territorio, stanno lavorando con un unico comune denominatore di qualità, uno sforzo importante che – siamo certi – sarà ripagato nel futuro.
Leggi tutti gli articoli:

“La sostenibilità parta da prezzi delle uve che rispettino e riconoscano il lavoro dei viticoltori”
Si conclude il nostro viaggio tra i Consorzi aderenti ad Ascovilo. Torniamo sul Garda con un’intervista al direttore del Consorzio Garda DOC, Carlo Alberto Panont

Marco Locatelli: “Il rapporto diretto con il consumatore e l’Horeca sono i nostri grandi obiettivi”
Prosegue il nostro viaggio tra i Consorzi vinicoli lombardi aderenti ad Ascovilo: siamo in Valcalepio, la più grande zona di produzione della provincia di Bergamo, con il presidente: “Eventi, iniziative, appuntamenti: così teniamo viva la nostra terra”

Mariagrazia Marinelli: “Premiare i ristoratori che esaltano i vini del territorio”
Prosegue il nostro viaggio tra i Consorzi lombardi aderenti ad Ascovilo: siamo a Montenetto alle porte di Brescia, con la presidente del Consorzio di Tutela: “La vicinanza con la città ci rende quasi una vigna urbana, ma il futuro è l’enoturismo. Health warning? Sciocchezze: la risposta è la moderazione”

Giovanna Prandini: “Non permettiamo che l’aperitivo sia un momento di minor pregio, anche qui si gioca il futuro del vino”
Prosegue il nostro viaggio tra i Consorzi aderenti ad Ascovilo. Con la sua presidente parliamo di turismo, giovani e identità territoriale: “La filiera enogastronomica lombarda dev’essere racconto corale, dall’abbinamento alla formazione”

Marco Casati: “Il vento del lago di Como è il nostro ingrediente segreto”
Prosegue il nostro viaggio nei Consorzi aderenti ad Ascovilo in un territorio tra i più apprezzati dai turisti internazionali, ne parliamo con il Presidente del Consorzio Vini IGT Terre Lariane: “Il turista vuole bere locale, ora serve crescere senza perdere identità”

In Valcamonica le piccole cantine attirano un grande pubblico: “Da noi anche l’aperitivo diventa occasione per proporre vini premium”
Prosegue il nostro viaggio tra i Consorzi di Lombardi aderenti ad Ascovilo. Ne pariamo con il direttore Sergio Bonomelli: “Investiamo su formazione e accoglienza per far crescere una denominazione di qualità”