L’affascinante vita della donna che ha rivoluzionato il mondo del vino e resuscitato un marchio prestigioso
di Emma Pagano
Una vita da film: è quella che ha vissuto Barbe-Nicole Ponsardin, una delle prime donne imprenditrici della storia e capostipite di una delle maison di champagne più rinomate al mondo, dal 1987 parte integrante del gruppo LVMH. Ma “Madame Clicquot” non è solo un film sulla produzione di vino, è una celebrazione di una pioniera che ha trasformato un’impresa familiare in un’icona globale.
Ispirato al libro “The Widow Clicquot: The Story of a Champagne Empire and the Woman Who Ruled It” di Tilar J. Mazzeo, il film segue la protagonista, interpretata da Haley Bennett, fin dalla giovinezza. Nata nel 1777 da un industriale tessile di Reims, a soli vent’anni si sposa con François Clicquot, rampollo di una famiglia di produttori di vino. Il loro matrimonio, inizialmente di convenienza, si trasforma presto in una vera storia d’amore: François, eccentrico e visionario, introduce la giovane moglie nel mondo vitivinicolo, un mondo che diventerà la sua missione dopo la prematura morte di lui.
Rimasta vedova a 27 anni e con una figlia da crescere, Barbe-Nicole prende le redini dell’azienda, sfidando le convenzioni sociali e legali dell’epoca: la Francia delle guerre napoleoniche e il rigido Codice Napoleonico del 1804, che proibiva alle donne di gestire attività commerciali, non la fermano. Barbe-Nicole studia la chimica del suolo, le tecniche di viticoltura e introduce innovazioni fondamentali nel processo di produzione dello champagne. Tra queste, la tecnica del remuage, che consente di ottenere un vino limpido e brillante, rivoluzionando l’industria dello champagne.
Il film di Napper cattura non solo la determinazione e l’abilità imprenditoriale di Barbe-Nicole, ma anche il contesto storico che ha contribuito al suo successo. Il 1811, noto come l’Anno della Cometa, è leggendario per la qualità eccezionale del raccolto di uva. Questo, insieme alla fine delle guerre napoleoniche, permette a Barbe-Nicole di esportare il suo champagne in Russia, dove lo zar Alessandro I decreta che sarà l’unica bevanda con bollicine accettata alla corte.
La sua creatività e la sua ricerca di innovazione portarono a diversi primati nella Champagne: il primo champagne vintage, l’invenzione della table de remuage e il primo champagne rosé per assemblaggio. Queste tre innovazioni rivoluzionarono la produzione dello champagne e furono rapidamente adottate da tutti i produttori, gettando le basi della moderna produzione di champagne. Sotto la sua guida, la Maison Veuve Clicquot è diventata sinonimo di lusso e qualità: un’eredità che è valsa a Barbe-Nicole il soprannome “Grande Dama dello Champagne”.
Emma Pagano
Emma Pagano, italo-americana, pratica l’amore per le parole in due lingue, tra comunicazione, traduzione e organizzazione di eventi culturali. Responsabile della Comunicazione di MWW Group, coordina il progetto Vendemmie assieme al team.