di Nello Gatti
Nel cuore del Rheinhessen, tra le terrazze che si affacciano sul Reno, si trova il comune di Mettenheim, dove storia, suolo fertile e viticoltura d’avanguardia sono il luogo dove la famiglia Sander produce vini da oltre tre secoli. I vigneti occupano dolci pendii su terreni calcarei di sabbia e ghiaia esposti a sud e accarezzati dalla brezza fluviale, mentre le colline riflettono secoli di memoria europea tra antichi castelli, rapaci che volteggiavano sopra i caseggiati e un paesaggio modellato dal tempo.
Oltre tre secoli di identità vitivinicola
Radicata in famiglia da oltre 300 anni, la cantina ha fatto del rigore biologico la sua cifra distintiva. Fu Ottoheinrich Sander, negli anni ’50, ad adottare una viticoltura senza pesticidi, diventando uno dei pionieri del biologico in Germania. Oggi guidata da Stefan Sander, l’azienda è certificata Naturland e FairChoice, ma secondo lui “bio non basta, serve qualità”.
Su circa 35 ettari crescono oltre 20 varietà, suddivise tra zone di sperimentazione e ceppi storici: il vitigno principe resta il Riesling, ma condividono le vigne anche Silvaner, Pinot bianco, Pinot nero, Sauvignon blanc, Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon. Inoltre, due cloni storici sono stati ripresi con entusiasmo: sono il Grünfränkisch e il Kleiner Fränkischer Burgunder, varietà locali riscoperte e vinificate in anfora e barrique. In linea con la filosofia della Cantina, il 95 % delle etichette seguono una vinificazione con fermentazioni spontanee e affinamenti differenziati tra acciaio, legno, anfora e lunga maturazione sulle fecce, per produrre vini secchi.
Le linee – Varietal, Origin, Réserve – raccontano passaggi precisi: dal piacere immediato alla tensione territoriale, fino alla verticalità di un élevage ambizioso.
Trend e futuro: radicati ma aperti al cambiamento
Negli ultimi anni il panorama del consumo tedesco è mutato: durante la pandemia è cresciuto l’acquisto diretto, dall’HORECA a negozi biologici e privati. Oggi, però, la contrazione del consumo interno, l’invecchiamento demografico e l’attenzione all’alcol mettono sotto pressione il mercato nazionale. È curioso che – nonostante un leggero calo – le vendite di Sander abbiano mantenuto equilibrio, mentre l’export nord-europeo, soprattutto Finlandia e Svezia, cresce grazie alla predilezione per un Riesling profondo ma non artificioso.
Come risponde la cantina agli ultimi trend di mercato? Rifiutando il vino dealcolato, per coerenza con i suoi valori energetici e ambientali. Secondo il titolare il vino è “supernatural substance”, sostanza che unisce culture, stimola pensieri, crea comunità.
Sul fronte dell’enoturismo, il Rheinhessen avanza ma è ancora alla ricerca della propria “ricetta”, mentre il turismo lento fatto di bici, escursionismo, camper, sta trasformando la regione in un’esperienza autentica, poco affollata e ben strutturata, dove Sander è tappa vuole proporsi come destinazione imperdibile.
Equilibrio sostenibile e pensiero contemporaneo, quindi, per vini autentici, radicati e densi di significato per una viticoltura responsabile per davvero.
Nello Gatti
Vendemmia tardiva 1989, poliglotta, una laurea in Economia e Management tra Salerno e Vienna, una penna sempre pronta a scrivere ed un calice mezzo tra mille viaggi, soggiorni ed esperienze all'estero. Insolito blend di Lacryma Christi nato in DOCG irpina e cresciuto nella Lambrusco Valley, tutto il resto è una WINE FICTION.