Rinite allergica da pollinosi? Meglio il vino bianco che il rosso

Tempo di lettura: 2 minuti

La febbre da fieno, allergia molto comune che stagionalmente si ripresenta nei soggetti più sensibili, potrebbe peggiorare a seconda che si beva un calice di vino rosso o di bianco. Lo dicono gli scienziati.

di Giovanna Romeo

Starnuti, prurito agli occhi e naso che cola sono i sintomi evidenti di una rinite allergica, la fastidiosa “febbre da fieno” un termine comunemente usato che non ha niente a che fare con il fieno e con la febbre, e che nel Regno Unito colpisce il 20% della popolazione. The Drinks Business illustra i risultati di uno studio danese condotto nel 2008 che ha mostrato come la quantità di alcol ingerito aumenti sia il rischio che la gravità dell’allergia con il 14% degli 5.800 individui coinvolti (nessuno era un soggetto allergico) che hanno manifestato sintomi dopo aver bevuto alcolici.

Lo studio del Center for Alcohol in Danimarca afferma che coloro che hanno bevuto più di 14 calici a settimana hanno una probabilità di 1,78 volte maggiore di sviluppare l’allergia. Questo perché le istamine sono presenti nell’alcol, e consumare un calice di vino o di birra può portare a un eccesso di istamina soprattutto se il corpo sta già producendo la sostanza per contrastare la reazione allergica al polline.

Non tutte le bevande alcoliche sono sconsigliate. Alcune hanno il vantaggio di contenere meno istamina di altre. Ecco dunque che secondo DrinkWell UK se il vino rosso può averne dal 20 al 200% in più rispetto al bianco, quest’ultimo (se preferito) può dunque contenere i sintomi. In generale, il vino rosso presenta da 60 mg a 3.800 mg di istamina; il vino bianco da 3 mg a 120 mg e lo Champagne da 15 mg a 670 mg.

Alcuni produttori hanno sperimentato anche determinati vitigni potenzialmente idonei nel ridurre il livello di istamina. Uno tra questi è il Dolcetto, una varietà che ha livelli naturalmente bassi. Curioso è vedere come gli spirits quali Tequila, Gin o Vodka, eccetto le versioni aromatizzate, abbiano livelli inferiori rispetto al nostro buon caro vino.

Facebook
Twitter
LinkedIn